Test intolleranze alimentari.

Quando ci si trova di fronte a disturbi fisici dalla causa incerta è bene pensare di fare un test sulle intolleranze alimentari. Spesso infatti disturbi che non sembrano direttamente correlati con l’alimentazione hanno invece una base alimentare e possono essere messi in evidenza con un semplice test per poi procedere alla cura adeguata. Vedremo brevemente cosa sono le intolleranze alimentari e ci soffermeremo sui test per individuarle.

Test intolleranze alimentari

Le intolleranze alimentari: quando fare il test.

Le intolleranze alimentari rappresentano una reazione dell’organismo all’ingestione di alcuni alimenti. Il paziente affetto da intolleranza non assimila correttamente quel determinato alimento e questo può portare all’insorgenza di sintomi come il gonfiore addominale o la diarrea.

Attualmente in medicina le intolleranze alimentari accertate sono soltanto due e sono dirette verso un solo tipo di alimento: il lattosio, responsabile dell’intolleranza al lattosio, e il glutine, responsabile della celiachia ovvero l’incapacità di assimilare correttamente le proteine del glutine. Se ci si trova davanti a dei soggetti, bambini specialmente, che dopo l’assunzione di questi due alimenti presentano diarrea o sintomi correlati è bene sottoporli ad un test specifico per la celiachia o per il lattosio.

E’ bene anche effettuare un test per le intolleranze durante la gravidanza se si riscontrano sintomi preoccupanti. In gravidanza infatti l’organismo è più sensibile ed è quindi bene fare attenzione all’alimentazione specialmente all’assunzione di cibi conservati, che sono quelli che determinano più spesso le intolleranze.

Dieta e intolleranze.

Una delle nuove frontiere della dietologia è quella di stilare un profilo dietetico basato sulle intolleranze alimentari di ogni individuo. Si ritiene infatti che l’intolleranza verso alcuni alimenti faccia ingrassare a causa dell’infiammazione provocata dall’ alimento non tollerato.

Per quanto riguarda invece le intolleranze accertate è necessario e obbligatorio seguire una dieta che escluda completamente, specialmente in caso di celiachia, l’alimento che causa la reazione, quindi in questo caso, una dieta priva di glutine è l’unico modo per guarire dall’ intolleranza.

Come si fa il test e quali sono le metodiche?

Esistono oggi giorno molti test per le intolleranze alimentari, alcuni accreditati dalla comunità scientifica, altri no. Vediamo come si fa un test per le intolleranze alimentari secondo varie metodiche.

  • Metodo ELISA: questo metodo è un test che consente, mediante un prelievo di sangue, di individuare le reazioni dell’organismo ad alcuni alimenti. Il principio è il dosaggio di una classe di immunoglobuline, le IgG ed è un test sia diagnostico che terapeutico. Il sangue del paziente viene messo a contatto con l’alimento e si vede se c’è o meno una reazione.
  • Metodo kinesiologico: questo test prevede che il paziente venga in contatto con un gran numero di alimenti da testare, circa 250. Si mette il paziente in contatto con l’alimento (o semplice contatto o somministrazione) e successivamente si fa una misurazione della contrazione muscolare. Se la forza di contrazione risulta diminuita allora il paziente potrebbe essere intollerante a quell’alimento. Questo test è adatto anche ai bambini e agli anziani.
  • Metodo vega : questo metodo si basa sulla bio elettronica dell’organismo, parametro che varia in base a vari stimoli. Il test si effettua tramite un apparecchio in grado di emettere imput sotto forma di corrente elettrica continua. Questa corrente scorre dall’ apparecchio a un piccolo contenitore in ottone che contiene l’alimento che vogliamo testare e che verrà dato in mano al paziente. Il paziente è anche collegato a degli elettrodi applicati nei punti che si utilizzano per l’agopuntura. A seconda della corrente registrata avremo positività o meno nei confronti dell’alimento.
  • Metodo Voll/B.E.R: basato sulla regolazione bioenergetica (B.E.R.) è un test non invasivo che si basa sul rilevare dei punti bioenergetici sulla pelle del paziente. La metodica risulta simile al test vega, in quanto il paziente fa parte di un “circuito elettrico” insieme ai vari alimenti da testare. Il medico valuterà le frequenze elettromagnetiche dei punti cutanei in base alle quali stabilirà l’esistenza o meno di intolleranze.
  • Metodo delle biointolleranze: questi test, sono dei test che si basano sulla biorisonanza e che prevedono l’utilizzo di unghie o più frequentemente capelli per determinare la presenza o meno dell’intolleranza. Si pone il capello o l’unghia a contatto con le frequenze di risonanza degli alimenti e si fa una valutazione della compatibilità tra queste frequenze. Se le frequenze, capello e alimento, si discostano tra loro allora saremo in presenza di intolleranza.

Dove farlo e quali sono i costi?

Per effettuare un test sulle intolleranze alimentari si può andare in ospedale, in caso di test ELISA o di test specifici per celiachia e lattosio e in questo caso si pagherà soltanto il ticket, oppure in farmacia o in strutture specializzate e laboratori di analisi che effettuano questo tipo di test. Privatamente il costo di un test per la celiachia e per il lattosio si aggira intorno ai 60 euro, il test del capello intorno ai 100, un test Vega va dai 70 ai 150 euro.

I risultati dei test.

Non tutti i test sulle intolleranze danno gli stessi risultati e hanno la stessa sensibilità e attendibilità.

  • Il test ELISA è altamente ripetibile ed attendibile ed è quello più affidabile infatti è quello utilizzato da più tempo in medicina poiché da ottimi risultati.
  • Il test kinesiologico invece, pur essendo ampiamente usato solleva dei dubbi sulla sua affidabilità e sulla sua ripetibilità poiché i pazienti possono non essere completamente collaborativi durante l’esecuzione del test e le intolleranze si possono verificare non nell’immediato ma in un arco di tempo di 72 ore.
  • I test Vega e Voll risultano quelli meno affidabili in quanto non sono in grado di distinguere pazienti realmente allergici da pazienti che non lo sono, oltre ad essere scarsamente ripetibili.
  • Anche i test che si basano sulla biorisonanza, come il test del capello, non sono tanto affidabili perché i capelli sono influenzati da stress dovuti ai cambiamenti atmosferici e da stress chimici e quindi non possono dare delle risposte certe.

Risulta quindi chiaro che, al momento di scegliere a quale test affidarsi, i criteri di scelta saranno quelli di affidabilità, specificità e attendibilità e quindi è consigliabile puntare su un test immunoenzimatico come l’ELISA.

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