Tecniche di meditazione.

Le principali tecniche di meditazione da quella taoista alle numerose sfumature di quelle buddhiste,sono pratiche in cui l’individuo si concentra su se stesso per rigenerare il corpo e la mente. Esaminiamo come si svolgono e quali sono i benefici di questa usanza che esiste da sempre e che negli ultimi anni sta diventando oggetto d’interesse comune.

Tecniche di meditazione

    Indice Articolo:

  1. Cosa sono?
  2. Meditazione buddista
  3. Tecniche induiste
  4. Meditazione cristiana
  5. Approfondimenti

Cosa sono le tecniche di meditazione?

Ogni religione, ogni credo ed ogni filosofia di vita accoglie, riconosce e pratica la una tecnica di meditazione seppur in maniera differente.

Ci sono, quindi, molte tecniche diverse che possiamo distinguere in due principali tipologie:

  • quelle in cui la meditazione si basa sulla focalizzazione
  • quelle in cui si basa sul monitoraggio.

Sebbene tale distinzione non è ben definita e spesso focalizzazione e monitoraggio si intreccino, le varie pratiche meditative si suddividono proprio in base a come viene utilizzata l’attenzione.

Nelle tecniche basate sulla focalizzazione l’attenzione si “focalizza” su qualcosa che può essere un oggetto reale, una parte del corpo o anche un’ immagine.

Nelle tecniche basate sul monitoraggio l’attenzione si concentra sui propri pensieri.

Cos’è la meditazione?

La meditazione è un sistema per conoscere se stesso. Per entrare in uno stato meditativo è indispensabile la concentrazione che può essere utilizzata per rilassarsi semplicemente o per raggiungere una consapevolezza interiore profonda.Per meditare, qualunque sia la tecnica, occorre allontanare la mente da tutto ciò che è esterno e concentrarsi sull’ osservazione di se.

Le tecniche sono tante, ma analizzeremo nello specifico le principali tecniche di meditazione associate alle varie tradizioni culturali:

  • Tecniche di meditazione buddista
  • Tecniche di meditazione Induista
  • Tecniche di  meditazione cristiana

Tecniche di Meditazione buddista.

Non tutti sanno che esistono due filoni di tradizione buddista principali: il Buddismo Tibetano e il Buddismo giapponese. Nella meditazione, come nei principi base del filone filosofico stesso, ci sono degli elementi comuni.

La meditazione Buddista viene esercitata per arrivare all’illuminazione (Buddità / sviluppo mentale) e si pratica in tal modo:

  • scegliere un luogo tranquillo dove non si possa venire distratti da rumori o situazioni esterne caotiche,
  • scegliere un momento della giornata in cui possiamo dedicarci completamente a noi stessi. Il mattino presto o la sera sono generalmente i momenti migliori,
  • non si hanno delle regole sulle tempistiche; per iniziare consigliamo comunque una meditazione di quindici minuti. Con il passare del tempo ogni persona mediterà a seconda delle sue esigenze, con naturalezza,
  • generalmente i buddisti meditano da seduti. La posizione utilizzata è meglio conosciuta con il nome di posizione a fiore di loto (il fiore di loto, simbolo di purezza ed armonia cosmica, è un elemento sacro per il buddismo).

Come si assume la posizione a fior di loto:

  • Sedersi su un tappetino con le gambe distese.
  • piegare il ginocchio della gamba destra e a posizionare il piede sulla gamba sinistra
  • La stessa sequenza va ripetuta con la gamba sinistra.
 

Esistono varie tecniche di meditazione Buddista:

  • La meditazione della tranquillità (samatha) viene chiamata così perché ha come scopo quello del raggiungimento della serenità interiore e fisica.
  • La meditazione analitica, dell’intuito (vipassana), viene praticata dopo la Samatha per accrescere i pensieri di natura positiva e per scardinare le false visioni della vita che ci siamo creati con il passare del tempo.
  • La meditazione zen che è una tecnica volta al raggiungimento della Vera Vita superando l’attaccamento al terreno che oscura la realtà dell’esistenza umana.
  • La meditazione Samatha si basa sull’osservanza del respiro che è il mezzo imprescindibile mediante il quale cominciare ad entrare in risonanza con la propria parte profonda. Attraverso la concentrazione riservata al nostro respiro, cominceremo ad addentrarci in una fase meditativa. La nostra attenzione dovrà essere riservata al percorso che fà il respiro partendo dal nostro naso e attraversando tutto il corpo. Incentrando la mente solo sul respiro, riusciamo a liberarci dai pensieri e dalle negatività, assicurandoci così calma e pace interiore.

La meditazione Vipassana

La meditazione Vipassana verte sul concetto di osservanza di sé per giungere ad una totale coscienza del proprio corpo, alla purificazione della mente e dei nostri Chakra (centri energetici). L’ auto osservazione giornaliera, ci porterà a lavorare sui nostri limiti e sui sentimenti negativi, come per esempio la collera.

Questa particolare forma di meditazione comprende dunque:

  • Momenti di pratica “tradizionale” nei quali si attua la tecnica dell’osservanza del respiro.
  • Fasi di pratica "attiva", attraverso l’attenzione verso le emozioni e verso la mente in tutte le fasi della giornata.

La meditazione Zen.

La meditazione Zen è una tecnica di meditazione Buddista che si rifà alle scuole buddiste zen. Vede le sue origini in India. A differenza del buddismo tradizionale, lo zen non basa i suoi fondamenti sugli scritti ma è una tecnica volta all’abrogazione di ogni filosofia, tradizione o dogma. Lo zen viene considerato come l’essenza originaria della meditazione perché va direttamente alla fonte del nostro spirito. La tecnica che il buddismo zen utilizza per meditare, oltre alla concentrazione che bisogna avere sul respiro e sulla postura, è incentrata sull’utilizzo dei Koan, parole o brevi frasi che possono anche non avere un senso compito. Quest’enunciato viene dato dal maestro all’allievo per aiutarlo nella meditazione e per fargli capire che non è la logicità che ci conduce alla via della soluzione ma bensì la conoscenza di sé.

Tecniche di meditazioni Induiste

Esistono tre principali filoni dell’induismo: shivaismo, il vishnuismo e il culto della dea madre. Sono tre gruppi separati che rispettano l’autorità di Veda (testi sacri in sanscrito) ma differiscono per i mantra utilizzati. Tra le tecniche di meditazione induiste le più note sono la meditazione con Mantra, lo Yoga e la meditazione trascendentale.

Meditazione con mantra.

La meditazione con mantra (parola di origine sanscrita) è una tecnica meditativa che utilizza la ripetizione continua di una parola di carattere spirituale che consente di focalizzare la mente ed entrare in contatto col divino.

I Mantra: centri energetici come mezzo meditativo.

Tutto il mondo orientale annette alla meditazione e alla preghiera dei mantra che aiutano ad entrare in uno stadio interiore profondo e in alcuni casi come nel buddismo e nell’induismo, permettono di entrare in connessione con le energie dell’universo.

Il Mantra è una parola corta (sillabe o anche brevi frasi), riconosciuta come potente e di carattere spirituale. La ripetizione sonora di questa parola, ha l’abilità di cambiare la nostra coscienza. Non si tratta di arti occulte ma semplicemente di una questione vibrazionale di cui sono dotate le parole.

Quando utilizziamo un mantra, ci accingiamo a richiamare le energie superiori che ogni tradizione identifica con un nome diverso. Possiamo riferirci a Dio, all’universo, alle divinità indiane e così via. Con il mantra dunque chiediamo di entrare in contatto con la presenza del “Divino”.

Esistono una quantità infinita di mantra diversi secondo la tradizione d’appartenenza ma uno dei mantra più conosciuti: è OM (Amen in cristiano). Si tratta di un mantra impersonale, ossia non richiama in sé la natura divina; per renderlo efficace c’è bisogno di affiancare alla sillaba un mantra personale o far riferimento a figure che ci hanno ispirato.

Meditazione Yoga.

La meditazione Yoga è un mezzo per arrivare alla salvezza spirituale attraverso la conoscenza di se.

Anche per lo Yoga esistono diverse pratiche tra cui:

  • Meditazione del terzo occhio. Il terzo occhio, situato tra le sopracciglia, rappresenta l’energia dell’universo. La meditazione consiste, dopo la respirazione, nel chiudere gli occhi e concentrarsi sul proprio terzo occhio. In questo modo i pensieri si allontanano, la mente si sgombra. Il terzo occhio, infatti, è collegato con la ghiandola pineale ed è considerato l’occhio dell’anima. Una volta che esso viene aperto, l’energia circola in tutto il corpo è possibile arrivare della consapevolezza.
  • Meditazione dei chakra. Anche questa mira a risvegliare le energie interne per raggiungere l’equilibrio di tutti i chakra che sono i centri energetici del corpo umano. Ogni chakra ha la sua funzione e solo l’armonia tra essi può condurre al benessere psico-fisico. La meditazione consiste nel focalizzarsi prima sul respiro, poi su una musica o un colore per attivare ad uno ad uno tutti i 7 chakra: Il Muladhara chakra è il primo chakra si trova alla base della colonna vertebrale, lo svadhisthana chakra, collegato ai reni, il Manipura chakra collegato al fegato, Anahata il chakra del cuore,Vishudda chakra legato all’espressione e alla gola, Ajna chakra legato al giudizio,Sahasrara che collega con l’energia universale
  • Meditazione visiva, consiste nel chiudere gli occhi e fissare la mente su un oggetto o un’immagine. La concentrazione, una volta aperti gli occhi, consente di mantenere viva l’immagine con l’occhio della mente.Questo tipo di meditazione che abitua all’autodisciplina serve a rilassare la mente ed a sgombrarla dai pensieri negativi.

Approgfondisci le caratteristiche della meditazione yoga.

la meditazione trascendentale.

La meditazione trascendentale  è una tecnica che si basa sulla ripetizione, due volte al giorno, di un suono a scelta per almeno 15 minuti. Dopo un periodo di allenamento, la mente riesce a liberarsi dai pensieri, a raggiungere lo stato di trascendenza e raggiungere il se interiore.

Tecniche di meditazione cristiana

Il cristianesimo tradizionale, intende come meditazione la preghiera che può essere effettuata in un luogo sacro (chiesa) oppure in privato.

  • Generalmente si inizia con l’invocazione dello spirito santo.
  • Successivamente si prosegue con la lettura di brani della Bibbia.
  • Si riflette sui passi scritti nel libro sacro e sulla propria condizione.
  • Si chiede perdono a Dio per i peccati e si chiede la Grazia.

Tuttavia è possibile avvalersi di una forma meditativa più “profonda” e che implichi un impegno differente.

La meditazione cristiana (preghiera) utilizza gli stessi principi base delle altre meditazioni (da seduti, rilassandosi, concentrandosi) ma porta a rimanere vigili e non nell’entrare in stadi di coscienza superiore.

Come tecnica principale, viene utilizzata la ripetizione di un mantra (se ne possono utilizzare diversi) come per esempio la parola "maranàtha" che significa “Vieni signore”. Durante la ripetizione del “Vieni Signore”, la mente abituata al pensiero, verrà immersa in immagini e riflessioni sulle quali non dobbiamo soffermarci. Occorre centralizzare la attenzione solo sull’ascolto di sé stessi per sgombrare la mente. Attraverso la meditazione profonda, il cristiano, come diceva San Giovanni della croce, entra in contatto con se stesso e raggiunge la Grazia, l’Infinito, il Signore.

Supervisione: Maria Grazia Cariello

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