Tartufo bianco o nero: proprietà, controindicazioni e valori nutrizionali.

Il tartufo, sia bianco che nero, rinomato per gusto e pregio, è in realtà anche ricco di proprietà benefiche. Scopriamone le calorie, i valori nutrizionali e tutte le caratteristiche, comprese le possibili controindicazioni al suo consumo.

Tartufo bianco o nero: proprietà, controindicazioni e valori nutrizionali

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Calorie e valori nutrizionali
  3. Proprietà
  4. Controindicazioni
  5. Ricette
  6. Approfondimenti

Caratteristiche e tipologie di Tartufo.

Tra i funghi più ricercati e gustosi, i tartufi si differenziano per colore, forma e grandezza. Ne esistono molte varietà differenti, tra le principali si annoverano:

  • Tartufo bianco pregiato: di colore bianco e forma arrotondata
  • Tartufo nero pregiato: nero, di forma irregolare
  • Tartufo scorzone: nero scuro di grandi dimensioni
  • Tartufo bianchetto o marzuolo: bianco, piccolo e di forma irregolare
  • Tartufo invernale: nero con venature scure interne e abbastanza arrotondato
  • Tartufo nero liscio: esternamente liscio e di colore scuro ma bianco all’interno.

Calorie e valori nutrizionali dei bianchi e dei neri.

I vari tipi di tartufo fresco hanno valori nutrizionali e calorie sovrapponibili.

Calorie evalori nutrizionali del tartufo bianco o nero

In particolare, 100 grammi di tartufo apportano solo 31 kcal ripartite in:

  • carboidrati 0,7 g
  • proteine 6 g
  • grassi 0,5 g

Le poche calorie sono giustificate dall’elevato contenuto d’acqua pari a 75,8 grammi su 100.

Il tartufo, inoltre, contiene piccole quantità di vitamine del gruppo B e discrete concentarzioni di calcio, fosforo e ferro.

Come si conserva?

Come altri tipi di funghi, anche il tartufo è facilmente deperibile in quanto facile preda di muffe e batteri. Il modo migliore di conservarlo dopo averlo spazzolato senza usare acqua, che va usata solo al momento del consumo, è arrotolato in carta da pane e riposto in un barattolo chiuso in frigorifero. In questo modo si conserva fino a cinque giorni. Per conservarlo più a lungo si può friggere leggermente in olio o in burro preparando una salsetta da tenere in frigorifero anche per più di un mese.Quando con il tartufo si intende preparare un risotto si può conservare insieme al riso secco in un barattolo chiuso ermeticamente e riposto in frigo. Ma anche questo metodo consente una conservazione breve, di qualche giorno.

Proprietà del tartufo: fa bene o fa male?

Il tartufo è ricco di sali minerali che assorbe dal terreno e di antiossidanti.

In virtù di questi principi è capace di apportare benefici al nostro organismo:

  • stimola il fegato a produrre urea, un composto di scarto derivato dal metabolismo delle proteine che viene poi eliminato con le urine. Il tartufo, infatti, contiene una buona quantità di composti proteici contenenti purine, molecole il cui metabolismo avviene a livello epatico.
  • Stimola i reni che, come conseguenza di un’aumentata produzione di urea, aumentano la loro attività, ossia la filtrazione del sangue e l’eliminazione di urea con le urine.
  • Adatto nelle diete perchè contiene pochissimi grassi e quindi non fa ingrassare.

Queste proprietà si traducono in benefici per l’organismo se il tartufo viene assunto in modeste quantità, ma se il consumo diventa abituale fa male: può causare il sovraccarico di fegato e reni causato dalla produzione eccessiva di urea.

Il tartufo sulla pelle per contrastare le macchie.

Il tartufo nero, inoltre, contiene particolari pigmenti responsabili del caratteristico colore e grazie ai quali se usato, topicamente schiarisce le macchie della pelle, in quanto i pigmenti contenuti nel fungo si legano alla melanina, pigmento endogeno prodotto in eccesso nella zona della macchia, inattivandola.

Controindicazioni.

Il tartufo, soprattutto se consumato frequentemente, può avere delle controindicazioni:

  • iperuricemia. Chi soffre di gotta (acido urico aumentato con tipici attacchi dolorosi ai piedi e alle articolazioni) dovrebbe evitare il consumo di tartufo in quanto stimola la produzione di ulteriore acido urico e urea peggiorando la malattia.
  • Calcoli ai reni. L’aumento dell’attività renale come conseguenza alla produzione di urea può provocare il movimento di calcoli provocando dolorose coliche renali.
  • In gravidanza. Il tartufo, venendo a contatto con la terra, può essere contaminato da toxoplasma un microrganismo capace di alterare il normale sviluppo del feto. Tuttavia se il tartufo viene consumato previa cottura non da particolari problemi.

Il Tartufo in cucina: ricette

Particolarmente apprezzato e utilizzato nella cucina italiana il tartufo rende gustoso qualsiasi piatto in cui viene aggiunto.

Si sposa bene con i primi e i secondi di carni e conquista anche i palati più raffinati, ma per insaporire ne basta davvero poco: il gusto e l’odore decisi, altrimenti, tendono a coprire qualsiasi altro sapore.

Di seguito qualche semplice ricetta da realizzare a casa con il tartufo:

  • Fettuccine al tartufo nero. In una padella si fa rosolare l’aglio nell’olio extravergine d’oliva. Quindi, si toglie l’aglio e si aggiungono delle acciughe. Quindi si aggiungono le fettuccine precedentemente scaldate e a fuoco spento si aggiungono scaglie di tartufo. Per guarnire i piatti si può usare sia il tartufo in scaglie che grattugiato.
  • Crostoni robiola e tartufo. Il pane tosato in olio si farcisce con robiola e scaglie di tartufo bianco. I crostoni si servono con radicchio arrosolato in poco burro. Si può usare sia il tartufo bianco che il nero.
  • Manzo al tartufo. Si cuociono alla griglia delle fette di filetto di manzo abbastanza spesse. Poi i una padella si dispongono insieme all’olio, il sale e l’aceto balsamico qualche fettina di tartufo bianco. Sopra al condimento si dispongono le fettine di manzo e si lascia cuocere qualche minuto.

Supervisore: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Valentina Coviello (Biologa)

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