Taglio cesareo: quando si fa? Lascia cicatrici? Procedura, vantaggi e svantaggi.

Il taglio cesareo è un intervento chirurgico, eseguito con diverse tecniche, indicato in diverse condizioni in cui non è consigliabile il parto naturale. Il cesareo ha indubbiamente alcuni vantaggi, come ad esempio evitare le lunghe ore di travaglio, ma può, in alcuni casi lasciare una cicatrice evidente.

Taglio cesareo: quando si fa? Lascia cicatrici? Procedura, vantaggi e svantaggi

    Indice Articolo:

  1. Catatteristiche
  2. Quando farlo?
  3. Procedura
  4. Vantaggi e svantaggi
  5. Approfondimenti

Cos’è il taglio cesareo?

Il taglio cesareo, o parto cesareo, è un intervento chirurgico che ha lo scopo di far nascere un bambino quando, per diversi motivi, non è possibile attuare il parto naturale. Il parto cesareo può essere programmato, ed in questo caso avvenire intorno alla 38° settimana di gestazione, oppure essere eseguito in urgenza durante il travaglio se la donna non riesce a partorire naturalmente.

Curiosità.

Nonostante sia un intervento chirurgico a tutti gli effetti, con tanto di somministrazione di anestesia, il taglio cesareo è molto richiesto dalle donne: si stima, infatti, che solo in Italia il 38% delle donne ricorra al parto cesareo, con una grande discrepanza tra nord e sud, 18% vs 54% rispettivamente, probabilmente a causa delle differenze nell'assistenza sanitaria.

Quando si fa questo intervento?

Vediamo quali sono le circostanze in cui è necessario eseguire un cesareo d’urgenza o un cesareo programmato.

Il taglio cesareo in urgenza viene eseguito quando, dopo molte ore di travaglio, la donna non riesce ancora a partorire e pertanto, per evitare sofferenze al feto ed alla donna stessa, si procede con l'intervento.

Nel caso invece di parto cesareo programmato, questo viene solitamente eseguito:

  • se la donna soffre di patologie importanti, quali per esempio il diabete, per cui il parto naturale rappresenterebbe un problema per la salute di madre e feto.
  • Se la donna ha avuto precedenti gravidanze terminate con parto cesareo in quanto l’utero presenta già una cicatrice e potrebbe essere pericoloso partorire naturalmente.
  • Se vi sono gravidanze gemellari o plurigemellari.
  • In caso di bambino che si presenta podalico, ovvero con i piedi rivolti verso l'apertura del collo dell'utero.
  • Nel caso di problemi alla placenta quali la placenta previa, una condizione in cui la placenta è posizionata nella bassa porzione dell'utero e che potrebbe provocare la rottura della placenta stessa, ed una conseguente emorragia, in caso di parto naturale.
  • Nel caso in cui il peso stimato del feto sia inferiore a 2,5 kg o superiore a 4,4 kg. Nel primo caso il feto potrebbe avere problemi durante il passaggio attraverso il canale del parto, nel secondo caso le dimensioni troppo grosse del feto potrebbero provocare gravi lacerazioni alla madre.
  • Distocia, ovvero quando si presenta un parto difficile (per esempio la madre non riesce a spingere correttamente, oppure se vi sono anomalie fisiche del canale del parto e così via) che mette a rischio sia la madre che il bambino.
  • Sofferenza fetale, quando ad esempio il bambino presenta un battito cardiaco irregolare, oppure una scarsa ossigenazione, se si riduce il liquido amniotico e tutte quelle condizioni che possono portare ad un rischio per la vita del feto.
  • Pre-eclampsia o eclampsia, una patologia associata alla gravidanza che si manifesta con convulsioni, edema, emissione di proteine con le urine e pressione alta. Questa patologia rappresenta un rischio per la vita della donna e del bambino e pertanto il cesareo è indicato per ridurre al minimo le conseguenze.

Vediamo adesso come può avvenire in dettaglio il taglio cesareo, che tipo di anestesia viene praticata, quali sono i tempi di degenza e quando avviene la ripresa post operatoria.

Come si esegue il cesareo: la procedura.

Le modalità di esecuzione del taglio cesareo sono le stesse sia che l'intervento sia programmato, sia che sia eseguito in urgenza.

La preparazione della paziente prevede come primo passo la tricotomia del pube, ovvero la depilazione del pube, per consentire la massima igiene della procedura.

Una volta preparata la paziente si iniziano le procedure per la somministrazione di un' anestesia. Questa può essere:

  • Spinale (che agisce in 5 - 10 minuti) o epidurale (che agisce in 10 - 15 minuti), due tipologie di anestesia che si somministrano a livello della parte bassa (zona lombare) della colonna vertebrale. Questo tipo di anestesia addormenta la parte inferiore del corpo, e la paziente rimane lucida e sveglia durante la procedura chirurgica, ma non sente dolore. Con questo tipo di anestesia la donna può vedere subito il bambino non appena il chirurgo lo estrae dall'utero.
  • Totale, praticata sempre meno al giorno d'oggi, è un tipo di anestesia in cui la partoriente viene addormentata completamente, e pertanto non è cosciente e non partecipa al parto. La paziente viene intubata e si risveglia soltanto quando il chirurgo finisce di suturare, pertanto non vede subito il bambino appena nato.
La scelta dell'anestesia dipende dalle situazioni, ma in linea generale si tende sempre a fare l'anestesia spinale o epidurale per consentire alla paziente di essere partecipe.

Una volta che l'anestesia ha fatto effetto si procede con l'inserimento del catetere vescicale e successivamente inizia l'intervento che può essere eseguito:

  • attraverso il metodo classico di Pfannenstiel, in cui il chirurgo incide trasversalmente l'addome sopra il pube con un taglio "in orizzontale" di circa 10 - 12 cm sull'addome, tagliando poi la fascia muscolare addominale ed il peritoneo viscerale (che ricopre gli organi interni) per arrivare all'utero. Una volta arrivato all'utero si pratica l'incisione mediante cui si estrarrà il bambino. Successivamente il chirurgo ricuce tutti gli strati, utilizzando punti riassorbibili all'interno e punti in seta o clip metalliche all'esterno.
  • Attraverso la tecnica denominata "taglio cesareo dolce" o di Stark. In questo caso si pratica un'incisione di pochi centimetri sulla parete addominale a livello sovrapubico e, al posto di recidere le fasce muscolari, queste vengono allargate manualmente per arrivare all'utero, inciderlo ed estrarre il feto. Questa tecnica consente tempi di recupero più brevi in quanto le incisioni vengono praticate soltanto a livello dell'utero e della parete addominale esterna senza compromettere i fasci muscolari. Estratto il feto, il chirurgo applica dei punti riassorbibili a livello dell'utero, riposiziona le fasce muscolari, e chiude la parete addominale con circa 2 - 3 punti di sutura ed applica poi delle clip metalliche (che verranno rimosse qualche giorno dopo) per favorire la fisiologica cicatrizzazione della pelle di modo da evitare di applicare troppi punti.
  • Mediante incisione longitudinale dell'addome, ovvero il chirurgo pratica un taglio "in verticale" sull'addome. È una tecnica che non viene quasi più utilizzata salvo singoli casi in cui risulta essere necessaria.

L'intervento in totale ha una durata complessiva di 40 - 45 minuti, ma la fase di "nascita" del bambino dura in media circa 15 minuti.

Postoperatorio e tempi di ripresa della neomamma.

La ripresa dopo un parto cesareo è leggermente più lunga rispetto al parto naturale. Difatti la donna dopo un parto naturale può tranquillamente alzarsi e tornare nella stanza, mentre dopo un cesareo dovrà aspettare circa 24 ore per mettersi in piedi, tempo che si allunga a circa 48 ore in caso di anestesia totale. In linea generale il postoperatorio prevede:

  • il ricovero ospedaliero della durata di 3 - 5 giorni, durante i quali viene eseguita la medicazione quotidiana della ferita e vengono solitamente rimosse le clip metalliche.
  • La totale ripresa delle normali attività quotidiane (quali guidare, sollevare pesi, avere rapporti sessuali) in circa 4 - 6 settimane.
Si consiglia, specialmente nel caso in cui il cesareo sia stato eseguito con il taglio delle fasce muscolari, di indossare una guaina contenitiva per favorire la cicatrizzazione delle ferite interne ed esterna.

Quali sono i pro e i contro del taglio cesareo?

Partorire mediante taglio cesareo ha indubbiamente dei vantaggi per la madre e per il bambino.

Tuttavia, trattandosi comunque di un intervento chirurgico vi sono anche numerosi svantaggi che devono essere presi in considerazione.

I vantaggi.

Le donne che decidono di partorire con il taglio cesareo programmato scelgono questa metodica per i vantaggi che si possono avere rispetto al parto naturale. Tra i vantaggi del taglio cesareo abbiamo:

  • evitare del tutto le lunghe e dolorose ore di travaglio. Questo vale per il taglio cesareo programmato, mentre per quello in urgenza ciò non è valido in quanto si pratica solo dopo aver tentato di partorire con il parto naturale.
  • Totale assenza di dolore durante la fase di estrazione del bambino, cosa che invece non avviene quando si ha l'espulsione del feto per via naturale.
  • Assenza totale di lacerazioni vaginali e perianali, in quanto non viene praticata episiotomia (taglio della zona che collega vagina ed ano che si pratica nel parto naturale per favorire l'espulsione del feto) e non si ha dilatazione del canale vaginale.

Gli svantaggi.

Sebbene molte donne pensano che il cesareo sia un modo facile ed indolore di partorire, bisogna tenere conto del fatto che è pur sempre un intervento chirurgico e che pertanto molto spesso gli svantaggi superano i vantaggi. In particolare:

  • il recupero dopo un parto cesareo è più lento e può andare da un minimo di 12 ore ad un massimo di 48 ore in base al singolo soggetto ed al tipo di anestesia praticata.
  • Si può avere un intenso dolore nella zona in cui è stata incisa la pelle, ed il dolore può durare per qualche giorno prima di attenuarsi e scomparire.
  • Si può avere difficoltà nel manifestarsi della montata lattea e quindi nell'allattamento. Questo accade poichè con il cesareo non si ha il rilascio di ossitocina, l'ormone che viene secreto al momento del parto naturale e che favorisce sia le contrazioni uterine, che la comparsa della montata lattea. Normalmente questa compare comunque dopo 2 - 3 giorni.
  • In caso di seconda gravidanza potrebbe essere un problema partorire naturalmente in quanto le cicatrici a livello uterino ed addominale potrebbero causare problemi durante il parto. Pertanto si consiglia di ricorrere ad un secondo cesareo che rappresenta però un secondo intervento chirurgico.
  • Sebbene il rischio di mortalità con il taglio cesareo sia molto basso (0,01%), è comunque maggiore (di circa 5 volte) rispetto a quello del parto naturale.
  • Possono manifestarsi complicanze legate all'intervento chirurgico quali infezione della ferita o della parete uterina, eccessiva perdita di sangue, formazione di aderenze, lesioni vescicali e lesioni ai muscoli dell'addome.

Il cesareo lascia cicatrici?

Per quanto riguarda la cicatrice del cesareo, questa si rimargina in 4 - 6 settimane e viene poi completamente ricoperta dai peli pubici.

In alcuni casi rimane una cicatrice che può essere molto evidente. Tuttavia può essere resa meno evidente mediante tecniche di chirurgia estetica come, ad esempio, il trattamento laser.

L’articolo ha uno scopo esclusivamente informativo e non intende sostituire il parere del medico ginecologo.

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Margherita Mazzola (Biologa - Nutrizionista) - Dott.sa Francesca Vassallo

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