Suffumigi: cosa sono? Come farli? Benefici per raffreddore, tosse, pelle ecc..

I suffumigi sono un rimedio casalingo usato contro il raffreddore, la sinusite, le sindromi influenzale e parainfluenzale… e anche per avere una pelle più bella. Volete saperne di più?

Suffumigi: cosa sono? Come farli? Benefici per raffreddore, tosse, pelle ecc.

    Indice Articolo:

  1. Come farli
  2. Benefici per affezioni respiratorie
  3. Benefici per la pelle
  4. Rischi
  5. Funzionano?
  6. Approfondimenti

Cosa sono i suffumigi e come farli.

I suffumigi, o fumenti, sfruttano l’azione del vapore. Infatti, il suffumigio più semplice in assoluto consiste nel riscaldare un certo quantitativo di acqua ed inspirare il vapore che sale dal recipiente. Le elevate temperature, inoltre, favoriscono l’evaporazione di sostanze ad azione terapeutica aggiunte all’acqua.

Il procedimento è assai semplice:

  • Si fa riscaldare l’acqua fino a che non diventa sufficientemente calda da emettere vapori; dopodiché la si trasferisce in un recipiente, preferibilmente non di plastica
  • Si possono, a questo punto, aggiungere parti di piante o oli essenziali ricavati da esse
  • Bisogna disporsi con il viso vicino alla superficie dell’acqua, chiudere gli occhi, e aspirare i vapori con il naso il più possibile, per poi espirare con la bocca. Ripetere per 10 minuti.

Ricordiamo che è importante indossare un asciugamano, in modo da creare una sorta di tenda che copra la nuca, la testa e la fronte: questo per evitare di sentirsi male a causa del brusco sbalzo termico.

I benefici dei fumenti contro le affezioni respiratorie.

Respirare questi vapori può avere effetti particolarmente benefici quando ci si trova a combattere con raffreddore, naso chiuso ecc.

In questo caso, i suffumigi vanno visti come un trattamento complementare; si possono fare 2-3 volte al giorno, per non più di 3 giorni, e si può scegliere se farli semplici o con l’aggunta di oli essenziali.

Vediamo adesso alcuni esempi di piante:

  • Eucalipto (Eucalyptus globulus). Si possono usare le foglie oppure l’olio essenziale estratto da esse. Studi condotti sia in vitro che in vivo hanno mostrato che possiede proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, immunostimolanti (nel senso che stimola la fagocitosi e quindi la distruzione dei microbi), mucolitiche, antimicrobiche, analgesiche (riduce la sensazione di dolore), e spasmolitiche (effetto rilassante sul muscolo liscio).
  • Timo (Thymus vulgaris). È possibile impiegarlo come tale o ricorrere all’olio essenziale: dalle ricerche è emerso l’effetto antinfiammatorio, antimicrobico, antitussivo (cioè calma la tosse secca), espettorante (se la tosse è grassa), spasmolitico.
  • Menta piperita (Mentha x piperita). Anche in questo caso sono disponibili sia l’olio che le foglie. La sua capacità più evidente è quella miorilassante. È probabile però che abbia anche un effetto antimicrobico, antiossidante, analgesico e anestetico.

Sono anche possibili delle combinazioni: ad esempio, si possono far bollire insieme foglie di menta piperita e camomilla (infiorescenze essiccate di Matricaria recutita).

Pare che la camomilla sia un lenitivo delle mucose, e poi uno spasmolitico, un antinfiammatorio e un antimicrobico: inoltre ha un effetto calmante.

Esistono anche delle preparazioni commerciali adatte a questo scopo:

  • Olio Olbas. Una miscela di oli di eucalipto, menta piperita, cajeput (Melaleuca leucadendron), tè del Canada, bacche di ginepro, chiodi di garofano. Si può usare insieme ai fiori di camomilla.
  • Calyptol. Contiene eucaliptolo, essenza di timo, essenza di rosmarino, essenza di pino, terpineolo. Indicazioni della ditta: 2-3 fiale al giorno
  • Vicks Vaporub. In questo preparato vi sono olio di eucalipto, mentolo, olio essenziale di trementina, canfora. Indicazioni della ditta: 2 cucchiaini da caffè in mezzo litro di acqua calda.

Uno studio pubblicato sulla rivista Acta Oto-laryngologica riporta gli effetti dell’inalazione per 5 minuti di mentolo (componente principale dell’olio di menta piperita) eucaliptolo (presente ad alti livelli nell’olio di eucalipto) e canfora.

Sebbene non ci sia stata una riduzione oggettiva della resistenza al flusso d’aria nel naso, buona parte dei partecipanti ha riferito una sensazione di freddo (poiché questi composti si legano a recettori del freddo nella mucosa nasale) e la sensazione di riuscire a respirare meglio.

I suffumigi per il benessere della pelle.

Il semplice vapore acqueo apre i pori, spesso e volentieri occlusi da fastidiosi comedoni (chiamati comunemente punti neri), e ammorbidisce lo strato corneo della pelle (formato da cellule morte).

Puoi approfondire i rimedi per eliminare i punti neri.

Utilizzando anche gli oli essenziali, come quelli delle piante citate sopra, il suffumigio avrà anche un effetto disinfettante (ad esempio nei confronti dei batteri che fermentano il sebo) e lenitivo.

Solitamente a questo trattamento ne segue un altro per ripulire la pelle; un’idea potrebbe essere un bello scrub preparato mescolando miele e zucchero.

Attenzione: rischi associati ai fumenti.

Se si decide di adoperare gli oli essenziali, è essenziale ricordare che ne vanno usate poche gocce alla volta, 5-6 per litro d’acqua.

È da evitare l’uso massiccio e prolungato degli oli estratti dalle piante, poiché sono in grado di scatenare reazioni allergiche negli individui sensibili: infatti, a causa del loro utilizzo approssimativo, sono entrati nel mirino degli allergologi e immunologi.

Particolare prudenza se avete allergie o se soffrite d’asma, dunque! Il fatto che siano prodotti della natura non li rende meno pericolosi.

Soprattutto, non bisogna mai lasciare gli oli essenziali in mano ai bambini, i quali potrebbero anche ingerirli. Per dirne una, l’ingestione di 3,5 mL di olio di eucalipto puro può essere fatale.

Esiste anche il rischio di ustionarsi: solitamente accade perché ci si rovescia addosso accidentalmente il recipiente, e ciò è particolarmente vero per i bambini; ma può anche capitare di scottarsi con il vapore, se l’acqua è troppo calda.

Non è consigliabile che una persona con la couperose faccia i suffumigi, perché la caratteristica di questa condizione è la fragilità dei piccoli vasi sanguigni, ed esporli a temperature elevate non può che peggiorare la situazione.

Ma funzionano veramente?

Perché porsi questa domanda?

È sempre bene distinguere un miglioramento soggettivo dal miglioramento oggettivo.

I suffumigi sono il classico rimedio della nonna: e con tali rimedi, spesso capita di stare meglio per il semplice fatto che qualcuno ce li ha presentati lodandoli.

Il punto è che i malanni di stagione comportano, ogni anno, una consistente spesa di denaro in prodotti di vario tipo, allo scopo di alleviarne i sintomi: da ciò comprendiamo il bisogno di saggiare l’efficacia dei trattamenti, in modo da raccomandare quelli oggettivamente utili.

Fatta questa premessa, purtroppo non sono ancora disponibili studi che parlano degli effetti dell’inalazione degli oli essenziali sulla mucosa nasale. Gli stessi studi sulle piante da noi presentate, che hanno mostrato proprietà così variegate e interessanti, non sono conclusivi; c’è ancora molto lavoro da svolgere in questo campo.

Però, esistono delle ricerche che hanno valutato l’effetto dell’inalazione di vapore acqueo

  • sui sintomi del raffreddore
  • sulla concentrazione del Rhinovirus (il virus del raffreddore) nelle secrezioni nasali.

A partire da queste ricerche, l’autorevole gruppo Cochrane ha fatto una cernita, selezionando solo gli studi disegnati in maniera chiara e affidabili, in modo da poter trarre delle conclusioni fondate.

Dal lavoro del gruppo Cochrane (2013) è risultato che aspirare aria calda e umida non fornisce particolari benefici, perciò non si dovrebbe raccomandare questo rimedio casalingo, almeno fino a che, per valutarne l’efficacia, non verranno progettati studi migliori di quelli passati.

Un altro studio, pubblicato quest’anno sulla rivista Canadian Medical Association Journal, ha investigato gli effetti

  • dell’inalazione di vapore
  • dell’irrigazione nasale con soluzione salina

su persone affette da sinusite cronica o ricorrente: l’irrigazione salina del naso si è rivelata più efficace del vapore.

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Giada Zanza Laureanda in Medicina e Chirurgia

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