Sintomi dell’anoressia: quali sono? Segni fisici e psicologici, precoci o tardivi.

Quali sono i sintomi fisici e psichici, precoci e tardivi dell’ anoressia che ci permettono di riconoscere tale patologia? Scopriamo come capire se si soffre di questo disturbo del comportamento alimentare che colpisce soprattutto il genere femminile nel periodo di vita compreso tra i 13 e i 30 anni.

Sintomi dell’anoressia: quali sono? Segni fisici e psicologici, precoci o tardivi

    Indice Articolo:

  1. Come riconoscerli?
  2. Sintomi fisici
  3. Segni psichici
  4. Approfondimenti

Riconoscere i sintomi: il primo passo per sconfiggere l’anoressia.

I sintomi dell’anoressia si presentano naturalmente con intensità e sfumature diverse da soggetto a soggetto. Esattamente come per tutte le malattie, infatti, anche i sintomi dell’anoressia sono strettamente collegati sia all’ambiente socioculturale che a quello familiare in cui l’anoressico vive.

Ad ogni modo è possibile identificare alcuni passaggi comuni a molti di coloro che soffrono di questa patologia. Vediamoli nel dettaglio.

Sintomi precoci e tardivi di questo disturbo alimentare.

L’anoressia è caratterizzata da una serie di sintomi fisici e psichici che sono facilmente identificabili, si tratta però dei sintomi tardivi, cioè di quelli che si manifestano in individui che hanno già una anoressia ben strutturata e conclamata e spesso si configurano come conseguenze all’eccessivo dimagrimento.

Tuttavia, sebbene i sintomi fisici e psichici dell’ anoressia siano molto particolari, riconoscere un caso di anoressia nervosa non è sempre così semplice come sembra, specie quando ci troviamo di fronte ad un disturbo anoressico recente. Quando la patologia insorge, infatti, i sintomi sono più lievi, a volte addirittura difficili da notare.

Nella maggior parte dei casi l’anoressia si manifesta gradatamente: il soggetto incomincia a seguire una semplice dieta per perdere peso, poi piano piano inizia a ridurre sempre di più sia la quantità che la qualità degli alimenti assunti cominciando da quelli ricchi di grassi, per poi passare agli zuccheri, ai carboidrati fino ad arrivare a nutrirsi di minuscole porzioni di frutta o verdura.

Inoltre, è possibile individuare i seguenti sintomi precoci:

  • Sensazione di nausea di fronte a determinati cibi;
  • Tendenza a non mangiare in pubblico e a rifiutare il cibo offerto;
  • Tendenza a non partecipare ad eventi comunitari in cui sono previsti dei pasti (cene, aperitivi, ecc.);
  • Convinzione di essere grassi e decisione di voler perdere peso;
  • Difficoltà a saper attendere per qualcosa e pretendere quindi di perdere peso subito e in poco tempo;
  • Pensare al cibo in modo costante e programmare i pasti anche con diversi giorni di anticipo;
  • Iniziare una dieta tenendo costantemente sotto controllo il numero delle calorie assunte giornalmente e ad ogni pasto.

Con il tempo il perseguire in questi attegiamenti e il privare il corpo di nutrienti essenziali fa insorgere tutta un’altra serie di sintomi sia fisici che psicologici. Analizziamoli.

I segni fisici: le conseguenze della privazione del cibo.

L’anoressia è un disturbo del comportamento alimentare e, poiché l’alimentazione è un aspetto essenziale del benessere e della salute del nostro corpo, è inevitabile che con il tempo questa patologia abbia delle inevitabili ripercussioni sul corpo.

Approfondisci quali sono e come si manifestano i disturbi del comportamento alimentare.

Se vi è capitato di vedere o conoscere una persona anoressica non vi sarà difficile immaginare quali siano le conseguenze corporee di questo disturbo!

Un individuo affetto da anoressia, infatti, appare visibilmente molto magro ed evidentemente sottopeso. Secondo il DSM IV Tr, il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, è possibile parlare di anoressia quando il peso corporeo è inferiore al 85% di quello previsto in base a sesso ed età. Dal momento che l’ anoressia è un disturbo psichico, tale eccessiva magrezza non deve essere attribuibile ad una patologia medica o organica e deve essere strettamente associata al desiderio dell’individuo anoressico di perdere peso e alla paura dello stesso di ingrassare.

Oltre all’ evidente condizione di sottopeso, altri sintomi fisici dell’ anoressia possono essere:

  • Nelle donne, amenorrea (assenza di ciclo mestruale per almeno 3 mesi consecutivi) o ritardi mestruali dovuti ad una importante alterazione del metabolismo corporeo;

  • Bassa temperatura corporea, legata ad una insufficiente assunzione di calorie giornaliere.

  • Bradicardia, cioè rallentamento del battito cardiaco, legata alla scarsa presenza di energie in corpo.

  • Fragilità di unghie e capelli fino alla caduta, a chiazze, degli stessi legata all'insufficiente presenza di calcio e ferro nel corpo.

  • Pelle secca e dal colorito costantemente pallido.

  • Facile faticabilità legata all'insufficienza di energie.

  • Erosione dentale nel caso in cui il disturbo sia caratterizzato anche da condotte compensatorie come il vomito.

  • Insonnia o ipersonnia, cioè tendenza a dormire poco o troppo;

  • Bassa pressione sanguigna dovuta ad una alterazione del ritmo cardiaco;

  • Osteoporosi e dolori articolari e muscolari;

  • Alterazione dei valori ematici come anemia, disfunzioni tiroidee, bassa presenza di calcio che possono portare a vertigini, svenimento, coma e addirittura alla morte.

In altre parole, non alimentare in modo adeguato il nostro corpo può provocare enormi squilibri che possono rivelarsi anche fatali.

Come abbiamo detto questi sono i sintomi evidenti in soggetti in cui la malattia è già palesemente conclamata, analizziamo adesso invece i sintomi psicologici, conoscerli può essere particolarmente utile perchè alcuni di questi si manifestano prima rispetto a quelli fisici e quindi possono essere utili campanelli d’allarme per farci capire che un soggetto si sta avviando sulla pericolosa strada dell’anoressia.

I segni psichici: i comportamenti che accompagnano l’anoressia.

Come abbiamo detto, l’anoressia nervosa è un disturbo del comportamento alimentare di tipo psicologico e per fare una diagnosi di anoressia devono essere esclusi, infatti, tutti i fattori organici come per esempio le intolleranze alimentari, le allergie o i disturbi metabolici che, in senso organico e non psicologico, interferiscono sulla normale acquisizione di un peso corporeo ideale.

Come è possibile allora capire quando un dimagrimento esagerato è di natura psichica? Come riconoscere una anoressia nervosa?

È necessario innanzitutto premettere che, trattandosi di una patologia grave, è necessario sempre consultare un medico o uno specialista (psicologo, psicoterapeuta o psichiatra) esperto in disturbi del comportamento alimentare per avere la certezza diagnostica; tuttavia, alcuni comportamenti possono fungere da campanelli d’allarme.

La anoressia nervosa – come dice il DSM IV TR – ha infatti delle caratteristiche psichiche ben definite come per esempio:

  • Rifiuto del cibo, specie di quello particolarmente calorico. In alcuni casi, il rifiuto del cibo viene sostituito dall’assunzione di condotte compensatorie come uso esagerato di diuretici, vomito, eccessiva attività fisica in seguito ai pasti. Tali comportamenti hanno lo scopo di evitare il mantenimento delle calorie assunte durante il pasto;

  • Eccessivo timore di ingrassare (anche quando il soggetto è già sottopeso);

  • Eccessiva ossessione per il peso corporeo e la linea;

  • Dispercezione corporea: il soggetto anoressico non si rende conto della sua condizione di sottopeso e si vede più grasso di quello che è realmente. Anche quando i vestiti gli cadono letteralmente di dosso e gli altri non fanno che ripetergli che è malato lui continua a vedersi grasso e ad essere ossessionato da quelle che ritiene essere le sue imperfezioni fisiche.

  • Sensi di colpa quando mangia qualcosa;

  • Vergogna per il proprio problema alimentare;

  • Tendenza a nascondere il proprio problema alimentare e ad isolarsi;

  • Comportamenti di tipo ritualistico nei confronti del cibo, come per esempio tagliare a pezzetti piccolissimi il cibo, girarlo e rigirarlo nel piatto, ecc.

  • Pesarsi diverse volte al giorno tutti i giorni;

  • Tendenza ad assumere comportamenti che non facciano pensare al cibo e non facciano venire la tentazione di mangiare (studiare o lavorare per molto tempo, stare fuori casa, uscire senza portafoglio);

  • Sintomi depressivi come tristezza e apatia;

  • Difficoltà di concentrazione;

  • Bassa autostima;

  • Pensieri e/o azioni suicidari.

Come chiarito all’inizio naturalmente l’intensità e le sfumature con cui si presentano questi sintomi variano molto da soggetto a soggetto.

Indipendentemente dalla sua manifestazione, però, la anoressia nervosa è un disturbo molto pericoloso. La prima cosa da fare sarebbe quella di riconoscere il problema alimentare e quindi rivolgersi ad uno specialista; tuttavia, giacché il paziente anoressico non ha più un adeguato contatto con la realtà, è importante il supporto della famiglia, degli amici e degli insegnanti che dovrebbero essere sensibili nel notare i campanelli d’allarme di questa patologia.

Non esistono a priori dei suggerimenti da dare ai familiari, amici e insegnanti circa i comportamenti specifici da adottare nei confronti dei pazienti anoressici. L’unica cosa che a priori possiamo consigliare è quello di essere affettivamente vicini ai pazienti, di non essere giudicanti e di avere tanta pazienza e volontà nella risoluzione di questi problemi.

Supervisione: Maria Grazia Cariello Collaboratori:Dott.sa Vitalba Genna (Psicologa) - Dott.sa Elena Vicentini

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