Sindrome di Calimero: cos'è? Cause ed effetti della tendenza al vittimismo

La sindrome di Calimero, nonostante il nome giocoso, è un disturbo abbastastanza serio che può influenzare in maniera anche importante la vita di una persona, tanto che è stato riconosciuto come malattia. Analizziamo le cause ed i possibili rimedi per uscire dall atteggiamento vittimistico che caratterizza questa sindrome.

    Indice Articolo:
  1. Caratteristiche
  2. Cause
  3. Conseguenze
  4. Cure 

Cos’è la Sindrome di Calimero?

La sindrome di Calimero è un disturbo che porta l’individuo ad assumere un atteggiamento vittimistico in quanto vede ogni evento in maniera negativa e si sfoga con continui lamenti su sé stesso e su ciò che lo circonda. Questa condizione può protrarsi per settimane ma anche per un periodo più lungo, come anni.

Come dice la denominazione stessa, la sindrome descrive un soggetto che tende ad assumere i comportamenti tipici di “Calimero”, il pulcino nero che era convinto di essere vittima degli altri e del mondo. E’ una malattia riconosciuta? Si attualmente psicologi e psicoterapeuti riconoscono tale Sindrome come un disturbo psicologico da trattare.

Quali sono le caratteristiche comuni ai soggetti affetti da questo disturbo? Come si manifesta? Vediamolo!

Manifestazioni tipiche di questa sindrome.

La sindrome di Calimero si manifesta attraverso due importanti caratteristiche:

Analizziamo questi due comportamenti.

Il soggetto affetto da Sindrome di Calimero tende a pensare in maniera costante di non essere accettato dalle altre persone e ad escludersi da tutto ciò che riguarda la vita sociale; ciò deriva da mancata autostima e dalla convinzione di non essere “all’altezza della situazione”. I pensieri e i comportamenti negativi, quali pessimismo e scarsa autostima ricoprono l’intera giornata del soggetto in questione.

Puoi approfondire le cause della mancanza di autostima.

L’’individuo affetto da questa sindrome tende a lamentarsi di tutto ciò che presenta intorno, a convincersi che è vittima degli eventi (i quali per lui sono sempre negativi), e che non si appresta a raggiungere un obiettivo per la convinzione che “a lui va sempre tutto male”. Questa caratteristica deriva completamente dal pessimismo ed è ben connesso con il vittimismo.

Quando si descrive la sindrome di Calimero si parla in maniera più precisa di “vittimismo cronico”.

Il soggetto affetto tende a colpevolizzare gli altri e a lamentarsi in continuazione; inoltre, si ferma ogni qualvolta ci sia una difficoltà da affrontare.

Ma quali sono le cause che portano il soggetto ad assumere questo comportamento negativo verso sè stesso e gli altri? Scopriamolo di seguito!

Quali sono le cause di pessimismo e vittimismo?

E ‘ difficile definire con precisione le cause che possono portare alla manifestazione di questa sindrome, da un certo punto di vista l’unica vera causa potrebbe considerarsi l’incapacità del soggetto di gestire eventi ed atteggiamenti di persone esterne a lui, come ad esempio:.

Quali sono le possibili conseguenze di questo disturbo? Vediamolo di seguito!

Le conseguenze della sindrome di Calimero.

Il soggetto affetto da questa sindrome potrebbe sfruttare il suo vittimismo per trarne vantaggi: si chiama “tirannia psicologica”. Che cosa succede in questo caso?

Il soggetto in questione sfrutta l’eventuale persona che vuole aiutarlo e/o ascoltarlo per avere comprensione, premura, consolazione in seguito alle sue lamentele. Inoltre, la tirannia consiste nel fatto che il soggetto affetto dal disturbo tende ad accrescere i sensi di colpa nella persona che gli è accanto (soprattutto se momentaneamente non disposta ad ascoltarlo).

Come curare la sindrome da vittimismo cronico?

La sindrome di Calimero richiede l’intervento di uno psicoterapeuta o di uno psicologo, il quale riconoscerà nel paziente un costante comportamento negativo, vittimismo e voglia di non fare nulla (soprattutto di non affrontare le varie situazioni che si presentano).

Quali sono gli obiettivi che lo psicoterapeuta o lo psicologo vogliono far raggiungere?

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Maria Innocente (Scienze della nutrizione)