Sigaretta elettronica: fa male? Funziona? Le opinioni mediche.

La sigaretta elettronica funziona? Aiuta a smettere di fumare o fa male quanto le sigarette normali? Passiamo in rassegna le opinioni mediche che sono ancora discordanti.

Sigaretta elettronica: fa male? Funziona? Le opinioni mediche

    Indice Articolo:

  1. Come è fatta?
  2. Come funziona?
  3. Fa bene o fa male?
  4. Le opinioni mediche
  5. Quanto costa?
  6. Approfondimenti

Ormai capita sempre più spesso di incontrare al bar, mentre beviamo il nostro cappuccino e assaporiamo la nostra pasta ancora intontiti dal sonno, signori che con grandi zaffate di fumo, svuotano i propri polmoni all’interno di un locale pubblico! Ma, guardando più attentamente ci si accorge che quella non è una sigaretta, e nemmeno una pipa, anche se più o meno si assomigliano. Ah ecco … dovrebbe trattarsi di una di quelle cosiddette “sigarette elettroniche”. Vediamo di scoprire insieme che cosa sia questo nuovo gadget e come funziona.

Che cos’è la sigaretta elettronica?

La sigaretta elettronica è un apparecchio a funzionamento elettronico, composto da quattro parti principali che permette l’aspirazione di una soluzione liquida contenente principalmente: acqua, glicole propilenico, glicerolo e (quando presente) nicotina.

  • Il glicole propilenico è un prodotto chimico che si usa in alcuni farmaci, ma è anche un additivo alimentare, in cui si possono sciogliere ingredienti che generalmente non si sciolgono in acqua.
  • Il glicerolo è invece una molecola che deriva dai lipidi. Viene anche impiegato in medicina come lassativo, con particolari precauzioni.
  • La nicotina è una sostanza tossica sintetizzata da alcune piante, è presente in particolar modo nella pianta del tabacco. È in grado di interagire con le nostre cellule muscolari. È la sostanza che nel fumo di sigaretta crea la dipendenza psichica, assieme alla componente gestuale del “fumarsi una sigaretta” (che incide davvero poco). Sempre presente nelle sigarette classiche in quelle elettroniche è possibile scegliere tra versioni con o senza nicotina.

Ma come è fatta ?

Alcune hanno l’aspetto esterno che riproduce quello di una sigaretta a combustione classica. Esternamente è composta da quattro parti:

  • batteria
  • vaporizzatore
  • cartuccia
  • circuito elettronico

La batteria è “l’anima” della sigaretta elettronica e ne permette il funzionamento, dando l’energia necessaria al “corpo” che è il vaporizzatore. È questo un dispositivo che permette di far evaporare le sostanze contenute nella cartuccia, senza necessità di combustione (come invece avviene nella sigaretta classica), portandole inalterate fino alla parte prossimale, dove è presente il foro per inalare.

Il fumo bianco prodotto è dunque composto da vapore acqueo, glicole propilenico, glicerolo e (eventualmente) nicotina.

La cartuccia è il contenitore di queste sostanze e una volta esaurita può essere sostituita o ricaricata. La ricarica della cartuccia consiste nell’impregnare nuovamente la stessa con una miscela pronta, oppure creando una soluzione tramite l’acquisto dei singoli prodotti, disponibili sul mercato.

A differenza della sigaretta comune, le sostanze che si liberano nel fumo sono quelle che ci sono all’interno della cartuccia. Nella classica sigaretta a combustione invece, le sostanze liberate sono migliaia, con una buona percentuale di molecole tossiche (tra le quali la nicotina), e alcune cancerogene.

Come funziona il circuito elettronico?

Per quanto sia un oggetto elettronico non ci sono particolari istruzioni per l’uso.

Semplicemente quando si aspira, si attiva un sensore che percepisce lo spostamento d’aria che mette in moto il circuito elettronico attivando il vaporizzatore, questo attivandosi, riscalda la soluzione presente nella cartuccia, vaporizzandola.

Alcuni prodotti hanno però dei sistemi che permettono una “regolazione” dell’erogazione del vapore:

  • aspirazioni brevi
  • aspirazioni lente

Questi dispositivi impediscono al vaporizzatore di funzionare quando l’inspirazione è troppo intensa e troppo veloce.

Quanto dura la batteria?

Le case produttrici garantiscono la durata della batteria (per un uso poco frequente, cioè l’uso che può fare un fumatore non accanito), da un paio di settimana fino anche a un mese.

All’inizio però non è così: i fumatori si trovano in una situazione in cui stanno passando dalla dipendenza da tabacco ad un prodotto che ne contiene in poche quantità, ed è dunque normale un surplus nello sfruttamento. Ma piano piano ci si stabilisce su un uso non molto frequente (almeno questo è quello che riportano le case produttrici).

Il vantaggio è che la batteria è facilmente ricaricabile, può essere caricata ovunque si trovi una presa di corrente, esistono addirittura dei caricabatteria USB, da collegare, per esempio, alle uscite USB del nostro notebook.

Come si cambia la cartuccia?

La cartuccia è posta in corrispondenza del “filtro”, può essere sostituita o semplicemente riempita quando il suo contenuto si esaurisce. La sostituzione avviene tramite l’acquisto delle cartucce preparate apposta per il modello in possesso, altrimenti sono in vendita dei contenitori che permettono di riempire nuovamente la cartuccia di nuova soluzione.

Quando l’acquisto delle cartucce e delle ricariche non è possibile, è comunque facile reperire singolarmente i prodotti che compongono la soluzione, ad esclusione della nicotina.

Ai quattro principali prodotti si aggiungono anche molti gusti ed aromi alimentari come fragola, vaniglia, menta, caffè ecc. L’uso delle cartucce è praticamente illimitato.

Sigaretta classica e Sigaretta elettronica a confronto: vantaggi e svantaggi.

Vantaggi e svantaggi della sigaretta elettronica

Nella sigaretta classica, abbiamo la produzione di fumo dato dalla combustione delle foglie di tabacco e della carta utilizzata per impacchettare la miscela di foglie. Le sostanze prodotte da questa combustione sono migliaia, dal monossido di carbonio al catrame, dal polonio alla nicotina e così via. Quasi tutte le sostanze prodotte sono cancerogene, ossia aumentano il rischio di contrarre una patologia neoplastica. Per decenni però le ricerche si sono concentrate sull’esulare la nicotina dalla “black list”, poiché era molto difficile riuscire a selezionare tutte le sostanze prodotte. Solo su di una si aveva la certezza della sua presenza ed era appunto la nicotina.

La nicotina è una molecola tossica che può essere fatale per un uomo adulto che ne assume una dose unica pari a circa 60 mg (sessanta millesimi di grammo).

La scoperta della sua tossicità è abbastanza recente e le grandi case del tabacco hanno sfruttato questa falla a loro favore. Un altro effetto collaterale della nicotina è la generazione di una dipendenza che talvolta può essere abbastanza forte. Si parla di dipendenza sia psicologica che fisica (in misura minore).

Nella sigaretta elettronica, ad ora, l’unica sostanza ritenuta tossica è la nicotina, quando presente. Per quanto riguarda gli altri ingredienti non ci sono dati sufficienti per esprimere un giudizio sul rischio e pericolo.

Quindi la sigaretta elettronica fa male o non fa male?

Il fatto che l’unica sostanza certificata come tossica nella sigaretta elettronica potrebbe sembrare una buona notizia, ed invece è difficile considerarla come tale. Perchè? Semplicemente perchè che le cavie siamo noi! Ossia, molto probabilmente (anzi, sicuramente), non sono stati fatti gli studi né in acuto (dose massima tollerata oltre la quale si parla di tossicità) né in cronico (studio effettuato con dosi medie, per un tempo molto lungo), che rappresentano i punti chiave su cui basarsi per una previsione di sicurezza delle sostanze (in genere farmaci).

Il punto positivo sta però nel fatto che le migliaia di molecole liberate dalla combustione del tabacco non vengono più inalate, e soprattutto ci si riferisce alle molecole cancerogene.

Il fumo di tabacco (così come tutti i tipi di fumo, anche quello del caminetto), contiene sostanze irritanti, che stimolano la chiusura di una speciale muscolatura posta in prossimità degli alveoli polmonari (la struttura funzionale dei polmoni, quella che ci permette di respirare). La costrizione di questa muscolatura porta ad una difficoltà nel respirare perché dobbiamo lavorare anche contro a questa nuova forza che viene applicata. Si tratta del famoso asma.

Opinioni mediche: perché sono discordanti? Gli studi su sigaretta elettronica e asma.

Gli studi in questo campo sono contrastanti. Da una parte ci sono i ricercatori che sostengono la sicurezza della sigaretta elettronica, dall’altra i ricercatori che invece la condannano.

Entrambi i gruppi di ricerca hanno sperimentato l’uso della sigaretta elettronica su un campione di persone affette da disturbi da respirazione (tra i quali anche l’asma), trovando appunto due dati differenti.

Qual è stata la limitazione dell’esperimento?

Entrambi gli esperimenti sono stati svolti su un numero di pazienti troppo esiguo da poter definire una linea netta e dare una risposta precisa sulla sicurezza del dispositivo elettronico.

Va tenuto comunque presente che sono stati riscontrati dati particolari sulle sostanze vaporizzate, che supportano la teoria della “e-cigarette dannosa”. Questo perché glicerolo e glicole propilenico sono sostanze estranee che le nostre vie respiratorie non riconoscono come “amiche” e dunque causano un restringimento del lume delle vie aeree.

Si tratta dunque ugualmente di irritazione.

Ma allora perché usarla?

Le case produttrici sfruttano il fatto che la dipendenza sia non solo causata dalla nicotina, ma anche dai gesti che accompagnano l’accendersi la sigaretta: il primo tiro, il colpo alla gola (detto “hit”), la gestualità di portarsi alla bocca il filtro ecc.

La sigaretta elettronica riproduce queste religiosità, ma con sufficienti varianti da indurre il fumatore ad accorgersi che la sigaretta ha poco di divino.

Le persone che hanno fatto questa esperienza riportano che l’hit non è presente (il colpo alla gola è dato principalmente dalla nicotina presente nel fumo, e per riprodurre questa sensazione esistono addirittura degli additivi per le cartucce della sigaretta elettronica), il gusto non è per nulla piacevole, all’inizio il blocco entra subito perché si esagera con i tiri e la batteria finisce un po’ presto.

Quindi accade generalmente che si resta lì a capire come funziona questo nuovo “giocattolo”, dimenticandosi per giunta di fumare!

Al passaggio alla sigaretta comune, si percepisce uno sgradevole sapore e piano piano ci si accorge che non è poi tanto buono il sapore di bruciato in bocca.

Insomma, tirando le somme, la sigaretta elettronica dovrebbe servire a fare il “grande passo” e smettere di fumare.

Sigaretta elettronica e legislazione.

Sono ormai sempre di più i locali, e luoghi pubblici in genere, che pongono il divieto alle zaffate di fumo, sia esse provenienti dalla classica sigaretta (legge Sirchia), che dalla nuova tecnologia. Questo per non favorire discussioni fra i frequentatori del posto che magari scambiano l’una con l’altra. Ma comunque si può fare appello alla semplice legge Sirchia che non pone il divieto per il “fumo di tabacco” ma ogni tipo di fumo, non specificandone l’origine. È tutt’ora in corso la decisione di una regolamentazione ufficiale.

Meglio evitare il fumo elettronico con donne incinte e bambini.

Come già riportato sopra, non esistono a ora dati significativi per escludere un danno alla salute. Anzi, la sigaretta elettronica è innocente fino a prova contraria!

Nonostante ciò il rischio che lo sia deve indurci a porre determinati paletti.

Primo fra tutti la salute dei bambini. È sempre meglio evitare che questi non aspirino i vapori di “dubbia” sicurezza, così come le mamme in gravidanza.

Il nascituro è ancora più delicato, quindi sempre meglio evitare di esporlo a sostanze potenzialmente pericolose, nonostante la loro pericolosità non sia dimostrata quindi le donne incinte farebbero meglio ad evitare anche questo tipo di sigaretta. Va comunque considerato che la nicotina è una sostanza tossica, dunque il discorso sulla possibile pericolosità esclude la presenza della nicotina nelle sostanze vaporizzate.

Quanto costa, e dove si compra?

Quelli che potrebbero sembrare numeri alti, in realtà sono una bazzecola confrontati a quelli della sigaretta tradizionale:

  • Kit completo: da 30 a 60 euro
  • Pezzi da sostituzione:fino a 60 euro
  • Liquido e ricariche: intorno a 100 euro l’anno

I prezzi ovviamente oscillano in base al consumo. Si tratta di una stima media.

Si sborserebbe all’anno una cifra che va da 200 a 250 euro.

Confrontata a quella di un fumatore abituale di circa 20 sigarette al giorno (1400-1600 euro l’anno), il risparmio è più che notevole!

Il prodotto può essere reperito nei punti vendita autorizzati, nelle farmacie che la propongono e online. Il prezzo più conveniente rimane quello online, dove per lo stesso prezzo si può acquistare un prodotto di più alta fattura.

Di sigaretta elettronica ne esistono diversi modelli, da quella che riproduce abbastanza fedelmente la vecchia “bionda” a quelle più hi-tech e con stile più elegante, ma la scelta in questo caso dipende dall’acquirente e dalle sue preferenze.

Stai fumando mentre leggi questo articolo o sei un ufficio e desideri terribilmente una sigaretta? Perchè non pensi di passare all’ elettronica? Potreste risparmiare un bel po’ di soldini e magari anche riuscire a toglierti del tutto il vizio... del resto tentar non nuoce (almeno si spera)!

Ci stai pensando, condividi con noi i tuoi dubbi e le tue idee al riguardo. Se invece l’hai già usata ti va di darci la tua opinione?

Supervisione: Collaboratore: Dott.re Mario Depau (Biologo)

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