Shopping compulsivo: rimedi e cause degli acquisti compulsivi.

Cosa si intende per shopping compulsivo? Quali le sono le cause che possono portare a fare acquisti senza controllo, e soprattutto quali i rimedi utili per non prosciugare il conto in banca? Cerchiamo di capire quando lo shopping può diventare un problema e perché.

Shopping compulsivo: rimedi e cause degli acquisti compulsivi

    Indice Articolo:

  1. Cosa sono gli acquisti compulsivi?
  2. Cause
  3. Rimedi
  4. Approfondimenti

Che cos'è lo shopping compulsivo e perché si parla di sindrome.

Quando si parla di shopping compulsivo si fa comunemente riferimento a una patologia o  meglio ad una sindrome, detta “sindrome da shopping”. 
Anche se non tutti lo sanno,  questa sindrome non rientra in alcun manuale diagnostico, quindi non si può definire clinicamente come un vero e proprio disturbo: ciò nonostante esistono sempre più casi di persone (specialmente donne, ma anche sempre più uomini) che manifestano una compulsione, un istinto irrazionale e irrefrenabile all’acquisto incontrollato.  Principalmente si tratta di oggetti di vario genere e spesso inutili, tanto da rimanere per sempre inutilizzati o addirittura impacchettati o etichettati, come appena usciti dal negozio.

Se nella vostra vita lo shopping diventa un chiodo fisso tanto da impedire o minare i rapporti con gli altri, stravolgendo il vostro stile di vita e portandovi a contrarre debiti fino ad arrivare a vere e proprie catastrofi economiche, dovete assolutamente leggere questo articolo e prendere consapevolezza di essere affette da un disturbo da affrontare.

Acquisti compulsivi, disturbi alimentari e altre dipendenze: l’altra faccia della nostra psiche.

Lo shopping compulsivo, le dipendenze alimentari e tutte le altre dipendenze ci rivelano quanto sia complessa la nostra psiche. 
Come si può definire la compulsione a comprare in maniera sregolata e incontrollata quantità estremamente eccessive di oggetti senza che ce ne sia una giustificata motivazione?

In realtà la psicoanalisi parla di sintomo, non propriamente di un “disturbo”: il sintomo è una sofferenza enigmatica che si ripete, nonostante il soggetto - coscientemente - non voglia.

La persona che compra in modo compulsivo è paragonabile ad un qualsiasi individuo che soffre di una dipendenza. Infatti, la dipendenza dallo shopping è una delle forme delle cosiddette "nuove dipendenze", cioè quelle dipendenze sviluppatesi negli ultimi tempi a seguito di una serie di innovazioni di ordine socioculturale e tenologiche.

A questo punto bisogna definire il concetto di dipendenza: in questo caso non si intende il semplice eccessivo bisogno o uso di qualcosa, bensì il non poterne proprio fare a meno.

Privato della possibilità di fare acquisti, il soggetto può scivolare in una vera e propria crisi d'astinenza (che si può manifestare con ansia o eccessivo nervosismo e deconcentrazione)  e contemporaneamente con il crescente il bisogno di comprare quantità sempre maggiori di cose al fine di ottenere il piacere.

Tutte le dipendenze hanno un oggetto particolare sul quale riversarsi: i disturbi alimentari, le tossicodipendenze, l'alcolismo, il gioco d'azzardo patologico, la internet-addiction o la sex-addiction sono alcune delle forme di dipendenza più conosciute che testimoniano chiaramente come si possa dipendere dal cibo, dalle droghe, dall'alcool, dal gioco, da internet, dal sesso. Lo shopping compulsivo è una forma particolare di dipendenza, che al pari delle altre, è pericolosa e impossibile da affrontare da soli.

L'oggetto specifico dello shopping compulsivo non è fisso, anzi, molto spesso i soggetti che ne soffrono comprano compulsivamente una quantità eccessiva di cose molto diverse tra loro: capi d'abbigliamento, scarpe, borse, libri, oggetti per la casa e molto altro, ed in genere, durante il periodo dei saldi, sono spinti ancora più del solito a comprare per il solo gusto di comprare, per provare un tipo particolare di piacere.

Eros e Thanatos: gratificazione e dolore alla base dei nostri desideri e bisogni.

A chi non è capitato di ricevere una promozione sul lavoro, di passare un esame o di aver passato una pessima giornata e di aver rimediato con il regalarsi quel paio di stivali tanto desiderati? Sicuramente ad ognuno di noi, quindi è bene fare una distinzione fra il volersi bene coccolandosi con qualche piccolo regalo e l’essere affetti da una vera e propria sindrome

La scienza e le nuove tecnologie hanno permesso alla ricerca sulle dipendenze di avanzare fino al punto che oggi è scientificamente provato che l'attuazione di alcuni comportamenti, o il consumo di oggetti e sostanze che provocano dipendenza, producono un innalzamento dei livelli di serotonina nell'organismo. La serotonina é la sostanza che provoca il buon umore quindi è comprensibile che un individuo (umano o animale) tenda a reiterare comportamenti che generino l'aumento del buon umore... ma c'é sempre un però!

Infatti, il piacere che si ottiene abusando dell'oggetto da cui si dipende è intriso del suo opposto, ovvero un forte dispiacere.

Piacere e dispiacere si fondono in un tutt'uno che rende quasi impossibile alla persona distinguere ciò che le fa bene da ciò che le fa male. Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, chiamava Eros queste pulsioni positive e Thanatos quelle distruttive. La spinta all'oggetto diventa compulsiva e irrefrenabile nonostante la persona sia in grado di riconoscere, a mente lucida, che sarebbe meglio smettere di attuare quel comportamento. Questo rende evidente il fatto che, nel momento in cui si abusa dell'oggetto in modo compulsivo, la ragione è completamente sopraffatta dalla pulsionalità.

Le ricerche sullo shopping compulsivo associato ad altri disturbi: dipendenza, ansia e depressione.

Tra i vari argomenti, la psicologia si interessa allo studio dei fenomeni legati alle nuove dipendenze. Alcuni ricercatori in psicologia e specializzati in neuroscienze, ipotizzano che la dipendenza si sviluppi a seguito di un disturbo depressivo, quindi, a causa di un malfunzionamento del circuito della serotonina nell'organismo: è per compensare questo malumore che si tenderebbe a mettere in atto comportamenti che portano l’innalzamento del livello dell'ormone del buonumore.

Per altri ricercatori, gli stessi dati circa l'associazione tra lo shopping compulsivo e altri disturbi andrebbero interpretati diversamente: la depressione sarebbe la conseguenza dei sensi di colpa che attanagliano la persona a seguito dei suoi acquisti compulsivi.

Si ipotizza, infine, che alla base della sindrome da shopping compulsivo ci sia un disturbo d'ansia che porterebbe il soggetto a difendersi dall'angoscia tramite l'attuazione di comportamenti compulsivi, e nei casi più gravi, si crede che alla base della dipendenza dallo shopping si troverebbe un disturbo ossessivo-compulsivo che porterebbe l'individuo ad avere idee e  pensieri che gli si impongono ossessivamente e che egli può eliminare solo agendo compulsivamente.

Le cause degli acquisti compulsivi nella società dei consumi.

Cause dello shopping compulsivo

Non è certo un caso che l’ odierna venga definita comunemente come "società dei consumi": in questo modello di società risiedono le cause dello shopping compulsivo, infatti ognuno di noi è un consumatore che compie acquisti per essere alla moda, per essere più bello, per essere desiderabile, per essere qualcuno... fino a essere indotto a comprare per il gusto di comprare, a comprare per essere, per sentire di esserci. Accade così (e sempre più frequentemente) che qualcuno scivoli nel tunnel pericoloso di chi consuma troppo. Le dipendenze alimentari, così come la dipendenza dallo shopping, sono fenomeni sviluppati nelle aree del mondo che hanno conosciuto il benessere e sono figlie dei tempi, delle mode, sono fenomeni di portata non solo psicologica ma sociale e culturale.

Data la singolarità di ogni soggetto è impossibile fare un elenco esaustivo delle cause alla base della sindrome da shopping compulsivo, però possiamo elencare alcune delle cause che, in concomitanza tra loro e con altri elementi, possono trovarsi alla base dello sviluppo del sintomo in questione.

  • La nostra società: con i continui input pubblicitari su nuovi prodotti e beni di consumo, la società in cui viviamo di certo non aiuta a contrastare l’insorgere di desideri irrefrenabili (e talvolta davvero insensati) su una quantità sempre maggiore di prodotti. A livello inconscio, anche le persone meno influenzabili dagli accattivanti slogan pubblicitari, sviluppano una serie di effetti dovuti a questa continua esposizione “mediatica”: basta accendere la TV, accedere al web, ascoltare un po' di radio o uscire semplicemente di casa per essere inondati di pubblicità, tanto che il mondo sembra pieno di segnali che ci impongono di consumare.
  • Depressione, ansia e disturbi dell’umore: spesso il soggetto che manifesta i sintomi dello shopping compulsivo è anche un soggetto depresso, molto ansioso, con altre forme di dipendenza o affetto da un disturbo ossessivo-compulsivo. Per questo motivo è importante che le persone affette da shopping compulsivo siano seguite da uno psicologo, che le aiuti nel risolvere il disagio profondo che questa sindrome nasconde.

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  • Il senso di vuoto: secondo la psicoanalisi, la ricerca irrefrenabile di un oggetto o di una collezione di oggetti di cui apparentemente non si ha bisogno nasconde spesso un profondo tentativo inconscio di colmare la mancanza fondamentale che si trova alla base di ogni essere umano. Ogni soggetto, infatti, nasce in una posizione di dipendenza dall’Altro. Basta pensare a un qualsiasi neonato: se non ci fosse la mamma, pronta a fornirgli cure adeguate, morirebbe. Questa incompletezza di fondo che ci caratterizza fin dalla nascita é normale e benefica, infatti, se non ci fosse tale mancanza di base non ci sarebbe alcun desiderio nei confronti degli altri, poichè avremmo già tutto ciò di cui necessitiamo e quindi basteremmo a noi stessi. Invece, cerchiamo l’amore delle altre persone e è importante per noi stabilire legami profondi. In poche parole si desidera essere desiderati e si comprano oggetti e prodotti come mezzi per raggiungere tale scopo. Tutto questo ci fa stare bene al mondo.

Nello shopping compulsivo il meccanismo messo in atto, illusoriamente, dalla nostra psiche è questo:

  • Si pensa di desiderare un oggetto, lo si ottiene e si prova piacere.
  • Subito dopo aver ottenuto l'oggetto tanto agognato ci si accorge che non era quello giusto (e si soffre per questa profonda insoddisfazione).
  • Quindi si compra un altro oggetto ancora ed è qui che sta la molla della compulsione. 

Questo "ancora", figlio dell'insoddisfazione, è ciò che spinge a comprare e a comprare, a reiterare il comportamento che diventa così patologico (da pàthos, dolore, patimento, sofferenza, emozione, in contrapposizione alla ragione, al logos). Un meccanismo molto simile è alla base di un altro disturbo, che anche se non va confuso con lo shopping compulsivo, riguarda lo stesso ambito clinico: si tratta della "cleptomania", dell'irrefrenabile compulsione ad appropriarsi di oggetti in maniera furtiva e illecita. Si tratta di veri e propri furti non dovuti a necessità o disperazione, tanto che di solito si rubano oggetti inutili o superflui.

Chi mi dice se il mio shopping è una dipendenza? Attenzione ai test su internet.

Forse sarà capitato anche a voi di farne uno, per divertimento o passatempo, tanto è vero che sulla rete sono presenti tantissimi test che misurerebbero il grado di dipendenza dallo shopping. Ma quanto sono attendibili e validi questi test? È molto pericoloso confondere l’attendibilità di test psicologici con un banale quiz senza alcun fondamento clinico: i veri test psicologici hanno un costo, vengono creati da esperti in specifici setting e secondo procedure standardizzate. Sono il frutto di numerosi lavori di ricerca e vengono somministrati a campioni di popolazione prima di essere validati. Insomma, non hanno niente a che fare con i molti quiz presenti sul web! 

Per capire se si è dipendenti dallo shopping sarebbe più opportuno consultare uno specialista, anche se spesso la questione che crea l'impasse non è avere la conferma che si è affetti da un disturbo quanto ammettere di aver bisogno di aiuto.

Come riconoscere i sintomi dello shopping compulsivo?

I sintomi dello shopping compulsivo

Lo shopping ci piace, ci fa stare bene, ci diverte. Ecco perché può essere difficile accettare che un’attività apparentemente così innocua possa nascondere i sintomi di un problema anche molto serio. Una volta chiarito che in molti casi solo l’intervento di uno specialista può aiutare a riconoscere ed affrontare il problema vediamo di capire come si manifesta il sintomo dello shopping compulsivo: quali sono i segnali che contraddistinguono un sano bisogno di fare shopping dallo shopping compulsivo?

  • Pensare continuamente all'oggetto da comprare.
  • Essere ansiosi e di umore depresso se non si può fare shopping.
  • Aspettare con eccessiva ansia e agitazione l’avvicinarsi del momento dello shopping o l'arrivo di un oggetto acquistato on-line.
  • Distrarsi continuamente a causa del bisogno di comprare.
  • Provare euforia ed eccessiva eccitazione quando si fanno acquisti.
  • Perdere completamente la concezione del tempo quando si entra in un centro commerciale o in un negozio.
  • Rimandare impegni di lavoro a causa del bisogno di fare acquisti.
  • Rendere poco a lavoro perchè distratti dal pensiero dello shopping.
  • Compromettere o addirittura perdere amicizie o altri legami a causa del bisogno continuo di fare shopping.
  • Spendere più di quanto si potrebbe o spendere sempre molto più del necessario.
  • Acquistare spesso oggetti che non servono e non utilizziamo mai o oggetti molto simili fra loro.
  • Nascondere gli oggetti comprati o negare di averli acquistati.
  • Piangere e sentirsi in colpa con se stessi dopo aver fatto shopping.
  • Sentire che si fa shopping solo per cercare di non pensare ad altri problemi.
  • Contrarre debiti per comprare oggetti di cui non si ha un reale bisogno.

Rimedi:  tre metodi  per iniziare a liberarsi dalla trappola dello shopping ossessivo.

Se lo shopping sta diventando un problema, un impegno fisso, un pensiero ossessivo e spendiamo più di quanto vorremmo... quali rimedi pratici possiamo attuare prima che diventi un problema? Ecco alcuni semplici consigli da applicare nella quotidianità:

  • Uscire in compagnia: evitate di trovarvi da soli per strada, perché questo invita ad entrare nei negozi e facilita la tendenza a passarci dentro ore e ore! Inoltre, la compagnia di persone amiche può alleviare tensioni e malumori che potrebbero indurci a distrarci tramite lo shopping.
  • Quantità di soldi adeguata: quando si va a fare la spesa, é consigliabile uscire di casa con una quantità di soldi adeguata alle reali esigenze che si hanno. Questo permette di porsi un limite quando ancora si é a mente lucida e prima che l'irrefrenabile voglia di comprare annebbi le idee e la ragione. Ovviamente... niente carta di credito in borsa!
  • Attenzione ad internet: se il problema sono gli acquisti in internet l'ideale sarebbe sospendere la connessione in modo da eliminare alla radice il problema. Se questo non fosse possibile si potrebbe cercare di mantenersi impegnati in altri ambiti, magari passando il tempo con amici, leggendo un buon libro, praticando sport, passeggiando nel verde... insomma, cercando di investire le energie in qualcosa che ci faccia stare bene lontano dal PC! Bisogna ricordare sempre che il tempo libero è una risorsa preziosa per il benessere e l'uso che se ne fa é di fondamentale importanza per ognuno di noi.

Terapia da seguire: come guarire dal desiderio compulsivo di comprare.

 "Ho bisogno di parlarne a qualcuno"

Nel caso in cui lo shopping compulsivo fosse diventato un problema importante e si necessiti di una terapia per affrontarlo e curarlo, non bisogna lasciarsi prendere dal panico: esiste il trattamento adeguato che può portare alla guarigione.

Il rimedio più efficace consiste nel contattare uno psicoterapeuta esperto nell'ambito delle dipendenze, il quale saprà dirigere la cura e sostenere la persona durante un percorso mirato in base alle specifiche caratteristiche del proprio caso. Gli approcci possibili sono vari, ma quello psicoanalitico é tra i più utilizzati nel caso di dipendenze. Attraverso questo approccio la persona ha la possibilità di parlare ad una persona competente, discreta e non giudicante che è lì solo per ascoltarlo. Ad oggi la soluzione più adeguata é parlare ad uno specialista del proprio sintomo, della propria sofferenza, riuscendo così a darle un posto e ad elaborarla attraverso il registro simbolico (le parole, per l'appunto) e non più ad agirla senza pensare, tramite l'immediatezza del comportamento impulsivo.

Ora sai da dove nasce quest’impulso e come riconoscerlo!

  • Ti ritrovi  almeno un po’ nelle sue manifestazioni?
  • Pensi che i  rimedi suggeriti siano utili?

Il primo passo potrebbe essere raccontarci la tua esperienza...

p.s. Se pensi siano interessanti puoi condividere i consigli con amiche ed amici, è un problema più diffuso di quanto sembri... potresti aiutare i loro conti banca!

Supervisione: Collaboratori: Dott.ssa Enza Perilli (Psicologa)

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