Serotonina: naturale, omeopatica, da alimenti o integratori.

Serotonina ormone della felicità! Utile per combattere la depressione, fame nervosa, insonnia ed altro. Quali alimenti ne stimolano la produzione naturale? Quando usare integratori e prodotti omeopatici per aumentarne i valori? Informazioni su rischi, effetti e conseguenze di valori troppo alti o troppo bassi di questo ormone.

Serotonina: naturale, omeopatica, da alimenti o integratori

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Ruolo nell'organismo
  3. Valori fisiologici
  4. Rischi correlati a livelli bassi
  5. Come assumerla?
    1. Alimenti
    2. Rimedi omeopatici
    3. Integratori e farmaci
  6. Conseguenze di valori alti
  7. Approfondimenti

Cos'è la serotonina naturale e quali funzioni svolge?

L’ormone della felicità, è questo il soprannome della serotonina, agisce nel sistema nervoso centrale come neurotrasmettitore, cioè come portatore da una cellula nervosa all’altra di informazioni, come desiderio sessuale, percezione della stanchezza, appetito, che condizionano il nostro umore generale. 

In particolare i principali siti di produzione della serotonina sono:

  • il sistema nervoso centrale
  • il sistema gastrointestinale

La serotonina è inoltre concentrata anche nelle piastrine che intervengono nei processi di coagulazione del sangue (scongiurano il pericolo di emorragie), che però non producono questo ormone, ma lo “catturano” dalla circolazione sanguigna intestinale.

Come vedremo,  questo ormone svolge anche altre funzioni al di fuori del sistema nervoso, ma andiamo con ordine e cominciamo col dire che la serotonina è sintetizzata a partire da un amminoacido essenziale, il triptofano, che il nostro organismo non è capace di produrre e che quindi si deve assumere con la dieta.

Quali sono gli effetti fisiologici dell’ormone della felicità?

Ma cosa fa praticamente la serotonina nel nostro organismo?

Questo ormone interviene in molteplici processi che coinvolgono il sistema nervoso centrale ed il sistema gastrointestinale, che come visto prima sono i principali siti di produzione della serotonina.

Nello specifico possiamo osservare che tra le principali funzioni dell'ormone abbiamo:

  • azioni inibitorie a livello del sistema nervoso centrale: agisce sui ritmi sonno-veglia, sul comportamento sessuale e personale, sulla sensazione di appetito e sulla percezione del dolore;
  • funzione di aggregazione delle piastrine per la coagulazione del sangue; in questo meccanismo la serotonina agisce insieme alla trombina (da cui il termine “trombo”) e ad altre proteine;
  • funzione di stimolazione della peristalsi gastrointestinale, cioè attiva la muscolatura delle pareti di stomaco e intestino;
  • promozione del rilascio di ossitocina e prolattina, gli ormoni dell’allattamento.

La serotonina e i gusti sessuali.

Oltre agli effetti fisiologici analizzati anche la sfera del comportamento sessuale rientra nel raggio d’azione della serotonina.

Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Nature” nel 2011 introduce una questione molto interessante: può la serotonina influenzare le preferenze sessuali? Sembra proprio di si!

Negli esperimenti presentati dallo studio, topi maschi, privati dei neuroni produttori di serotonina non presentano una preferenza sessuale definita, tanto che tentano approcci anche con topi dello stesso sesso; con il recupero della serotonina, questi stessi topi tornano a preferire l’accoppiamento eterosessuale.

Quanta serotonina occorre per stare bene?

Abbiamo abbastanza serotonina? O ci sentiamo un po’ giù perché ne abbiamo poca?

I livelli di serotonina possono essere misurati nel sangue, tramite prelievo venoso, orientativamente (gli intervalli specifici possono cambiare da laboratorio a laboratorio) un buon livello di serotonina deve essere compreso tra 101 e 283 ng/ml.

Raramente però le analisi dei livelli di serotonina sono richieste per sospetto calo dell’ormone; spesso questo tipo di indagine è consigliata per verificare la situazione contraria e cioè eventuali picchi dietro cui possono nascondersi alcune forme di tumore.

Rischi e conseguenze di un abbassamento dei livelli dell’ormone.

Rischi e conseguenze di valori bassi di serotonina

Ma quest’ormone è davvero tanto importante? Per rispondere a questa domanda è opportuno analizzare le conseguenze che possono derivare da un abbassamento dei livelli che possono portare:

  • Attacchi di panico: possono manifestarsi in vari modi, quali eccessiva preoccupazione, irritabilità, tendenza all’isolamento e depressione. In casi di ansia patologica, compaiono comportamenti esasperati legati ad alterazioni del sonno, dell’appetito, della libido e delle funzioni cognitive, tutti contesti in cui opera la serotonina. Bassi livelli di questo ormone compromettono cosi l’equilibrio psico-fisico della persona.
  • Depressione: ha le sue radici nella collaborazione tra serotonina e noradrenalina, l’ormone dello “stress”; simultanei cali di serotonina e noradrenalina sono alla base di situazioni depressive.
  • Gravi disturbi della personalità:  l’ormone interviene nella sfera comportamentale tanto che in molti casi di suicido o criminalità estrema, sono stati trovati livelli di serotonina particolarmente bassi.
  • Insonnia: i ritmi veglia-sonno sono, infatti, regolati dalla melatonina, che favorisce l’arrivo della sonnolenza. La melatonina, di notte, viene prodotta  dalla serotonina, per cui da bassi livelli di serotonina derivano bassi livelli di melatonina, e, di conseguenza, l’insonnia.
  • Fame: studi recentissimi dimostrano che la serotonina interviene in diversi meccanismi che favoriscono l’insorgenza del senso di sazietà. Ecco perché, in caso di  bassi livelli di serotonina, subentra la classica “fame nervosa” . Molti casi di obesità nascondono inadeguati livelli del neurotrasmettitore della felicità.
  • Ipertensione: gli effetti dell’ormone della felicità nei confronti della pressione arteriosa sono piuttosto complessi, e ancora non del tutto chiari. In generale, si può affermare che questo ormone tende ad abbassare la pressione sanguigna (attraverso vasodilatazione), tanto che livelli insufficienti di serotonina sono spesso associati a ipertensione.
  • Eiaculazione precoce: una delle funzioni fisiologiche della serotonina consiste nel ritardare l’eiaculazione; ecco perché bassi livelli di questo ormone sono spesso causa di eiaculazione precoce.
  • Cattiva memoria: la serotonina lavora insieme ad altri neurotrasmettitori, tra cui la dopamina, nelle aree del cervello deputate a memoria e apprendimento (corteccia prefrontale, ippocampo e corpo striato). Alterazioni nei livelli di serotonina comportano un calo di memoria e capacità cognitive.
  • Emicrania: bassi livelli di serotonina non garantiscono la giusta vasocostrizione dei grandi vasi intracranici che resteranno dilatati con un maggiore afflusso di sangue e conseguenti emicranie.

Quando la carenza di serotonina è grave: la fibromialgia.

Oltre ai casi visti in precedenza, bassi livelli dell’ormone della felicità possono provocare fibromialgia, una patologia caratterizzata da un perenne stato di tensione muscolare che provoca dolore, rigidità e difficoltà nei movimenti.

Abbiamo visto, infatti, che la serotonina agisce sui ritmi contrazione-dilatazione dei vasi sanguigni, per cui una sua insufficiente presenza non consente la corretta irrorazione dei muscoli, con conseguente dolore e accumulo di tensione.

Inoltre, poichè livelli bassi di serotonina comportano disturbi del sonno, i dolori muscolari e la stanchezza si intensificano, poiché è durante il sonno profondo che la muscolatura si rilassa.

Rifornimento di buon umore: come integrare la serotonina?

Abbiamo visto quanto una carenza di serotonina possa essere dannosa, e, poichè non sempre il nostro organismo produce i livelli di serotonina naturale che sarebbero necessari, ecco quindi che diventa importante dare un contributo al mantenimento dei  livelli dell'ormone nell’organismo attraverso una variegata dieta!

Gli alimenti come fonte naturale di serotonina.

L’organismo produce serotonina quando ci sono alti livelli di triptofano in circolo: uno studio del 2007 ha per esempio mostrato come un aumento di produzione di serotonina avvenga in conseguenza all’ingestione di carboidrati, probabilmente per intervento dell’insulina. Sarà per questo che mangiare un bel piatto di pasta, o anche una fetta di torta, ci rende cosi felici!

Tra gli alimenti ricchi di triptofano abbiamo:

  • cacao, banane, verdure a foglia verde, noci, mandorle, cereali integrali che contengono anche magnesio che è un vero e proprio equilibratore del sistema nervoso;
  • carne, legumi, fegato, lievito di birra e pesce, che contengono anche vitamina B6  e la B9 (acido folico);

Gocce di serotonina omeopatica.

Un altro prezioso alleato per il nostro “umore nero” può derivare dall’utilizzo delle gocce di serotonina omeopatiche disponibili in commercio a diversi dosaggi, spesso consigliate durante le sindromi pre-mestruali o la menopausa in cui il calo di serotonina è fisiologico.

Tali rimedi omeopatici sono adeguati per lievi disturbi dell’umore, leggeri stati di ansia o depressione, poiché i risultati sono meno immediati e radicali se confrontati a quelli ottenuti con l’utilizzo di farmaci antidepressivi tradizionali. Il principio attivo di queste gocce è il citalopram, un SSRI (inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina) estremamente selettivo, per questo non associato a particolari effetti collaterali.

Un aiuto in erboristeria per riequilibrare l’ormone della felicità.

Anche in erboristeria è possibile trovare un aiuto 100% naturale per incoraggiare i nostri livelli di serotonina. Uno dei rimedi al malumore più gettonati proviene dalla Griffonia, una leguminosa ricchissima in 5-idrossitriptofano, il precursore più diretto della serotonina.

Prodotti a base di Griffonia contengono anche passiflora, melissa e altre piante che favoriscono rilassamento e distensione.

Serotonina in farmacia: integratori di triptofano e farmaci antidepressivi.

Se la nostra alimentazione non basta a mantenere il livello ottimale di serotonina entrano in gioco gli integratori.

I più diffusi sono integratori di triptofano, l’amminoacido precursore del nostro neurotrasmettitore, in genere combinato a vitamine e minerali, tra cui le già citate vitamine B e C, e sali quali magnesio e zinco, tutti collaboratori del buon umore!

Approfondisci quali sono e quali funzioni svolgono gli aminoacidi essenziali.

Per affrontare invece una situazione ormai sfociata in depressione, ansia, attacchi di panico, esistono farmaci antidepressivi prescritti per il trattamento di questi disturbi legati alla insufficienza di serotonina, e che possono operare in diversi modi:

  • possono agire sui recettori dell’ormone (le nostre cellule rispondono agli ormoni captandoli con dei recettori);
  • possono aumentare la concentrazione di serotonina proprio in prossimità dei suoi recettori;

  • possono intervenire nel rilascio dell’ormone stesso;

Tra gli antidepressivi più diffusi ci sono gli SSRI – Inibitori selettivi della Ricaptazione della Serotonina, che promuovono una maggiore concentrazione del neurotrasmettitore nel cervello. Gli SSRI sono un valido aiuto per gli attacchi di panico e in generale nelle condizioni in cui la depressione è associata ad ansia.

Gli stessi stanno trovando largo impiego perché hanno meno controindicazioni degli antidepressivi triciclici- TCA, che agiscono in maniera non selettiva su serotonina e noradrenalina e che pertanto vanno assunti in casi di depressione avanzata, disturbi bipolari, fobie e anche disturbi alimentari come anoressia nervosa e bulimia.

Antidepressivi selettivi e non, devono essere presi sotto prescrizione medica seguendo scrupolosamente le indicazioni ricevute.

Le conseguenze di livelli troppo alti.

Se bassi livelli di serotonina portano problemi, non va meglio con livelli troppo alti che possono essere indice di carcinoma

Molte sostanze stupefacenti, quali le note anfetamine “extasy” e “speed”, comportano elevati livelli di serotonina poichè ostacolano l’assorbimento dell'ormone.

Abbondante serotonina nel cervello può portare alla sindrome Serotoninergica – SS: ma di cosa si tratta?

La SS è caratterizzata da sintomi che riguardano tre “sfere”:

  • sfera cognitiva (emicranie, allucinazioni, disturbi comportamentali, agitazione, confusione);
  • sfera “vegetativa” (tachicardia, sudorazione, diarrea, nausea, brividi);
  • sfera somatica (contrazioni muscolari, tremori);

La sindrome è diagnosticata in concomitanza di almeno tre dei sintomi elencati (uno per ogni sfera). In caso di SS occorre subito sospendere il trattamento farmacologico in corso e passare a somministrare antagonisti della serotonina, cioè molecole che svolgono azioni opposte a quelle del nostro neurotrasmettitore. La sospensione dei farmaci antidepressivi solitamente porta a un rapido recupero della situazione, nelle successive 24h.

Supervisione: Collaboratori: Dott.sa Francesca Maddaloni (Biologa - Nutrizionista) - Dott.sa Iolanda Piccirillo

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