Scarlattina in gravidanza.
La scarlattina in gravidanza, come tutte le altre malattie esantematiche può essere più o meno grave per la salute del feto in base alla fase di gestazione in cui la donna entra in contatto con il virus.
Come le altre malattie di questo tipo anche la scarlattina è particolarmente diffusa tra i bambini di età compresa tra i 3-4 ed i 13 anni, ma a differenza delle altre malattie esantematiche, la scarlattina è ancora più rara in adulti e lattanti, ecco perché è più difficile che questa venga trasmessa dalla donna al bambino durante o subito dopo il parto.
La fase più a rischio per la scarlattina in gravidanza quindi sono senza dubbio i primi tre mesi di gestazione, durante i quali la scarlattina materna potrebbe dare origini a malformazioni del feto, non sempre identificabili tramite ecografia in una fase cosi precoce, il che in alcuni casi può portare anche a riflettere sull’idea di interrompere la gravidanza nei termini consentiti, avendo il dubbio che il feto non sia perfettamente sano.
Fortunatamente però va detto che negli ultimi 50 anni, grazie agli antibiotici a base di penicillina, le epidemie e gli effetti della scarlattina si sono molto ridotti, ed inoltre per legge è prescritto un periodo di isolamento del soggetto malato per evitare il contagio.
A questo proposito va detto che il batterio che trasmette la scarlattina riesce a sopravvivere per tempi più o meno lunghi anche fuori dal corpo umano, per cui il contagio può avvenire anche tramite oggetti, oltre che con il contatto diretto.
I sintomi che caratterizzano la scarlattina sono febbre, emicranie, mal di gola che provoca difficoltà a deglutire, e un eruzione cutanea che di solito si manifesta prima sul collo e sull’inguine per poi estendersi al resto del corpo, a cui si associa un colore biancastro della lingua su cui si manifestano anche dei puntini rossi.
Con il procedere della malattia la pelle inizia a squamarsi favorendo cosi la scomparsa dell’eruzione cutanea, la terapia è di solito a base di antibiotici a cui è bene associare un periodo di riposo, almeno fino a quando è presente la febbre, e l’isolamento per evitare il contagio. A ogni modo se si ha il sospetto di essere entrati in contatto on soggetti infetti si può effettuare un test, ricordando sempre che soprattutto per le donne incinte, è indispensabile consultare il proprio ginecologo prima di assumere qualsiasi tipo di farmaco, soprattutto antibiotici, per non rischiare di accentuare la pericolosità della scarlattina in gravidanza.
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