Sbornia: sintomi e rimedi per smaltire i postumi dell'ubriacatura.

Quali sono i rischi di sbornia? E quali i rimedi per smaltire i postumi dell’ubriacatura quando sintomi evidenti ci fanno capire di aver esagerato nel consumo di alcool? Scopriamolo.

Sbornia: sintomi e rimedi per smaltire i postumi dell'ubriacatura

    Indice Articolo:

  1. Cos' è?
  2. Sintomi
  3. Rimedi per i postumi
  4. Alcol e farmaci
  5. Sbornia in gravidanza
  6. Approfondimenti

Cos’è la sbornia.

A tutti è capitato almeno una volta di prenderne una, ma cos’è tecnicamente una sbornia e da cosa è provocata? Il principale responsabile dell’ubriacatura è l’etanolo, l’alcool contenuto nelle bevande e in alcuni alimenti. Il consumo di vino, birra o superalcolici, in quantità eccessive, porta a uno stato noto come intossicazione acuta da etanolo.

Sbronza, sbornia, ubriacatura, ubriachezza… sono alcuni dei nomi che si danno ad un insieme di sintomi dati dall’abuso di alcool. L’intossicazione acuta da etanolo può essere raggiunta quando le quantità di alcool, in genere abbondanti, sono assunte in un limitato periodo di tempo.

Sintomi dell’ ubriacatura.

Sintomi della sbornia

Mal di testa, disinibizione, nausea questi sono solo alcuni dei sintomi caratteristici dell’ ubriachezza, ma da cosa dipende la loro manifestazione? 

I livelli di alcool nel sangue (alcolemia), sono misurati in g/l (grammi di alcool ogni litro di sangue), e a seconda della quantità che è disciolta nel sangue si presentano vari sintomi.

Disinibizione nei comportamenti: è forse la caratteristica più nota dello stato di ebrezza. L’alcool infatti agisce su particolari centri del cervello che hanno appunto il compito di inibire determinati comportamenti. Il soggetto appare euforico, tende a essere logorroico e a distrarsi facilmente. 

La disattenzione è importante perché i primi sintomi si hanno a partire da 0,3-0,5 g/l che corrispondono appunto ai limiti di legge per la guida di autoveicoli.

Diminuzione delle capacità cognitive. A concentrazioni superiori a 0,5 g/l, l’alcool mostra il suo effetto soppressivo dei centri inibitori: le capacità cognitive sono diminuite drasticamente, andatura barcollante (per effetto anche su altri sistemi di controllo dell’equilibrio), difficoltà ad esprimersi e a parlare, capacità di concentrazione drasticamente ridotta o assente.

Poliuria. Il riempimento della vescica è molto accentuato durante il consumo di alcol poiché questo inibisce il centro nervoso che controlla la regolazione della “volemìa”, ossia del volume di sangue circolante. Il mancato controllo ha come conseguenza un’accelerata espulsione di acqua a livello renale portando, appunto, a “poliuria” (eccessiva quantità di urine).

Un altro effetto a livello del Sistema Nervoso Centrale è la disidratazione.

Alterata termoregolazione. L’alcool ha infatti la capacità di causare un’importante vasodilatazione capillare, che aumenta la dispersione di calore (aumentando la percezione del caldo) e dunque facilita l’ipotermia.

Alcool ed emesi: il vomito per eliminare le tossine.

Il vomito è una delle strategie che il nostro corpo intraprende per cercare di eliminare le sostanze tossiche. Quando si abusa con l’alcool molto spesso il corpo reagisce inducendo il vomito. Sia per eliminare il contenuto dello stomaco che potrebbe contenere altro alcool, sia a causa dei metaboliti (molecole di derivazione dall’alcool che abbiamo prodotto nel tentativo di eliminarlo) che interagiscono direttamente con i “centri del vomito”. Se tutto si fermasse all’aver vomitato, si starebbe già meglio.

Purtroppo la stimolazione di questi centri è anche correlata allo stato di “malessere generale”, accompagnato spesso dal senso di nausea, con diminuzione dell’apetito.


A dosi elevate, 2-3 g/l, sopraggiungono sintomi quali aritmie, disregolazione dell’equilibrio acido-base del sangue (a causa del fatto che importanti quantità di alcool a livello del sangue ne modificano ovviamente la composizione fisiologica), sonnolenza accentuata e confusione.

A questi livelli il rischio di ipotermia è elevato, a causa della vasodilatazione e della soppressione della capacità di “accorgerci” della temperatura interna.

A concentrazioni superiori si può arrivare al cosiddetto “coma etilico”, molto infrequente, che consiste nell’elevata ipotensione (causata dalla vasodilatazione) e depressione respiratoria. In pratica: l’alcool agisce sui capillari periferici e nell’encefalo; i capillari periferici si dilatano, richiamando il sangue dai centri più importanti come la testa e i visceri; nell’encefalo agisce nei “centri respiratori” che controllano il numero di respirazioni da fare per garantire un’adeguata ossigenazione. I due fattori assieme, danno un calo di pressione e un’ossigenazione non ottimale. Gli effetti dell’alcool sono potenziati se si assumono farmaci come barbiturici e benzodiazepine, infatti in questi casi il coma etilico è più comune.

Riassumendo gli effetti più comuni che riscontriamo sono:

  • diminuzione delle capacità cognitive
  • logorrea
  • difficoltà nell’attenzione
  • poliuria
  • euforia
  • difficoltà ad esprimersi
  • vasodilatazione
  • ipotermia
  • confusione
  • perdita dell’equilibrio 

Tasso alcolico e codice della strada

Il codice della strada prevede che il tasso alcolico (o alcolemia) sia pari a zero grammi di alcool per litro di sangue per:

  • chi ha meno di 21 anni o neopatentati fino a tre anni
  • gli autisti professionali e che guidino mezzi con pieno carico superiore a 35 quintali

Esclusi questi due casi, l’alcolemia è tollerata fino a 0,5 g/l, che rappresenta il limite massimo.

Oltre 0,5 g/l esistono tre categorie di sanzioni:
0,5 – 0,80 g/l

  • Multa da 500 a 2000 €
  • Riduzione di 10 punti dalla patente
  • Sospensione della licenza di guida per un minino di 3 a un massimo di 6 mesi

0,80 – 1,50 g/l

  • Multa da 800 a 3200 €
  • Riduzione di 10 punti dalla patente
  • Sospensione della patente da 6 a 12 mesi
  • Arresto fino a 6 mesi

Oltre 1,50 g/l

  • Multa da 1500 a 6000 €
  • Riduzione di 10 punti dalla patente
  • Sospensione della patente da 12 a 24 mesi
  • Arresto da 3 a 12 mesi
  • Sequestro del veicolo in caso l’autista ne sia anche il proprietario. In caso contrario, il periodo di sospensione della patente è raddoppiato da un minimo di due anni ad un massimo di quattro.

L’accertamento del tasso alcolemico è effettuato dagli organi di polizia, tramite il classico etilometro.

La misurazione deve essere effettuata almeno due volte, a distanza di 5 minuti l’una dall’altra, per escludere un malfunzionamento (anche momentaneo) dello strumento.

Capita spesso di sentire che ci si può opporre al controllo del tasso alcolemico, invocando una qualche “violazione della privacy”. Il conducente che si rifiuta di effettuare il controllo, ovviamente dovrà firmare la dichiarazione nel verbale, ed egli verrà considerato come conducente in stato di ebbrezza con tasso alcolico superiore a 1,5 g/l. Quindi stiamo attenti a credere a tutto quello che si dice in giro.

Rimedi per il “dopo-sbornia”.

Quanti di voi hanno detto il giorno dopo ricordatemi di non bere mai più! Ebbene si, tutti quelli che si sono ubriacati sanno che la parte peggiore sono i postumi dell’ubriacatura. Passato lo stato di euforia e disinibizione rimangono infatti solo gli aspetti negativi! Il dopo-sbornia infatti è caratterizzato da indisposizione nei confronti del cibo (specialmente se la dose di alcool è stata eccessiva), mal di testa, disidratazione (già presente durante l’assunzione a causa dell’escrezione abbondante di urine), malessere generale.

A questi sintomi si accompagnano una riduzione della tiamina (vitamina B1) e la riduzione degli elettroliti (dovuti alla disidratazione e alla sudorazione). Analizziamo nel dettaglio gli effetti che un assunzione eccessiva di alcool provoca e vediamo alcuni rimedi per affrontare i postumi.

Prima di dormire: qualche bicchiere in più d’acqua per limitare gli effetti dei bicchieri di troppo!

La disidratazione è un sintomo molto importante nell’abuso di alcool. Questa è data non solo dalla poliuria ma anche dall’elevata sudorazione data dall’aumentata vasodilatazione. Con la disidratazione le cellule del nostro organismo funzionano male, il cuore deve lavorare di più perché il sangue risulta più viscoso e il primo a risentirne è il nostro encefalo.
La disidratazione è una delle cause sospette di provocare il mal di testa, assieme a:

  • azione dell’alcool diretta all’encefalo
  • metaboliti dell’alcool (acetaldeide in particolare)
  • solfiti presenti nelle bevande alcoliche (vino)

Un importante accorgimento da tener presente quando si beve, è infatti quello di bere molta acqua. Soprattutto prima di andare a dormire.  Cercare di ristabilire la corretta idratazione è importante per  una buona funzionalità del nostro organismo (condizione definita di “euidratazione”).

Quindi ogni volta che si pensa di aver alzato un po’ il gomito, tentiamo di ricordare di accompagnare le nostre bevute con qualche (o più!) bicchierone d’acqua, specialmente prima di andare a letto, può essere utile per prevenire l’eventuale cerchio alla testa della mattina successiva.

Cibi secchi o bicarbonato per contrastare l’acidità di stomaco.

Le sbornie sono spesso accompagnate dall’acidità di stomaco e anche dal mal di stomaco (spesso dovuto ai bruciori). La reazione è spesso quella di un aumento di succhi gastrici per cercare di digerire il contenuto gastrico. L’alcool viene però assorbito abbastanza velocemente e, a stomaco vuoto, rimangono solamente i succhi gastrici. Già se l’ubriachezza ci sta passando alla fine della serata, iniziamo a percepire i primi bruciori. 

I rimedi  per tentare di tentare di abbassare l’acidità sono principalmente due:

  • Mangiare. Mangiando si dà in pasto ai succhi gastrici qualcosa su cui lavorare che non sia la nostra mucosa gastrica. Viste le condizioni di scombussolamento dello stomaco bisognerebbe prediligere cibi secchi e leggeri come crackers fette biscottate o al massimo pane, evitare assolutamente preparazioni troppo elaborate e pesanti che potrebbero solo peggiorare la situazione.
  • Anti-acidi: Per quanto riguarda gli anti-acidi “non-farmaci” quello più indicato è il bicarbonato di sodio, che reagirà con l’acido dello stomaco annullandolo. È molto importante prevenire l’acidità gastrica (o porvi rimedio) poiché lo stomaco, nonostante sia protetto nei confronti del prodotto che riversa nel proprio lume, può essere sensibile quando si è “a stomaco vuoto”.

Vi sono molti altri rimedi naturali per contrastare l'acidità, approfondisci!

Il caffè aiuta o no a smaltire la sbornia?

Narra la leggenda metropolitana che durante una sbronza e nei postumi di una sbronza, bere il caffè aiuta a riprendersi dalla stessa.

Come molte leggende metropolitane, viene anche questa presto smentita dalle ricerche della scienza medica. Il caffè, e le bevande che contengono caffeina, hanno ben due effetti controindicati in caso di ubriachezza:

  • stimolano la diuresi
  • aumentano l’acidità gastrica

Va detto però che un antico rimedio popolare consiglia di bere una tazzina di caffè con sale e limone per indurre il vomito e liberarsi dell’alcool che si ha in corpo, che come abbiamo detto può essere un primo passo per ristabilire l’equilibrio eliminando le tossine.

Una buona colazione per reintegrare sali minerali e vitamine.

La nausea è spesso il sintomo più indicativo del malessere generale. Il corpo infatti, infastidito dalla sostanza tossica, reagisce con la nausea che gli permette di preservarsi dal’assunzione di eventuali altre sostanze dannose.

Nell’abuso di alcool abbiamo visto che c’è una forte disidratazione, con la perdita di acqua si ha però anche la perdita di importanti elettroliti (sali minerali) che sono disciolti in essa.

Primi tra tutti sodio e potassio.

Purtroppo per reintegrare i sali minerali (elettroliti) persi, dobbiamo tentare di mandare giù qualche boccone per colazione, come la frutta fresca che oltre a integrare i sali, è anche importante fonte di Tiamina. La tiamina, o vitamina B1, è una vitamina che viene persa nel tentativo di detossificare l’alcool. Gli alcolisti hanno come indice particolare, una grave carenza di vitamina B1, che si manifesta con vari sintomi clinici (sindrome di Wernicke – Korsakoff).

Prevenzione: meglio bere a stomaco pieno.

Per prevenire gli effetti collaterali dell’alcol si consiglia quando si ha intenzione di bere un po’ di farlo a stomaco pieno. Il cibo infatti impedisce l’assorbimento immediato nello stomaco, creando una sorta di barriera che ne limita il passaggio nel sangue. Di conseguenza abbiamo che l’insorgenza dei sintomi è non solo ritardata ma anche diminuita perché una piccola quantità, durante la digestione, riesce a passare nel circolo ma viene prontamente “digerito” dal fegato. Al netto, abbiamo dunque che sarà necessaria una quantità maggiore per avere gli stessi sintomi di quando beviamo a stomaco vuoto. Attenzione però questo non vuol dire che se mangiando si possa bere a dismisura!

L’interazione tra alcool e farmaci.

Per farmaci s’intendono non solo quelli comunemente in commercio, ma, in senso più ampio, anche le sostanze d’abuso. Gli anglosassoni uniscono queste due famiglie nel termine comune “drugs”.

L’alcool per essere detossificato, subisce un processo di metabolismo da parte del fegato: in pratica il fegato si arma di pazienza e inizia a demolire questa molecola grazie al suo corredo enzimatico, ossia grazie a delle molecole (gli enzimi) che riescono a distruggere la tossicità dell’alcool senza che vengano consumate pure loro. Un po’ come la marmitta catalitica delle auto, che per detossificare i fumi di scarico, interviene con la sua spugna in platino, senza che però questa si consumi.

Quale è il problema?

Il fegato ha un numero limitato di enzimi, se noi esageriamo con la quantità di alcool, questo non riesce più a essere distrutto dal fegato e viaggia in circolo. Non solo, gli enzimi servono pure a digerire anche le molecole intermedie che si formano durante la detossificazione dell’alcool (una di queste è l’acetaldeide), che sono molto più pericolose dell’alcool stesso.

Cosa c’entrano i farmaci qui?

Anche i farmaci, una volta svolto il loro compito devono essere degradati. E gli stessi enzimi che degradano i farmaci, sono implicati nella detossificazione dell’alcool. Quando si accompagna una bevuta con sostanze farmacologiche (farmaci commerciali, droghe d’abuso), non solo si potenzia l’effetto dannoso dell’alcool, ma si potenzia pure l’effetto dannoso dei farmaci!

A titolo di esempio si prenda in considerazione il paracetamolo. È un farmaco molto ben tollerato dall’organismo, con pochi effetti collaterali, ma è il primo farmaco che causa morti per overdose negli USA (a scopo suicidiario). L’effetto tossico del paracetamolo è amplificato quando è accompagnato con l’alcool.

Non tutti i farmaci “interagiscono” con l’alcool, questo perché alcuni sono detossificati da enzimi diversi, altri perché non hanno nessun effetto collaterale.

Purtroppo l’interazione farmaco – alcool non è limitata solamente al fegato. Altre sostanze d’abuso, come cannabinoidi, oppiacei e psicofarmaci come le benzodiazepine, potenziano gli effetti tossici nei confronti del sistema nervoso centrale e come già detto, con un’intossicazione acuta da alcool si può arrivare più facilmente al coma etilico.

L'alcool in gravidanza può far male al feto, la sbornia è estremamente pericolosa.

L’alcool è sempre dannoso. Non esiste una dose minima sotto la quale siamo in uno stato di sicurezza. La sua pericolosità è data sia dalla tossicità della molecola che dalle sue “sotto-molecole”, come l’acetaldeide. L’alcool ha inoltre la capacità di poter attraversare la barriera placentare, quella barriera fisiologica che permette la formazione del nascituro, offrendogli una certa protezione nel confronto di eventuali molecole tossiche presenti nel circolo sanguigno della madre. Una volta passata la barriera placentare l’alcool reagisce con i tessuti del feto, causando gravi danni. I bambini che riescono a nascere (molto spesso si hanno aborti), mostrano la Sindrome Alcolica Fetale (SAF). I sintomi più comuni dei bambini affetti da SAF sono:

  • occhi a fessura, sviluppo anormale del cranio
  • ritardo mentale
  • disturbi della memoria
  • disturbi motori

Si evidenziano anche diversi disturbi neurologici.

Quindi ATTENZIONE alle donne che non fanno uso di contraccettivi e sono abitudinarie nel consumo di alcool, una gravidanza può essere doppiamente indesiderata.

Supervisione: Collaboratore: Dott.re M Depau (Biologo)

COMMENTI


INDICE
Condividi su Facebook
"Sbornia: sintomi e rimedi per smaltire i postumi dell'ubriacatura"

X

Ti è piaciuto questo articolo?

Seguici su Facebook per riceverne ancora!

Sono già un fan di Benessere360, non mostrare più questo box.

CARICANDO...