Respirazione Yoga.

Respirazione Yoga

La tecnica del controllo della respirazione (Pranayama) è utilizzata da chi pratica yoga per catturare e immagazzinare l'energia dell'universo che sarà usata per dare una spinta all'autoevoluzione dell'individuo.

Pranayama, il controllo della respirazione

Lo Yoga ha sempre enfatizzato l'importanza della respirazione. Il Pranayama (dal sanscrito "prana", respirare e "ayama" che si traduce con controllo, limitazione) è una delle otto fasi dello yoga.

Per gli yogi, il Pranayama è molto più di una semplice tecnica di respirazione. Il Prana che è entrato nel corpo può essere indirizzato in sottili canali (nadir) che attraversano tutto il corpo, come i meridiani dell'agopuntura, per intenderci. Le teorie yogiche ritengono che i nadi trasportino l'energia spirituale e che grazie al controllo di questi flussi si possa risvegliare la coscienza superiore e poter arrivare, così, alla saggezza e alla profonda conoscenza.

Nel corso della pratica del Pranayama si impara a variare la lunghezza delle inspirazioni e delle espirazioni e a sospendere entrambe, per trattenere l'aria inalata e per lasciare i polmoni vuoti. Grazie a questa tecniche la respirazione diventa un gesto controllato e pienamente cosciente.

Il Pranayama rende l'atto di respirare una vera e propria pratica spirituale. Il nucleo della pratica spirituale è rimanere coscienti del proprio respiro senza controllarlo, ovvero senza far intervenire la mente. Questa è, in sintesi, la meditazione.

Fasi del Pranayama

Secondo i testi dell'Atta Yoga il controllo della respirazione si attua seguendo le fasi:

⁃ inspirazione (chiamata puraka)

⁃ espirazione (rechaka)

⁃ trattenere il respiro (kumbhaka, in sanscrito calice, brocca)

Quando il respiro è trattenuto dopo un'inspirazione abbiamo un Antara kumbhaka (interno). Al contrario, quando il respiro si trattiene dopo l'espirazione si ha un bahya kumbhaka (esterno).

Questa tecnica consiste nel respirare aggiungendo due trattenimenti del respiro: dopo l'espirazione si effettua un trattenimento del respiro che dura un secondo e successivamente, si praticherà un altro trattenimento del respiro che durerà anch’esso un secondo a polmoni pieni, a seguito dell’inspirazione.

Trattenere il respiro rafforza il sistema respiratorio, calma la mente e riduce la bramosia, principi fondamentali nella filosofia yoga.

Tipologie di respirazioni Yoga

Vi sono tre tipi di respirazione Yoga:

1.Addominale: durante l'inspirazione, usando il diaframma i polmoni si ampliano e l'aria entra in profondità. Durante l'espirazione il diaframma si sposta verso l'alto e crea un aumento della pressione nei polmoni, in modo da svuotarli. Con questo tipo di respirazione c'è la maggior quantità di ricambio d'aria possibile. Questo rende possibile un'ottima ossigenazione del sangue.

2.Toracica: con questo tipo di respirazione si utilizzano maggiormente le parti centrali e superiori dei polmoni. La quantità di aria che entra ed esce è minore di quella che si scambia con la respirazione addominale.

3.Clavicolare: respirazione in cui si utilizza la parte superiore dei polmoni. In questo caso la quantità di aria che viene inalata ed espulsa è minima.

Alcuni Respiri Pranayama:

L' Ujjayi, il respiro vittorioso: un pranyama fondamentale che dona pazienza, calma i nervi e tonifica tutto l'organismo.

Kapalabhati: una tecnica usata per ossigenare i tessuti, purificare i polmoni e i condotti nasali.

Consigli per la pratica

Per praticare la respirazione Yoga è necessario un luogo iidoneo, tranquillo e senza rumori molesti; un orario adatto, la sera risulta un momento perfetto e una dieta bilanciata. Importante è la purificazione dei nadi.

Benefici della respirazione yoga

Per moltissimi secoli gli yogi hanno creduto che il Pranayama avesse effetti benefici sul corpo umano.

Studi scientifici hanno dimostrato che l'addestramento al Pranayama ha elementi comuni all'adattamento all'altitudine.

La spiegazione di questo fenomeno risiederebbe nel fatto che l'abitudine a trattenente il fiato aumenti la capacità di sopportare l'aumento di anidride carbonica nel sangue.

Se si riesce a sopportare un alto livello di anidride carbonica il corpo non sente la necessità di respirare molto e avrà bisogno, quindi, di meno ossigeno.

Con la respirazione Yoga, dunque, si acquista consapevolezza del proprio corpo. Inoltre, molti muscoli della schiena sono interessati nel Pranayama, riuscendo a ottenere, così, una tonificazione delle parti interessate nel processo respiratorio.

Pagina Successiva >> foto, commenti ed articoli simili.

Ti è piaciuto questo articolo?

Deve migliorare!

Segui Benessere 360:


Consigliati dalla community
Gli amici della community


Torna alla home di Benessere.

La Tua Opinione Conta!

Giudica questo articolo:

Deve migliorare!

Segui Benessere 360:

Articoli che potrebbero interessarti:

Origini dello Yoga Origini dello Yoga

Yoga in gravidanza Yoga in gravidanza

Loading