Reiki

Sebbene non sia una pratica riconosciuta come scientifica dalla moderna medicina, il Reiki vanta numerosi sostenitori, che ricorrono ai suoi principi per curare problemi fisici e psicologici.

Origine del Reiki.

“Reiki” viene dall’unione di due parole: “Rei”, spirituale, e “Ki”, energia, dunque energia vitale universale. La leggenda narra che a fine ‘800 il fondatore del Reiki, il giapponese Mikao Usui, un uomo d’affari insoddisfatto, decise di utilizzare le proprie conoscenze mediche, terapeutiche, comunicative per ritrovare il vero Spirito. Fu così che iniziò il suo pellegrinaggio, durato fino a quando ricevette il dono di guarire il prossimo, dopo aver passato tre settimane di digiuno e meditazione su un monte. In seguito a questo evento fondò una scuola per diffondere i principi etici che sono diventati la base di un metodo terapeutico in grado di lenire le sofferenze di corpo e mente. Principi molto semplici, in verità, perché fondati soltanto su cinque sagge regole: la felicità è per chi riesce a non arrabbiarsi, a non preoccuparsi, ad essere riconoscente, ma soprattutto a lavorare per migliorare se stesso e ad essere gentile con gli altri. Nei secoli molte scuole di pensiero hanno aggiunto contenuti alla dottrina ufficiale, ma ancora oggi la fonte ufficiale rimane il memoriale dell’imperatore giapponese che curò la sepoltura del maestro Usui.

Curare con l’energia.

La teoria Reiki può riassumersi in una sola certezza di base: chiunque può imparare a guarire se stesso e gli altri, semplicemente incanalando nella giusta direzione l’energia vitale che scorre nel guaritore come nel malato. Secondo altre scuole di pensiero, si tratta dell’inesauribile energia dell’universo, che penetra i chakra del guaritore per poi defluire dalle sue mani. Una tecnica così semplice da poter essere insegnata anche ai bambini, e tanto efficace da poter anche prevenire il male, sia esso fisico, emotivo o mentale. La teoria dei chakra è stata inserita nella tecnica Reiki soltanto negli anni ’80, non era menzionato niente del genere nell’insegnamento tradizionale.

Come utilizzare l'energia vitale a scopi terapeutici.

Per imparare a utilizzare l’energia a scopi terapeutici basta fare propri i cinque principi enunciati dal maestro Usui, che consigliava di ripeterli come una preghiera, a voce alta, ogni mattina e ogni sera, dopo essersi seduti comodamente. Si tratta di una sorta di meditazione, nella quale quello che conta di più è l’atteggiamento mentale, la disponibilità ad aprire il cuore e la mente per far entrare dentro di sé una parte di universo. In definitiva, il Reiki è soltanto una tecnica per rientrare in contatto con la parte più vera di sé, stabilendo un tramite tra un individuo e l’essenza del mondo. Ogni persona, infatti, nasce con una certa quantità di Energia Vitale, che può essere ignorata e quindi indebolita; oppure si può incanalare, sollecitare, dirigere in modo da aumentare tanto da poter guarire i problemi dell’individuo, o di chi gli sta intorno.

La malattia come squilibrio.

Secondo i principi Reiki, le malattie –di qualsiasi natura- derivano da uno squilibrio energetico che blocca le emozioni positive, generando al contrario influssi negativi. A loro volta sentimenti come l’invidia, la paura, la rabbia possono essere trasmesse alle persone con cui si entra in contatto, creando circoli viziosi che allontanano ancora di più le energie positive. Bisognerà allora guarire lo spirito, per far sentire meglio anche il corpo.

Controindicazioni del Reiki. 

Sebbene i sostenitori del metodo ritengono che non ci siano controindicazioni di nessun tipo, è capitato che persone molto suggestionabili abbiano aderito così ciecamente a questa scuola di pensiero da rifiutare qualunque terapia tradizionale anche per mali molto gravi. Occorre ricordare che non ci sono studi in grado di fornire valenza scientifica a questa medicina alternativa. Chiunque volesse avvicinarsi al Reiki nella speranza di guarire da qualche malattia seria, deve tener conto del fatto che non è consigliabile abbandonare le cure tradizionali, ma sarebbe meglio associare le due terapie. Il Reiki non può sostituire le normali terapie, però può integrarle, riattivando i meccanismi di auto guarigione.