Prugne secche: fanno ingrassare? Calorie, proprietà nutrizionali, benefici e controindicazioni.

Sappiamo tutti che le prugne secche sono il lassativo naturale per eccellenza ma le loro proprietà benefiche vanno ben oltre, tanto da renderle preziose alleate delle donne in diverse loro “battaglie”: dalla lotta contro la cellulite a quella contro i radicali liberi, dal controllo del peso alla gestione dello stress, dall’apporto di acido folico per le future mamme a quella di boro per la massa ossea delle donne in menopausa.....e molto altro ancora.

Prugne secche: fanno ingrassare? Calorie, proprietà nutrizionali, benefici e controindicazioni

    Indice Articolo:

  1. Calorie e valori nutrizionali
  2. Fanno ingrassare?
  3. Proprietà e benefici
  4. Controindicazioni
  5. Approfondimenti

Prugne secche: calorie e valori nutrizionali

Le prugne secche sono i frutti essiccati della pianta prunus domestica. I frutti freschi, detti susine, sono diffusi in tutto il mondo e si possono trovare in diverse varietà in base al colore della buccia che può essere gialla, rosso -violacea, o viola scuro. Le susine destinate all’essiccazione e, quindi, alla produzione di prugne secche sono soprattutto quelle californiane con colore della buccia viola intenso.

Mentre le prugne fresche sono tra i frutti meno calorici per eccellenza : 100 gr di prugne fresche apportano da 30 a 45 calorie a seconda della varietà, le prugne secche apportano circa 200 calorie per 100 gr ripartite in:

  • carboidrati 55 g
  • proteine 2,2 g
  • grassi 0,5 g

Venendo meno la quantità di acqua, il contenuto calorico aumenta, ma le prugne secche risultano più leggere come peso e più concentrate come componenti nutrizionali per cui sarà più facile mangiare il frutto secco in quantità notevolmente inferiori rispetto al frutto fresco in quanto capace di maggiore potere saziante.

Puoi approfondire le caratteristiche delle prugne.

Le prugne secche contengono elevate quantità di fibre e sali minerali quali potassio, fosforo, calcio e ferro, mentre tra le vitamine spiccano la vitamina A e la vitamina C e, in minori quantità, le vitamine del gruppo B.

Fanno ingrassare?

Le prugne secche sono decisamente caloriche in quanto ricche di zuccheri e quindi, sicuramente, non fanno dimagrire. Fanno ingrassare ma solo se se ne assumono dosi elevate, tre o quattro prugne secche al giorno non possono certo causare grossi danni alla linea! Vengono consigliate anche nelle diete dimagranti, a colazione e sempre con moderazione, per contrastare la stitichezza causata dai regimi alimentari ricchi di fibre. Inoltre, per combattere la stipsi nelle diete ma anche in età pediatrica è utile preparare un decotto con qualche prugna secca da bere caldo prima di andare a dormire.

Le prugne secche hanno un indice glicemico, definito come la capacità di innalzare il livello di glucosio nel sangue, pari a 40 definito come medio. Questo significa che i diabetici dovranno limitare il consumo di prugne secche ad una al giorno evitando le ore serali quando è più difficile smaltire gli zuccheri introitati.

Ci sono differenze tra prugne e susine?
In realtà ognuno fornisce una sua versione riguardo alla differenza tra prugna e susina: c’è chi sostiene che siano sinonimi, c’è chi afferma che la susina sia il frutto fresco appena raccolto dall’albero mentre la prugna sia il frutto essiccato e c’è anche chi fa una netta distinzione tra le due come se si trattasse di 2 frutti completamente diversi.La verità si trova un pò in ciascuna di queste versioni, iniziamo col dire che in effetti la differenza tra il frutto fresco e quello secco e molto più rilevante che in qualsiasi altra frutta tanto da ever alimentato questa confusione.Abbiamo inoltre una sostanziale differenza di sapore tra il frutto fresco che, anche da maturo e dolce, presenta dei tratti aciduli e aspri e il frutto secco che invece è di un dolce quasi stucchevole.Per finire, anche se susine e prugne vengono considerati frutti di due piante differenti: prunus domestica e prunus salicina, le due specie sono molto simili per gusto e composizione.

Proprietà e benefici delle prugne essicate.

Le prugne secche sono ricche di fibre, di antiossidanti detti antociani e di vitamine e sali minerali, insomma, un mix di benessere da cui trarre svariati benefici per il nostro corpo:

  • proprietà antinfiammatorie: le prugne contengono vitamina A che ha un’azione anti-infiammatoria. Questa vitamina, infatti, modula l’espressione di alcuni enzimi coinvolti nell’innesco della reazione infiammatoria. Per questo le prugne secche aiutano a combattere il mal di gola, caratterizzato dall’infiammazione delle vie aeree superiori.
  • Proprietà antitumorale: grazie alla presenza di antociani, potenti antiossidanti, le prugne secche svolgono un’azione antitumorale. Gli antociani, che conferiscono il particolare colore nero - viola scuro ai frutti che si fa più intenso a seguito dell’essiccazione, annullano l’effetto deleterio dei radicali liberi, molecole tossiche che, danneggiando il DNA delle cellule le trasforma in cancerose.
  • Per la pressione: ricche di potassio, le prugne secche favoriscono l’eliminazione dei liquidi a livello renale in modo da abbassare il volume plasmatico e, di conseguenza, la pressione che il sangue esercita sulle pareti dei vasi sanguigni.
  • Contro la stipsi: l’efficacia delle prugne nel contrastare la stitichezza è dovuta alla presenza in questi frutti di due tipi di fibre che combattono la stitichezza attraverso meccanismi differenti. Da un lato le fibre insolubili aumentando il volume fecale ne facilitano l’espulsione, dall’altro le fibre solubili, richiamando acqua nell’intestino formano un gel che consente lo scivolamento delle feci.
  • In allattamento: mangiare qualche prugna secca nella fase di allattamento aiuta il poppante a combattere la stitichezza. Le fibre, infatti, passano nel latte materno e vengono ingerite dal bambino. Le prugne secche possono essere mangiate anche dai bambini, sempre con moderazione e possono essere bollite per ottenere un decotto utile contro la stitichezza.
  • Contro l’ osteoporosi: le prugne secche sono utili in menopausa quando le ossa, a causa di squilibri ormonali, tendono a perdere calcio. Le prugne secche, infatti, sono una fonte importante di calcio ma anche di altri minerali importanti che compongono la struttura ossea.
  • Per il reflusso: le prugne secche contengono pochissima acqua per questo rappresentano lo snack ideale per chi soffre di reflusso gastro-esofageo, una condizione in cui la chiusura della valvola tra l’esofago e lo stomaco avviene solo parzialmente e i cibi acquosi tendono a risalire insieme agli acidi gastrici.
  • Senza glutine: le prugne secche sono naturalmente prive di glutine, quindi possono essere consumate tranquillamente dai celiaci.
  • Per il mal di stomaco: le prugne secche contrastano l’acidità gastrica e la gastrite ad essa associata in quanto tendenzialmente a ph elevato. In altre parole, le prugne secche, essendo alcaline, neutralizzano l’iperacidità causata dai succhi gastrici.

Controindicazioni.

Le prugne secche possono avere alcune controindicazioni:

  • diverticolite: i diverticoli sono piccole estroflessioni della parete interna dell’intestino che tendono ad infiammarsi spesso soprattutto quando vengono ingeriti alimenti contenenti fibre insolubili. Per questo chi soffre di diverticolite deve evitare di mangiare le prugne secche.
  • Diabete: come già spiegato, le prugne secche hanno un indice glicemico medio, quindi i pazienti diabetici devono consumarne il meno possibile, al massimo una al giorno.
  • Toxoplasmosi: le prugne secche non subiscono alcun trattamento termico per cui non si esclude la presenza del toxoplasma un particolare batterio innocuo in condizioni normali ma capace, durante la gestazione, di provocare seri danni alla salute del feto. Le donne in gravidanza che non risultano immunizzate da questo microrganismo non devono mangiarle.

Puoi approfondire i rischi della toxoplasmosi in gravidanza.

  • Diarrea: le prugne secche sono lassative, quindi chi è particolarmente predisposto alla comparsa di fenomeni diarroici deve evitarle.

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Valentina Coviello (Biologa)

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