Primo chakra.

Un utilissimo e interessante viaggio nel mondo dei chakra e del primo chakra in particolare. Qui di seguito informazioni sulla funzione e il significato del primo chakra, la sua collocazione, i disturbi psicologici e le patologie fisiche connesse ad un cattivo funzionamento del primo chakra come le emorroidi, la stipsi, la sciatalgia, l’anoressia nervosa, l’obesità, ma anche l’aggressività, il bisogno di fuga dalla realtà, l’aumento della competitività, i consigli e gli esercizi per riequilibrare il primo chakra ecc...

Primo chakra

I chakra: il promo chakra.

I chakra sono dei punti energetici del nostro corpo, in cui l’energia fluisce liberamente quando sono aperti, trova invece un ostacolo quando sono chiusi. Il primo chakra (i chakra totali sono sette), è posizionato al centro del perineo e in particolare nella zona compresa tra l’ano e i genitali. I chakra sono degli indicatori della salute psico-fisica degli individui: quando, infatti, sono chiusi rivelano la presenza di uno squilibrio non solo fisico, ma anche mentale e spirituale. La chiusura di un chakra è il sintomo di un cattivo funzionamento dei flussi energetici e può causare disturbi, alterazioni e la comparsa di una serie di patologie. Nel caso, ad esempio, di chiusura del primo chakra si rivela l’insorgere di patologie come: emorroidi, obesità, stipsi, sciatalgia, artrite deformante, anoressia nervosa, gonartrosi e gotta.

Eccessivo o cattivo funzionamento del primo chakra: effetti psicologici.

Da un punto di vista psicologico il cattivo funzionamento o iperfunzionamento del primo chakra, detto anche Muladhara, determina l’eccessivo orientamento verso la soddisfazione dei propri bisogni materiali e della sicurezza personale. Qualsiasi ostacolo si frapponga al raggiungimento di uno stato di piena soddisfazione materiale determina lo svilupparsi di atteggiamenti aggressivi e collerici. In questa fase si sviluppa cioè un forte istinto di difesa e autopreservazione dovuto alla mancanza di fiducia nelle forze vitali ancestrali. Queste reazioni sono dovute alla posizione del primo chakra che interessa anche la corteccia surrenale, responsabile della produzione di glicorticoidi e mineralcorticoidi. Tra i glicorticoidi vi è, per esempio, il cortisolo, la cui produzione viene stimolata come risposta dell’organismo a situazioni di stress. Il cortisolo è responsabile della stimolazione proprio di atteggiamenti aggressivi e competitivi.

Insufficiente funzionamento del primo chakra: effetti psicologici.

Nel caso, invece, di funzionamento ridotto del primo chakra si avverte un aumento di sensazioni di debolezza, connesse ad una scarsa resistenza sia fisica che emozionale. Qualsiasi evento della propria vita quotidiana viene cioè percepito come insormontabile. Per superare questa sensazione, l’individuo tende a sviluppare un desiderio di fuga dalla realtà, sognando condizioni di vita più semplici da affrontare rispetto a quelle in cui si sente inevitabilmente intrappolato. Una delle cause che determina spesso questo atteggiamento è l’insorgere di problemi economici. L’individuo scappa dalle difficoltà di risoluzione di questo tipo di problemi, sviluppando una sorta di rifiuto della propria capacità creativa, intesa come facoltà di elaborare valide soluzioni ai momenti di impasse. L’individuo mostra cioè una certa difficoltà ad essere flessibile di fronte alle situazioni, il che a livello fisico determina problemi alle gambe e alle articolazioni degli arti inferiori. Spesso le patologie connesse al primo chakra sono anche causate dalla difficoltà a riconoscere la propria identità sessuale.

Quando e come riequilibrare il primo chakra.

Prima di procedere agli esercizi per riequilibrare il primo chakra bisogna verificarne il funzionamento. Si può procedere, infatti, agli esercizi per riequilibrarlo solo nel caso in cui si sia riscontrata la presenza di patologie o di stati d’animo riconducibili al suo iperfunzionamento o scarso funzionamento. Per ottenere il riequilibrio del primo chakra bisogna stendersi con la testa rivolta verso nord, chiudere gli occhi e appoggiare gli appositi cristalli direttamente sulla pelle nuda. I cristalli ovviamente vanno appoggiati in corrispondenza del primo chakra. Dopo essersi così posizionati, si può cominciare la meditazione, concentrandosi proprio sul primo chakra. Per potenziare gli effetti della meditazione, si possono tenere dei cristalli stretti nel pugno: nel pugno sinistro va tenuto un quarzo tondeggiante, in quello destro un quarzo appuntito. Intorno al corpo vanno poi posizionati dodici piccoli cristalli, disposti in forma di cerchio e con le punte rivolte verso il centro.

Le pietre da utilizzare sono: la tormalina nera, l’ossidiana, l’onice, l’ematite, il corallo, il diaspro rosso, il rubino, l’occhio di falco e il granato. Per riattivare e riequilibrare il primo chakra è anche molto utile una dieta a base di proteine, carne, noci, fagioli, uova e prodotti caseari vari.

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