Prevenire i tumori: esami, alimentazione e rimedi naturali contro il cancro.

Esistono dei metodi per prevenire i tumori ? E quali sono gli esami che possiamo effettuare, e con che frequenza? Approfondiamo come prevenire l’insorgenza delle neoplasie che possono colpire qualsiasi organo del corpo, acquisendo un nome specifico in base alla sua localizzazione.

Prevenire i tumori: esami, alimentazione e rimedi naturali contro il cancro

    Indice Articolo:

  1. Come fare?
  2. Prevenzione primaria
  3. Prevenzione secondaria
  4. Prevenzione terziaria
  5. Approfondimenti

Come possiamo provare a prevenire i tumori?

Innanzitutto va detto che attualmente la migliore strategia contro il cancro è la prevenzione. Esistono 3 tipi di prevenzione:

  • la prevenzione primaria,
  • quella secondaria,
  • la prevenzione terziaria.

Seguire le linee guida di questi tre livelli di prevenzione non potrà dare certezze, ma di sicura riduce di molto il rischio di cancro e comunque fa in modo che un qualsiasi problema possa essere scoperto precocemente. Analizziamo quindi nel dettaglio tutte le strade per prevenire comparsa e diffusione dei tumori.

Prevenzione primaria: lo stile di vita per prevenire il cancro.

Per prevenzione primaria si intendono tutti quegli accorgimenti che possiamo avere per limitare i fattori di rischio tumorali. Vuol dire quindi adottare uno stile di vita sano. Ma cosa vuol dire nello specifico?

Una componente essenziale da tenere sotto controllo e l'alimentazione:

  • si sa, ad esempio, che è importante mantenere sotto controllo l'apporto di grassi saturi/insaturi. Un eccessivo consumo di acidi grassi saturi aumenta del 14% la probabilità di sviluppare un tumore al seno.

Puoi approfondire quali sono gli alimenti che contengono grassi saturi.

  • Bisognerebbe limitare il consumo degli insaccati e quindi dei salumi, perché i nitriti e nitrati utilizzati nella loro preparazione come conservanti favoriscono l’insorgenza del tumore allo stomaco.
  • Ancora anche un consumo moderato di alcool può provocare l’insorgenza di tumori in diversi distretti: dalla laringe, all’esofago,al fegato, al colon, al retto e alla mammella.
  • Le sostanze cancerogene presenti nelle sigarette, si sa, favoriscono lo sviluppo del cancro al polmone. Inalando il fumo di una sigaretta si introducono nel nostro corpo una serie di sostanze dannose che agiscono da fattori tumorigenici: in primis benzene e benzopirene, ma anche una lunga serie di altre sostanze quali catrame, nicotina, monossido di carbonio che agiscono negativamente sui nostri organi.

In ultimo ma non d’importanza bisogna citare l’attività fisica, anche leggera, che predispone l’organismo ad affrontare e combattere ogni tipo di malattia. Si sa che un corpo allenato e tonico è più capace di combattere gli attacchi da agenti esterni.

A questi accorgimenti quotidiani ed individuali, si aggiungono poi dei vaccini contro determinati agenti patogeni che aumentano il rischio di cancro: ne è un esempio il vaccino contro il Papilloma Virus (agente eziologico del tumore alla cervice uterina) o contro l'epatite B che può provocare oltre alla malattia in sé anche un tumore allo stomaco.

A queste semplici regole generali poi si possono aggiungere delle linee guida specifiche per i diversi tipi di tumore.

Guardiamo alcune:

  • Nel caso del tumore al pancreas, ad esempio, patologie come la pancreatite cronica e il diabete mellito aumenta di 10 volte la probabilità di insorgenza di questo tipo di neoplasia. In questo caso bisognerebbe prevenire questi fattori di rischio, quindi se escludiamo le cause genetiche di pancreatite e diabete, sulle quali possiamo fare ben poco, dovremmo evitare di bere quantità eccessive e per tempi prolungati di alcool nel caso della pancreatite cronica, e seguire un piano alimentare equilibrato per prevenire il diabete.
  • Per la prevenzione del tumore al seno nelle donne invece, un periodo fertile breve con un menarca tardivo ed una menopausa con insorgenza precoce, o ancora una gravidanza in età giovanile e l’allattamento al seno, sono fattori protettivi per la comparsa di questo tipo di tumore. Uno studio ha dimostrato che due carotenoidi dello zafferano: la crocina e la crocetina hanno un effetto positivo e protettivo nei confronti di questo tipo di tumore indotto in animali da laboratorio
  • Nel caso del tumore del colon-retto la prevenzione consiste nel seguire una dieta equilibrata con pochi grassi saturi e proteine animali che aumentano la produzione e il rilascio di acidi biliari nell’intestino e che portano alla trasformazione di eventuali polipi già presenti nel tratto in formazioni maligne.
  • Un recente studio del 2017 ha dimostrato come il trattamento di topi con carcinoma ovarico con il licopene, un potente antiossidante facente parte della famiglia dei carotenoidi presente ad esempio nel pomodoro, abbia ridotto il numero di cellule tumorali attive.
  • Per gli amanti della tintarella bisogna ricordare che l’esposizione al sole durante le ore centrali (12-16) aumenta il rischio di melanomi e tumori della pelle. Qui la prevenzione primaria consiste principalmente nel coprirsi con gli indumenti se si è a passeggio e usare le creme protettive con un grado di protezione adatto ai tipi di pelle. E’ bene ricordare che queste creme vanno rimesse ogni 2 ore e generalmente dopo ogni bagno. L’unica accortezza, per il rispetto dell’ambiente, è di scegliere creme biodegradabili!
  • Uno studio condotto in laboratorio ha dimostrato che l’estratto dello zenzero, le cui proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antitumorali sono ormai note, ha avuto un effetto positivo su cellule tumorali della prostata inducendo la morte per apoptosi delle cellule tumorali.

Quali controlli dobbiamo fare per effettuare una buona prevenzione secondaria ?

Se avere uno stile di vita corretto come accennato prima è la prevenzione primaria che possiamo fare quotidianamente e che vale per ogni tipo di tumore, eseguire dei controlli periodici di screening è sicuramente un’altra buona abitudine da adottare.

Questa prevenzione detta secondaria, ci permette di individuare un tumore in uno stadio abbastanza iniziale tale da poterlo combattere.

  • Nel caso del tumore alla mammella dai 25 anni fino ai 70 anni circa è buona abitudine eseguire un pap-test ogni 2/3 anni. Consiste in un esame citologico, cioè si va ad osservare la struttura cellulare, delle cellule del collo uterino in maniera take da evidenziare con anticipo eventuali alterazioni morfologiche.
  • Per il tumore al seno una mammografia ogni 2 anni per le donne tra i 25 e i 65 anni. E’ questa una radiografia che si effettua premendo il seno tra due lastre e serve, appunto per evidenziare la presenza di eventual noduli.
  • Per gli uomini soprattutto, dopo i 50 anni si consiglia una colonscopia all’anno per la prevenzione del tumore del colon-retto; e prima dei 50 anni e anche per le donne una ricerca del sangue occulto nelle feci. La colonscopia è un esame endoscopico, si effettua introducendo dall’ano un colonscopio, una sonda flessibile con alla fine una telecamera che viaggiand tra retto, sigma, colon discendente, colon trasverso, colon ascendente e cieco ci permette di vedere eventuali neoformazioni maligne.
  • Ancora, anche se non hanno un vero e proprio potere diagnostico né di screening, esistono dei marcatori tumorali specifici per diversi tipi di tumore la cui presenza nel sangue può, evidenziare la presenza di quella particolare neoplasia. In realtà hanno più’ valenza di conferma dopo una diagnosi già supportata da altri esami.
 

I marcatori tumorali.

CEA

Antigene carcino-embrionario:aumenta in diversi tipi di cancro come quello dell’intestino, della mammella, del polmone, dell’ovaio, dell’utero e del pancreas; ma anche in altre patologie come tubercolosi, pancreatite, cirrosi, bronchiti, ecc

CA 19-9

Legato al tumore dell’intestino e del pancreas, ma anche ad altre malattie.

CA 125

Tipico del tumore dell’ovaio, utile però per seguire l’efficacia della cura.

CA 15-3

Aumenta nel tumore della mammella.

TPA

Antigene polipeptidico-tessutale è questo un indice di velocità di ricambio cellulare, serve quindi a capire in quanto tempo il tumore cresce, non è quindi legato a nessuna neoplasia in particolare.

Accanto a queste indagini una di primaria importanza è la TAC (tomografia assiale computerizzata) che permette di analizzare gli organi in maniera dettagliata in sezioni dai 2 ai 3 cm e quindi individuare neoformazioni anche molto piccole.

Prevenzione terziaria: monitorare lo sviluppo del tumore benigno o maligno.

Questo tipo di prevenzione è più legato ad un aspetto successivo all’avvento della malattia e serve più a seguire l’esito di eventuali interventi. Consiste in quei controlli delle terapie, della loro corretta assunzione ed efficacia.

Serve anche ad accompagnare il paziente nella fase post della malattia affinché abbia un aiuto nell’inserimento nelle famiglie e nella società, là dove serve.

Bisogna specificare che i tumori si classificano in: tumori maligni e tumori benigni.

La principale e sostanziale differenza sta nella capacità metastatizzante dei tumori maligni rispetto ai benigni. I primi cioè, che vanno sotto i nome di “cancro” hanno la capacità di determinare una modificazione delle cellule tali da renderle capaci di attaccare anche gli organi vicini ed espandersi così “a macchia d’olio” nel nostro corpo senza essere riconosciute come estranee dal sistema immunitario che quindi non le attaccherà. Mentre i tumori benigni rimangono circoscritti solo all’organo interessato, ed è per questa caratteristica che non portano alla morte dell’individuo.

Scendendo più nello specifico anche le neoplasie maligne si possono dividere in 3 classi:

  • Neoplasie maligne ben differenziate: le cellule sono molto simili a quelle del tessuto di origine.
  • Neoplasie maligne scarsamente differenziate: in questo caso la somiglianza con le cellule del tessuto d'origine è molto superficiale. 
  • Neoplasie maligne anaplastiche: si è persa qualsiasi somiglianza con le cellule del tessuto originario.

Nomenclatura:come riconoscerli dal nome

Tumori derivati da tessuto epiteliale:

Tessuti di origine

Benigni

Maligni

Epitelio di rivestimento

Polipi, Papillomi

Epiteliomi, Carcinomi

Epitelio ghiandolare

Adenomi

Adenocarcinoma

Tumori derivati da tessuto mesenchimale

Prendono il nome dal tessuto da cui originano con suffisso “OMA” se benigni e “SARCOMA” se maligni.

Tessuti di origine

Benigni

Maligni

Fibroso

Fibroma

Fibrosarcoma

Osseo

Osteoma

Osteosarcoma

Cartlagineo

Condroma

Condrosarcoma

Adiposo

Lipoma

Liposarcoma

Muscolare Liscio

Leiomioma

Leiomisarcoma

Muscolare Scheletrico

Rabdomioma

Rabdomiosarcoma

Tumori derivati dai tessuti emopoietici 

Tessuti di origine

Benigni

Maligni

Tessuto linfoide

 

Linfocita follicolare, Leucemia

linfatica

Granulociti

 

Leucemia mieloide

Mnociti

 

Leucemia monocitica

Tessuto reticolo-istocitario

 

Morbo di Hodgkin/non Hodgkin, Reticolosarcoma

Eritrociti

 

Leucemia (leucemia)

A questo elenco vanno aggiunti i tumori embrionali, che originano durante la vita embrionale, fetale o immediatamente post-natale da un rudimento d’organo immaturo.

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Federica Fersini (Biologa)

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