Pressoterapia controindicazioni.

Pressoterapia controindicazioni

Far conoscere le controindicazioni della pressoterapia prima di usufruire del  trattamento, rappresenta l'obiettivo di questa guida: i pazienti che non possono esservi sottoposti, le modalità con cui viene praticata, l’efficacia su patologie come la cellulite, gli effetti collaterali come indurimento cutaneo ecc.

Cos'è la pressoterapia?

La pressoterapia è una pratica estetica introdotta circa 15 anni fa che consente di ottenere ottimi risultati per il miglioramento della circolazione sanguigna e linfatica. Grazie alla sua azione  si va ad intervenire sulle principali conseguenze del cattivo funzionamento della circolazione venosa e linfatica vale a dire: la cellulite, la ritenzione idrica, le ectasie (dilatazione eccessiva di un vaso sanguigno) ecc. Questo trattamento viene usato anche nella cura dei linfedemi primari e secondari degli arti superiori ed inferiori e nella prevenzione della trombosi venosa profonda.

Come si pratica.

La pressoterapia viene praticata tramite dei gambali collegati ad un apparecchio elettrico. Questo trattamento è indicato, infatti, soprattutto per la cura degli arti inferiori. La pressione esercitata dall’apparecchio non è uniforme, ma centripeta: segue cioè la sequenza caratteristica della circolazione venosa e linfatica. In questo modo viene riattivata la circolazione, e maggiore sarà la pressione esercitata, maggiori saranno i risultati. L’unica limitazione da rispettata e quella di non superare la pressione arteriosa minima, al fine di non ostacolare l’arrivo del sangue ossigenato ai tessuti. Non viene quindi mai superata la pressione di 60 mm di mercurio.

Pressoterapia: controindicazioni.

La pressoterapia non va effettuata su pazienti in gravidanza o su pazienti che siano affetti da insufficienza cardiaca, da ipertensione arteriosa non controllata, da tromboflebite, da problemi respiratori, da problemi renali, e da varici (vene varicose). Non viene praticata neanche nel caso in cui il paziente abbia subito un innesto recente di pelle, sia affetto da gravi deformità degli arti e da linfangiti, e nel caso in cui vi siano delle neoplasie (forme tumorali) in atto nella zona da trattare, delle infezioni cutanee e delle dermatiti. Se si è deciso di sottoporsi a delle sedute di pressoterapia sarebbe bene rivolgersi ad un medico estetico, che dopo aver effettuato tutti gli esami del caso può stabilire se procedere con il trattamento, e ovviamente in caso affermativo potrà stabilire anche le modalità con cui effettuarlo.

Solo per cellulite ai primi stadi...

Si consiglia anche di non ricorrere alla pressoterapia quando il problema delle cellulite è già ad uno stadio piuttosto avanzato. Questo trattamento, infatti, può vantare effetti positivi soprattutto nei primi stadi della comparsa del problema. La forma di cellulite più adatta al trattamento è quella che presenta cute violacea, insufficienza venosa e linfatica, dolori ecc. In questi casi le sedute durano circa 45 minuti e risultano anche piuttosto rilassanti. Per ottenere gli effetti positivi apprezzabili bisogna effettuare un intero ciclo, che comprende all’incirca 10-12 sedute,  due o tre volte a settimana.

Pressoterapia: effetti collaterali.

Prima di sottoporsi al trattamento di pressoterapia è bene conoscerne oltre alle controindicazioni, anche gli effetti collaterali. Gli effetti collaterali più comuni sono l’indurimento cutaneo e la rottura dei capillari nell’area trattata, meno comune è la flogosi cronica che è una forma di infiammazione che si manifesta con dei lividi sulla pelle dovuti alla vasodilatazione. La flogosi provoca inoltre arrossamento, calore nella parte infiammata, dolore, tumefazione ecc.

Come evitare le controindicazioni.

Per evitare le controindicazioni della pressoterapia e i conseguenti effetti collaterali gli esperti consigliano di abbinarla sempre ad altri trattamenti come: il drenaggio linfatico manuale o il bendaggio. Il drenaggio linfatico manuale coadiuva infatti l’azione della pressoterapia, in quanto consiste in un massaggio praticato a livello dei linfonodi. Questo particolare tipo di massaggio favorisce il deflusso dei liquidi organici ristagnanti, che sono caratterizzati da un’alta concentrazione di tossine. I bendaggi, invece, vengono effettuati con delle bende di lino imbevute di una soluzione a base di oli essenziali e fitocomplessi di origine vegetale.




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