Pilosella: proprietà, benefici, dosaggio, controindicazioni ed effetti collaterali.

Quali sono le principali proprietà della pilosella e quali le controindicazioni? Scopriamo insieme il giusto dosaggio per trarre benefici da questa pianta senza incorrere negli effetti collaterali.

Pilosella: proprietà, benefici, dosaggio, controindicazioni ed effetti collaterali

    Indice Articolo:

  1. Proprietà
  2. Benefici
  3. Controindicazioni ed effetti collaterali
  4. Dosaggio
  5. Approfondimenti

Cos’è la Pilosella, e quali le sue proprietà?

La Pilosella, una delle piante più importanti della famiglia delle asperacee compositum, rappresenta uno di rimedi estetici maggiormente utilizzati per risolvere problemi comuni come la ritenzione idrica e problemi di sovrappeso, ecco perchè è importante capirne gli usi e le potenzialità. Conosciuta anche come “orecchio di topo” per la forma delle sue foglie, è principalmente costituita da un fiore giallo e peli biancastri su tutta la superficie, foglie comprese, si adatta a qualsiasi terreno anche i più inospitali (terreni rocciosi, sabbiosi) anche se predilige spazi soleggiati.

Della pianta in particolare, vengono utilizzate praticamente tutte le parti, grazie alla presenza di molteplici sostanze dall’azione benefica e curativa come polifenoli, mucillagini, resine, flavonoidi, è inoltre anche un efficace drenante e antisettico, utilizzato in fitoterapia per le sue svariate proprietà terapeutiche.

L’azione diuretica di questa pianta officinale.

Famosa per essere un potente diuretico, come accennato, la pilosella viene efficacemente utilizzata per combattere la ritenzione idrica, la cellulite e nelle diete depurative, proprio perchè capace di sollecitare la funzione renale grazie ai suoi principi attivi.

In particolare il luteoloside, un composto abbondante nella pilosella, svolge un’azione diuretica in quanto, agendo a livello renale, inibisce il riassorbimento di ioni, quali cloro e sodio e quindi di acqua (che normalmente segue gli ioni nel riassorbimento); da questo processo il volume delle urine risulta aumentato, così come aumenta l’eliminazione di scorie e prodotti di rifiuto del metabolismo, purificando gli organi, specialmente fegato e reni.

Altro elemento molto importante, presente nella pianta, è l’acido caffeico che rallenta la produzione di acido urico. Tale effetto, combinato a quello diuretico, rendono la pilosella utile per combattere i fenomeni di gotta.

I benefici terapeutici ed estetici della pianta di pilosella.

Ma quali sono i principali vantaggi legati all’utilizzo della pianta erbacea ricca di principi attivi?

Vediamo insieme i suoi effetti benefici in campo estetico e terapeutico:

  • combatte la cellulite e la ritenzione idrica, grazie alla presenza nella pianta del luteoloside, come visto sopra, fondamentale per drenare ed eliminare i liquidi in eccesso, in quanto il principio attivo contrasta il ristagno dei liquidi e le conseguenti manifestazioni, come il tipico gonfiore agli arti inferiori, attraverso l’aumento della escrezione urinaria;

Approfondisci le cause ed i possibili rimedi per combattere la ritenzione idrica.

  • contrasta l’ipertensione, grazie alla presenza dell’apigenina, un antiossidante capace di inibire l’enzima ACE (Angiotensing Converting Enzim), responsabile della produzione di angiotensina che, appunto aumenta la pressione del sangue;
  • ha attività antinfiammatoria, in quanto l’apigenina, inibisce l’enzima fosfolipasi A2 che libera i precursori dai quali vengono sintetizzate le molecole che danno l’avvio alla flogosi;
  • contrasta la stitichezza, grazie alle mucillagini della pianta,che comportano una maggiore fluidità delle le feci;
  • ha azione antimicrobica,  grazie ai tannini sostanze ad azione antibiotica, antivirale e antifungina. Questa proprietà della pianta iabbinata all’azione antinfiammatoria dell’apigenina e diuretica del luteoloside, è particolarmente utile in caso di cistite, ma anche durante le perdite mestruali quando l’apparato uro-genitale è più suscettibile alle infezioni;
  • ha proprietà dimagranti, legate a due principi attivi della pilosella: 
    • l’ acido clorogenico, che, oltre ad essere un potente ossidante, possiede anche proprietà dimagranti in quanto inibisce il rilascio di glucosio epatico spostando il metabolismo verso l’utilizzazione dei grassi dal tessuto adiposo per produrre energia.
    • le mucillagini che svolgono un’’azione “anti fame”, utile soprattutto in corso di regimi alimentari ipocalorici, in quanto queste sostanze agiscono direttamente nello stomaco dilatando le pareti e ritardando la sensazione di appetito;

Controindicazioni e possibili effetti collaterali.

Come tutte le piante officinali, anche la pilosella possiede delle controindicazioni: le sue erbe, infatti, contengono principi attivi che possono avere reazioni diverse da persona a persona, per questo è sempre importante seguire una posologia ben precisa.

In particolare tra gli effetti collaterali legati all’assunzione di questa pianta, vi è una possibile riduzione della pressione sanguigna al di sotto del range fisiologico, che si manifesta con tachicardia e affanno (il cuore tenta di rialzare la pressione pompando più velocemente) e debolezza generale.

In questo caso è meglio sospendere l’assunzione di pilosella o comunque ridurla ad una sola dose mattutina.

E’ invece fortemente sconsigliato, l’uso della pilosella in gravidanza e allattamento, in quanto in questi casi la ritenzione idrica è giustificata dall’accumulo di acqua per la formazione di liquido amniotico nel primo caso, e di latte nel secondo.

Da evitare l’uso della pianta officinale, anche quando si assumono farmaci diuretici, perchè l’azione di aumento dell’escrezione urinaria risulterebbe aumentato, con rischio di ipotensione e di disidratazione.

Secondo alcuni, infine, la pilosella potrebbe interferire con la funzionalità della tiroide, ma in realtà non vi sono evidenze scientifiche che dimostrano una reale inibizione o stimolazione della ghiandola.

Dosaggio e modalità d’uso della pilosella.

Pilosella in omeopatia:tintura madre o macerato glicerico

In erboristeria e in farmacia si può trovare la pilosella in diverse soluzioni, anche sotto forma di prodotti omeopatici, come quelli prodotti e distribuiti dalla “Guna”, una delle prime aziende che ha formulato e introdotto in Italia integratori a base di pilosella.

Possiamo optare per 3 soluzioni:

  • in gocce, sia che si tratti di tintura madre che di estratto fluido (ottenuto dalla pianta essiccata e conservato in soluzione idroalcolica). Per entrambi il costo, per 100ml è di circa 15 euro, e se ne consiglia l’utilizzo nella misura di 30- 40 gocce diluite in acqua, prima dei pasti e tre volte al giorno;
  • in capsule e compresse, più pratiche da utilizzare, da deglutire con acqua nella misura di 1 o 2 al giorno (costo confezione da 100 capsule: 7,00 euro circa);
  • in filtri, utile per “costringersi” a bere anche di più, la pilosella viene abbinata ad altre erbe officinali come menta, betulla, ortica. E’ consigliato bere 1 o 2 tisane al giorno (costo pari 5,00 euro circa la confezione).

In ogni caso l’assunzione di pilosella non dovrebbe essere prolungata nel tempo: gli effetti si notano fin dai primi giorni e generalmente si protraggono anche cessata l’assunzione; inoltre, va evitata nelle ore serali perchè può causare risvegli notturni per l’esigenza della minzione.

Differenze tra la tintura madre di pilosella e il macerato glicerico.

La pilosella si trova in erboristeria sotto forma di tintura madre, ossia di estratto della pianta fresco conservato in soluzione alcolica opportunamente diluita, oppure in macerato glicerico, in cui, invece i fiori e le parti della pianta vengono messi a macerare in glicerina.

La differenza consiste nel fatto che la prima utilizza la pianta fresca mentre la seconda la pianta essiccata.

Ma cosa cambia?

Molto, se si considera che i principi attivi come il luteoloside, l’acido clorogenico, si alterano dopo 2 giorni dalla raccolta.

Il massimo dell’attività di questi composti si ha infatti, nella pianta fresca, ma in assenza di questa, se si vuole avere un effetto significativo, è meglio utilizzare la tintura madre.

Supervisione: Collaboratori: Dott.ssa Valentina Coviello (Biologa) - Dott.sa Iolanda Piccirillo

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