Pietra pomice: a cosa serve? Uso, caratteristiche e tipologie.

La pietra pomice è un roccia vulcanica naturale molto leggera, a causa dell’elevatissima porosità e dalle proprietà estremante versatili. Trova impiego tanto nelle attività industriali quanto in quelle per la cura e il benessere del corpo. Esistono diverse varianti nella composizione e nella grana, e gli usi possibili sono talmente tanti che vale davvero la pena di approfondire l’argomento.

Pietra pomice: a cosa serve? Uso, caratteristiche e tipologie

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Tipologie
  3. A cosa serve?
  4. Usi
  5. Approfondimenti

Cos’è la pietra pomice?

In petrografia, il termine pomice, indica una struttura generica di rocce eruttive effusive altamente porose e leggere, porosità che si verifica durante le eruzioni vulcaniche.

Il magma che fuoriesce, a causa dell’alta pressione, risulta pieno di bolle di gas e in seguito ad un rapido raffreddamento, forma una struttura a fori non comunicanti che rende la pomice l’unica struttura rocciosa capace di galleggiare in acqua.

Il verbo pomiciare, ormai entrato a pieno titolo nel vocabolario nazionale a partire dal linguaggio informale romano, indica simpaticamente l’abitudine di scambiarsi baci e carezze o l’essere “Pomicione” indica un persona incline alle carezze facili e neanche tanto richieste se non addirittura moleste. In realtà, l’origine del significato è riferito alle funzioni della pietra pomice di strofinare, lisciare, lucidare, ripulire dallo strato superficiale.Il termine più “tecnico” è riferito non solo al trattamento del corpo ma anche alla pulitura e lucidatura dei metalli e di molti altri materiali che richiedono una leggera azione abrasiva sulla loro superficie.

Per quanto riguarda le caratteristiche esfolianti, esiste una originale consuetudine sull’isola di Lipari riguardo a questa pratica: Lipari è da sempre stata una delle cave più significative per l’estrazione della pietra pomice e anche se attualmente le cave sono dismesse, esistono grandi depositi di polvere derivanti dallo scarto delle attività di estrazione. I depositi sono sparsi lungo le spiagge e sia gli abitanti del luogo che i turisti possono “rotolarsi” nelle polveri minerali per poi uscirne fuori perfettamente esfoliati e levigati, magari completando il trattamento con un piacevole bagno in mare.

Tipologie: quante varietà di pomice esistono?

A seconda della diversa percentuale dei composti presenti in queste formazioni rocciose, la pietra può assumere tonalità cromatiche che vanno dal bianco al giallo chiaro, passando per il grigio, fino ad arrivare al verde e al nero.

La pomice bianca è quella più diffusa, ed ha una prevalenza di silice, con una struttura molto leggera a grana grossa.

I colori più scuri sono dati da una rilevante presenza di ossidi metallici come nel caso della “pomice nera delle Canarie” che è ricca di ferro, più pesante e ruvida di quella bianca.

Vediamo quali sono i valori medi dei componenti.

Valore medio per 100 gr di pomice.
Biossido di silicio: 74% in gr
Ossido di alluminio: 12.6% in gr
Ossido ferrico: 1,2% in gr
Ossido ferroso: 0,7% in gr
Sodio: 2,1% in gr
Potassio: 3% in gr
Calcio: 0,7% in gr
Biossido di titanio: 0,1% in gr
Ossido di magnesio: 0,3% in gr
Acqua: 3,4% in gr

A cosa serve questa pietra?

La pietra pomice, ha un effetto lievemente abrasivo e grazie a questa caratteristica, trova impiego sotto forma di polvere, per la pulitura di marmi, metalli, stoviglie e nella costruzione di strutture edilizie particolarmente leggere, resistenti ed isolanti.

 

Per le stesse caratteristiche, viene da sempre utilizzata per la cura del corpo in tutte le situazioni che richiedono una delicata esfoliazione della pelle. In commercio se ne trovano di vario tipo, le pietre più economiche sono anche quelle più dure e il loro uso deve essere limitato al trattamento delle parti callose dei piedi, mentre le pietre più morbide, trovano utilizzo anche nel trattamento di zone del corpo più delicate.

Scopriamo insieme come la possiamo utilizzare:

  • Per la cura dei piedi: nell’uso comune, è conosciuta soprattutto per il trattamento di calli e duroni dei piedi. L’azione abrasiva è in grado di levigare la pelle ruvida e secca ed eliminare le cellule morte. E’ necessario evitare eccessive abrasioni poiché potrebbero creare ferite e ulcerazioni, al contrario, un trattamento graduale e costante è capace di apportare solo evidenti benefici.

Approfondisci come fare un pedicure fai da te.

    • Il trattamento: i piedi possono essere sia tenuti a bagno preventivamente per ammorbidire le zone più rovinate sia trattati direttamente a secco. I movimenti da effettuare devono essere larghi, circolari e delicati. Dopo l’esfoliazione è bene passare un panno umido per eliminare eventuali residui, ed infine stendere un buona crema idratante tenendo i piedi a riposo per qualche minuto, o meglio ancora approfittarne per completare il trattamento effettuando un massaggio plantare.
  • Per la cura delle mani: può essere utilizzata la stessa procedura appena descritta per i piedi.
  • Per la depilazione, peli incarniti e per lo scrub: per quanto riguarda la depilazione, non si tratta certo di un metodo particolarmente efficace ma è comunque un’alternativa da tenere in considerazione, poichè la leggera azione abrasiva, elimina prima di tutto i peli incarniti consentendo di farli riaffiorare in superficie per poi eliminarli con un contemporaneo effetto peeling sulle cellule morte. Ricordiamo che se effettuiamo lo scrub in parti del corpo molto delicate, è necessario utilizzare una pomice meno abrasiva. Per le zone del corpo ricoperte da peli fitti e spessi, la depilazione con pietra pomice, non è molto efficace ma è un metodo che può andar bene ad esempio per la peluria delle braccia.

Puoiu approfondire come si formano i peli incarniti.

    • Il trattamento: va effettuato al momento della doccia. Bisogna prima di tutto provvedere ad idratare la pelle con una buona crema o un olio e una volta nella doccia, procedere con movimenti lenti e circolari sfregando delicatamente la cute in modo da intrappolare la peluria.

Eliminare le cellule morte per donare alla pelle effetti benefici.

La pietra pomice è un esfoliante di origine minerale ed induce alla rimozione delle cellule morte della pelle in maniera meccanica. La sua polvere, viene utilizzata nei detergenti industriali per la pulizia delle mani con una duplice funzione:

  • Per facilitare la rimozione fisica di oli, grassi e macchie ostinate.
  • Per proteggere la pelle.

Come preparare il composto?

Si può creare una esfoliante fai da te, semplicemente aggiungendo della polvere di pietra pomice ad una normale crema idratante o un olio ed utilizzarlo per lo scrub di tutto il corpo. Ovviamente per le zone più delicate, è bene utilizzare una polvere dalla granulometria più fine, mentre per mani e i piedi, va bene una polvere piuttosto grossolana. L’azione abrasiva della pietra pomice, è piuttosto aggressiva sulla pelle rispetto ad altri esfolianti di origine non minerale, pertanto, sarebbe bene non effettuare i trattamenti con una eccessiva frequenza e valutare l’effetto finale su ciascun tipo di pelle.

  • Per le unghie e le cuticole: la pietra pomice può essere utilizzata come una comune lima per unghie e per tirare indietro le cuticole. E’ particolarmente indicata in casi di unghie maggiormente cheratinizzate e dure rispetto al normale o anche in casi di forma irregolare. La pietra pomice costituisce spesso la punta abrasiva di diversi attrezzi elettronici o manuali per manicure e pedicure.
  • Per i denti: al giorno d’oggi sono stati formulati dei dentifrici naturali dall’elevato potere sbiancante, che contengono minuscoli granelli di pietra pomice e ne sfruttano l’elevato indice di abrasione. Bisogna considerare che devono essere utilizzati con frequenza settimanale per non danneggiare lo smalto, ma hanno il pregio di non contenere ne sbiancanti chimici ne enzimi.

Lo spunto per utilizzare la pietra pomice per la cura dei denti, è stato preso dagli antichi egizi che già più di 4000 anni fa si posero il problema di avere denti più sani e un sorriso brilllante. Quando ancora non esistevano i dentifrici, usavano mescolare polvere di pietra pomice e aceto. E’ difficile avere notizie circa le percentuali dei composti utilizzati per questo tipo di trattamento, evidentemente il potere pulente e sbiancante era dato dalla reazione stessa e non dalle quantità utilizzate, la leggera azione abrasiva inoltre ne completava il quadro d’azione.

Come viene utilizzata la pietra pomice e quali sono i prezzi?

Come abbiamo già detto, esistono vari tipi di pietra pomice e di conseguenza vari prezzi.

In commercio la possiamo trovare in varie forme come:

  • Sacchetti in polvere.
  • Le classiche pietre legate ad un cordino, in maniera creativa e fantasiosa.
  • Ciabattine esfolianti con plantare in pietra pomice da indossare per la doccia.
  • Spazzole.
  • Lime.
  • Pietre intagliate con impugnature ergonomiche.
  • Creme corpo esfolianti.
  • Detergenti abrasivi.
  • Vernici dall’effetto multicol.
  • Detergenti ecologici per disincrostare il wc.
  • Nell’edilizia per il suo elevato potere isolante, per alleggerire murature, isolare termicamente ed acusticamente e come carica inerte per le resine.
  • Nel restauro, per la finitura dei mobili, per la lucidatura dei marmi, per la levigatura dei metalli e dei vetri.

Si tratta in ogni caso di prodotti a basso costo, circa 100 gr di pietra pomice di buona qualità vengono a costare intorno ai 5 euro, il costo dei vari oggetti in commercio si aggira intorno ai 2 euro di media. La polvere di pietra pomice, esiste in commercio in varie granulometrie ed ha un costo che si aggira intorno ai 3,50 euro/kg.

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Carmela Giacobini - Dott.sa Roberta de Martino

COMMENTI


INDICE
Condividi su Facebook
"Pietra pomice: a cosa serve? Uso, caratteristiche e tipologie"

X

Ti è piaciuto questo articolo?

Seguici su Facebook per riceverne ancora!

Sono già un fan di Benessere360, non mostrare più questo box.

CARICANDO...