Pet therapy: cos'è? Quando serve? Benefici ed esercizi.

La pet therapy è una pratica terapeutica di supporto alle cure tradizionali, che si basa sul rapporto di interazione tra l’uomo e l’animale, usata in particolare, su bambini, anziani o pazienti affetti da disturbi comportamentali. Analizziamo nel dettaglio quali benefici può avere e vediamo come si effettua in pratica.

Pet therapy: cos'è? Quando serve? Benefici ed esercizi

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Quando serve?
  3. Benefici
  4. Esercizi
  5. Approfondimenti

Cos’è la pet therapy?

La pet therapy è una terapia che ha come obiettivo quello di utilizzare gli animali come coadiuvanti nelle terapie, soprattutto in bambini, anziani e soggetti con particolari disturbi comportamentali.

La pet therapy è stata sperimentata per la prima volta dal medico Levinson, il primo a riscontrare benefici nei propri pazienti, grazie a questo metodo terapeutico.

Quando serve questa tecnica terapeutica?

La pet therapy, non a caso, serve all’ausilio di particolari situazioni patologiche. Vediamo quali sono.

  • Alzheimer: lo stato di malattia porta il soggetto ad avere ansia, rabbia e frustrazione in quanto presenta ricordi confusi e, soprattutto, deboli. La pet therapy distoglie da questa ansia, recando dei benefici sullo stato umorale del soggetto, il quale troverà giovamento nelle normali pratiche ludiche con l’animale.
  • Demenza senile: si è visto come il contatto fisico con gli animali possa diminuire l’ansia e la tristezza nell’anziano, andando a recuperare, inoltre, parte delle attività motorie che vengono trascurate. L’anziano riesce ad instaurare una relazione più forte con l’animale, rispetto a quella che si possa instaurare con l’essere umano. 

A tal proposito sarebbe piuttosto utile effettuare la pet therapy nei centri di accoglienza per gli anziani.

  • Disturbi alimentari: la pet therapy consente ai pazienti affetti da DCA (disturbi del comportamento alimentare) di trovare serenità e di distogliere il pensiero dall’ossessione per il cibo. Utile sia in casi di anoressia che di bulimia. Inoltre, i medici trovano questa pratica un modo per comunicare in maniera più semplice con i pazienti.

Approfondisci le varie tipologie di disturbi alimentari.

  • Autismo: in questo caso il bambino autistico trae giovamento dalla presenza dell’animale (più spesso utilizzato il cane) in quanto si tratta di comunicazione non verbale. Studi hanno dimostrato come, in seguito a pet therapy, il bambino con disturbo dello spettro autistico riesce non solo a relazionarsi con l’animale, ma anche ad aumentare la sua relazione affettiva con le persone care che lo circondano.

Ricordiamo che l’autismo è una patologia che colpisce i bambini intorno ai 3-5 anni e colpisce specifiche aree del cervello, coinvolte nel linguaggio e nella comunicazione (il bambino presenta una tendenza all’isolamento).

  • Bullismo: la pet therapy nelle classi scolastiche può aiutare i bambini ad aumentare l’interazione con i compagni, a socializzare e a prevenire/contrastare il fenomeno del bullismo. Questa pratica permetterà al bambino/adolescente “bullo” di essere educato a relazionarsi in maniera del tutto “sana” con i suoi coetanei.

Le istituzioni in cui è utile introdurre la terapia con gli animali.

Accennate le problematiche per cui si riscontra un’utilità nella pet therapy, sicuramente le scuole e i centri di accoglienza per anziani richiedono questo tipo di approccio (soprattutto per contrastare il bullismo, la demenza senile e come adiuvante per il morbo di Alzheimer).

Inoltre, si è visto come negli ospedali sia utile questa pratica nella cura dei soggetti allettati (per aumentare il tono dell’umore e contrastare gli stati depressivi), così come nei soggetti affetti da DCA.

Anche ai detenuti può essere utile affrontare un percorso di pet therapy la quale aiuta a relazionarsi nuovamente con l’altro, a modulare la rabbia e i propri istinti e a rilassarsi.

I benefici della pet therapy per l’equilibrio psicofisico.

La terapia con gli animali apporta a chi la pratica dei benefici da non sottovalutare.

Svolgendo le normali attività con gli animali, come spazzolare il pelo, giocare o anche solo accarezzare, il paziente potrà

  • migliorare lo stato del suo umore,
  • scaricare l’ansia,
  • prevenire eventuali stati depressivi.

 

I livelli di buonumore sono dovuti allo sprigionamento dell’ossitocina (ormone prodotto a livello ipotalamico e secreto dalla neuroipofisi, viene denominato “ormone dell’amore” in quanto è responsabile dei meccanismi che conducono al legame affettivo).

Questo giova alla salute, andando a prevenire anche l’insorgenza di problemi cardiovascolari (come l’infarto acuto del miocardio) e a prevenire le infezioni patogene, grazie al potenziamento del sistema immunitario.

Come si svolge la terapia con animali: gli esercizi.

La pet therapy si svolge grazie all’ausilio di diverse associazioni di volontariato, le quali collaborano con gli ospedali e i centri per anziani.

Gli animali utilizzati nella pet therapy sono addestrati a questo scopo e sono seguiti da specifici tutor, i quali saranno presenti e guideranno l’animale durante l’interazione con il paziente.

Le attività, come accennato, sono le normali esperienze di gioco, come ad esempio:

  • accarezzare il pelo dell’animale,
  • spazzolare l’animale,
  • dedicarsi al gioco all’aperto con l’animale.

Queste attività, soprattutto nel caso dei bambini autistici, aiutano ad aumentare il legame affettivo con l'animale e l'interazione sociale e vengono intese come “comunicazione non verbale”.

Quali sono gli animali più usati per la terapia?

In base alle situazioni possono essere coinvolti il cane o il gatto (quelli più utilizzati, non a caso anche animali domestici più diffusi), criceto, pesce rosso, coniglio e, in casi particolari, delfino, asino (si parla di onoterapia), cavallo (detta ippoterapia).

Come si può immaginare, sicuramente l’animale favorito in questo caso è il cane.

La dog therapy è quella dalla quale si può trarre il maggior beneficio, in quanto da secoli sappiamo che il cane è “il migliore amico dell’uomo” che riesce a percepire gli stati d’animo dell’essere umano e a metterlo maggiormente di buonumore.

Nonostante l’ausilio che questa pratica può dare in diverse situazioni, la pet therapy deve essere, appunto, intensa come coadiuvante nella terapia medica e non sostitutiva.

Inoltre, è sempre bene rivolgersi agli specialisti quando bisogna affrontare un qualsiasi tipo di terapia, anche quella con gli animali!

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Maria Innocente (Scienze della nutrizione) - Dott.sa Francesca Vassallo

COMMENTI


INDICE
Condividi su Facebook
"Pet therapy: cos'è? Quando serve? Benefici ed esercizi"

X

Ti è piaciuto questo articolo?

Seguici su Facebook per riceverne ancora!

Sono già un fan di Benessere360, non mostrare più questo box.

CARICANDO...