Pensieri negativi ricorrenti, ossessivi ed automatici: come eliminarli.

Vi é mai capitato di sentirvi sopraffatti da idee o pensieri negativi ricorrenti, ossessivi e che si impongono in modo automatico? Che natura hanno tali pensieri e come fare per eliminarli? Vediamo cause e rimedi per riconoscere ed affrontare questo disagio.

Pensieri negativi ricorrenti, ossessivi ed automatici: come eliminarli

    Indice Articolo:

  1. Cosa sono?
  2. Cause e natura
  3. Conseguenze
  4. Come eliminarli
  5. Approfondimenti

Cosa sono i pensieri negativi ossessivi e quando si manifestano?

Pensieri negativi ricorrenti

I pensieri negativi ricorrenti sono pensieri che possono avere contenuti di vario genere, ma sono accomunati dal fatto che si presentano alla mente in modo del tutto ossessivo ed incontrollato.

A volte tali pensieri involontari riempiono la testa in periodi particolari della vita, infatti compaiono più frequentemente durante l'adolescenza o nei momenti difficili, in cui siamo sopraffatti da preoccupazioni e paure di vario tipo.

In genere si é vittima di simili idee fisse in periodi di forte ansia o quando sentiamo crescere dentro di noi un'angoscia di cui è difficile identificare la causa.

Non a caso, spesso, le idee negative ossessive possono essere connesse all'ansia o ad un disturbo depressivo, ma possono anche essere una manifestazione di un quadro di tipo psicotico. Per queste ragioni è importante cercare di valutare la natura di questo disagio ed agire di conseguenza.

Idee negative passeggere e pensieri infelici ossessivi: dov’è la differenza?

I pensieri negativi possono manifestarsi in modi diversi: caratteristiche quali intensità, frequenza e possibilità di controllo da parte dell'individuo possono volgere delle idee passeggere in pensieri ossessivi ed automatici.

Ad esempio, in particolari circostanze ansiogene avere fantasie negative su se stessi o aspettative fallimentari non deve destare preoccupazione, perché può capitare a chiunque di essere preda di tali sensazioni in periodi stressanti.

Se invece si è continuamente ossessionati da pensieri “bui”, anche in periodi in cui tutto va bene, é forse il caso di chiederci se queste fantasie non possano essere considerate un sintomo che necessita un approfondimento mirato.

Pensieri negativi ricorrenti sulla vita: perché si manifestano?

Perchè si manifestano i pensieri negativi ossessivi?

Le idee negative sulla vita, quando si presentano in modo fisso e continuo (al punto di divenire vere e proprie ossessioni da cui non ci si riesce a liberare), sono dei sintomi che affondano le loro radici nell'inconscio e che, proprio per questo motivo, arrivano alla coscienza in maniera improvvisa. 

Essi vengono percepiti dal nostro essere come profondamente estranei e si manifestano proprio a causa delle difficoltà che si hanno nell’accettare alcuni aspetti di sé e che turbano la nostra coscienza morale: tali pensieri automatici, infatti, riguardano spesso contenuti che il soggetto stesso giudica disgustosi o scabrosi. 

Pensiamo alla dimensione onirica o al fenomeno dei lapsus, dato che capita a chiunque di fare sogni o incubi inconfessabili il cui contenuto non corrisponde affatto a ciò che si pensa o di commettere lapsus imbarazzanti. Possiamo quindi affermare che il nostro inconscio si fa sentire e “parla” attraverso di noi, come nel caso dei pensieri negativi e delle fissazioni, dove un automatismo molto doloroso per il soggetto inizia a ripetersi ossessivamente. 

A tutti è capitato - e continuerà a capitare - di avere idee poco inclini al pensiero positivo, o di ritrovarsi in periodi della vita dove si tende a “vedere tutto nero”, anche in assenza di cause reali. Come già sottolineato, anche alla base dei più comuni sogni o dei lapsus, così come delle banali dimenticanze o degli atti mancati, si trova lo stesso principio che regola le ossessioni vere e proprie: il nostro inconscio ha bisogno di dirci qualcosa.

Freud fu il primo a sostenere questa tesi all'interno della sua opera "Psicopatologia della vita quotidiana", dove i concetti di normalità e patologia sono posti lungo un continuum dai confini poco marcati. Il meccanismo si può definire unico, ma le differenze di intensità, frequenza e grado di controllo sull'evento distinguono ciò che è comune da ciò che è sintomatico.

Tipologie di idee fisse ed angoscianti: quali sono e di cosa ci parlano. 

Si ritiene praticamente impossibile inquadrare secondo tipologie, o semplicemente classificare, i pensieri infelici che possono essere opera della nostra psiche. Queste idee angoscianti, insopportabilmente automatiche e ricorrenti, possono essere centrate su uno o più aspetti della vita del soggetto (lo studio, il lavoro, il sesso, i rapporti interpersonali, la vita in generale, l'amore, l'amicizia, i rapporti con individui di sesso opposto). 

Il loro contenuto può cambiare nel corso del tempo, variando in base a particolari periodi della vita, anche se in molti casi i pensieri negativi hanno un tema fisso e perdurano per lunghi periodi (o si alternano a fasi di latenza, per poi ripresentarsi in seguito). 

Le tipologie di pensieri che possono presentarsi in un soggetto sono illimitate, infatti abbiamo visto come queste idee nefaste possano riguardare la percezione che il soggetto ha di sé o quella che ha degli altri e del mondo che lo circonda, come possano evolversi e modificarsi nel tempo, e come sia complesso riuscire ad individuare una cura adatta per ogni caso specifico.

Pensieri negativi in gravidanza.

Talvolta i pensieri ossessivi si presentano durante la gravidanza e possono riguardare paranoie circa il sano sviluppo del feto o la paura di non riuscire ad essere delle "buone madri". I pensieri negativi in gravidanza, infatti, possono essere il risultato della messa in moto di molti processi psicologici che rimettono in questione tematiche rimosse legate alla femminilità, alla sessualità e al significato che si attribuisce all'essere donne, madri e figlie. Inoltre, con la gravidanza si manifestano diversi cambiamenti di ordine fisico e ormonale che possono concorrere alla manifestazione del sintomo in quanto risultano difficili da accettare e sopportare.

Conseguenze possibili delle idee negative automatiche: attenzione al senso di colpa. 

Sentirsi preda dei sensi di colpa per via del contenuto dei pensieri negativi ossessivi che attanagliano la mente è una delle conseguenze - spesso molto provante per l’individuo - che riguardano questo fenomeno.

Se i pensieri ossessivi riguardano idee suicidarie o di morte possono essere il campanello d'allarme di un disturbo ben più grave, come la depressione. Quando i pensieri negativi sono invece legati all'ansia e impediscono di prendere sonno o di mantenerlo, non è raro che si cada preda dei disturbi del sonno.

L'insonnia, ma anche l'inappetenza o la tendenza a mangiare più del solito, frequenti emicranie, coliti e uno stato generale di malessere, possono essere presenti come effetti secondari dei pensieri negativi, principalmente in soggetti già predisposti a tali disturbi.

L'insonnia è strettamente collegata alla depressione: scopri come e perchè.

Nei casi più gravi il sintomo può sfociare in un DOC (Disturbo Ossessivo-Compulsivo) e, quando questo si verifica, può accadere che si inizino a mettere in atto delle azioni compulsive con l’intento di neutralizzare l’ossessività delle idee negative. In questo caso i pensieri ossessivi e le azioni compulsive non sono legate da un nesso logico, ovvero l'azione che si compie non è legata al contenuto del pensiero ma si impone alla volontà del soggetto in modo automatico ed incontrollabile.

Come scacciare ed eliminare i pensieri negativi? Affrontiamo ansia e paure.  

Come superare i pensieri negativi

Abbiamo visto che le idee negative possono essere manifestazioni di un conflitto interno, ma come scacciare tali pensieri? Affrontare l’ansia e le proprie paure è il primo rimedio perché questi non diventino invalidanti e difficili da sopportare.

Approfondisci come affrontare l'ansia che è una risposta del nostro organismo  ad un evento ritenuto pericoloso.

A chi non è capitato di sentirsi particolarmente giù o di dover “stringere i denti” in un momento difficile? Proprio in questi periodi difficili tendiamo a chiuderci in noi stessi e a lasciare via libera alla psiche. Sicuramente la manifestazione dei pensieri negativi ripetitivi non deve essere sottovalutata, ma allo stesso tempo non bisogna preoccuparsi e allarmarsi in modo eccessivo perché questo non aiuterebbe ad affrontare la situazione.
É importante sottolineare che i pensieri negativi non sono un nemico da combattere, bensì una parte di noi che cerca di farsi sentire.

Se i pensieri negativi ossessivi fossero un nemico prodotto dalla nostra coscienza, allora potremmo tentare di scacciarli dalla mente, ma proprio perché sono frutto dell'inconscio essi non seguono la ragione e quindi non è possibile “addomesticarli” del tutto: perché non pensiamo, invece, di ascoltarli?

Prima di ricorrere a farmaci o a percorsi terapeutici dovremmo provare a riflettere, nella maniera più lucida possibile, sui segnali che riceviamo dalla nostra mente: invece di farci prendere dal panico, sarebbe utile cercare di individuare come mai stiamo spostando l’attenzione su pensieri ossessivi e, soprattutto, cosa non vogliamo vedere ed è nascosto sotto di essi.

La risposta a queste domande non deve spaventarci, anzi, dobbiamo immaginarla come un punto di partenza per non cadere vittima dei nostri timori.

Vediamo ora insieme alcuni casi comuni, e molto diversi tra loro, che dimostrano come sia possibile curare questo disturbo secondo percorsi differenti e specifici.

Situazioni ansiogene.

i pensieri negativi fanno la loro comparsa esclusivamente in circostanze specifiche avvertite come particolarmente stressanti o in periodi vissuti con molta angoscia. 

Tali pensieri non vengono percepiti come invalidanti, malgrado comportino emozioni negative, poiché si è in grado di riconoscerli e di controllarli, anche se generano stati di tensione ansiosa e, talvolta, insonnia. 

Riguardo alle possibili vie terapeutiche, in casi come questo ci si può limitare ad una cura omeopatica (se il sintomo persiste si procede rivolgendosi ad uno psicoterapeuta).

Alcuni rimedi naturali possono aiutare l'organismo a ristabilire l'equilibrio nei casi in cui questo venga lievemente alterato da stimoli esterni che si riverberano sul nostro benessere psicofisico.

La floriterapia - branca dell'omeopatia che fa uso dei fiori di Bach - può essere un valido aiuto in casi lievi come questo. In modo particolare il fiore numero 35 (fiore di ippocastano chiamato "White Chestnut" o "fiore della serenità") é consigliato dalla maggior parte degli omeopati per i suoi effetti rilassanti e per le sue proprietà ansiolitiche naturali. Un altro rimedio che può giovare a chi tende ad avere pensieri negativi con conseguenze non invasive è frequentare corsi di yoga o praticare tecniche di rilassamento che aiutino ad evitare di soffermarsi troppo a lungo sul contenuto negativo dei pensieri, liberando la mente dall'accumulo di stress.

Pensieri duraturi e ricorrenti.

i pensieri negativi si presentano con ossessività e perdurano da molto tempo, presentandosi con contenuti che generano ansia ed impediscono il normale svolgimento delle attività quotidiane.

Il soggetto si sente ansioso e non riesce a tenere sotto controllo quest'ansia, tende a manifestare attacchi di panico o crisi d'ansia e insonnia.

Cosa fare in questo caso? La cura preferenziale per la risoluzione definitiva del problema potrebbe essere la psicoterapia ad orientamento psicodinamico. Attraverso la parola (pronunciata in presenza di un Altro che la sappia ascoltare nel modo appropriato) il soggetto può dare voce al suo inconscio ed elaborare alcuni vissuti particolarmente dolorosi, affrontare gli elementi angoscianti che convivono in lui e saper dare la giusta collocazione ad aspetti rimossi che, fino a quel momento, occupavano spazi eccessivi e dilagavano manifestandosi sotto forma di pensieri negativi ossessivi.

Idee ossessive automatiche e depressione.

se tali pensieri si manifestano in un soggetto con pregressi disturbi di tipo depressivo e assumono tonalità fortemente negative (ad esempio, si hanno idee suicidarie, auto svalutanti e annichilenti, si hanno pensieri che spingono a commettere gesti pericolosi per se stessi e gli altri, si hanno idee fisse sulla morte) è bene prendere (o riprendere) contatto con uno specialista. Uno psichiatra o uno psicoterapeuta aiuteranno il soggetto ad intraprendere un percorso di guarigione, per evitare probabili cadute o ricadute nel disturbo depressivo.

Dai pensieri... alle voci.

Quando il disturbo condiziona il normale svolgersi delle attività quotidiane e vengono percepite voci presenti nella mente che giudicano, deridono, criticano o ingiuriano, il soggetto arriva a perdere totalmente il contatto con la realtà.

In questi casi si deve ricorrere assolutamente ad uno specialista, perché i pensieri ricorrenti possono avere contenuto persecutorio su base psicotica di tipo paranoico, e quindi essere pericolosi in prima istanza per il soggetto (che arriva ad avere vere e proprie allucinazioni uditive).

Lo psichiatra e lo psicoanalista diventano un punto di riferimento per l’individuo, che si vedrà somministrata una terapia farmacologica all’interno di un percorso di analisi, al fine di garantire uno spazio di parola e di riconoscimento soggettivo al paziente.

Dalla mente... alle azioni compulsive.

i pensieri negativi ricorrenti diventano vere e proprie ossessioni che impediscono di prestare attenzione ad altro, anche se si tratta semplicemente di seguire la breve trama di uno spot televisivo o una puntata di un telefilm?

Quando il pensiero è seguito dall'esigenza incontrollabile di attuare uno specifico comportamento secondo un rituale ben preciso, si può pensare di essere di fronte ad un DOC e quindi ad un caso clinico affetto da patologia.

Cercare di limitare la tendenza al perfezionismo ossessivo è quasi impossibile in casi come questo, quindi é necessario rivolgersi ad uno psicoterapeuta. Con il suo aiuto si potrà intraprendere un percorso di analisi dei fattori che hanno portato alla nascita e allo sviluppo di un sintomo così invalidante, e quindi al miglioramento delle condizioni di vita e del benessere dell’individuo.

Supervisione: Collaboratori: Dott.ssa Enza Perilli (psicologa

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