Pavor nocturnus: cause, terapia e rimedi per il terrore notturno.

Il pavor nocturnus è un disturbo della qualità del sonno che si manifesta prevalentemente nei bambini, con attacchi di terrore. Le cause sono ad oggi sconosciute, tuttavia sono stati individuati fattori di rischio come familiarità, febbre elevata con alterazione dell'equilibrio idrico - salino, carenza di sonno… Ma quali sono le terapie da seguire nel caso di forme persistenti?

Pavor nocturnus: cause, terapia e rimedi per il terrore notturno

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Cause e farrori di rischio
  3. Diagnosi e terapia
  4. Approfondimenti

Che cos’è il pavor nocturnus?

Il termine pavor nocturnus indica una parasonnia, ovvero un'alterazione della qualità del sonno non patologica che si manifesta prevalentemente nei bambini. Più in dettaglio il fenomeno si manifesta intorno ai 2 - 4 anni e persiste solitamente fino ai 10 - 12 anni, ovvero fino alla preadolescenza (si stima che si manifesti in circa il 10 - 14% dei soggetti di età compresa tra i 3 ed i 10 anni e nell'1-3% dei soggetti di età compresa tra i 10 e i 12 anni). Nell'adolescente, infatti, questo disturbo scompare spontaneamente, e solo in rarissimi casi persiste fino all'età adulta. Il disturbo è caratterizzato da un risveglio notturno durante il quale il bambino si alza e si mette seduto sul letto con gli occhi sbarrati e talvolta emette delle vere e proprie grida. La caratteristica principale però è che il bambino in realtà quando si manifesta il disturbo (circa 40 - 60 minuti dopo che ci si addormenta solitamente) si trova nella fase non - rem del sonno, cioè la fase di sonno profondo e pertanto non è sveglio durante questi episodi, ma al tempo stesso non può stare facendo un incubo, in quanto si sogna solo nella fase di sonno rem, quindi il bambino continua a dormire ma al risveglio non ricorda nulla di quanto accaduto.

Puoi approfondire quali sono i disturbi del sonno.

Cause e fattori di rischio di questo disturbo.

Le effettive cause di pavor nocturnus non si conoscono ancora. Tuttavia sembra che vi siano dei fattori di rischio correlati all'insorgenza del disturbo, tra i quali possiamo citare:

  • fattori genetici quali ad esempio la familiarità. Se uno dei genitori ha sofferto durante l'infanzia di questo disturbo è probabile che ne possa soffrire anche il figlio.
  • Situazioni familiari o scolastiche che portano allo sviluppo di stress e ansia.
  • Febbre elevata con alterazione dell'equilibrio idrico - salino legata a fenomeni di diarrea, vomito o eccessiva sudorazione.
  • Stimolazioni di tipo luminoso (ad esempio dormire con la luce accesa) o sonore (ad esempio il ticchettio dell'orologio) durante il sonno.
  • Andare a dormire con la vescica piena (distensione vescicale).
  • Patologie e disturbi quali ipertrofia (aumento di volume) delle adenoidi, apnee notturne, asma notturna e reflusso gastroesofageo.
  • Carenza di sonno.

Come si manifesta un episodio di pavor nocturnus?

Un episodio di pavor nocturnus dura in media da 30 secondi a 5 minuti (ma può durare anche fino a 10 - 30 minuti) durante i quali, come precedentemente accennato, anche se il bambino sembra sveglio in realtà dorme e al risveglio vero e proprio non ricorderà nulla dell'accaduto. I sintomi principali con cui si manifesta questo disturbo sono:

  • alzarsi e mettersi a sedere sul letto con gli occhi sbarrati e pupille dilatate.
  • Urlare e gridare.
  • Sudorazione profusa accompagnata da tachicardia.
  • Perdita di urina.
  • Confusione e frasi sconnesse.
  • Aumento del tono muscolare con conseguente rigidità.
  • Brividi e tremori.

Come viene fatta la diagnosi? E cosa fare contro il terrore notturno?

La diagnosi di pavor nocturnus viene fatta dal pediatra sulla base dei sintomi riferiti. Una volta diagnosticato il disturbo non vi sono cure specifiche a cui sottoporre il bambino poiché la situazione si autorisolve da sola senza lasciare conseguenze.

Tuttavia può essere utile avere alcune accortezze come ad esempio:

  • evitare di dare al bambino sostanze stimolanti (ad esempio le bevande a base di cola contenenti caffeina) prima di andare a dormire.

Puoi approfondire quali sono gli effetti della caffeina.

  • Far coricare il bambino sempre allo stesso orario evitando di prolungare l'orario di messa a letto e di far perdere ore di sonno al bambino.
  • Non svegliare mai il bambino durante un episodio di pavor nocturnus poiché potrebbero verificarsi conseguenze spiacevoli e si potrebbe aggravare il disturbo. Per lo stesso motivo è bene evitare di raccontare al bambino cosa è successo durante la notte.
  • Rimuovere dalla stanza oggetti potenzialmente pericolosi come oggetti appuntiti o oggetti su cui si potrebbe inciampare di modo da evitare problemi se il bambino dovesse alzarsi durante un episodio.
  • Cercare di ridurre le situazioni che possono essere fonte di stress sia fisico che emotivo
  • Somministrare blandi rimedi omeopatici come ad esempio i fiori di Bach (rivolgersi all'omeopata per la scelta del rimedio) che agiscono a livello emozionale.

Attenzione!

La somministrazione di farmaci va riservata a tutti quei casi in cui il disturbo non si risolve spontaneamente e persiste in età adulta. Solitamente possono essere somministrati farmaci quali la melatonina, per migliorare la qualità del sonno, o di L-5-idrossitriptofano che ha il ruolo di stabilizzare il sonno. Farmaci più importanti quali benzodiazepine ed antidepressivi sono da somministrare solo negli adulti ed in casi estremi ed in questi casi può essere utile affiancare una psicoterapia o una terapia cognitivo comportamentale.

L’articolo ha uno scopo puramente informativo e non intende sostituire il parere del medico.

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Margherita Mazzola (Biologa - Nutrizionista) - Dott.sa Francesca Vassallo

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