Passiflora effetti collaterali e controindicazioni.

Oggi impariamo qualcosa di più sulla passiflora, sui suoi usi e sui possibili effetti collaterali e controindicazioni.

Passiflora effetti collaterali e controindicazioni

Cos'è la passiflora?

La passiflora, il cui nome scientifico è Passiflora Incarnata, è una pianta rampicante originaria del Sud America, ampiamente diffusa in Europa da secoli, e largamente utilizzata per le svariate proprietà terapeutiche.

Com’è fatta?

La passiflora è una pianta rampicante che può raggiungere altezze considerevoli (superare tranquillamente i 5 metri), ha fusto legnoso, e presenta foglie ovali con tre lobi, larghe e di color verde scuro e fiori di forma circolare dal diametro anche di 10 cm dal colore violetto, azzurro o bianco. È una pianta rampicante che vive bene nei luoghi a clima temperato. Esistono oltre 460 specie di passiflora, ma quelle comunemente utilizzate nella farmacopea sono la passiflora cerulea, la passiflora incarnata e la passiflora edulis.

Un po’ di storia.

Pare che la passiflora fosse coltivata addirittura nei giardini privati delle residenze dei regnanti Aztechi. Arrivata in Europa intorno al 1600, venne subito apprezzata per le sue proprietà farmacologiche, ed impiegata come sedativo e antispasmodico. Il nome venne dato alla pianta da Linneo, e significa “fiore della passione” riferendosi alla passione di Cristo, visto che alcune parti della pianta ricordavano elementi della crocefissione: ad esempio i pistilli i chiodi, o la corolla la corona di spine.

Proprietà della passiflora.

Insonnia e depressione.

La passiflora è conosciuta principalmente per le sue proprietà sedative, ed è ampiamente utilizzata come rimedio per l’insonnia. Riesce ad indurre un sonno naturale in quelle situazioni in cui non si riesce a dormire a causa di studio intenso, che porta a stress psicologico, intensa attività fisica o sportiva, depressione e ansia. Inoltre al mattino non lascia intorpidimento e la sensazione della difficoltà a svegliarsi tipica dei farmaci. Non è però molto utile nel trattamento dell’insonnia di origine psichiatrica.

Stress e tensioni.

La passiflora si rivela utilissima nei casi di dolori addominali dovuti al nervosismo e allo stress, in quanto aiuta a distendere la muscolatura liscia, aiutando anche a placare gli stati ansiosi, e può essere utilizzata con successo anche come antidolorifico nel caso di dolori mestruali.

Asma.

Si ritiene che la passiflora possa  essere anche d’aiuto in caso di asma, in quanto pur non impedendo le crisi, riesce a ritardare il broncospasmo. Inoltre funziona in maniera molto efficace come ansiolitico. Queste qualità sono dovute all’azione dei flavonoidi, contenuti principalmente nelle parti in alto e verdi della pianta. Possiede quindi la capacità di agire come sedativo sul sistema nervoso centrale e soprattutto nella zona del midollo spinale. La causa delle qualità della passiflora va ricercata nel fatto che i flavonoidi che contiene riescono a legarsi ai recettori delle benzodiazepine che si trovano nel cervello.

Tra i lati positivi ci sono il fatto che questa pianta non causa dipendenza ed è solitamente ben tollerata dall’organismo.

Come può essere assunta la passiflora.

La passiflora può essere assunta sotto diverse forme, come infuso, sciroppo o estratto, a seconda delle quali variano anche le quantità. Se presa come infuso se ne consiglia l’assunzione non più di due volte al giorno, di cui una prima di andare a letto.

Sotto altre forme, come pillole o sciroppi, il dosaggio può variare in base al disturbo da trattare, e si consiglia caldamente di chiedere ogni volta il parere di un esperto.

Interazioni della passiflora.

È stato provato che la passiflora interagisce con i barbiturici, i sedativi e anche con alcune tipologie di antidepressivi, per cui se si è in cura con tali farmaci è necessario sentire il parere del medico qualora si intendesse iniziare ad assumere passiflora. Le interazioni con i farmaci sopra citati portano ad un aumento dell’effetto sedativo degli stessi, prolungando il sonno e lo stato di torpore che potrebbe protrarsi anche dopo il risveglio.

Controindicazioni.

Benché non vi siano notizie riguardo ad effetti collaterali e a controindicazioni specifiche nell’uso della passiflora, né viene sconsigliata l’assunzione durante la gravidanza perché contiene armaline, che inducono alla stimolazione uterina, ed anche perché non sono stati studiati gli effetti che la pianta potrebbe avere sul feto. In alcuni casi la passiflora può causare mal di testa, cefalee e disturbi della vista, ma tali sintomi sono piuttosto rari. I frutti della passiflora cerulea invece, se mangiati crudi, possono causare nausea e vomito, ed indurre un azione depressiva del sistema circolatorio.

Resta il fatto che nelle modalità e nelle dosi consigliate da medici e specialisti, la passiflora risulta essere un validissimo alleato nel trattamento specifico di ansia, insonnia e tachicardia.

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