Palpebre cadenti: cause e rimedi naturali e chirurgici.

Avere le palpebre cadenti, in gergo ptosi palpebrale, è una condizione fisiologica o patologica determinata dall'abbassamento di una o entrambe le palpebre sulla superficie del globo oculare. È solitamente un fenomeno cutaneo legato all'invecchiamento dei muscoli, ma in alcuni casi è un disturbo riconducibile a patologie di natura neurologica o muscolare. Nei pazienti in cui il problema è più semplice e meno grave, il trattamento prevede l'esecuzione di esercizi di ginnastica palpebrale, mentre nei casi più gravi è necessario un intervento chirurgico per riportare la palpebra nella sua sede naturale.

Palpebre cadenti: cause e rimedi naturali e chirurgici

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Cause
  3. Sintomi
  4. Rimedi
  5. Approfondimenti

Palpebre cadenti: caratteristiche.

Quando si parla di palpebre cadenti, ci si riferisce alla lenta e progressiva discesa di una o di entrambe le palpebre sul globo oculare, che può impedire, parzialmente o totalmente, la corretta visione. È un fenomeno che in medicina prende anche il nome di “blefaroptosi” e che colpisce prevalentemente gli anziani o le persone che hanno superato i 40 - 50 anni, ma può interessare anche un target molto giovani e talvolta i bambini.

Quali sono le tipologie di ptosi palpebrale?

La blefaroptosi può manifestarsi in diversi modi ed essere suddivisa in tipologie in base a quando e come compare e al tipo di problema che può causare.

In base all'insorgenza distinguiamo una ptosi palpebrale:

  • Congenita, quando è presente sin dalla nascita del neonato. Possono essere di tipo semplice o isolate, in cui si ha il solo abbassamento della palpebra, oppure associate ad anomalie della motilità muscolare (come ad esempio paralisi di nervi cranici o insufficiente attività muscolare).
  • Acquisita, quando non è presente sin dalla nascita ma si manifesta nel corso della vita.

In base al problema che provoca distinguiamo una blefaroptosi:

  • Funzionale, quando provoca problemi di sviluppo della vista, o di riduzione della capacità visiva.
  • Estetica, quando non compromette la capacità visiva ma riguarda soltanto un fattore estetico.

Infine in base alla modalità con cui si manifesta distinguiamo un abbassamento delle palpebre:

  • Continuo e progressivo, quando il fenomeno si manifesta progressivamente senza mai regredire nel tempo.
  • Intermittente, quando compare soltanto per brevi periodi per poi tornare alla normalità.

Cause: perchè si manifesta la patologia?

Nella maggior parte dei casi, le palpebre cadenti, hanno una causa di natura fisiologica legata all'età ed all'invecchiamento cutaneo che comporta indebolimento della muscolatura in associazione alla perdita di tonicità ed elasticità della pelle.

Altre cause riscontrate possono essere:

  • Problemi muscolari o causa miogenica, legata ad un problema patologico che colpisce i muscoli, come:
    • l'oftalmoplegia esterna progressiva.
    • la miastenia gravis.
    • la distrofia muscolare oculofaringea
    • malattia di Bavedow o di Steinert.
  • Problemi neurologici o causa neurogenica, in cui è presente una errata o mancata trasmissione degli impulsi nervosi della zona delle palpebre. Possono essere di natura:
    • centrale, quando il problema riguarda il sistema nervoso centrale come nel caso di lesioni di alcuni lobi cerebrali (prevalentemente lobo temporale e frontale),
    • periferica, quando il sintomo è legato al sistema nervoso periferico, come a livello dei nervi cranici.
  • Cause aponeurotiche, che determinano una mancata trasmissione dell'impulso nervoso che serve a sostenere la palpebra, detto “aponeurosi del muscolo elevatore della palpebra superiore”. Sono solitamente legate a problemi traumatici quali gli interventi chirurgici.
  • Cause meccaniche, determinate dall'eccessiva pesantezza della palpebra con conseguente incapacità dei muscoli di mantenerle nella corretta sede. Sono solitamente legate alla comparsa di neoformazioni (tumori benigni o maligni, cicatrici, emangiomi, edema).
  • Cause traumatiche, scatenate da un trauma di natura fisica a livello della zona oculare o perioculare (un esempio potrebbe essere l'uso continuo di lenti a contatto rigide).
  • Cause neurotossiche, legate all'assunzione involontaria di particolari tossine che determinano paralisi muscolare.

Quali sono i sintomi?

Le blefaroptosi è solitamente di natura asintomatica.

In alcuni casi, può causare la comparsa di:

  • Modifiche dell'aspetto del volto.
  • Difficoltà nella motilità perioculare, in particolare difficoltà ad aprire e chiudere gli occhi.
  • Sensazione di pesantezza, gonfiore e stanchezza della zona palpebrale.
  • Dolore nella zona perioculare.
  • Cedimento della pelle che si trova intorno alla zona della palpebra.
  • Riduzione parziale o totale del campo visivo con difficoltà di visione.

Oltre ai sintomi sopra elencati la blefaroptosi può portare anche a difficoltà nel compiere le normali attività quotidiane quali per esempio truccarsi correttamente.

Quali sono i rimedi per la blefaroptosi?

Per il trattamento è possibile ricorrere a rimedi naturali ed esercizi di ginnastica quando le cause sono per lo più legate all'invecchiamento palpebrale. Nei casi più gravi o congeniti può essere invece necessario un intervento di tipo chirurgico.

I rimedi naturali che aiutano l’elasticità della pelle.

I rimedi naturali sono da considerarsi utili in caso di blefaroptosi legata ad invecchiamento cutaneo e perdita di elasticità della pelle.

Tra  essi possiamo citare:

  • Le creme a base di acido ialuronico, collagene, coenzima Q e vitamina E, sostanze che contrastano l'invecchiamento cutaneo e danno elasticità e compattezza alla pelle.
  • Infuso di camomilla o delle bustine di camomilla sugli occhi, specialmente in caso di gonfiore palpebrale. La camomilla, grazie ai suoi principi attivi quali azulene e bisabololo, svolge un'azione antinfiammatoria naturale.

Approfondisci le proprietà della camomilla.

    • Preparazione 1:
      • Metti in acqua bollente un paio di cucchiaini di fiori di camomilla.
      • Lasciali in infusione per una decina di minuti.
      • Fai raffreddare.
      • Poni in frigorifero e con dischetti di cotone applica sugli occhi.
    • Preparazione 2:
      • Prepara l'infuso con due bustine di camomilla in acqua bollente.
      • Lasciale raffreddare e metti le bustine in frigorifero.
      • Applica l'infuso freddo sugli occhi mediante dischetti di cotone imbevuti, o direttamente le bustine sugli occhi.
      • Lascia in posa per almeno 20 minuti.
  • Utilizzare il cetriolo per sfruttare i principi attivi, quali sali minerali, acido tartarico e vitamine, contenuti in esso, per contrastare l'invecchiamento cutaneo e ridurre l'eventuale gonfiore. Il cetriolo va tagliato a fette e applicato sugli occhi per 15 - 20 minuti.

Puoi approfindire i benefici del cetriolo.

Tra i rimedi naturali abbiamo anche l'omeopatia, utile in caso di blefaroptosi legata ad edema palpebrale e blefarite (infiammazione delle palpebre).

I rimedi più utili in questo caso sono:

  • Arsenicum album, alla concentrazione 5 CH, o Apis alla concentrazione 9 CH, in caso di congiuntivite acuta con edema della palpebra.
  • Graphites e Staphysagria alla concentrazione 5 CH, e in caso di blefarite cronica con tumefazione palpebrale.
  • Gelsemium, alla concentrazione 5 CH, in caso di sensazione di palpebre pesanti e doloranti.

Tutti i rimedi omeopatici vanno assunti con posologie variabili in base ai casi. Infine è possibile trattare l’area interessata, mediante l'applicazione di strisce adesive, posizionate tra la palpebra e l'arcata palpebrale. Le strisce sollevano le palpebre, sono invisibili e garantiscono una durata di 12 ore.

Esercizi di ginnastica palpebrale.

Oltre ai trattamenti naturali sopra descritti, è possibile migliorare la ptosi palpebrale mediante l'esecuzione di alcuni semplici esercizi di ginnastica che vanno svolti 2 - 3 volte a settimana e ripetuti per almeno 5 - 10 volte ciascuno. Tra quelli più efficaci possiamo citare:

Esercizio 1
Corruga la fronte e mantieni la posizione per 10 secondi. Rilassa il viso e spalanca gli occhi, sollevando in questo modo le sopracciglia.
Esercizio 2
Sbatti lentamente e ripetutamente le palpebre per 20 secondi, un battito al secondo. Al termine del ciclo, mantieni gli occhi chiusi per altri venti secondi, apri gli occhi e spalancali sollevando le palpebre per lo stesso tempo.
Esercizio 3
Ruota gli occhi alternando sia in senso orario che antiorario per almeno 5 volte, poi in maniera alternata guarda prima a destra e a sinistra, per altre 5 volte. Ripeti poi per lo stesso numero di volte guardando in alto e in basso. Concludi sollevando le sopracciglia per almeno 10 secondi.
Esercizio 4
Poni gli indici a livello delle sopracciglia sollevando le palpebre verso l'alto. Chiudi molto lentamente e mantieni la posizione per circa 5 - 10".
Esercizio 5
Chiudi gli occhi e appoggia gli indici sulla parte inferiore. Cerca di sollevare le palpebre opponendo resistenza. Mantieni la posizione per 5 secondi circa.
Esercizio 6
Chiudi gli occhi mantenendoli molto stretti. Fai trascorrere un paio di secondi, poi riaprili il più possibile e mantieni la posizione per qualche secondo. Alterna i due esercizi per almeno 5 - 10 volte.
Esercizio 7
Chiudi gli occhi e solleva le sopracciglia verso l'alto. Posiziona due dita al centro della fronte ed esegui un massaggio rotatorio prima in un senso e poi nell'altro disegnando dei cerchi.

 La blefaroplastica: cos’è e le modalità di intervento chirurgico.

Nei casi di ptosi palpebrale congenita o nel caso in cui il campo visivo sia compromesso, è necessario ricorrere all'intervento chirurgico che prende il nome di “blefaroplastica”.

Nei bambini si consiglia di operare non prima del 3° - 4° anno di età, a meno che non vi sia un concreto problema di vista, e l'intervento può essere eseguito, in base ai casi, in anestesia totale (preferibile nei bambini) o locale (applicabile negli adulti).

In linea generale la blefaroplastica può essere eseguita con due diverse modalità:

  • Intervento in caso di mancato funzionamento del muscolo elevatore: in questo caso il muscolo elevatore va ricostruito mediante prelevamento di una porzione di tendine dalla coscia. Il tendine viene poi collegato tra la palpebra ed il sopracciglio per consentire il sollevamento della stessa.
  • Intervento in caso di parziale o ridotto funzionamento del muscolo elevatore: in questo caso l'operazione ha lo scopo di accorciare il muscolo elevatore e di fissarlo nuovamente nella sua sede fisiologica.

Ha una durata variabile da 1 a 2 ore e il decorso post operatorio dura circa un paio di settimane, durante le quali è possibile osservare un rigonfiamento palpebrale con presenza di lividi ed ematomi. Dopo una decina di giorni si procede alla rimozione dei punti di sutura.

In alcuni casi la blefaroplastica, si svolge mediante l'ausilio del laser a CO2. In questo caso, l'intervento, ha una durata di circa 30 - 40 minuti e avviene in regime ambulatoriale con anestesia locale. I vantaggi derivanti dall'uso del laser rispetto al bisturi sono una riduzione delle complicanze post operatorie ed un decorso più breve.

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Margherita Mazzola (Biologa - Nutrizionista)-Dott.sa Roberta de Martino

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