Ormoni steroidei: quali sono? Sintesi, funzioni, assunzione e controindicazioni.

Gli ormoni steroidei hanno molteplici funzioni, dallo sviluppo dei caratteri sessuali nell’uomo e nella donna, al metabolismo di zuccheri, lipidi e proteine. Sai quali sono e in che modo vengono sintetizzati? Vediamo insieme come sono prodotti dal nostro organismo e quali sono le controindicazioni legate all’assunzione degli steroidi di sintesi a scopo terapeutico e non!

Ormoni steroidei: quali sono? Sintesi, funzioni, assunzione e controindicazioni

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Funzioni
  3. Effetti collaterali
  4. Steroidi naturali
  5. Approfondimenti

Cosa sono e quali sono gli ormoni steroidei?

Avrai sentito spesso parlare di ormoni, ma quanto li conosci? Si tratta di molecole, prodotte dai tessuti ghiandolari, che consentono la comunicazione cellulare a distanza e raggiungono le cellule bersaglio attraverso la circolazione sanguigna.

Un criterio molto comune classifica gli ormoni in base alla struttura chimica. Infatti, si può distinguere tra:

ormoni non steroidei, di cui fanno parte gli ormoni peptidici (come l’insulina) e gli ormoni aminici, come la melatonina;

ormoni steroidei, caratterizzati dalla presenza di un nucleo di base definito gonano. Modifiche del nucleo, e/o dei sostituenti ad esso legati, porteranno alla formazione di diverse categorie di steroidi:

  • corticosteroidi, che le surreni producono in due tipologie differenti (i glucocorticoidi e i mineralcorticoidi);
  • ormoni sessuali maschili (androgeni) e femminili (estrogeni).

Vuoi saperne di più? Nel prossimo approfondimento ti presenteremo le varie tipologie ormonali trattate nell’articolo!

Cclassificazione degli steroidi endogeni.

Tra le diverse classi di ormoni rientrano anche gli steroidi endogeni, detti così perché prodotti dal nostro stesso organismo. Ecco un elenco dei principali:

  • Androgeni, tra cui testosterone e deidroepiandrosterone (DHEA). Nell’uomo, vengono prodotti principalmente nelle cellule interstiziali di Leydig, localizzate nei testicoli. Nelle donne, la sintesi avviene principalmente nelle surreni e, in piccolissima parte, nelle ovaie. Per quanto riguarda il testosterone, una parte viene convertita in diidrotestosterone (DHA) ad opera delle 5-alfa-reduttasi.

  • Estrogeni, di cui gli androgeni a loro volta fungono da precursori. La conversione viene catalizzata dalle aromatasi, enzimi localizzati nelle ovaie, nel tessuto adiposo e nei testicoli.

  • Progestine, tra cui l’importantissimo progesterone, che viene sintetizzato nelle ovaie.

  • Glucocorticoidi (cortisolo) e i mineralcorticoidi (aldosterone).

Dopo aver fatto le presentazioni, possiamo entrare nel cuore dell’argomento. Vuoi sapere dove e in che modo vengono sintetizzate queste molecole?

Come avviene la sintesi degli ormoni steroidei?

Il nostro organismo sintetizza gli ormoni steroidei a partire dal colesterolo, in seguito all’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisario. I neuroni ipotalamici rilasciano degli ormoni noti come liberine, che stimolano l’ipofisi anteriore a secernere diversi mediatori. Tra questi vi sono le gonadotropine e la corticotropina, le quali stimoleranno a loro volta, rispettivamente, la sintesi steroidea a livello delle gonadi (testicoli e ovaie) e delle surreni.

La sintesi ha inizio nella membrana interna dei mitocondri, dove il colesterolo viene processato dal complesso enzimatico del citocromo P450: così si ha la rimozione parziale della catena alchilica legata al C17 e la sua successiva ossidazione, portando alla formazione dello steroide pregnenolone. A sua volta, il pregnenolone viene usato per la sintesi delle progestine, dei corticosteroidi, degli androgeni e, indirettamente, degli estrogeni. Ma che accade dopo?

Scopriamolo!

  1. Trasporto di questi ormoni nel sangue. A questo punto, gli ormoni così sintetizzati vengono immessi in circolo. A causa del loro carattere lipofilo (ovvero affine ai grassi, per cui non sono solubili nei liquidi acquosi come il plasma), questi vengono veicolati ai tessuti bersaglio da alcune proteine trasportatrici (carriers). Gli steroidi viaggiano legati prevalentemente alle albumine, proteine aspecifiche ma con un’elevata affinità di legame; solo una modesta quota si lega a carriers specifici: le SHBG (globuline leganti gli ormoni sessuali) e le CBG (globuline leganti i corticosteroidi). Il legame con le proteine vettrici non solo permette agli ormoni di spostarsi liberamente, ma ne aumenta l’emivita (ovvero il tempo necessario a dimezzare la loro concentrazione nel sangue) e la durata d’azione, impedendo ai vari sistemi enzimatici di metabolizzarli. L’attività enzimatica può portare a metaboliti inattivi (come i glucuronidi e i solfati prodotti nel fegato ed escreti con le urine) o a composti ancora attivi. Alcuni, come l’estriolo derivante dall’estrone e dall’estradiolo, sono dotati di scarsa attività; altri, come il diidrotestosterone, sono molto più potenti dei loro precursori.

  1. Meccanismo d’azione degli ormoni steroidei. In linea generale, gli ormoni steroidei agiscono in relazione con recettori intracellulari, attivando i quali avviene una modifica dell’espressione genica della cellula bersaglio. In particolare, i corticosteroidi interagiscono con recettori citoplasmatici, mentre estrogeni e androgeni possono interagire sia con recettori citoplasmatici, sia con recettori nucleari. In assenza dell’ormone, questi recettori sono mantenuti inattivi attraverso il legame con delle proteine, le heat shock proteins (HSP, proteine dello shock termico). A seguito del legame con l’ormone, il recettore si stacca dalle HSP, si unisce ad un altro recettore uguale (processo noto come omodimerizzazione) e migra nel nucleo (questo accade nel caso di recettori citoplasmatici, come quelli per i corticosteroidi). Una volta nel nucleo, il recettore si lega a particolari sequenze del DNA (note come elementi responsivi), modificando l’espressione genica della cellula. Dal momento che i geni contengono le informazioni per la sintesi delle proteine, a seguito dell’azione ormonale, la sintesi potrà essere stimolata o repressa.

Per capire meglio quanto affermato, prendiamo come esempio l’aldosterone. Come si vedrà in seguito, esso è implicato nella regolazione della concentrazione sanguigna degli elettroliti e, in particolare, stimola il riassorbimento renale di sodio. Come ci riesce? Semplice: aumenta l’espressione dei geni che codificano per le proteine in grado di trasportare il sodio, dunque ne stimola la sintesi!

 

Cosa fanno questi ormoni endogeni? Le funzioni principali.

Quella degli steroidi rappresenta, sicuramente, una delle tipologie ormonali più variegate in quanto a funzioni. Non le conosci? Approfondiamole ora!

Azioni e proprietà dei corticosteroidi.

Al gruppo dei corticosteroidi, così chiamati perché prodotti dalla corteccia delle ghiandole surrenali, appartiene, tra gli altri, il cortisolo, il quale regola il metabolismo e le risposte infiammatorie ed immunitarie. Infatti esso:

  • È innanzitutto un antinfiammatorio naturale!

  • Stimola l’immagazzinamento del glucosio sotto forma di glicogeno (gluconeogenesi), attraverso il rilascio di glucagone e la sollecitazione degli enzimi coinvolti nel processo.

  • Favorisce la demolizione delle proteine muscolari e mobilita gli aminoacidi al fegato, dove vengono convertiti in glucosio e glicogeno. Durante la gravidanza, gli aminoacidi materni sono importantissimi in quanto vengono usati per sintetizzare le proteine fetali!

  • Provoca una ridistribuzione del grasso corporeo, che tenderà ad accumularsi nel volto, nel collo e nelle spalle, e a diminuire negli arti.

  • Riduce il numero dei linfociti, ossia le cellule coinvolte nelle difese immunitarie.

Altro tipo di corticosteroide è l’aldosterone, che invece influenza la concentrazione di elettroliti nel sangue: infatti, stimolando il riassorbimento renale di sodio, determina un innalzamento della pressione arteriosa. 

Quali sono le funzioni degli androgeni? Sviluppo maschile e non solo!

Gli androgeni, a cui abbiamo già accennato in precedenza, svolgono delle attività basilari nell’organismo. In particolare si segnalano per:

  • Il ruolo nello sviluppo maschile, svolto per lo più dal testosterone e dal suo derivato diidrotestosterone (DHT), che sono gli androgeni più potenti. Essi vengono prodotti fin dalle prime settimane di vita fetale, sotto lo stimolo della gonadotropina corionica, e portano al differenziamento sessuale del feto (sviluppo dei genitali interni ed esterni). Nei primi anni di vita del bambino, i livelli ormonali rimangono bassi, per poi subire un incremento a partire dai 12-13 anni con l’inizio della pubertà. Ecco che avviene la maturazione dell’apparato riproduttivo (i genitali esterni aumentano di dimensione e ha inizio la spermatogenesi) e dei caratteri sessuali secondari. Si ha, quindi, l’aumento dei follicoli piliferi (inguine, ascelle, petto e viso) e l’ispessimento della laringe, il che determina abbassamento vocale e cambio del timbro; inoltre, aumenta anche la produzione di sebo, che predispone all’acne.
  • Grazie agli androgeni si hanno effetti molto importanti anche nella crescita corporea,infatti:
    • le ossa si ingrossano e si allungano, fino a quando la crescita non viene interrotta dalla chiusura delle estremità ossee;

    • nei muscoli aumenta la sintesi delle proteine contrattili, con conseguente incremento della massa e della forza muscolare;

    • si ha un aumento della lipolisi (demolizione dei grassi) nel tessuto adiposo.

  • Si verificano, poi, altri cambiamenti che riguardano la psiche, come la crescita della libido e dell’aggressività.

  • Infine, come abbiamo già visto, una quantità seppur piccola di androgeni viene prodotta anche nella donna, tra cui il DHEA (deidroepiandrosterone), il principale androgeno femminile, sintetizzato nelle surreni. Oltre a fungere da precursori per gli estrogeni, essi stimolano la libido e, durante lo sviluppo femminile, la crescita dei peli nelle aree genitali e sotto le ascelle.

Ma è vero che gli androgeni possono costituire anche un rischio? Approfondiamo la questione!

Perché gli androgeni possono diventare nemici degli uomini.

Sembrerebbe che, per la salute maschile, gli ormoni androgeni non abbiano solo gli effetti positivi sopraelencati. È proprio così, allora? Ebbene sì, è stato accertato che dei livelli elevati di androgeni rappresentano un fattore di rischio per l’alopecia androgenetica (cioè la calvizie) e per varie patologie della prostata.

Ma perché? A cosa si deve? Il principale responsabile è il DHT, il potente diidrotestosterone ottenuto per opera dell’enzima 5-alfa-reduttasi distribuito nella cute (genitale e non), nei tessuti urogenitali maschili, nel fegato e nelle ossa.

Torniamo, adesso, al tema principale, ovvero le diverse funzioni svolte dagli steroidi!

Che importanza hanno estrogeni e progestine per le donne?

Queste due tipologie ormonali interessano soprattutto le donne, in particolare:

  • Gli estrogeni, analogamente agli androgeni nell’uomo, sono fondamentali per lo sviluppo femminile e la loro sintesi subisce un picco con l’inizio della pubertà. Si assiste allora alla maturazione dell’apparato riproduttivo (l’utero e le tube di Falloppio), i genitali esterni aumentano di dimensioni e ha inizio il periodo fertile. Gli estrogeni sono fondamentali anche per la regolazione del ciclo femminile! Altri cambiamenti importanti riguardano la corporatura: le ossa si ingrossano e crescono in lunghezza fino a completa maturazione, ovvero quando gli stessi estrogeni causano la saldatura delle estremità ossee; inoltre si allargano le ossa del bacino. A causa della maggior potenza degli estrogeni rispetto agli androgeni, la crescita della donna si arresta prima di quanto accada nell’uomo. Essendo in grado di stimolare la lipogenesi (ovvero la sintesi lipidica), essi provocano un aumento della massa grassa e una distribuzione del grasso corporeo che contribuisce alle differenze fisiche uomo-donna: infatti, nel corpo femminile l’adipe tenderà a depositarsi nelle mammelle, nei glutei e nelle cosce.

  • Gli estrogeni e i progestinici sono fondamentali durante la gravidanza (quando la sintesi estrogenica e progestinica avviene nel corpo luteo e nella placenta sotto lo stimolo della gonadotropina corionica umana) poiché:

    • Preparano l’endometrio (lo strato più superficiale della parete uterina) ad accogliere l’embrione e favoriscono l’immagazzinamento di sostanze nutritizie.

    • Stimolano l’accrescimento dell’apparato riproduttivo e delle mammelle (sviluppo dei dotti galattofori).

      • Il progesterone è in grado di inibire le contrazioni uterine che possono portare all’aborto spontaneo.

  • Inoltre, gli estrogeni sono implicati nella regolazione di diverse attività metaboliche in quanto:

    • Stimolano la lipogenesi.

    • Aiutano la sintesi proteica nel fegato: le proteine in questione possono essere i carriers per il trasporto del colesterolo, nonché i fattori implicati nella coagulazione e nella fibrinolisi del sangue.

    • Alterano l’assetto lipidico, aumentando il colesterolo HDL (buono) e riducendo quello LDL (cattivo).

    • Aumentano la densità ossea.

    • Potenziano l’azione dell’aldosterone e possono causare ritenzione idrica.

Vediamo, adesso, se assumere ormoni steroidei, per i motivi più vari, può portare delle controindicazioni. Scopri i dettagli nel prossimo paragrafo!

Effetti collaterali dell’assunzione di ormoni steroidei.

Quali cause rendono necessaria, in alcune condizioni, la terapia con steroidi? Possono essere diverse: carenze endogene (come accade in menopausa o nell’ipogonadismo), processi infiammatori, volontà di evitare gravidanze indesiderate, etc. Spesso e volentieri si tratta di terapie a lungo termine, nel qual caso non è infrequente la manifestazione di effetti collaterali. Approfondiamo meglio questi aspetti!

Terapia anticoncezionale? Occhio alle controindicazioni!

Chi segue una terapia anticoncezionale si può avvalere di due strategie:

  • l’impiego di estrogeni combinati a progestinici (per una maggior efficacia);

  • l’uso di soli progestinici.

Ma cosa avviene di preciso? In questo trattamento, i dosaggi ormonali assunti sono tali da inibire il rilascio ipofisario di gonadotropine e, quindi, l’ovulazione.

In situazioni di emergenza, l’assunzione di un dosaggio elevato di Levonorgestrel (pillola del giorno dopo) induce dei cambiamenti nell’endometrio che sfavoriscono l’impianto dell’embrione e, di conseguenza, una gravidanza indesiderata.

Possono presentarsi controindicazioni? In realtà, l’insorgenza di effetti collaterali in donne non a rischio (non fumatrici, non diabetiche, etc.) è bassa. Tuttavia, tra quelli più comuni vanno annoverati:

  • Mal di testa.

  • Ritenzione idrica.

  • Nausea.

  • Irregolarità mestruali, in caso di trattamento con soli progestinici.

Ci sono dei casi, poi, in cui gli anticoncezionali orali sono assolutamente controindicati, ad esempio:

  • Se li assume una fumatrice, poiché questi contraccettivi potenziano gli effetti nocivi del fumo sui vasi e, quindi, possono predisporre a malattie della circolazione.

  • Se è in corso una gravidanza (sospetta o conclamata), in quanto può sopraggiungere un aborto.

  • Se la donna è stata vittima di infarto del miocardio o soffre di malattie cerebrovascolari e della malattia tromboembolica, dal momento che gli anticoncezionali sono in grado di influenzare la coagulazione del sangue.

  • In presenza di iperlipidemie congenite, in quanto gli estrogeni stimolano la sintesi epatica delle lipoproteine necessarie per il trasporto del colesterolo, aumentando il rischio di aterosclerosi ed ischemia.

  • Se la donna è affetta da carcinoma della mammella o dell’utero, dato che gli estrogeni aumentano la proliferazione cellulare in questi organi.

  • Se si sono sviluppati tumori epatici (vedi sopra).

Anticoncezionali a parte, c’è anche una normale fase della vita femminile in cui gli ormoni possono essere assunti regolarmente per ottenerne benefici. Vuoi sapere a cosa ci stiamo riferendo?

Ormoni per contrastare i disturbi di menopausa e postmenopausa.

Le donne in menopausa assumono estrogeni principalmente per contrastare i sintomi vasomotori (le cosìddette “vampate”), la perdita di massa ossea (per inibizione dell’attività degli osteoclasti) e i sintomi legati all’atrofia dell’epitelio vaginale e vescicale (secchezza, prurito, dolore e difficoltà nella minzione).

Una volta superata la menopausa, si inizia una terapia ormonale sostitutiva che prevede l’assunzione degli estrogeni associati alle progestine, onde ridurre il rischio di carcinoma dell’endometrio altrimenti elevato.

Anche in questo caso la terapia ormonale è controindicata per le fumatrici!

In quali circostanze, invece, gli ormoni steroidei vengono assunti dagli uomini? Vediamolo insieme!

Quando si ricorre alla terapia con farmaci androgeni?

I farmaci androgeni vengono usati principalmente nell’ipogonadismo maschile, una disfunzione dei testicoli che può essere dovuta a un deficit di testosterone e/o a fattori genetici. La condizione si può manifestare prima o dopo la pubertà:

  • nel primo caso, inibisce la maturazione sessuale del paziente;

  • nel secondo caso ne compromette la fertilità.

La terapia si avvale di derivati sintetici del testosterone che, rispetto a quest’ultimo, sono meno sensibili all’inattivazione enzimatica e, quindi, hanno una maggior durata d’azione.

Altri impieghi degli androgeni, sebbene meno diffusi, sono il trattamento di alcune forme di tumore alla mammella, l’ipostaturismo e stati di grave deperimento. Per quanto riguarda le controindicazioni, è fondamentale che i pazienti trattati non siano affetti da tumori alla prostata e/o malattie cardiovascolari. Per il resto, gli effetti collaterali sono dovuti, principalmente, al sovradosaggio e nell’uomo adulto possono provocare:

  • Ginecomastia (sviluppo delle mammelle) per via della conversione degli androgeni in estrogeni.

  • Riduzione della fertilità e atrofia testicolare.

  • Aumento del numero dei globuli rossi (eritrocitosi) causato da una maggior produzione di eritropoietina (l’ormone fondamentale per il loro sviluppo).

  • Alterazione dell’assetto lipidico, con conseguente incremento di LDL e trigliceridi, e riduzione di HDL.

  • Edema ed ipertensione, a causa di una maggiore ritenzione di sodio e acqua (gli androgeni possono agire sui recettori per l’aldosterone).

  • Aumentata predisposizione alle infezioni.

  • Effetti nervosi come aumento dell’aggressività, mania ed episodi depressivi.

  • Epatotossicità nel caso dei derivati 17-α-alchilati.

Nel bambino, invece, si possono osservare le seguenti controindicazioni:

  • Maturazione precoce dei caratteri sessuali.

  • Acne.

  • Arresto precoce della crescita.

Qualora, infine, ad assumere gli androgeni sia una donna, si può verificare l’acquisizione irreversibile dei caratteri sessuali tipicamente maschili quali:

  • Abbassamento vocale.

  • Atrofia del seno.

  • Irsutismo e acne.

  • Amenorrea (assenza di mestruazioni).

  • Ingrossamento del clitoride.

Esistono, poi, dei casi in cui l’uso di steroidi è ritenuto non solo nocivo ma addirittura contro la legge! Di che si tratta?

L’uso illegale degli ormoni steroidei nello sport.

Diversi atleti, non solo a livello agonistico ma anche i comuni frequentatori delle palestre, utilizzano illegalmente gli ormoni steroidei, precisamente gli androgeni. Perché? L’ambizione individuale e la necessità di rendersi sempre più competitivi ha portato a un’ampia diffusione di tale pratica, considerata una forma di doping: il suo obiettivo è, infatti, quello di migliorare le prestazioni fisiche dell’atleta!

Gli effetti dopanti di questi ormoni sono riconducibili a un triplice meccanismo d’azione:

  • Azione anabolizzante sulla muscolatura, ovvero gli androgeni stimolano la sintesi delle proteine contrattili e ne riducono la demolizione. Tutto ciò porta alla crescita della massa e della forza muscolare.

Puoi approfondire il ruolo degli ormoni  nell'aumento della massa magra.

  • Aumento dei globuli rossi, con il conseguente incremento dell’ossigenazione del sangue. In questo modo, l’atleta riesce a far fronte alla maggiore richiesta di ossigeno durante gli allenamenti o le gare.

  • Incremento dell’aggressività dell’atleta, che diventa, quindi, più competitivo.

Accanto agli effetti positivi ricercati, ritenuti dopanti, ve ne sono molti altri che possono compromettere la salute degli sportivi che assumono androgeni. Oltre a quelle già citate, le principali controindicazioni sono:

  • Aumento dell’incidenza di rottura dei tendini: ciò è dovuto, in parte, alla maggiore forza contrattile del muscolo; in parte alla riduzione della resistenza tendinea a seguito dell’attività inibente degli steroidi sulla sintesi di collagene, un componente fondamentale dei tendini.

  • Dipendenza dalla sostanza assunta, che si manifesta nei seguenti modi: si fa un uso continuato di dosi via via crescenti, sotto l’effetto ormonale si prova una sensazione di invincibilità (e di perdere le forze durante l’astinenza).

  • Si ha una percezione distorta del proprio corpo (dismorfofobia), che sembra troppo “piccolo”.

  • La sospensione del trattamento può portare ad una vera e propria crisi d’astinenza, caratterizzata da depressione e da una sindrome che mima l’ipogonadismo.

Ultimo ma non meno importante, analizziamo l’impiego dei corticosteroidi per curare episodi infiammatori!

Cosa si rischia usando i corticosteroidi contro le infiammazioni?

I derivati cortisonici trovano largo impiego in patologie infiammatorie e allergiche come l’artrite reumatoide, il lupus e l’asma bronchiale. Ma è vero che comportano dei pericoli per la salute? Sì, anche in questo caso possono insorgere degli effetti collaterali durante la terapia, tra i quali:

  • Sindrome di Cushing, condizione caratterizzata dall’accumulo di grasso nel volto, nel collo e nelle spalle; acne, irsutismo, impotenza nell’uomo e amenorrea nella donna.

  • Insulino-resistenza, ovvero una riduzione della sensibilità dei tessuti all’insulina, che predispone al diabete mellito di tipo II.

  • Ritenzione idrosalina con innalzamento della pressione arteriosa ed endoculare.

  • Miopatia, debolezza muscolare dovuta all’aumentato metabolismo proteico.

  • Effetti nervosi come insonnia ed episodi psicotici.

  • Maggior predisposizione alle infezioni.

  • In caso di sospensione improvvisa della terapia dopo un uso prolungato, può comparire una sindrome caratterizzata da calo ponderale, mialgia, febbre, artralgia, letargia e ipotensione posturale.

Dopo aver passato in rassegna le varie terapie a base di ormoni steroidei e le relative controindicazioni, facciamo un salto nel mondo delle piante. Sai che gli steroidi non si trovano solo nell’organismo umano?

I fitoestrogeni: ormoni steroidei naturali!

Il regno vegetale è ricco di molecole con una struttura simil-steroidea, che vengono estratte ed impiegate per la sintesi farmaceutica.

Nella maggior parte dei casi, si tratta di composti dotati di una debole attività estrogenica (i cosìddetti “fitoestrogeni”), tra i quali gli isoflavoni, i lignani e i cumestani.

Negli ultimi anni, è andato diffondendosi l’uso di integratori alimentari a base di questi fitofarmaci per contrastare i sintomi della menopausa e della sindrome premestruale.

E sai com’è nata l’idea? Dalla semplice osservazione che le donne asiatiche (aventi un’alimentazione ricca di soia e dei suoi derivati) risentano meno dei sintomi menopausali rispetto alle donne occidentali!

La somiglianza strutturale con gli ormoni femminili fa sì che i fitoestrogeni siano in grado di interagire con i recettori estrogenici, con effetti dipendenti dai livelli di ormoni circolanti. Gli isoflavoni, infatti, hanno un’attività molto più debole rispetto all’estradiolo (il principale estrogeno umano) e ne consegue che:

  • Alti livelli di estradiolo li fanno comportare da antagonisti (cioè contrastano le sue funzioni).

  • Bassi livelli di estradiolo li rendono agonisti, ovvero essi mimano l’attività dell’estrogeno.

In questo secondo caso, i fitoestrogeni possono rappresentare un valido aiuto per alleviare alcuni sintomi fastidiosi della menopausa, come il climaterio (le “vampate”), l’ansia e l’irritabilità.

Supervisione: Maria Grazia Cariello Collaboratori: Dott.sa Jessica Zanza ( Farmacista) - Dott.sa Luigia Torrusio

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