Olio di vinaccioli: proprietà cosmetiche ed utilizzo.

L’olio di vinaccioli è un sottoprodotto dell’industria vinicola che sta acquisendo sempre più interesse per le sue proprietà nutraceutiche, essendo un alimento che oltre a possedere buone caratteristiche nutrizionali, può effettivamente apportare dei benefici all’organismo quando usato in maniera corretta. Approfondiamone le proprietà e i principali impieghi.

Olio di vinaccioli: proprietà cosmetiche ed utilizzo

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Composizione
  3. Proprietà
  4. Utilizzo
  5. Dosaggio
  6. Approfondimenti

Cos’è l’olio di vinaccioli? Come si ottiene?

Come lascia intendere il nome, stiamo parlando di un olio ottenuto dai vinaccioli, i semi dell’uva, che vengono sottoposti a processi d’estrazione differenti in relazione ai fini d’impiego dell’olio stesso. In particolare, la pressatura a freddo, consente di ottenere un olio di ottima qualità, sebbene con costi di produzione elevati, che può essere impiegato in campo alimentare e cosmetico.

I semi dell’uva, separati dalle bucce e ripuliti, vengono macinati e spremuti con l’impiego di presse idrauliche, esattamente come accade per l’olio extravergine d’oliva. L’olio ottenuto viene quindi sottoposto a decantazione, che consente l’allontanamento dell’acqua e dei residui grossolani che si sono depositati sul fondo del contenitore e filtrazione, che allontana le impurità presenti in soluzione.

Si ottiene così un olio dal profumo caratteristico, confezionato in boccette da 100ml, ideale per i trattamenti di bellezza e per condire le nostre pietanze.

Un metodo alternativo al precedente è l’estrazione con fluidi supercritici, che consente di ottenere un prodotto con caratteristiche chimico-fisiche analoghe a quelle possedute dall’olio ottenuto per torchiatura (Dr. Luca Fiori, Università degli studi di Trento).

Questo metodo, sfrutta la solubilità dell’olio in anidride carbonica portata ad alte pressioni (300-600 bar), senza dover ricorrere ad alte temperature d’esercizio (che ridurrebbero la qualità dell’olio stesso). Una volta avvenuta l’estrazione, l’anidride carbonica viene semplicemente allontanata riducendo la pressione.

Se, da un lato, queste tecniche consentono di ottenere un olio molto pregiato, dall’altro le rese sono molto basse (circa il 14-16%). Da ciò deriverebbero costi alti si parla infatti di €6 - €15 per una boccetta da 100ml. Un’alternativa più economica alle precedenti è rappresentata dall’olio ottenuto per spremitura a caldo e sottoposto a raffinazione: 500ml di questo prodotto vengono, infatti, a costare circa €5 - €6.

La raffinazione consiste nel sottoporre l’olio a dei processi che consentono di: abbatterne l’acidità, deodorarlo, decolorarlo e preservarlo dall’ossidazione.

Per contro, le tecniche utilizzate portano all’ottenimento di un prodotto di qualità inferiore, poiché impoverito di alcuni dei composti responsabili delle proprietà biologiche di quest’alimento.

Composizione dell’olio.

La composizione di quest’olio è stata oggetto di numerosi studi, condotti su campioni estratti sia attraverso la classica torchiatura, sia attraverso la più recente estrazione supercritica.

Sebbene la varietà e le condizioni di crescita possano influenzare il contenuto dei diversi componenti, in linea di massima, l’olio di vinaccioli non raffinato contiene soprattutto lipidi insaturi e minori quantità di antiossidanti e fitosteroli.

In particolare, i lipidi dell’olio di vinaccioli sono costituiti da:

  • Acidi grassi polinsaturi (PUFA): 63,64-73,53% (Fernandes et al., 2013). Tra questi il più abbondante è l’acido linoleico, un acido grasso della serie ω-6 (omega-6) presente in quantità comprese tra il 65% (Navas et al., 2009) e il 90% (Shinagawa et al., 2015).

  • Acidi grassi monoinsaturi (MUFA): 14,19-21,29% (Fernandes et al., 2013), dei quali il più abbondante è l’acido oleico, un acido grasso della serie ω-9 (omega-9) che ne rappresenta circa il 25% (Navas et al., 2009).

  • Acidi grassi saturi (SFA): 11,64-14,94% (Fernandez et al. 2013), tra cui l’acido palmitico e l’acido stearico.

  • I fitosteroli sono contenuti in quantità comprese tra i 5.179mg/kg e 5.480mg/kg, di cui il β-sitosterolo ne rappresenta il 66% (Navas et al., 2009).

  •  

    Gli antiossidanti contenuti appartengono a due categorie, la vitamina E e i polifenoli:

    • La vitamina E è presente soprattutto sottoforma di α- e γ-tocotrienoli (568-1.894mg/kg) e α-tocoferolo (85,5-244mg/kg), come documentato da Fernandes et al. (2013).

    Puoi approfondire a cosa serve la vitamina E.

    • polifenoli contenuti sono soprattutto catechine ed epicatechine (Maier et al., 2008).

    Approfondisci i benefici dei polifenoli.

    Oltre a tutti questi componenti, Navas et al. (2009) hanno riscontrato anche la presenza di clorofilla (che conferisce il colore verdino all’olio) e una frazione volatile, responsabile del profumo fruttato, contenente esteri e aldeidi.

1,3mg/kg di catechine.Riguardo al contenuto in antiossidanti occorre sfatare un mito: in molti pensano che quest’olio sia ricco in polifenoli. Tutt’altro! In un lavoro di Maier et al. (2008), infatti, si è riscontrato che l’olio depurato (sottoposto a decantazione e filtrazione) contiene solo:

  • 1,3mg/kg di epicatechine.
  • 0,3mg/kg di trans-resveratrolo.

Il contenuto in polifenoli totali rimasti nei residui è di 359,3mg/kg. Ciò è dovuto al fatto che i polifenoli sono poco solubili nei grassi e solo una piccola parte di essi viene trasferita all’olio durante il processo di estrazione. Senza poi contare che in commercio troviamo soprattutto olio di vinaccioli raffinato che, a causa dei processi cui è sottoposto, risulta essere praticamente privo di questi componenti benefici.

L’olio di semi d’uva fa bene? Le sue proprietà.

Le proprietà dell’olio di vinaccioli, sono ascrivibili ad una sinergia di effetti tra i diversi componenti e possono essere sfruttate sia in campo cosmetico che terapeutico.

Proprietà cosmetiche dell’olio.

L’applicazione di quest’olio, può apportare numerosi benefici a livello cutaneo, grazie al contenuto in acidi grassi polinsaturi e antiossidanti. In particolare:

  • L’acido linoleico, il più abbondante acido grasso presente, viene incorporato nei così detti sfingolipidi (acil ceramide e acil glucosil ceramide) che costituiscono la matrice lipidica dello strato corneo (lo strato più superficiale dell’epidermide).
    • La matrice lipidica svolge una doppia funzione: oltre a tenere compatte le cellule cornee (proprio come farebbe il cemento in un muro di mattoni) e garantire quindi l’integrità dell’epidermide, è anche in grado di trattenere l’acqua e contribuire in tal modo all’idratazione cutanea.
  • Gli antiossidanti (in particolar modo la vitamina E) coadiuvano l’azione restitutiva dell’acido linoleico, essendo in grado di neutralizzare i radicali liberi e prevenire l’ossidazione dei lipidi di membrana.
    • La vitamina E (sia in forma di tocotrienoli, sia in forma di tocoferoli), grazie alla sua affinità per i lipidi è in grado di intercalarsi nelle membrane cellulari e inibire il processo di perossidazione lipidica innescato dai radicali liberi, proteggendo in tal modo l’integrità delle membrane stesse.
  • La vitamina E è in grado di prevenire l’ossidazione della melanina e dunque conferisce all’olio la capacità di contrastare la comparsa delle antiestetiche macchie brune.E’ utile in caso di pelli secche e ruvide, eventualmente accompagnate da dermatite, un’infiammazione della cute innescata da diversi fattori (contatto con sostanze irritanti, uso di cosmetici inadeguati, etc.). Poiché non appesantisce la pelle può essere utilizzato anche per idratare e lenire le pelli impure e affette da acne.

  • Aiuta a migliorare la circolazione: infatti, sembrerebbe che i suoi polifenoli siano in grado di proteggere le pareti dei capillari dall'azione lesiva dei radicali liberi. Per tali motivi, l’olio di vinaccioli può risultare utile in caso di cellulite e couperose. Quest’ultima è, infatti, un inestetismo cutaneo caratterizzato da arrossamenti localizzati soprattutto nelle guance - dovuti alle teleangectasie (la dilatazione dei capillari provocata da una perdita di tono delle loro pareti) responsabili del rallentamento della circolazione e del conseguente invecchiamento precoce della cute. Una cattiva circolazione, infatti, non assicura il giusto apporto di ossigeno e nutrimento ai fibroblasti, le cellule deputate alla sintesi del collagene, dell’acido ialuronico e dell’elastina, fondamentali per mantenere la pelle tonica ed elastica. In realtà, i benefici di questo prodotto nel trattamento della cellulite sono ancora oggetto di discussione: infatti, in uno studio clinico di Lis-Balchin (1999) si è visto che l’applicazione del Cellasene (un anticellulite contenente vari componenti, tra cui l’olio di vinaccioli) non ha prodotto miglioramenti significativi (rispetto al placebo) in termini di riduzione dell’effetto a buccia d’arancia, nonché dell’adiposità localizzata su fianchi e cosce.

  • Effettua un' azione antiage, dovuta ad un effetto sinergico tra PUFA, vitamina E e polifenoli. 

    • In particolare:

    • I PUFA contribuiscono al mantenimento dell’idratazione cutanea.

    • La vitamina E protegge le cellule epidermiche dall’azione lesiva dei radicali liberi.

    • I polifenoli, oltre ad essere antiossidanti e stimolare la circolazione, sembrano possedere azioni più mirate, ovvero: un’azione anti-ialuronidasi (inibiscono l’enzima che degrada l’acido ialuronico) e anti-glicazione (inibiscono il legame del glucosio al collagene e all’elastina), preservando la tonicità e l’elasticità della cute (Laboratoires Caudalie). Grazie ai suoi effetti elasticizzanti può essere utilizzato per la prevenzione e il trattamento delle smagliature.

  • Uno studio in vivo di Shivananda et al. (2011) ha messo in evidenza la capacità dell’olio di semi d’uva nel promuovere la guarigione delle ferite. L’olio, infatti, è stato in grado di ridurre l’area lesa dell’84,6% (quindi, in maggior misura rispetto al placebo e al farmaco di riferimento, la mupirocina) e di aumentare la concentrazione dell’idrossiprolina, un aminoacido che rientra nella composizione del collagene e che funge da marker del processo di cicatrizzazione.

  • Cura dei capelli secchi e sfibrati, essendo in grado di nutrirli e proteggerli dall’aggressione degli agenti esterni.

 Effetti benefici dell’olio di vinaccioli sull’apparato cardiocircolatorio.

Tra gli effetti più studiati vi sono sicuramente quelli sull’assetto lipidico (ossia colesterolemia totale, LDL, HDL e trigliceridi) e sull’aggregazione piastrinica. In particolare:

  • In uno studio clinico di Bazàn-Salinas et al. (2015), l’olio di vinaccioli è stato in grado di inibire l’aggregazione piastrinica in modo simile all’acido acetilsalicilico, utilizzato come farmaco di riferimento. Tali effetti sono attribuibili all’acido linoleico, che porta alla produzione di mediatori con effetti antiaggreganti (PGE1).

  • Diversi studi mostrano la capacità dell’olio di vinaccioli di ridurre i valori di colesterolo totale e le LDL (il colesterolo “cattivo”) e di aumentare i livelli di HDL (il colesterolo “buono”). Tali effetti sono stati riscontrati sia in studi in vivo (Choi et al., 2010; Kim et al., 2010), eseguiti sull’animale da laboratorio, sia in studi clinici. In particolare, uno studio clinico di Nash (2004) ha evidenziato come la supplementazione con 45g/die di olio di vinaccioli abbia ridotto le LDL nel 7% dei pazienti e abbia aumentato le HDL nel 13% dei pazienti.

Ma a cosa sono dovuti questi effetti?

  • Come riportato in Pironen et al. (2002) e Shinagawa et al. (2015), i fitosteroli sono in grado di ridurre l’assorbimento del colesterolo alimentare e del colesterolo escreto con la bile. Di conseguenza, meno colesterolo viene assorbito e minori saranno le concentrazioni di questo composto nel sangue.

  • I tocotrienoli sono in grado di inibire la biosintesi del colesterolo (Schwartz et al., 2008), fattore che contribuisce alla riduzione della colesterolemia. 

  • L’acido linoleico, come tutti i PUFA, è in grado di modulare l’espressione dei geni coinvolti nel metabolismo lipidico: in particolare, è in grado di stimolarne la degradazione e ridurne la sintesi (Omega-6/3 fatty acids: functions, sustainability strategies and perspectives - F. De Meester, R. Watson, S. Gibadi). Ciò porterebbe ad una riduzione della concentrazione ematica di lipidi.
  • L’effetto antiaggregante e la riduzione dei lipidi ematici rappresentano dei fattori di protezione nei confronti di patologie quali aterosclerosi, angina pectoris ed infarto.

  • Per quanto riguarda l’aterosclerosi, l’olio di vinaccioli non si limita a ridurre la colesterolemia ma è anche in grado di contrastare la formazione degli ateromi, placche che si localizzano nelle pareti arteriose e che sono responsabili dell’indurimento (sclerosi) delle pareti stesse. Vediamo come:

    • La vitamina E (sottoforma di tocoferoli) viene incorporata nelle LDL, prevenendone l’ossidazione e il riconoscimento da parte dei macrofagi. Questo è un fatto molto importante se si pensa che questi ultimi, noti come cellule schiumose, sono in grado di avviare un processo infiammatorio che, oltre ad accrescere le dimensioni degli ateromi, può portare alla formazione di trombi e all’occlusione dei vasi.
    • I fitosteroli sembrano essere in grado di inibire la produzione di mediatori dell’infiammazione da parte delle cellule schiumose (Vivancos and Moreno, 2008) e limitare, in tal modo, la progressione dell’aterosclerosi.

Altri effetti benefici.

Sebbene vi sia bisogno di ulteriori approfondimenti, sembra che quest’olio possa essere utile anche nella prevenzione del diabete e nel controllo del peso, infatti:

In uno studio in vitro di Zhao et al. (2015) si è visto che l’esposizione di una coltura di cellule adipose all’olio di vinaccioli ha determinato una riduzione dell’accumulo di grassi in tali cellule. Si pensa che tali effetti siano dovuti ai tocotrienoli, in quanto una frazione arricchita di questi componenti, ha ridotto l’espressione di geni coinvolti nella sintesi dei lipidi; e l’estratto ha ridotto l’espressione di geni coinvolti nell’infiammazione. Questi dati sono molto promettenti e lasciano sperare in un impiego futuro, dell’olio di vinaccioli, nella prevenzione dell’obesità e dell’infiammazione ad essa associata.

L’olio ha altresì mostrato effetti anti-diabetogeni, essendo stato capace di:

  • Proteggere le cellule β del pancreas (producenti insulina, l’ormone che riduce la glicemia) esposte a concentrazione elevate di glucosio. Ciò sarebbe attribuibile all’acido linoleico che, modulando l’espressione di determinati geni, ha prevenuto la morte per apoptosi delle cellule β (Lai et al., 2014).
  • Ha ridotto la resistenza dei tessuti all’insulina e l’infiammazione associata all’obesità, in uno studio clinico che ha coinvolto 44 donne (obese e sovrappeso), sottoposte ad un regime dietetico controllato (Irandoost et al., 2013).

I suoi principali usi.

Come abbiamo già accennato, l’olio estratto dai semi d’uva può essere utilizzato sia come alimento, sia come cosmetico.

Uso cosmetico dell’olio.

Per le sue spiccate proprietà eudermiche, ossia la capacità di ripristinare e mantenere lo stato fisiologico della cute.

L’olio di vinaccioli ottenuto a freddo può essere utile in diverse condizioni, tra cui:

  • Xerosi cutanea:ossia la perdita d’idratazione dovuta a svariati fattori, tra cui: - 
    • L’esposizione a climi molto secchi (caldi o umidi che siano). 
    • L’impiego di detergenti molto aggressivi (che asportano il film idrolipidico, fondamentale per proteggere la pelle e mantenerla idratata). 
    • L’avanzare dell’età, essendo una condizione che si manifesta frequentemente negli anziani. L’olio di vinaccioli idrata la pelle, la ammorbidisce e può alleviare il prurito derivante dalla secchezza. L’olio può essere applicato come tale, oppure miscelato ad altri oli (come l’olio d’oliva o l’olio di mandorle) o ancora incorporato nella crema idratante utilizzata quotidianamente.
  • Dermatite: si tratta di una condizione caratterizzata da pelle secca, ruvida e cosparsa di vescicolette pruriginose, che può essere scatenata da fattori a volte non identificati (dermatite atopica). Grazie al contenuto in acido linoleico e vitamina E, l’olio di vinaccioli non solo ripristina l’integrità della cute (che può presentare lesioni da grattamento) ma aiuta anche a disinfiammare il tessuto e ridurre il prurito. Può essere utile l’applicazione dell’olio addizionato di qualche goccia di essenza di camomilla, dalle note proprietà lenitive (Ammon et al., 1996; Flemming et al., 2015).

  • Acne: questa è una condizione cutanea infiammatoria, caratterizzata dalla comparsa di lesioni (quali comedoni, papule e pustole) come conseguenza dell’occlusione dei pori e della fermentazione batterica del sebo prodotto in eccesso. L’olio di vinaccioli può essere utilizzato per idratare e lenire la pelle acneica, meglio ancora se addizionato di oli essenziali ad azione antisettica (bergamotto, lavanda, tea tree oil).

  • Couperose: per la ricchezza in antiossidanti, l’olio di vinaccioli può aiutare a rinforzare il microcircolo cutaneo e attenuare gli arrossamenti tipici di quest’inestetismo; inoltre, grazie al contenuto in acido linoleico viene rallentata la progressione a dermatite rosacea. L’olio può essere massaggiato come tale sulla cute, oppure miscelato alla crema normalmente impiegata.

Approfondisci sintomi e cause della couperose.

  • Cellulite: per stimolare la circolazione e combattere la pelle a buccia d’arancia, possiamo massaggiare le aree interessate con olio di vinaccioli miscelato all’essenza di rosmarino.

  • Smagliature: Massaggiare l’olio di vinaccioli sulle aree più colpite (fianchi, interno cosce, glutei e seno) può aiutare a prevenirne l’insorgenza o attenuarne la profondità qualora siano già comparse. Per potenziarne gli effetti, possiamo associarlo all’olio di mandorle dolci o alla cera di jojoba.

  • Segni del tempo: grazie alle proprietà nutrienti, tonificanti ed elasticizzanti può essere utile massaggiarlo sulla pelle del viso per rallentare l’insorgenza delle rughe e dei cedimenti cutanei. In alternativa, possiamo utilizzarlo sottoforma di maschera frullando una manciata d’acini d’uva e aggiungere un cucchiaio di olio di vinaccioli e uno di miele. Applicare sul viso e lasciare in posa per mezz’ora; quindi risciacquare con acqua tiepida (per rimuovere bene i residui) e poi con acqua fresca (per riattivare la circolazione).

  • Macchie brune: la scorretta esposizione al sole o l’assunzione di particolari farmaci (come la pillola anticoncezionale) possono portare ad iperpigmentazione cutanea, caratterizzata dall’accumulo di melanina in aree circoscritte. L’olio di vinaccioli, grazie al contenuto in antiossidanti, può prevenire l’ossidazione della melanina e quindi la comparsa delle macchie brune. Possiamo tranquillamente massaggiarlo nelle aree più a rischio, come la pelle del viso.

  • Pulizia del viso: quest’olio può essere utilizzato per preparare degli scrub che, oltre ad eliminare le cellule morte e donare luminosità alla cute, la mantengono anche idratata. Una ricetta molto semplice prevede di miscelare un cucchiaio di olio di vinaccioli, due cucchiai di miele e tre di zucchero. Questo scrub può essere utilizzato sia prima, sia dopo la depilazione.

  • Capelli stressati: possiamo utilizzare quest’olio, sottoforma di impacchi pre-shampoo, per rendere più morbidi e disciplinati i capelli secchi e crespi. Dopo aver inumidito le lunghezze, applicare l’olio e lasciarlo in posa da qualche minuto a mezz’ora (avvolgendo i capelli in un asciugamano o in una cuffia).

Uso alimentare dell’olio.

Dai dati in letteratura, emergono le potenzialità di quest’olio nella prevenzione e nel trattamento di svariate condizioni, dalle malattie cardiovascolari, al diabete e all’obesità (Agostini et al., 2012; Shinagawa et al., 2015). Anche in questo caso, le proprietà sono ascrivibili all’olio in toto e non ad un componente preciso.

L’olio di vinaccioli estratto a freddo può essere utilizzato per condire insalate e formaggi a crudo ma non per la cottura, essendo instabile al calore. La dose raccomandata è di 30-45g/die, equivalenti a 2-3 cucchiai da tavola, essendo un alimento molto calorico. 100g di quest’olio, infatti, apportano la bellezza di 899 kcal!

Possiamo utilizzare l’olio di vinaccioli raffinato per friggere, in quanto la raffinazione ne aumenta il punto di fumo e, quindi, la resistenza alla cottura.

Ricordiamo che il punto di fumo è la temperatura in corrispondenza della quale un grasso (solido o liquido che sia) inizia a decomporsi e a rilasciare sostanze volatili (come l’acroleina) altamente tossiche.

Come consumarlo e in che quantità?

Eccoci giunti al termine del viaggio alla scoperta di quest’olio, di cui l’Italia rappresenta uno dei maggiori produttori al mondo (Maier et al., 2008). Abbiamo visto come si ottiene, la sua composizione e i suoi benefici. Ma l’olio di vinaccioli è sicuro? Può causare dei problemi alla salute? Ebbene, essendo un alimento ricco in acido linoleico (tra l’altro più di altri oli, come riportato da Agostini et al., 2012) il suo consumo non dovrebbe mai eccedere le dosi consigliate e dovrebbe essere sempre accompagnato dal consumo di alimenti ricchi in acidi grassi omega-3, come il pesce azzurro (sardine, sgombri, etc.), in modo che il rapporto omega 6/omega3 sia ottimale (all’incirca 3:1).

Un rapporto omega 6/omega -3 troppo alto, come quello riscontrato nelle diete occidentali, può infatti aumentare la predisposizione a diabete, coronaropatie e patologie infiammatorie di vario tipo (Simopoulos, 2002). Sembra un paradosso, considerato quanto abbiamo visto in precedenza, ma il motivo è da ricercare nel fatto che dal metabolismo dell’acido linoleico (attuato dall’enzima ciclossigenasi) possono originare sia dei composti protettivi (gli eicosanoidi “buoni”, come la PGE1), sia dei composti che causano infiammazione e trombosi (gli eicosanoidi “cattivi”, come PGE2 e LTB4). Affinché si riduca la produzione degli eicosanoidi “cattivi” occorre non eccedere con gli omega-6 e introdurre quantità adeguate di omega 3, in modo che questi ultimi possano essere metabolizzati dalle ciclossigenasi - al posto degli omega-6 - e portare alla produzione di eicosanoidi “buoni”, ad azione antinfiammatoria e antitrombotica.

Quanto riportato è solo a titolo informativo e non intende sostituirsi al parere del medico o di altro specialista della salute.

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Jessica Zanza (Farmacista) - Dott.sa Roberta de Martino

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