Olio di Perilla: come si usa? Proprietà, dosaggio e controindicazioni.

L’olio di perilla, utilizzato fin dall’antichità nella medicina tradizionale cinese, si é rivelato uno dei rimedi più promettenti per la prevenzione e il trattamento di diverse patologie. Scopriamone le proprietà e le principali modalità d’impiego.

Olio di Perilla: come si usa?  Proprietà, dosaggio e controindicazioni

    Indice Articolo:

  1. Carattertistiche
    1. Composizione
  2. Proprietà e benefici
  3. Posologia
  4. Controindicazioni
  5. Approfondimenti

Olio di perilla: caratteristiche principali.

L’olio di perilla viene ottenuto per pressione a freddo dei semi torrefatti della Perilla frutescens (famiglia delle Lamiaceace), un’erba originaria della Cina e ampiamente diffusa in Corea, Giappone, India e Vietnam.

Sebbene la resa dipenda dalla varietà coltivata e dalle condizioni di crescita, la percentuale di olio, nei semi, si aggira intorno al 38-45% (Vaughan, 1970; Sonntag, 1979).

Il profumo e il sapore ricordano molto quello dell’olio di semi di lino, rispetto al quale risulta essere più “secco”. Per tali motivi, nei paesi occidentali non lo si reputava commestibile, tanto che veniva destinato esclusivamente alla produzione industriale di vernici, linoleum, inchiostri, materiali idrorepellenti, etc.

Da qualche decennio a questa parte, tuttavia, si guarda all’olio di perilla con occhio differente: sembra che esso, non solo, si presti bene all’uso alimentare ma apporti notevoli benefici alla salute, tanto da poter essere utilizzato come valida alternativa all’olio di pesce nel trattamento di svariate patologie.

Composizione dell’olio della Perilla frutescens.

La peculiarità di quest’olio consiste nella ricchezza in grassi polinsaturi, soprattutto della serie ω-3, a scapito dei grassi saturi, il cui consumo é associato ad un maggior rischio di patologie.

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Ma vediamone, in maggior dettaglio, la composizione.

Lipidi neutri: 91,2 - 93,9%. Si tratta di composti apolari (completamente insolubli in acqua), tra i quali spiccano:

  • Trigliceridi (88,1 - 91%);

  • Steroli vegetali, tra questi, il più abbondante é il β-sitosterolo.

Glicolipidi: 3,9 - 5,8 %. Si tratta di lipidi legati ad una componente zuccherina; tra questi, i più abbondanti sono i glicosidi sterolici.

Fosfolipidi: 2 - 3%. Si tratta di composti fondamentali per la sintesi delle membrane cellulari. I più abbondanti sono la fosfatidil etanolammina (50,4 - 57, 1%), la fosfatidil colina (17,6 - 20,6%) e l’acido fosfatidico (13,6 - 19,9%).

Vitamina E, prevalentemente in forma di γ-tocoferolo (Shin and Kim, 1994). 100g di olio ne contengono 49.1 - 67,6mg.

I trigliceridi contenuti nell’olio di perilla sono costituiti, prevalentemente, da acidi grassi insaturi essenziali (Tsuyuki et al., 1970; Longvab and Deosthale, 1991; Shin and Kim, 1994), così detti in quanto (oltre ad essere fondamentali per la salute) il nostro organismo deve acquisirli con la dieta, dal momento che é incapace di sintetizzarli. Tra questi:

  • Acido-α-linolenico (ALA), un ω-3 (54-64%);

  • Acido linoleico (LA), un ω-6 (14-20%);

  • Acido oleico (OA), un ω-9 (13-18%).

Per quanto riguarda il contenuto di acidi grassi saturi, parliamo di:

  • Acido palmitico (4-9%);

  • Acido stearico (1-4%);

  • Tracce di acido caprico, laurico, miristico ed eicosanoico.

Approfondisci cosa sono i grassi saturi e perchè fanno male.

 

Proprietà e benefici di quest’olio secondo la medicina cinese.

 

Da tempo utilizzato nella medicina tradizionale cinese, oggi, le proprietà benefiche dell’olio di perilla sono ampiamente documentate nella letteratura scientifica, e sono ascrivibili all’elevato contenuto di acido-α-linolenico (ALA), un acido grasso essenziale della serie ω-3.Vediamole:

Gli effetti dell’ olio di perilla sull’ apparato cardiovascolare.

Diversi studi mostrano gli effetti protettivi dell’olio di perilla su cuore e vasi sanguigni, con conseguente riduzione del rischio di eventi cardiovascolari come l’angina pectoris e l’infarto (Asif, 2011). Ciò avviene attraverso:

  • Riduzione della pressione arteriosa ed effetti antitrombotici (Banger et al., 1980; Dyerberg, 1986). Effetti dovuti alla conversione dell’acido-α-linolenico in acido eicosapentaenoico, o EPA (Chung et al., 2013). L’EPA é un acido grasso ω-3, contenuto anche nell’olio di pesce, in grado di ridurre la produzione di trombossani (TXA2).

I trombossani sono mediatori dell’infiammazione in grado di indurre vasocostrizione e aggregazione piastrinica. La sintesi avviene quando l’acido arachidonico, un ω-6 ampiamente distribuito nelle membrane plasmatiche, viene metabolizzato dalle Fosfolipasi A2 (che lo “liberano” dai fosfolipidi di membrana) e dalle ciclossigenasi (COX), che lo convertono in trombossani e prostaglandine.

  • Riduzione dei livelli ematici di colesterolo e trigliceridi (Park and Han, 1976; Nam et al., 1981; Chung et al, 1986; Lee et al., 1987; Kim and Kim, 1989; Park et al, 1992, Sadi et al., 1996). Ciò sembra essere dovuto al fatto che l’ acido-α-linolenico sia in grado di inibire gli enzimi epatici deputati alla sintesi lipidica e stimolare gli enzimi epatici deputati alla degradazione lipidica.

Tali effetti sono stati rilevati in diversi studi (Ide et al., 2000; Kim and Choi, 2005; Zhang et al., 2014).

In uno studio clinico effettuato su pazienti affetti da iperlipidemia (Qey et al., 2013), la supplementazione per 8 settimane con olio di perilla ha determinato:

  • Riduzione del colesterolo totale;

  • Riduzione del colesterolo legato alle LDL (il “colesterolo cattivo”);

  • Riduzione dei trigliceridi;

  • Aumento della velocità di ripristino delle HDL (il così detto “colesterolo buono”;

  • Protezione delle cellule endoteliali, ovvero le cellule che formano lo strato più interno dei vasi sanguigni, maggiormente esposte a stimoli lesivi;

  • Mancanza di effetti avversi a carico di fegato e reni.

  • Riduzione della massa grassa. Come risaputo, l’obesità (soprattutto quella addominale) é un fattore di rischio notevole per lo sviluppo di ipertensione e patologie cardiache. In un lavoro di Okuno et al. (1997), l’olio di perilla (grazie al suo contenuto in ω-3) é stato in grado di ridurre la formazione di tessuto adiposo viscerale nei ratti, probabilmente grazie ad una soppressione del differenziamento degli adipociti (le cellule deputate all’immagazzinamento dei grassi).

L’azione di quest’olio sul sistema nervoso.

L’assunzione di olio di perilla é associata ad una riduzione del rischio di patologie cerebrovascolari, quali emorragie ed ictus.

In un lavoro di Cai et al. (2014) sono stati valutati gli effetti della supplementazione con olio di perilla (ricco in acido-α-linolenico) in ratti ipertesi, con una predisposizione all’ictus. I dati hanno evidenziato:

  • Un riassestamento dell’assetto lipidico, con riduzione della colesterolemia e della trigliceridemia, dovuto all’ALA;

  • Un ritardo nella comparsa dell’emorragia cerebrale, indotta dall’iperlipidemia, e una riduzione della sua severità;

  • Una riduzione del numero e della dimensione delle lesioni post-emorragiche e post-ictus;

  • Un aumento dell’aspettativa di vita negli animali.

In un altro studio (Eckert et al., 2010) é stato osservato che l’olio di perilla, e i suoi ω-3, riducono la vulnerabilità delle cellule nervose allo stress ossidativo, ovvero il danno provocato dall’azione dei radicali liberi (la cui produzione é massiccia, durante l’ictus).

Tali dati, sebbene molto promettenti, non hanno ancora trovato conferma sull’uomo.

Olio di perilla e benefici sulla vista.

La supplementazione con olio di perilla ha aumentato la capacità di apprendimento nei ratti, valutata attraverso il test di discriminazione della luce (Yamamoto et al., 1987). Secondo un lavoro di Bourre et al. (1989), ciò potrebbe essere dovuto alla conversione dell’ALA in DHA (acido docosaesaenoico), un ω-3 fondamentale per la struttura e il funzionamento dei bastoncelli, una tipologia di fotorecettori della retina. Tali dati sembrano trovare conferma in un lavoro di Neuringer et al. (1984-1986), nel quale si é visto che - una dieta povera in DHA - ha determinato un abbassamento della vista in scimmie rhesus neonate.

Questi dati incoraggiano l’uso dell’olio di perilla (analogamente a quello di pesce) nella prevenzione e nel trattamento di disturbi visivi, soprattutto nell’anziano, sebbene necessitino di studi più approfonditi che ne confermino gli effetti sull’uomo.

Perchè fa bene assumerlo in menopausa.

La menopausa è una delle fasi più critiche della vita femminile, durante la quale si assiste ad una serie di cambiamenti psico-fisici dovuti al calo di estrogeni (i principali ormoni femminili). L’osteoporosi, una condizione caratterizzata da una progressiva perdita di tessuto osseo, rappresenta una delle principali problematiche della menopausa. In un lavoro di Sun et al. (2004), la supplementazione con olio di perilla e olio di pesce (ricchi in ω-3) ha aumentato la densità ossea e la resistenza alla frattura in femmine di ratto, sottoposte ad un regime calorico ridotto. Questi risultati incoraggiano l’impiego dell’olio di perilla nella prevenzione e nella terapia complementare dell’osteoporosi in menopausa, sebbene necessitino di essere confermati da studi sull’uomo.

I benefici in caso di allergie.

Una delle proprietà più studiate, dell’olio di perilla, é quella antiallergica (Deng et al., 2007). Dagli studi effettuati é emerso che:

  • L’olio di perilla é stato in grado di migliorare il quadro clinico di un gruppo di pazienti asmatici, attraverso l’inibizione della sintesi dei leucotrieni (LTB4 ed LTC4) - azione, peraltro, osservata in diversi studi antecedenti (Okuyama, 1992; Ashida et al., 1997).

I leucotrieni sono mediatori, coinvolti nelle reazioni allergiche e infiammatorie, che derivano dal metabolismo dell’acido arachidonico ad opera dell’enzima lipossigenasi. I leucotrieni sono mediatori ancor più potenti, rispetto all’istamina, nell’indurre:

  • La contrazione della muscolatura liscia (responsabile della broncocostrizione e delle difficoltà respiratorie, nell’asma)

  • Un aumento della permeabilità vascolare, con conseguente edema (ovvero un rigonfiamento dovuto all’accumulo di liquido negli spazi intercellulari).

Anche in questo caso, l’azione antiallergica é dovuta alla produzione dell’EPA (a partire dall’acido-α-linolenico) e alla sua conversione in docosanoidi, ad azione antiallergica.

In un lavoro di Watanabe et al. (1994), la supplementazione con ALA (particolarmente presente nell’olio di perilla) é stata in grado di ridurre la produzione di anticorpi IgE (coinvolti nelle allergie) e la mortalità per shock anafilattico.

Il legame dell’allergene alle IgE, presenti sulla superficie delle mast-cellule in individui sensibilizzati, induce la degranulazione (ovvero il rilascio di mediatori immagazzinati nei granuli, come l’istamina) e la sintesi de novo di altri mediatori, come i derivati dell’acido arachidonico (tra cui i leucotrieni).

Riducendo la risposta IgE-mediata, l’olio di perilla svolge un effetto antiallergico globale (antistaminico e antileucotrienico), che può essere d’aiuto in patologie come l’asma allergica, l’orticaria, le dermatiti allergiche da contatto (come quella al nichel) e la dermatite atopica.

Uno studio clinico di Ito et al. (1992) ha mostrato che la supplementazione con olio di perilla ha migliorato la sintomatologia in 3 pazienti su 6, affetti da dermatite atopica.

Il ruolo dell’olio di perilla nella prevenzione del cancro.

L’elevato contenuto di ALA conferisce, all’olio di perilla, la capacità di ridurre il rischio di cancro indotto da agenti chimici. I dati presenti in letteratura mostrano che:

  • La supplementazione con olio di perilla ha inibito significativamente l’insorgenza di tumori alla mammella, in ratti esposti al dimetibenzantracene (DMBA), un agente cangerogeno (Yonekura and Sato, 1989);

  • L’olio di perilla ha inibito lo sviluppo di cancro al colon in ratti esposti alla metilnitrosurea (MNU), un agente cancerogeno; inoltre, il numero di ratti ammalati e il numero di tumori per ratto é risultato significativamente inferiore rispetto ai gruppi trattati con altri oli, come l’olio di palma e l’olio di cartamo (Narisawa et al., 1990);

  • In uno studio di Rao et al (2013), l’olio di perilla ha soppresso la formazione di tumori nel piccolo intestino e nel colon dei roditori, indotti dall’azossimetano (AZM), un cancerogeno.

Sono necessari ulteriori studi per valutare gli effetti sull’uomo.

Lazione di quest’olio sulle patologie infiammatorie.

Per il suo elevato contenuto in ω-3, l’olio di perilla potrebbe essere d’aiuto nell’attenuazione di patologie infiammatorie, anche croniche, come l’artrite reumatoide (Asif, 2011).

Olio di perilla in cosmesi.

Quest’olio portentoso é in grado di apportare numerosi benefici a livello cutaneo. Abbiamo già parlato delle proprietà lenitive in caso di patologie quali orticaria e dermatite, ma questo non é tutto. L’olio, infatti, é dotato di ottime proprietà idratanti e restitutive, che lo rendono un valido alleato in caso di secchezza cutanea e come trattamento antiage. Anche in questo caso, gli effetti sono attribuibili all’elevato contenuto di ALA, che rientra nella composizione dei lipidi delle membrane plasmatiche (come i fosfolipidi) e della matrice lipidica (le ceramidi, tra cui l’acil ceramide e l’acil glicosil ceramide). Ricordiamo che la matrice lipidica rappresenta il “cemento” che tiene unite le cellule dello strato corneo, lo strato più superficiale dell’epidermide, ed é fondamentale per il mantenimento dell’idratazione duratura: adsorbono l’acqua e ne riducono la perdita.

Ricordiamo che quanto riportato é solo a titolo informativo. Non prendete alcuna iniziativa senza aver prima consultato uno specialista della salute.

Come usarlo? Posologia e modalità di somministrazione.

L’olio di perilla é disponibile sottoforma di integratori da assumere per via orale (perle o capsule) o sottoforma di olio da massaggio.

In particolare, in commercio esistono perle da 750mg da assumere 1-2volte/die, a meno che il medico non disponga diversamente. In ogni caso, la dose massima non dovrebbe superare i 4g/die. Le perle si assumono con abbondante acqua, preferibilmente prima dei pasti.

I prezzi degli integratori alimentari a base di olio di perilla dipendono, fondamentalmente, dalla ditta produttrice. In generale, il prezzo oscilla tra i 9 e i 18€.

Effetti avversi e controindicazioni.

Sebbene l’olio di perilla si sia rivelato abbastanza sicuro, l’assunzione deve avvenire sotto il controllo medico nei seguenti casi:

  • Gravidanza e allattamento, in quanto non si ha la certezza assoluta sulla sicurezza;

  • Pazienti in cura con acido acetilsalicilico o anticoagulanti, in quanto potrebbe potenziarne gli effetti sulla fluidità del sangue;

  • Pazienti diabetici o a rischio di diabete. In uno studio di Zhang et al. (2014), il consumo eccessivo di olio di perilla ha portato ad insulino-resistenza, ovvero una riduzione della sensibilità dei tessuti all’insulina.

Supervisione: Maria Grazia Cariello Collaboratori: Dott.sa Jessica Zanza ( Farmacista)

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