Olio di palma: fa male? È cancerogeno? Usi, proprietà e controindicazioni.

Scopriamo le caratteristiche dell’olio di palma, è vero che fa male? E’ davvero cancerogeno? E perchè è uno degli oli più utilizzati nell’industria alimentare? Scopriamolo conoscendone calorie, composizione, proprietà e naturalmente le controindicazioni.

Olio di palma: fa male? È cancerogeno? Usi, proprietà e controindicazioni

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche e tipologie
  2. Calorie e valori nutrizionali
  3. Proprietà ed usi
  4. Controindicazioni
  5. Costo
  6. Approfondimenti

I diversi tipi di olio di palma.

Le caratteristiche chimiche e gli utilizzi nell’industria alimentare, e non solo, rendono l’olio di palma unico nel suo genere. Ma quest'olio fa male, o non ha effetti nocivi sulla salute umana? Dipende dal tipo di olio di palma. Ci sono differenze significative, infatti, tra le diverse tipologie:

  • L’olio di palma grezzo, è l’olio estratto dai frutti della pianta di cui conserva la pigmentazione rossa. Si presenta solido a temperatura ambiente essendo ricco di acidi grassi saturi.

  • L’olio di palmisto, deriva dai semi del frutto delle palme da olio e, come l’olio di palma propriamente detto, si presenta solido a temperatura ambiente, in quanto ricco di acidi grassi saturi. Mancando di pigmenti, però, è bianco come il burro.

  • L’olio di palma raffinato o meglio, bifrazionato è la variante più utilizzata dalle friggitorie e industrialmente. Si ottiene mediante un processo tecnologico industriale atto a renderlo allo stato fluido e giallo come un comune olio da semi. Nella raffinazione, tuttavia, l’olio di palma perde tutta la componente di antiossidanti oltre al suo caratteristico profumo che ricorda quello delle violette.

L’olio di palma grezzo, al naturale, è ricco di grassi saturi, ma questa pecca viene compensata dalla presenza di un alto quantitativo di antiossidanti tra cui i pigmenti che gli conferiscono la tipica colorazione rossastra. Questa compensazione colloca l’olio di palma grezzo tra i composti “non nocivi per l’uomo”. Invece, l’olio di palma raffinato, privato della componente “benefica”, non si pone più in modo neutrale per la salute umana, ma piuttosto come inutile surplus di grassi nocivi che è meglio evitare!

Approfondisci cosa sono i grassi saturi ed in quali alimenti si trovano.

Calorie e valori nutrizionali di quest’olio vegetale.

L’olio di palma lo troviamo in diverse forme, ma le caratteristiche e i valori nutrizionali sono comuni.

Calorie e valori nutrizionali dell'olio di palma

Esso conta ben 884 Kcal per 100 ml, come l’olio d’oliva, ma rispetto ad altri olii vegetali, l’olio di palma contiene, molti grassi ed in particolare:

  • molti grassi saturi, più precisamente, il 47%, una quantità paragonabile a quella del burro ma più bassa rispetto all’olio di palmisto e di cocco che ne contengono circa l’ 85%. Nell’olio di palma, purtroppo, quel 47% di grassi è costituito dall’acido palmitico, uno degli acidi grassi chimicamente definiti “a lunga catena”, che tradotto in gergo per i non addetti, sono i grassi nocivi per il sistema cardio-circolatorio.

  • Il restante 53% sono acidi grassi mono- e poli-insaturi protettivi.

Puoi approfondire cosa sono e dove si trovano i grassi insaturi.

Allo stato grezzo comunque l’olio di palma ha tantissimi antiossidanti non contenuti nel burro, nello strutto e nel lardo, ed il colesterolo è del tutto assente.

Dunque l’olio di palma, se grezzo, non fa male ma non è neppure il più salutare degli olii vegetali. Quello che fa male è, invece, l’olio di palma raffinato che contiene la stessa percentuale di acido palmitico, quantità paragonabili di acido oleico, e acido stearico, ma non antiossidanti.

Le proprietà dell’olio di palma nell’industria alimentare: un bel vantaggio!

L’olio di palma viene utilizzato ampiamente per la produzione e la conservazione di moltissimi alimenti soprattutto quelli confezionati e per il suo basso costo viene utilizzato in moltissimi ristoranti e friggitorie. Ma quali sono i vantaggi legati all’uso di quest’olio e perché non se ne può fare a meno?

L’olio di palma, purtroppo raffinato, viene utilizzato ampiamente nei prodotti confezionati come merendine, biscotti, cioccolata, nelle creme di cacao come la nutella, come addensante, per dare cremosità o per conferire croccantezza. Ma perché non vengono usati altri olii più salutari? Per almeno tre buoni motivi:

  • Oli come quello d’oliva e tutti gli altri oli di semi, sono molto più delicati e si deteriorano troppo in fretta generando sostanze tossiche. Utilizzarli sarebbe dunque molto più rischioso per la salute umana rispetto all’utilizzo dell’olio di palma che, invece, soprattutto se raffinato, essendo resistente ai fattori ambientali quali temperatura e luce, risulta essere il più idoneo nella conservazione dei prodotti confezionati. Questo giustifica il fatto che lo si ritrova anche nei prodotti biologici o nel latte in polvere, in quanto non esiste un olio che sia in grado di sostituirlo.

  • Come già detto, poi, l’olio di palma, sia grezzo che raffinato, è uno degli oli che raggiunge più lentamente il punto di fumo e quindi è uno dei più adatti alla cottura dei cibi.

  • Lo svantaggio rappresentato dalla quantità di grassi saturi può essere visto come un vantaggio: gli acidi grassi saturi conferiscono solidità all’olio, quindi si ha la certezza che non è idrogenato. Infatti gli olii vegetali, liquidi in origine, possono essere compattati grazie ad un processo detto appunto di idrogenazione che però rende molto nocivi i grassi che lo compongono. Quindi una valida alternativa a questi può essere rappresentata proprio dall’olio di palma.

  • Rispetto ai grassi di origine animale, come burro, lardo e alcuni tipi di oli vegetali come quello di mais, l’olio di palma grezzo risulta, inoltre, più digeribile perché pur contenendo acidi grassi a lunga catena (il già citato acido palmitico), contiene modeste quantità di acidi grassi detti “a media catena” che attraversano più facilmente la parete intestinale. Gli acidi grassi a lunga catena invece, necessitano dell’emulsione da parte dei sali biliari per essere assorbiti. Per questo, olii contenenti acidi grassi a media catena come l’olio di palma, l’olio di cocco e l’olio di olmo sono indicati nei casi in cui la funzionalità intestinale, come nel morbo di crohn, o biliare sono compromesse.

Idratazione e nutrimento per pelle e capelli: l’uso cosmetico.

In campo cosmetico l’olio di palma grezzo trova maggiore applicazione nel trattamento dei capelli secchi e sfibrati. L’olio di palma, a questo scopo, si applica prima dello shampoo, su tutta la capigliatura e si lascia in posa per 10 minuti. Quindi si effettua lo shampoo come di consueto. Formulati a tal proposito in commercio sono disponibili anche maschere e prodotti per capelli secchi e sfibrati a base di olio di palma. Anche molte creme idratanti, specifiche per pelli secche, utilizzano quest’olio sfruttando il potere idratante della vitamina E di cui l’olio di palma grezzo è ricco.

Ma l’olio di palma fa male? Le possibili controindicazioni per la salute e l’ambiente.

Abbiamo visto i valori nutrizionali, le proprietà nell’industria alimentare e gli usi di quest’olio, ma ha anche delle controindicazioni? 

  • L’olio di palma grezzo non ha particolari controindicazioni, ma, come qualsiasi altra fonte di grassi saturi, come il burro, lo strutto, l’olio di cocco, eccetera, dovrebbe essere usato con moderazione. La presenza dell’elevata percentuale di acido palmitico, lo rende dannoso per la salute delle arterie, se usato in eccesso.
  • Quello più diffuso negli alimenti è l’olio di palma raffinato sotto la dicitura “olio vegetale”. In genere, chi possiede un allergia alimentare nei confronti di noci e nocciole e altra frutta secca, poterebbe manifestare reazioni allergiche anche verso l’olio di palma. Si parla in questo caso di reazioni crociate, i cui anticorpi responsabili delle allergie (IgE), cioè, riconoscono oltre alle sostanze presenti nella frutta secca, anche composti strutturalmente simili contenuti nell’olio di palma. L’olio di palma bifrazionato, diversamente da quello grezzo non ha antiossidanti e grassi dall’azione protettiva. In altre parole, la raffinazione lascia praticamente solo i grassi nocivi, che essendo grassi saturi, se in eccesso, pongono un rischio sia in termini di obesità che nelle problematiche connesse con l’aumento dei grassi nel sangue, come le patologie cardiovascolari e il diabete.

  • Un effetto collaterale di non piccola entità riguarda anche l’ambiente. La deforestazione e l’incendio di vaste zone di foresta pluviale per agevolare la nascita di nuove piantagioni di palme, causa la diminuzione di aree verdi e quindi di produzione di ossigeno, e nel contempo aumenta l’emissione di anidride carbonica dannosissima per l’ecosistema.

In cucina, per uso domestico, l’olio di palma non dovrebbe essere utilizzato. Il problema è che nei cibi confezionati, nei biscotti, nelle merendine, ecc… c’è! Quindi ne ingeriamo comunque delle quantità che variano in relazione all’utilizzo di cibi confezionati, nei cibi già pronti, al ristorante, nei fast-food. Per non avere effetti nocivi da parte di quest’olio è bene limitarne l’assunzione limitando l’uso di questi tipi di alimenti. La dose di olio di palma al giorno, entro cui mantenersi, si aggira intorno ai 4 grammi presenti, per esempio, in circa 50-60 grammi di biscotti.

Il rapporto tra quest’olio grezzo e il colesterolo.

Che l’olio di palma contribuisca o meno all’innalzamento del colesterolo nel sangue è ancora una questione oggetto di controversia. Secondo alcuni studi condotti in Costa Rica, l’acido palmitico, che costituisce buona parte dell’olio di palma, come altri acidi grassi, possiede la capacità di innalzare i livelli di trigliceridi ma anche di colesterolo LDL, ossia quello “cattivo”, nel sangue, aumentando i rischi legati alle patologie cardiache (Edmond K. Kabagambe e Hannia Campos). Per questo, l’organizzazione mondiale della sanità (OMS), consiglia di limitare fortemente il consumo di quest’olio.

In realtà in letteratura, esistono molti studi che affermano il contrario. Secondo un esperimento olandese, l’assunzione di olio di palma grezzo nella dieta in sostituzione ad altri grassi, pur aumentando i trigliceridi totali, porta ad un innalzamento dei livelli di colesterolo buono (HDL), rispetto a quello cattivo (LDL) (Sundram K., Kester Adm.). Ancora, altri studi condotti in Malesia, hanno dimostrato che una dieta a base di olio di palma grezzo abbassa, anche se non significativamente, i livelli di colesterolo nel sangue apportando effetti blandamente positivi, ma certamente non negativi, sulla salute umana (Hassan K., Ishak R.).

L’olio di palma è cancerogeno?

Negli ultimi anni l’olio di palma è stato demonizzato per la sua presunta cancerogenicità, ma quanto c’è di vero? Sicuramente si tratta di un olio ricco di acidi grassi ma ciò non vuol dire che sia cancerogeno! Anzi, il tanto incriminato olio di palma, è, invece, allo stato grezzo, ricchissimo di antiossidanti. La sua composizione, inoltre, sia da grezzo che raffinato, lo rende più stabile alle alte temperature, rispetto agli altri olii vegetali, al burro, allo strutto e al lardo che invece tendono a raggiungere prima il “punto di fumo”, ossia tendono a generare in cottura composti pericolosi per la salute umana perché potenziali inneschi nell’insorgenza di un tumore. La cottura in qualsiasi grasso o olio è tanto antica quanto sbagliata, ma il rischio di generare composti cancerogeni durante la frittura, contrariamente a quanto si dice, è minore se si utilizza l’olio di palma!

Dove si trova e quanto costa?

Di rado si trova nei supermercati, l’olio di palma, infatti, viene venduto soprattutto all’ingrosso da oleifici che riforniscono ristoranti e friggitorie. Si tratta nella maggior parte di olio di palma bifrazionato, quello a cui è stata tolta la parte più salutare composta da grassi insaturi e antiossidanti.

Ma mentre il costo dell’olio di palma rosso, cioè grezzo, reperibile solo in alcuni negozi bio e presso alcuni oleifici, si aggira intorno a 18,00 euro il barattolo da 500 ml, quello bifrazionato ha un prezzo di circa 2,00 euro per litro. Ancora, il costo dell’olio di palma dei trattamenti per capelli, ovviamente non commestibile, si aggira intorno ai 20,00 euro.

Proprio per il basso costo, oltre che per l’esigenza di cercare fonti di energia alternativa, l’olio di palma ha suscitato grande interesse come potenziale biodisel, tuttavia la sua caratteristica viscosità è uno dei problemi da risolvere

Ma, a suscitare la contestazione della sua produzione è il modo stesso in cui viene prodotto. La coltivazione delle palme da olio in Indonesia, Malesia, Costa d’avorio si estendono sempre più a discapito di ampi spazi di foreste pluviali che ospitano moltissime specie di animali tra cui gli oranghi. Proprio per questo, l’olio di palma, pur essendo di origine vegetale, non piace affatto ai vegani! In realtà la deforestazione di intere zone di natura incontaminata nella pratica avvengono incendiando queste aree in modo da rendere anche più fertile e privo di parassiti il terreno. In realtà questa pratica è vietata dalla legge, ma evidentemente il commercio florido dell’olio di palma consente alle autorità di chiudere un occhio!

Una fonte per le energie rinnovabili?

Grazie alle sue caratteristiche chimiche, l’olio di palma, soprattutto quello raffinato, per i suoi bassi costi di produzione, ha destato numerosi interessi in campo industriale anche nell’ambito delle energie rinnovabili. Infatti, attraverso un processo chimico detto di transesterificazione, che consente di tramutare i grassi in composti infiammabili, un olio vegetale, come l’olio di palma, può essere utilizzato per la produzione di biodisel. Il biodiesel possiede caratteristiche molto simili al diesel derivante dal comune petrolio ma è molto meno costoso.

Supervisione: Collaboratori:Dott.sa Valentina Coviello (Biologa)- Dott.sa Teresa Spadaro

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