Oleoliti cosa sono? Preparazione e proprietà degli oli per massaggi.

Gli oleoliti, oggi utilizzati in vari campi, da quello alimentare a quello medico, affondano le loro radici nell’antico Egitto come oli per massaggi. Vediamo come preparare alcuni tra i più conosciuti e in che modo possono esserci utili.

Oleoliti cosa sono? Preparazione e proprietà degli oli per massaggi

    Indice Articolo:

  1. Cosa sono?
  2. Come si preparano?
  3. Proprietà ed usi
    1. Oeolita all'iperico
    2. Alla calendula
    3. Alla camomilla
    4. All'arnica
    5. Alla lavanda
    6. All'alloro
    7. Al timo
    8. Alla salvia
    9. Al rosmarino
    10. Alla melissa
    11. Alla vaniglia
    12. Alla carota
    13. Al pomodoro
    14. Alla curcuma
    15. Alla menta
    16. Al limone
    17. Alla bardana
    18. All'elicriso
    19. Alla violetta
    20. Alla nocciola
  4. Approfondimenti

Oleoliti: cosa sono?

Gli oleoliti sono delle preparazioni ottenute per macerazione di una o più droghe vegetali in olio.

La droga é quella parte della pianta (foglie, fiori, radici, frutti, semi) in cui si accumulano i principi attivi e dev’essere raccolta durante il periodo balsamico, ovvero l’intervallo di tempo in cui vi é la massima concentrazione di tali principi.

La macerazione in olio, risalente ai tempi antichi, consente l’estrazione di principi attivi lipofili (solubili nei lipidi)dalle piante che possono essere utilizzate a tale scopo.

Preparazione degli oleoliti.

Come abbiamo già anticipato, gli oleoliti vengono ottenuti mediante macerazione oleosa, una tecnica molto semplice che possiamo eseguire comodamente a casa. Vediamo in che modo.

Macerazione classica

E’ il metodo di preparazione più semplice, adatto per l’estrazione di principi attivi molto solubili in olio e/o termolabili (che si degradano ad alte temperature).

  • La droga, fresca o essiccata all’ombra (sistemata, per 4-5 giorni, su un telo alimentare o su carta), viene posta in un contenitore di vetro e ricoperta d’olio, avendo l’accortezza di lasciare uno spazio vuoto che permetta di mescolare la droga durante l’intero processo. Il rapporto droga/olio varia a seconda della pianta utilizzata; in generale, viene adottato il rapporto 1:5 (20g di droga per 100g d’olio) sebbene - nelle preparazioni domestiche - si possa essere più flessibili.

  • Per facilitare il processo di estrazione di principi attivi non eccessivamente lipofili, potrebbe essere opportuno umettare la droga con un 5% di alcool etilico (per uso alimentare) o un 10% di vino bianco.

Meglio la droga fresca o quella essiccata?

Sebbene l’essiccamento consenta una minor possibilità di contaminazione microbica e, quindi, una maggior resistenza all’irrancidimento, non sempre é possibile partire dalla droga essiccata. Alcune droghe (come iperico, arnica, melissa, e altre) potrebbero, infatti, impoverirsi di molecole attive, onde per cui é necessario utilizzarle fresche. Possiamo, tuttavia, adottare degli accorgimenti per preservare il nostro oleolita. Tra questi:

  • Aggiungere 3g di sale marino per 100ml di olio utilizzato. Il sale, fortemente igroscopico, tenderà a richiamare l’acqua contenuta nella droga. Acqua e sale si depositeranno sul fondo e potranno essere eliminati facilmente.

  • Aggiungere antiossidanti, come la vitamina E. Se si procede con la macerazione classica, occorre aggiungerli all’inizio; se si procede a bagnomaria, dopo il raffreddamento (per evitare che si degradino).

  • Aggiungere conservanti, come l’oleolita di benzoino (3g per 100ml d’olio).

  • Una volta tappato, il contenitore viene lasciato riposare al sole o all’ombra (a seconda della stabilità dei principi attivi alle radiazioni) per circa 4 settimane. Anche in questo caso, si parla di un periodo medio: come vedremo più avanti, alcune droghe richiedono periodi di tempo superiori o inferiori.

  • Ogni 2-3 giorni mescolare il contenuto in maniera tale da rendere il processo più omogeneo e allontanare l’eventuale condensa che potrebbe compromettere la qualità del prodotto finale; quest’ultimo accorgimento si adotta nel caso di droghe fresche chiuse in un contenitore munito di tappo. La sostituzione del tappo a vite con una garza - trattenuta da un elastico - limiterebbe la formazione della condensa.

  • In alcuni casi, si può procedere con la sostituzione della droga (ogni 5 giorni) con della nuova, per ottenere un oleolita più concentrato (procedimento utile per l’ottenimento di oleoliti profumati).

  • Giunti al termine della macerazione, si procede con la separazione dell’oleolita. Si effettua una prima filtrazione, con un colino, che consente la separazione dei pezzi più grossolani della droga (che possono essere strizzati per ottimizzare la resa), seguita dalla filtrazione con garza di cotone, che é in grado di trattenere anche i frammenti più piccoli.

  • Dopo la filtrazione, l’oleolita viene fatto riposare in un contenitore alto, coperto con carta o telo alimentare, per lasciar stratificare l’acqua eventualmente rimasta (che si deposita sul fondo). In caso positivo, basta travasare l’oleolita in un secondo recipiente.

  • L’oleolita viene imbottigliato in contenitori di vetro scuro, dotati di tappo a vite (anche munito di contagocce), nel quale viene applicata un’etichetta che ne indichi il contenuto. Meglio riempire le boccette fino all’orlo, onde limitare l’irrancidimento dovuto all’aria. Conservare al riparo dalla luce e dal calore.

  • Un’alternativa molto utile (a seconda dell’impiego), per conservare l’oleolita, é quello di incorporarlo in un unguento (calendula, arnica). L’oleolita viene riscaldato a bagnomaria e viene aggiunta della cera d’api a pezzetti (può essere acquistata dagli apicoltori); quindi, si mescola fino ad ottenere un composto omogeneo e lo si ripone in un vasetto pulito e disinfettato. Anche in questo caso si applica l’etichetta e si conserva in luogo fresco e asciutto.

Quali oli utilizzare?

Uno dei motivi che consentono la preparazione “fai da te” degli oleoliti é la possibilità di poter utilizzare diverse tipologie di olio, a seconda delle nostre risorse e dell’utilizzo che ne dobbiamo fare. In ogni caso, si tratta di oli vegetali ottenuti per spremitura a freddo. Vediamo quelli che più si prestano allo scopo.

Olio d’oliva (semplice o extravergine): é uno dei migliori in quanto a stabilità e flessibilità d’impiego (può essere utilizzato per oleoliti ad uso alimentare e non). Il contenuto in vitamina E e acidi insaturi (acido oleico) gli conferisce due caratteristiche molto importanti:

  • Essendo la vitamina E un potente antiossidante, ha una buona resistenza all’irrancidimento; grazie a ciò, gli oleoliti ottenuti possono durare 1-2 anni, se preparati e conservati bene;

  • Nutre e ripara la cute, coadiuvando l’azione di alcuni principi attivi.

L’unico “difetto” é l’odore molto intenso, di conseguenza meglio non usarlo nella preparazione di oleoliti profumati, in quanto potrebbe mascherarne il profumo.

Olio di crusca di riso: come l’olio d’oliva, anche l’olio di crusca di riso possiede un’ottima resistenza all’irrancidimento. Ciò é imputabile alla presenza del γ-orizanolo, una miscela di molecole ad azione antiossidante. Possiede un odore più delicato rispetto all’olio d’oliva.

Olio di semi di girasole: é un olio molto economico, dall’odore delicato e abbastanza resistente all’irrancidimento.

Olio di mandorle dolci: possiamo considerarlo una prima scelta nella preparazione di oleoliti da applicare in tutto il corpo, come quelli profumati. L’olio di mandorle, oltre ad avere un odore delicato, é ricco di acidi grassi polinsaturi (PUFA), dalle proprietà nutrienti e lenitive. D’altro canto, la presenza dei PUFA lo rende molto suscettibile all’irrancidimento. Si consiglia, pertanto, l’aggiunta di antiossidanti come la vitamina E.

Cera liquida di jojoba: erroneamente definita “olio di jojoba”, si tratta di una cera liquida a temperatura ambiente, molto pregiata e resistente all’ossidazione. E’ particolarmente indicata per gli oleoliti ad uso cosmetico, in quanto possiede una composizione molto simile a quella del sebo umano.

Olio di rosa mosqueta: ricco di PUFA e provitamina A, che gli conferiscono proprietà nutrienti ed antiossidanti, é particolarmente adatto per gli oleoliti ad uso cosmetico, sia per il viso, sia per il corpo. L’unico difetto? Il prezzo!

Olio di sesamo: é un olio molto resistente all’irrancidimento, in quanto ricco di antiossidanti (sesamina e sesamolina), ed é particolarmente adatto per la preparazione degli oleoliti da massaggio (si stende e assorbe facilmente).

Essendo alcuni di questi oli molto costosi, é possibile utilizzarli in miscela! Per esempio: olio di riso/cera di jojoba, olio di rosa mosqueta/olio di riso, etc.

 Macerazione a bagnomaria

La procedura é simile alla precedente, tuttavia vengono raggiunte temperature più elevate. Ciò consente un’estrazione molto rapida (circa 2-4 ore) ma, allo stesso tempo, non può essere utilizzata per estrarre principi attivi termolabili. L’acqua per il bagnomaria deve bollire dolcemente e occorre fare attenzione affinché il contenitore non tocchi mai il fondo.

Proprietà ed usi di questi preparati.

Come già accennato, gli oleoliti possono essere impiegati per scopi differenti a seconda della droga e dell’olio utilizzati. In genere, gli oleoliti vengono impiegati come:

  • Rimedio per affezioni cutanee, muscolari ed osteoarticolari;

  • Cosmetici, in quanto tali o da incorporare in:

    • Creme per il viso (iperico per le pelli couperosiche; curcuma, pomodoro e carota per prevenire l’invecchiamento cutaneo) e per il corpo (rosmarino contro gli inestetismi della cellulite);

    • Shampoo (lenitivo alla camomilla, purificante e antiforfora a base di limone, curcuma, salvia o rosmarino);

    • Saponette artigianali;

    • Deodoranti e dentifrici fatti in casa (salvia, timo);

    • Struccanti (camomilla, calendula).

Prima di vederne alcuni nel dettaglio, ricordiamo che le droghe utilizzate possono essere acquistate in erboristeria.

Oleolita all’iperico

I fiori dell’iperico, raccolti verso giugno-luglio, vengono utilizzati freschi in modo da preservare il contenuto di principi attivi. Solitamente, si utilizzano 25g di fiori ogni 100ml d’olio d’oliva (rapporto 1:4), lasciati macerare per 6 settimane.

Approfondisci le proprietà dell'iperico.

Sebbene la gran parte delle ricette preveda la macerazione solare (più per tradizione che per altri motivi), in realtà le radiazioni provocherebbero un impoverimento di principi attivi quali l’iperforina, altamente instabili. Si consiglia, pertanto, di condurre la macerazione lontano dalla luce e da fonti di calore.

L’oleolita ottenuto avrà una bellissima colorazione rosso rubino, dovuta al contenuto di ipericina.

Secondo la medicina popolare, l’oleolita all’iperico (utilizzato anche sottoforma di unguento) risulta utile in caso di:

  • Ustioni, solari e non;

  • Piaghe;

  • Traumi meccanici, come contusioni e distorsioni;

  • Nevralgie;

  • Screpolature (tanto da esser definito l’olio della casalinga)

  • Couperose, una condizione caratterizzata da arrossamento cutaneo e dilatazione dei capillari, che colpisce prevalentemente le carnagioni chiare non protette dall’azione degli agenti atmosferici.

L’uso dell’oleolita (in caso di ustioni, piaghe, traumi e nevralgie) é stato suffragato da evidenze sperimentali che dimostrano:

  • Un’azione antinfiammatoria e cicatrizzante (Orhan et al., 2014);

  • Un’azione antisettica (Orhan et al., 2013; Schwob et al., 2002).

Imputabili al contenuto di naftodiantroni (ipericina, pseudoipericina, etc.), fluoroglucinoli (come l’iperforina) e olio essenziale.

Avvertenze

L’applicazione dell’oleolita deve avvenire lontano dall’esposizione solare, in quanto l’ipericina ha un’azione fotosensibilizzante, ovvero aumenta la sensibilità della pelle a dosi innocue di radiazioni, provocando la comparsa di eritema e bolle.

Oleolita alla calendula

Per la preparazione di quest’oleolita, utilizziamo i fiori essiccati e lasciati macerare - al sole, per 4 settimane - in olio di mandorle. Sebbene siano sufficienti 10g di fiori per ogni 100g d’olio, si può decidere di preparare un oleolita più concentrato.

Secondo la tradizione, l’oleolita alla calendula é utile per la cura di stati infiammatori della cute, quali:

  • Dermatiti, come quelle provocate dal pannolino;

  • Punture d’insetto;

  • Ustioni, solari e non;

  • Piaghe.

Diversi studi sperimentali dimostrano l’efficacia della calendula in tali affezioni, imputabile al contenuto di:

  • Olio essenziale, ricco in terpenoidi, che ha mostrato attività antinfiammatoria e antiedemigena (Della, 1990; Della et al.,1994);

  • Carotenoidi ad azione antiossidante, in grado di ridurre il danno cutaneo promosso dai radicali liberi.

Avvertenze

L’oleolita alla calendula é fotosensibilizzante a causa dell’olio essenziale. Da usare lontano dall’esposizione solare.

Controindicato in caso di allergia alle Compositae, la famiglia cui appartengono piante come la calendula, la camomilla e l’arnica.

Oleolita alla camomilla

I fiori essiccati della camomilla vengono fatti macerare al sole, per 4 settimane; sono sufficienti 20g di fiori per ogni 100ml d’olio d’oliva.

Approfondisci le proprietà della camomilla.

L’oleolita viene utilizzato per:

  • Lenire infiammazioni cutanee di vario tipo (eritemi solari, arrossamento post-ceretta, eczema, dermatosi infettive);

  • Struccare gli occhi, avvalendosi di un batuffolo di cotone.

Diversi studi, infatti, dimostrano che l’essenza contenuta nel’oleolita possiede proprietà:

  • Antinfiammatorie (Ammon et al., 1996; Flemming et al., 2015);

  • Antisettiche (Jamalian et al., 2012).

Avvertenze

Controindicato in caso di allergia alle Compositae.

Oleolita all’arnica

L’oleolita viene preparato ponendo a macerare i fiori freschi in olio di sesamo (rapporto medio di 1:5), al sole, per 4 settimane.

Puoi scoprire le proprietà dell'arnica montana.

La tradizione popolare prevede l’uso dell’oleolita all’arnica (anche sottoforma d’unguento) per il trattamento di:

  • Traumi meccanici, come ematomi, contusioni, distorsioni, stiramenti;

  • Reumatismi;

  • Traumi post-operatori.

Diversi studi (Lyss et al., 1997; Klaas et al., 2002) ne corroborano l’impiego, e sembra che l’attività antinfiammatoria e antiedemigena sia imputabile all’elenalina, un lattone sesquiterpenico, la cui azione viene potenziata dagli altri componenti dell’essenza e dai carotenoidi.

Avvertenze

L’oleolita si applica sulla cute integra, in quanto non sono disponibili dati sufficienti sui potenziali effetti interni dell’arnica.

Per la presenza di elenalina, l’oleolita può provocare dermatite allergica da contatto.

Controindicato in caso di allergia alle Compositae.

Oleolita alla lavanda

Le infiorescenze essiccate vengono poste a macerare in olio (rapporto 1:5), al sole, per circa 4 settimane. Per quanto riguarda l’olio, si consiglia:

  • Olio di sesamo, nel caso in cui venga utilizzata per frizionamenti in caso di reumatismi, crampi muscolari, geloni. L’olio essenziale di lavanda, infatti, contiene composti (come la canfora) ad azione revulsiva, ovvero in grado di attivare la circolazione cutanea e ridurre, in tal modo, l’infiammazione dei tessuti sottostanti.

  • Olio di mandorle dolci, per preparare un oleolito profumato e nutriente da applicare nel corpo;

  • Cera di jojoba, qualora si vogliano sfruttare le proprietà antisettiche dell’essenza, utili in caso di pelli impure e acneiche. La cera di jojoba, inoltre, avendo una composizione sebo-simile non aggrava questo tipo di problematiche.

Avvertenze

Per il contenuto di canfora, evitare l’utilizzo nei bambini al di sotto dei 3 anni (aumenta il rischio di spasmo della glottide).

Sconsigliato in caso d’asma.

Sconsigliato in caso di epilessia.

Oleolita all’alloro

Le bacche (meglio se fresche) o le foglie, vengono fatte macerare per circa 4 settimane, al riparo dalla luce. Si consiglia l’impiego di 20g di droga ogni 100ml d’olio (d’oliva o di sesamo).

L’oleolita ottenuto conterrà buone quantità di un olio essenziale, ad azione revulsiva (richiama il sangue nella cute riducendo, in tal modo, l’infiammazione sottostante), utile in caso di:

  • Traumi meccanici, come contusioni e distorsioni;

  • Reumatismi.

Per chi volesse cimentarsi nell’impresa, l’oleolita all’alloro (a base d’olio d’oliva) può essere usato nella preparazione di un sapone d’Aleppo “casalingo”, utile in caso di pelli soggette ad infiammazione e/o impurità.

Oleolita al timo.

Le sommità fiorite del timo vengono essiccate e fatte macerare in olio d’oliva, al riparo dalla luce, per circa 4 settimane. Si otterrà un oleolito, ricco in olio essenziale, ad azione antisettica.

Avvertenze

Non utilizzare nei bambini al di sotto dei 3 anni.

Sconsigliato in caso d’asma.

Sconsigliato in caso di epilessia.

Oleolita alla salvia

Si consiglia la macerazione di 20g di foglie essiccate per ogni 100ml d’olio (d’oliva o di sesamo), da effettuare per 4 settimane, al riparo dalla luce.

L’oleolita alla salvia può essere utile in caso di:

  • Traumi meccanici (storte) o geloni, grazie all’azione revulsiva dell’essenza, ricca in linalolo;

  • Eccessiva sudorazione (può essere inglobato in deodoranti “fai da te”);

  • Seborrea, grazie alla sua azione purificante.

Oleolita al rosmarino

La preparazione dell’oleolita al rosmarino segue un procedimento simile al precedente, ovvero 20g di rametti con foglie per ogni 100ml d’olio (d’oliva o di sesamo), fatti macerare per 4 settimane, al riparo dalla luce. Gli impieghi sono molteplici:

  • Grazie all’essenza revulsiva, é utile per frizionare la muscolatura e le articolazioni in caso di reumatismi;

  • Sottoforma d’unguento, può risultare utile nel trattamento complementare della scabbia;

  • Essendo in grado di riattivare la circolazione, può essere d’aiuto in caso di ritenzione idrica;

  • Può essere utilizzato per massaggiare il cuoio capelluto prima dello shampoo, nonché per la pulizia del viso, in caso di seborrea.

Avvertenze

A causa del contenuto di canfora, non utilizzare nei bambini al di sotto dei 3 anni.

Sconsigliato in caso d’asma.

Sconsigliato in caso di epilessia.

Oleolita alla melissa

In questo caso, é consigliabile utilizzare le foglie fresche. 250g di foglie vengono fatte macerare, per 5 settimane, in 700ml d’olio (meglio un olio dal profumo delicato, come quello di riso o di semi di girasole, per non coprire il buon profumo di limone). Per facilitare il processo, si possono addizionare 5ml di alcool etilico.

Puoi approfondire le proprietà della melissa.

L’oleolita alla melissa contiene un’essenza ricca in citrale, citronellale e altri terpeni, che hanno un’azione repellente nei confronti degli insetti.

Oleolita alla vaniglia

La preparazione é molto semplice e ci permette di ottenere un oleolita dal profumo inebriante. Si lascia macerare un baccello di vaniglia ogni 250ml d’olio (olio di riso, di mandorle dolci o cera di jojoba, onde evitare che il profumo della vanillina venga mascherato), per 2 settimane, al buio. Lo si può applicare in tutto il corpo, come coccola dopo il bagno

Oleolita alla carota

Il tubero fresco della carota viene tagliato a listarelle e ricoperto d’olio d’oliva, in rapporto di 200g di carote ogni 500ml d’olio. In questo caso, possiamo ricorrere alla macerazione a bagnomaria: il β-carotene, il pigmento che conferisce la colorazione arancio alle carote, é resistente alla cottura, purché non sia troppo prolungata; 2 ore di macerazione possono andar bene. Il tutto dovrà essere conservato al riparo dalla luce, in quanto il β-carotene é sensibile alle radiazioni.

L’oleolita alle carote é dotato di ottime proprietà antiossidanti, grazie al contenuto in carotenoidi, che ci permettono di utiilizzarlo come prodotto doposole e come rimedio antirughe

Oleolita al pomodoro

Si ottiene ricoprendo la buccia di circa 25 pomodori di medie dimensioni con olio d’oliva. Ricordiamo che la buccia dev’essere asportata previa sbollentatura (2’ in acqua bollente). La macerazione dovrà avvenire al riparo dala luce (che impoverirebbe l’oleolita di licopene) per circa 1 mese.

Come l’oleolita alle carote, anche quello al pomodoro protegge la cute e ritarda la formazione delle rughe; ciò é dovuto all’elevato contenuto di licopene, un fortissimo antiossidante.

Oleolita alla curcuma

L’oleolita alla curcuma, dotato di ottime proprietà antiossidanti grazie al contenuto in curcuminoidi, può essere considerato un ottimo alleato per la prevenzione delle rughe.

Si utilizzano 3 cucchiai di polvere di curcuma (equivalenti a circa 45g) ogni 500ml d’olio d’oliva; il tutto viene lasciato macerare per 2 settimane, al riparo dalla luce.

Oleolita alla menta

Si consiglia l’impiego di 25g di foglie di menta fresca per ogni 100ml d’olio di riso, da lasciar macerare al sole. L’oleolita così ottenuto contiene un olio essenziale ricco in mentolo, il quale:

  • Possiede un’azione rinfrescante e antipruriginosa;

  • Applicato sottoforma d’unguento nel torace, può dar sollievo in caso di affezioni respiratorie.

Avvertenze

Non utilizzare nei bambini al di sotto dei 3 anni, in quanto il mentolo aumenta il rischio di spasmo della glottide.

Non utilizzare in caso di asma.

Non utilizzare in caso di epilessia.

Oleolita al limone

La parte più esterna della scorza necessita l’essicamento all’ombra, per qualche giorno, onde evitare che ammuffisca.

A questo punto, le scorze vengono fatte macerare in olio (dall’odore delicato, in modo che non ne copra il profumo) per 30 giorni, al riparo dalla luce. Si consiglia di utilizzare 100 grammi di scorza ogni 100ml d’olio.

L’oleolita contiene l’essenza di limone, dalle proprietà purificanti.

Oleolita alla bardana

La radice della bardana, essiccata all’ombra e tagliata a fette, viene posta a macerare in olio d’oliva, per circa 4 settimane, al sole. Il rapporto consigliato é di 20g di radice ogni 100ml d’olio.

All’oleolita di bardana vengono attribuite proprietà dermopurificanti, per il contenuto in polieni, che lo rendono utile in caso di pelli impure e acneiche.

Oleolita all’elicriso

I fiori freschi dell’elicriso vengono posti a macerare in olio d’oliva, al sole, per circa 4 settimane. Si consiglia un rapporto di 1:4.

Come emerso da alcuni studi, sembrerebbe che l’essenza di elicriso, contenuta nell’oleolita, sia dotata di proprietà lenitive utili in caso di affezioni cutanee, tra cui:

  • Dermatiti;

  • Psoriasi;

  • Eritemi solari.

Oleolita alla violetta

Per la preparazione di quest’oleolita profumato, si consiglia l’uso di 20g di fiori freschi di violetta ogni 100ml d’olio (per esempio, di girasole). Si lascia macerare il tutto per circa 2 settimane, al sole. Esattamente come quello alla vaniglia, anche l’oleolita alla violetta può essere applicato come coccola dopo il bagno.

Oleolita alle nocciole

Tra le varie ricette proposte, una molto semplice prevede di riempire un barattolo con delle nocciole e colmare gli spazi vuoti con olio (olio di riso, cera di jojoba). Il tutto viene lasciato macerare a bagnomaria, per circa 3 ore.

Si otterrà un oleolita dalle buone proprietà nutrienti, idratanti e antiossidanti, ricco in vitamina E, provitamina A e acidi grassi insaturi.

Quanto riportato é solo a titolo informativo. Prima di prendere qualsiasi iniziativa, consultate il vostro specialista della salute.

Supervisione: Maria Grazia Cariello Collaboratori: Dott.sa Jessica Zanza ( Farmacista)

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