Oil Pulling: cos’è? Come si fa? Benefici, controindicazioni ed effetti collaterali.

L’oil pulling, è una tecnica ayurvedica utilizzata per eliminare dal cavo orale i batteri. Scopriamo quali sono gli oli più efficaci e le tecniche consigliate per pulire la bocca, i benefici e le controindicazioni che l’utilizzo di questa pratica può apportare.

Oil Pulling: cos’è? Come si fa? Benefici, controindicazioni ed effetti collaterali

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Tecnica
  3. Benefici
  4. Controindicazioni ed effetti collaterali
  5. Approfondimenti

Cos’è l’Oil Pulling?

L’oil pulling, letteralmente “tirare l’olio”, è un rimedio antico della medicina ayurvedica, che consiste nello sciacquare il cavo orale con un olio vegetale. Questa pratica, permette di migliorare l’igiene orale, tenendo alla larga la placca e le tossine che si depositano quotidianamente sui denti, sulla lingua e sulle gengive. In India, l’oil pulling ha anche un significato più profondo, legato alla purificazione del corpo e al ringiovanimento.

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Tradizionalmente si usa l’olio di sesamo, che vanta un’azione antibatterica simile a quella della clorexidina, ma si possono usare anche quelli di cocco e girasole.

Come si effettua? La tecnica.

Vediamo quali sono le fasi da seguire per una corretta pulizia.

  • Pulire la lingua, con un nettalingua (raschietto).
  • Prendere l’olio, solitamente di sesamo, biologico e spremuto a freddo, nella misura di un cucchiaio, versarlo in bocca ed effettuare degli sciacqui energici per 15-20 minuti massimo, facendo attenzione a non deglutirlo, perchè si potrebbero rimettere in circolo le tossine spazzate via dalla bocca.
  • Sputare l’olio, dopo aver eseguito lo sciacquo e lavare la bocca con acqua tiepida e bicarbonato per rafforzare l’effetto antibatterico dell’oilo. Se l’olio eliminato dalla bocca risulta ancora di colore giallo e non saponoso è necessario continuare lo sciacquo.

Quando fare la pulizia?

Gli sciacqui con l’olio, dovrebbero essere praticati la mattina appena alzati e a digiuno, in quanto si verifica una maggiore concentrazione di tossine da eliminare, oppure si possono fare in altri momenti della giornata, però sempre a digiuno da almeno tre ore, se l’esigenza principale è quella di migliorare la pulizia dei denti e della bocca.

Si possono utilizzare anche altri oli come quello di cocco, di oliva oppure di girasole a seconda dei gusti, anche se, quando si usano due tipi di oli, è meglio alternarli in modo da sfruttarne a pieno i benefici. Si devono evitare, invece, gli oli lavorati con additivi come quello di colza!

I benefici dell’oil pulling.

Così come i famosi “rimedi della nonna” anche la pratica dell’oil pulling ha solide fondamenta, derivanti da secoli di utilizzo nella medicina ayurvedica, che per prima ne ha scoperto i sorprendenti effetti positivi, sperimentandoli ed osservandoli nella popolazione indiana. Ecco un breve elenco dei più importanti e comprovati benefici:

  • Combatte l’alitosi: l’olio possiede un effetto antibatterico paragonabile a quello della clorexidina, presente in diversi collutori per l’igiene orale, per cui ingloba i batteri presenti nel cavo orale, impedendogli di sviluppare le sostanze solforose responsabili dell’alito cattivo.

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    • E’ stato fatto uno studio nel quale due gruppi di persone sono stati trattati rispettivamente con l’oil pulling a base di olio di sesamo e la clorexidina, in intrambi si sono osservati gli stessi risultati organolettici, ossia un miglioramento dell’alito (Asokan S1 et all, 2011), (Sood Pet all, 2014).
  • Previene gengiviti, parodontiti, carie e placca: l’olio è in grado di ridurre la proliferazione dello “Streptococco Mutans”, che è un comune batterio orale, responsabile di varie problematiche della bocca, come carie, placca, infiammazione e sanguinamento delle gengive.
    • In uno studio è stata osservata una significativa riduzione delle conta di “S.Mutans” nei campioni di saliva e placca, prelevati da due gruppi, uno trattato con clorexidina e l’altro con l’oil pulling al sesamo (Asokan S et all, 2008), (Peedikayil FC et all, 2015).
  • Attenua i dolori alla mascella: i movimenti fatti attraverso lo sciacquo con l’olio, allenano e rafforzano sia la muscolatura che le articolazioni della mascella.
  • Detossifica l’organismo: gli oli vergini, sono ricchi di antiossidanti, che spazzano via le sostanze di rifiuto (i radicali liberi), prodotte dal nostro stesso metabolismo o introdotte dall’esterno tramite gli alimenti. Nella bocca, c’è un alta concentrazione di tossine prodotte da batteri, funghi, virus, che se non eliminate creano stati infiammatori in diversi distretti dell’organismo.
  • Migliora la pelle: grazie all’eliminazione delle tossine, anche la pelle ne riceve un giovamento, in quanto appare più pulita e luminosa, tenendo alla larga problematiche come l’acne e le dermatiti.
  • Aiuta fegato e reni: l’azione detossificante degli oli, consente di alleggerire il carico di lavoro del fegato e dei reni, che sono i principali organi preposti alla pulizia dell’organismo.

Un medico russo F. Karach, che ha eseguito diverse ricerche sull’oil pulling e ne ha mostrato i risultati in un importante convegno di oncologi e batteriologi, sostiene che i benefici dell’oil pulling non si limitano alla bocca, ma tale pratica sarebbe in grado di curare o alleviare svariate malattie croniche, riguardanti vari distretti del nostro organismo, come il sistema nervoso, il cuore, i polmoni e i reni. Attualmente, però, non si possiedono ancora prove scientifiche in merito.

Effetti collaterali e controindicazioni di questo antico rimedio.

L’Oil pulling, è una pratica che può avere effetti collaterali se non viene effettuata correttamente.

 

L’ADA (American Dental Association), ha riferito che se erroneamente l’olio raggiunge i polmoni, si può verificare la polmonite lipidica. Inoltre, sono stati riportati episodi di disturbi gastrointestinali come diarrea e mal di stomaco; in tal caso si consiglia di sospendere la pratica oppure di ridurre il tempo dello sciacquo.

Ci sono però anche dei rischi, in quanto gli oli usati, non sempre hanno una purezza al 100%, ma in alcuni casi possono contenere additivi tossici e metalli pesanti come piombo, mercurio e arsenico e di conseguenza esporre a possibili intossicazioni, soprattutto se vengono ingeriti e se la quantità di impurezze è notevole. Si raccomanda, quindi, di fare attenzione all’olio acquistato e di preferire quelli provenienti da agricoltura biologica certificata.

Quali sono le controindicazioni di questa tecnica ayurvedica?

Al momento non c’è nessun riferimento riguardo le controindicazioni di tale pratica, anche se nel caso si stiano seguendo terapie farmacologiche importanti, è sempre necessario il parere del medico prima di intraprenderla, in quanto la detossificazione che si ottiene attraverso l’oil pulling, potrebbe causare un incremento del metabolismo con conseguente modificazione delle concentrazioni del farmaco nel sangue e quindi dell’effetto terapeutico.

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Emanuela Serra ( Laurea in farmacia - Master di II livello in Fitoterapia) - Dott.sa Roberta de Martino

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