Nobile Ottuplice Sentiero

I principi basilari del Buddhismo sono tutti racchiusi nel discorso che Siddhartha tenne, nella città di Benares, all'incirca nel 528 a.C. ed in cui egli svelò pubblicamente le verità apprese in seguito al suo risveglio spirituale che gli valsero appunto l'appellativo di Buddha, ovvero "illuminato"

I principi del Buddha.

Il nucleo fondamentale delle rivelazioni del Buddha è rappresentato dai principi esistenziali che condizionano costantemente la vita dell'uomo, da lui compresi attraverso la sua esperienza, ovvero le Quattro Nobili Verità:

1) Esiste la sofferenza esistenziale: nella sua vita l'essere umano avverte un perenne stato di sofferenza provocato dall'impermanenza del suo stato di essere umano, tale stato di sofferenza viene avvertito non solo nelle situazioni più estreme di morte o malattia, ma anche nelle piccole esperienze quotidiane come l'allontanamento da cose o persone che riteniamo cari o nel non riuscire a soddisfare i propri desideri.

2) Esiste un origine della sofferenza esistenziale: la sofferenza nasce dal desiderio stesso di esistere, non è generata da una forza esterna, ma da noi stessi, e si manifesta tanto attraverso la ricerca costante del piacere che nel suo estremo rifiuto.

3) Esiste l'emancipazione dalla sofferenza esistenziale: per riuscire a liberarsi dalla sofferenza esistenziale è necessario riuscire ad eliminare il desiderio stesso, ristabilendo la gerarchia dei valori e distaccandosi da cose e persone la cui natura è transitoria.

4) Esiste un percorso per liberarsi dalla sofferenza esistenziale: attraverso la pratica dei principi del Nobile Ottuplice Sentiero l'uomo può raggiungere il Nirvana, ovvero la completa emancipazione dalla sofferenza esistenziale.

Il percorso del nobile ottuplice sentiero.

Secondo la filosofia del Buddha la strada del Nobile ottuplice sentiero si fonda su:

1) Retto intendimento: capire e comprendere le 4 Nobili Verità per riuscire a vedere la reale natura dell'uomo e del mondo.

2) Retta risoluzione: mantenere costanti impegno e motivazione per non lasciarsi ingannare dal doloroso desiderio di esistere.

3) Retta parola: assumersi la responsabilità di ciò che si sostiene, ed agire coerentemente con ciò che si è detto per non provocare danni a noi o agli altri.

4) Retta azione: agire sempre nel rispetto della situazione, senza ricercare vantaggi personali ma rispettando il proprio karma ed il karma universale.

5) Retto stile di vita: riuscire a trovare sempre il giusto equilibrio tra necessità fisiche e spirituali, personali ed universali, evitando ogni tipo di eccesso.

6) Retto sforzo: riuscire a misurare l'impegno profuso in ogni azione in relazione all'importanza dell'obiettivo cui è mirata.

7) Retta presenza di spirito: riuscire a conservare sempre lucidità e consapevolezza delle proprie azioni e del proprio percorso.

8) Retta meditazione: riuscire ad evitare gli eccessi di esaltazione o depressione durante la pratica della meditazione.

Naturalmente i punti cardine dell'Ottuplice sentiero non seguono un ordine gerarchico, e solo riuscendo a rispettarli tutti simultaneamente nel corso della sua vita l'uomo può raggiungere i diversi stadi di consapevolezza e rettitudine che precedono il Nirvana, ovvero la soddisfazione raggiunta grazie alla riflessione, da cui si passa ad uno stato di estrema tranquillità che successivamente evolve in uno stato di totale libertà da ogni forma di condizionamento e desiderio grazie al quale si arriva al Nirvana, ovvero il "pensiero senza pensiero" momento in cui si ottiene il totale superamento della sofferenza esistenziale.