Nei: cosa sono? Tipi, controllo, mappatura e rimozione.

In termini generali, i nei sono delle piccole alterazioni cutanee di natura prevalentemente benigna molto comuni, che si riscontrano praticamente in tutti i soggetti. Ne esistono diverse tipologie, solitamente benigne, ma in alcuni casi possono essere anche displastici. Pertanto è necessario sottoporsi annualmente alla mappatura per identificare quelli che sembrano sospetti e, qualora necessario, procedere alla loro rimozione.

Nei: cosa sono? Tipi, controllo, mappatura e rimozione

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Tipologie
  3. Il controllo dei nei
  4. Mappatura
  5. Rimozione
  6. Approfondimenti

Conosciamo i nei: definizione, tipologie e classificazione.

Il neo, o più correttamente il nevo, è un'alterazione benigna simile ad un'escrescenza che può essere di tipo cromatico (cioè può variare di colore) o morfologico (cioè può variare di forma, ad esempio, può essere in rilievo) che si sviluppa sulla superficie cutanea (epidermide).

Come anticipato, i nei sono comunissimi in tutti i soggetti, particolarmente nei soggetti con pelle e capelli chiari, e possono comparire sia durante il corso della propria vita, sia essere presenti sin dalla nascita.

Sebbene i nei siano delle alterazioni benigne, in alcuni casi possono degenerare e diventare maligni, dando origine ad un tumore noto come melanoma.

Tipologie.

E’ possibile classificare e distinguere i nei in base a diversi parametri:

Un primo parametro è relativo alla distinzione dei nei in base alla loro insorgenza, cioè quando e come sono comparsi sulla pelle, per cui vi sono:

  • Nei congeniti: quando sono presenti sin dalla nascita.

  • Nei acquisiti: quando insorgono durante l’arco della vita per diverse cause, ad esempio, l’esposizione ai raggi solari.

Un secondo parametro è poi quello relativo proprio alla tipologia di neo ed alla sua origine, in base al quale distinguiamo:

  • Nei vascolari: sono nevi congeniti rappresentati da piccole escrescenze di colore rosso, il cui nome esatto è "angioma rubino". Sono causati da alterazioni vascolari e sono molto comuni nei soggetti che presentano pelle chiara e un'età compresa tra i 30 e i 40 anni. Inoltre, man mano che si va avanti con l'età tendono anche ad ingrandirsi. Queste alterazioni cutanee sono innocue e non corrono il rischio di degenerare in tumore.

  • Nei dermici: anche questa tipologia di alterazione cutanea è congenita e si manifesta a causa di una malformazione del foglietto embrionale chiamato ectoderma che è quello che da cui si sviluppa l’epidermide della pelle e i tessuti cutanei derivati. Tra i nei dermici si distinguono i nei sebacei, così definiti perchè costituiti prevalentemente da ghiandole sebacee di colore, generalmente, bianco-giallastro; i nei follicolari più noti con il nome di porri che sono piccoli rilievi appiattiti, di norma, rotondeggianti e dello stesso colore della pelle; i nei verrucosi simili a delle verruche, a loro volta, simili ai porri.

  • Nei melanocitici: sono causati da un accumulo di melanociti, le cellule situate nella parte inferiore dell’epidermide che producono il pigmento della melanina, responsabile del colore della pelle. Questo tipo di nei rappresenta il "neo per definizione", cioè quell'escrescenza cutanea di colore marrone (più o meno scuro) che si ritrova sulla cute di tutti gli individui. I nei melanocitici, che possono essere congeniti o acquisiti, sono nella maggior parte dei casi benigni ma possono tramutarsi in tumore maligno.

Quindi, i nei più comuni sulla pelle sono proprio i suddetti nei melanocitici, i quali possono essere ulteriormente suddivisi in:

  • Lentiggini: più che dei nei le lentiggini sono delle macchie (non presentano, cioè, parti in rilievo) di colore marrone molto chiaro che si manifestano prevalentemente a livello del volto in soggetti con pelle e capelli chiari.

  • Acquisiti: compaiono nell’arco della vita non essendo presenti dalla nascita. Possono essere di tipo piano con un diametro inferiore ai 6 mm, bordi e simmetria regolari e colorazione omogenea, oppure di tipo atipico con un diametro maggiore di 6 mm, bordi e simmetria non regolari e colorazione disomogenea.

  • Congeniti: presenti, invece, sin dalla nascita, hanno colorazioni che vanno dal marrone chiaro al marrone scuro e dimensioni variabili che vanno da meno di 2,5 cm (dimensione abbastanza comune) a 20 cm (in casi rarissimi).

Vi sono poi altre tipologie di nei che hanno colori e dimensioni intermedie tra quelli sopra citati e che differiscono l'uno dall'altro per piccolissimi dettagli come la consistenza o la localizzazione. Tra questi abbiamo:

  • Nei di Miescher: sono nei acquisiti di natura benigna di forma rotondeggiante od ovale. Presentano un colore variabile tra il bruno chiaro e quello della cute. Compaiono generalmente durante l’età puberale e soprattutto nelle donne.

  • Nei di Unna: nei acquisiti di consistenza molle, sono di colore brunastro e, generalmente, compaiono in età adulta (dopo i trent’ anni), anch’essi più frequentemente nei soggetti di sesso femminile.

  • Nei di Spitz: nei acquisiti di rapida crescita. Sono di colore rossastro e caratteristici dell’età infantile.

  • Nei di Reed: sono simili ai nei di Spitz ma più frequenti nei soggetti di sesso femminile (dopo i vent’ anni di età) ed hanno un colore bruno scuro o addirittura nero.

  • Nei di Ota e di Ito: questi nei sono considerati lesioni pigmentate molto simili nell’aspetto, infatti, presentano lo stesso colore bluastro con sfumature grigio-nere e stesse dimensioni che variano da pochi millimetri ad alcuni centimetri.

Infine, sulla base del loro potenziale maligno, possiamo distinguere nei:

  • Di tipo benigno: nei che non presentano il rischio di trasformarsi in tumore, sono sia congeniti che acquisiti e spesso si formano come conseguenza dell'esposizione ai raggi solari.

  • Displastici: sono nei di tipo benigno che però hanno una somiglianza, cromatica o morfologica, con un melanoma. Questa tipologia di nei ha un'alta possibilità di evolvere in melanoma e pertanto è necessario controllarsi periodicamente.

  • Di tipo maligno: quando le cellule di un neo assumono caratteristiche maligne questo si trasforma in melanoma, un tumore maligno cutaneo molto aggressivo e, purtroppo, con elevata mortalità.

Data la vasta di gamma di nei che tutti noi abbiamo sulla pelle, alcuni dei quali, come abbiamo visto, possono essere di tipo maligno o evolversi come tale.....è necessario capire l’importanza di come effettuare un controllo e come procedere nel caso sia opportuno un intervento di rimozione.

Vediamo insieme cosa fare e come intervenire!

Come controllarsi? E quando preoccuparsi di queste piccole macchie?

Per conoscere nello specifico la natura dei propri nei, individuare quelli benigni e quelli che invece hanno potenziale maligno, ed eventualmente intervenire in tempo, è necessario fare periodicamente un controllo dei propri nei.

Questo controllo avviene tramite una visita specialistica, quindi, dermatologica che andrebbe eseguita almeno una volta l'anno da tutti quei soggetti che presentano molti nei, pelle e capelli chiara, e, in generale, da tutti i soggetti che hanno familiarità per il melanoma.

Inoltre, è bene e prudente recarsi subito dal dermatologo quando si verifica una delle seguenti condizioni:

  • Si è visto che un neo ha cambiato forma, dimensioni, colore, non ha bordi simmetrici ed è diventato esso stesso asimmetrico, perdendo la sua classica morfologia tonda.

  • Si presentano episodi ricorrenti di prurito intorno ad un neo.

  • Si osserva intorno al neo un arrossamento persistente.

  • Il neo tende a sanguinare spontaneamente, senza che siano avvenuti episodi traumatici come sfregamenti o graffi.

  • Si verifica la formazione di un nodulo intorno al neo o sotto di esso.

In tutti questi casi è bene recarsi dal proprio dermatologo per un accurato esame e per, eventualmente, rimuovere il neo maligno.

Finalità e modalità della mappatura dei nei.

Per individuare i nei più pericolosi a rischio di evolvere in melanoma, si esegue una procedura dermatologica nota come mappatura dei nei. Tale procedura viene eseguita in due step:

  • Identificazione dei nei sospetti: il dermatologo esegue un'accurata visita in cui individua dei nei che possono essere considerati a rischio. L'identificazione dei nei potenzialmente pericolosi, cioè, dei melanomi viene fatta in base ad una regola chiamata ABCDE in base a cui ogni lettera indica una condizione dei nei: Asimmetria, Bordi, Colore, Dimensione ed Evoluzione che, se “atipica”, richiede un controllo specifico.

  • Videodermoscopia ad epiluminescenza: una volta identificati i nei sospetti, questi vengono esaminati con il dermatoscopio ottico, uno strumento dotato di una lente che ingrandisce i nei fino a 10 - 20 volte in modo da far vedere con chiarezza non solo la loro morfologia ma anche la loro composizione interna. Questo strumento, infatti, rende visibile ciò che non si riesce a vedere ad occhio nudo e permette di eseguire una diagnosi accurata. L'esame consiste nel poggiare il dermatoscopio sulla pelle del paziente e nel visualizzare su uno schermo il neo sospetto illuminato ed ingrandito. Vi sono anche degli strumenti complementari, come una macchina fotografica che permette di scattare delle foto del neo ingrandito ed illuminato consultate poi dal medico ogni qual volta si renda necessario.

Fase della rimozione!

Quando il dermatologo identifica un neo sospetto sarà necessario procedere alla sua rimozione per evitare la sua evoluzione in melanoma.

L'intervento chirurgico è consigliabile per tutti i nei che vengono ritenuti sospetti e, ad oggi, esistono diverse tipologie di intervento chirurgico che presentano dei vantaggi ma anche degli svantaggi.

  • Rimozione laser: il neo viene rimosso mediante l'ausilio di un laser che brucia mediante il calore le cellule componenti il neo. Si esegue in day hospital ed in anestesia locale e prevede un periodo di guarigione dell'area trattata che va dai 7 ai 15 giorni. Sebbene sia un tipo di intervento moderno, rapido e confortevole per il paziente, presenta un grosso svantaggio: non è infatti possibile eseguire l'esame istologico del neo in quanto questo viene completamente distrutto. Pertanto, in caso di neo già sospettato di essersi evoluto in melanoma non è consigliabile come tipologia di intervento.

Approfondisci i molteplici utilizzi del laser.

  • Rimozione classica: è una tipologia di intervento più invasiva rispetto al laser ma molto più utilizzata poichè consente di eseguire l'esame istologico del neo identificato come sospetto. L'intervento consiste nel praticare un'anestesia locale nel punto da operare e nella conseguente rimozione chirurgica del neo e della parte di cute che lo contiene. Talvolta può lasciare una piccola cicatrice ed il periodo di guarigione della ferita va dai 7 ai 20 giorni. Anche questo intervento viene comunemente eseguito in day hospital.

  • Rimozione a "shaving": si tratta di un intervento intermedio tra il laser e l'intervento classico e consiste nel rimuovere il neo alla sua base, eliminando cioè la parte in rilievo rispetto alla cute (come se si tagliasse il neo con una lametta) da cui deriva il nome a "shaving", dall’inglese "a rasatura". Dopo la rimozione del neo, praticata in anestesia locale, si fa cicatrizzare la parte di cute mediante la diatermocoagulazione, una tecnica basata su uno strumento elettrico capace di generare corrente elettrica ad impulsi e di tagliare o cicatrizzare l'epidermide (evitando la formazione di un'antiestetica cicatrice). A questo punto, la ferita che ne deriva viene medicata per un tempo che va da 7 a 15 giorni e sarà anche possibile eseguire l'esame istologico del neo.

Cari lettori, ora che avete le idee un po' più chiare sul mondo dei nei, fate maggiore attenzione alla vostra pelle e provate a fare una sorta di mappatura “fai da te”! ma ricordate che solo un esperto è in grado di darvi una diagnosi corretta, per cui non esitate ad eseguire i dovuti controlli…....quanti di voi hanno trascurato i proprio nei e se ne sono pentiti? Condividete le vostre esperienze con noi!

Supervisione: Maria Grazia Cariello Collaboratori:Dott.sa Margherita Mazzola (Biologa - Nutrizionista)- Dott.sa Francesca D'argenzio

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