Longevità: come rallentare l’invecchiamento? Alimenti e stile di vita.

Longevità ovvero vivere a lungo e, soprattutto, vivere bene! In questo viaggio a tratti sorprendente, tra scoperte scientifiche, alimenti e stile di vita, proviamo a fare il punto su cosa si è fatto e cosa si può ancora fare per allungare e migliorare la qualità la vita. Insomma, come si può rallentare l’invecchiamento?

Longevità: come rallentare l’invecchiamento? Alimenti e stile di vita

    Indice Articolo:

  1. Carattertistiche
  2. Come fare?
    1. Genetica
    2. Alimentazione
    3. Stile di vita
  3. Approfondimenti

Cosa significa davvero “longevità”?

Si parla di “longevità” quando la durata della vita, di un qualunque organismo vivente, è superiore alla media. Per noi esseri umani, la ricerca della longevità è qualcosa di molto complesso, capace di fare girare un mondo di informazioni ed iniziative, scientifiche ma anche culturali ed ambientali.

Attorno alla ricerca della longevità, infatti, ruotano la medicina internistica, la medicina estetica, le biotecnologie, la biologia, la psicologia, la sociologia e la nutrizione, ma anche tutto ciò che coinvolge il tempo libero, le abitudini e gli stili di vita.

Allungare e migliorare la vita è un desiderio che accomuna quasi tutte le culture!

Cerchiamo quindi di capire concretamente cosa accade nelle cellule più longeve di un essere vivente, per consentire un prolungamento della loro vita e magari porre le basi per una futura, possibile eterna giovinezza!

I meccanismi che fanno vivere le cellule meglio e più a lungo.

Sono essenzialmente due i meccanismi che biotecnologi e biogerontologi, (coloro che studiano l’invecchiamento biologico degli esseri viventi), hanno riconosciuto alla base della lunga vita degli esemplari di animali attualmente oggetto di studio sulla longevità:

Autofagia cellulare: questo termine scientifico indica un processo di autodegradazione delle cellule di organi e tessuti. In pratica, quando non arriva abbastanza energia attraverso il cibo, un organismo vivente degrada alcune componenti delle cellule che formano i propri tessuti ed organi, per trovare sostanze nutritive. Può sembrare uno svantaggio, ma in realtà, con adeguati controlli medici e senza esagerazioni, la conseguenza è un continuo rinnovamento dei tessuti. Quelli che invecchiano vengono sostituiti con altri giovani e perfettamente funzionanti!
Stimolazione di un enzima che stabilizza il DNA: un gene detto SIRT, ovvero una sequenza del DNA, contiene le informazioni per produrre un enzima dal complesso nome di SrT1 deacetilasi. Esso sembra capace di rendere il patrimonio genetico (DNA) contenuto in ogni cellula vivente più stabile e duraturo nel tempo. Il risultato è un allungamento della vita cellulare e, di conseguenza, anche della vita di tessuti e organi, degli esseri viventi studiati in laboratorio: vermi, roditori e primati.

Ciò che accomuna i due meccanismi di prolungamento della vita cellulare è, dunque, l’alimentazione. Per essere ancora più precisi, la “restrizione calorica”, ovvero la quantità di calorie assunta ogni giorno con l’alimentazione.

Per tutta la durata degli studi clinici, gli animali analizzati hanno seguito un’alimentazione corretta ma ipocalorica rispetto al loro fabbisogno nutrizionale giornaliero.

Vista la particolare innocuità di questi esperimenti e alla luce di risultati preliminari sorprendenti, da qualche tempo, la sperimentazione sulla riduzione calorica è stata estesa anche ad esseri umani volontari sani.

Per fare un esempio nel dettaglio, la restrizione calorica applicata ai volontari umani prevede che un uomo, con un fabbisogno calorico di 2500 kcal giornaliere, ne assuma “soltanto” 2200. La limitazione è minima e, se da un lato non crea alcun danno alla salute, dall’altro sembra addirittura portare grandi benefici.

L’incredibile conseguenza, alla luce dei dati preliminari di alcuni studi clinici, sarebbe quella di stimolare il ricambio dei tessuti e mantenerli più giovani, più resistenti e in salute, più a lungo!

È ancora presto per affermare di aver scoperto il segreto dell’eterna giovinezza, non c’è alcun dubbio, ma i risultati fin qui ottenuti hanno una portata storica perché vanno ad agire a monte di tutto ciò che la scienza ha finora messo in atto.

Sai cosa significa questo? Che non si camuffa l’invecchiamento, né si anticipa la degenerazione patologica delle cellule, bensì le si mantiene giovani e sane più a lungo!

Ora, lo scopo degli studi clinici attualmente in corso sui volontari sani è proprio quello di spiegare quanto il modello di longevità cellulare si rifletta davvero sulla vita di un intero corpo umano, il che resta ancora difficile da stabilire.

In attesa che ciò avvenga, cosa si può fare per limitare i danni del tempo?

Come rallentare l’invecchiamento?

Mentre la scienza lavora per svelare i misteri dell’eterna giovinezza cellulare, il nostro scopo attuale resta ancora quello di rallentare il più possibile i processi d’ invecchiamento!

Sai che sono tre i fattori a influenzare maggiormente la longevità? Eccoli:

  • patrimonio genetico;
  • alimentazione;
  • stile di vita.

Adesso vediamoli in dettaglio.

La genetica ha un ruolo fondamentale.

Il patrimonio genetico che ognuno di noi possiede da prima della nascita, determina tutte le nostre caratteristiche fisiche (colore degli occhi, capelli, altezza, ecc.) e ci predispone o meno ad alcuni tipi di disturbi o malattie, più o meno serie.

Fino a qualche tempo fa si pensava che i geni non fossero in alcun modo influenzabili dall’esterno. In parte è così, ma le ultime tecnologie di studio del DNA stanno dimostrando come esistano alcune sostanze, presenti ad esempio negli alimenti, capaci aumentare o diminuire l’espressione di geni pro e contro l’invecchiamento.

Le indagini genetiche, inoltre, consentono di ricercare particolari mutazioni genetiche in grado, ad esempio, di provocare lo sviluppo di certi tipi di tumori. Ma, tornando proprio all’alimentazione, vediamo qual è la più indicata per favorire la longevità.

Quali alimenti sono consigliati per vivere più a lungo?

Sembra banale, eppure popolazioni come quella giapponese, in cui l’alimentazione è di solito priva di eccessi, vivono mediamente più a lungo dei cittadini statunitensi, ai quali spetta, invece, ancora una volta il record negativo in fatto di cibi spazzatura e controllo calorico…

C’è una gran varietà di alimenti utili a rallentare i processi di invecchiamento e quelli patologici. Ma cos’è che rende un cibo “salutare” e capace di prolungare la vita delle cellule? È la sua attività antiossidante, consistente nel fermare i processi ossidativi che portano le cellule dei nostri tessuti a invecchiare, ammalarsi e morire! Tali processi ossidativi dannosi sono causati dal tempo che passa ma anche da fattori ambientali, come l’inquinamento atmosferico o quello delle acque o ancora l’eccesso di cibo o l’abuso di alcool.

Proprio grazie all’elevato contenuto di antiossidanti molti cibi, dal cioccolato alle spezie (peperoncino e curcuma), passando per l’olio extravergine di oliva e il tè verde, riescono a contrastare geni pro invecchiamento, in particolare il p66 ed il Tor, a favore, invece, di geni pro longevità, come il SIRT (quello che serve a produrre l’enzima SrT1 deacetilasi).

Approfondisci quali sono i cibi antiossidanti.

Tra i cibi utili per vivere più a lungo troviamo:

  • Aglio: sarà anche nemica dei rapporti sociali “stretti”, ma questa pianta è universalmente riconosciuta come tra i più potenti cibi antiossidanti, grazie all’allicina, il suo principio attivo antibatterico e antisettico.
  • Frutta e verdure fresche: è una vastissima categoria alimentare, con contenuti alti e vari di vitamine e minerali, capaci di mantenere le nostre cellule giovani, sane ed efficienti. Nel dettaglio possiamo citare:
    • Il kiwi, abbondante in luteina e zeaxantina, fondamentali per aiutare a contrastare l’ossidazione cellulare.
    • L’uva rossa e, quindi il vino rosso, che contengono il resveratrolo, attualmente oggetto di studio come molecola antitumorale.
    • Il melograno e le carote, con flavonoidi, carotenoidi e vitamine, sono alleati dei processi di rigenerazione cellulare.
    • I pomodori, specie cotti, che grazie alla presenza di licopeni, sono una fonte eccezionale di antiossidanti e molecole antitumorali naturali.
  • Semi oleosi e frutta secca: ci riferiamo ai semi di lino, girasole, zucca, sesamo e chia, ma anche alle golosissime noci, nocciole, mandorle e pinoli, ormai presenti anche nei supermercati, ideali da aggiungere alle insalate. Questi cibi forniscono grassi “buoni” cioè polinsaturi come omega 3 e omega 6, ma anche vitamine, zinco rame e proteine, tutto ciò che serve per mantenere in salute le nostre cellule, aiutando a contrastarne l’invecchiamento.
  • Bacche di Goji: definite da qualche tempo un “super food”, sono piccoli frutti dal sapore intenso e caratteristico, vendute essiccate e spesso mixate alla frutta a guscio nostrana, con un elevatissimo contenuto in vitamine, minerali e antiossidanti.

Puoi approfondire le proprietà delle bacche di goji

  • Cereali integrali: dal più classico frumento all’avena, all’orzo, alla segale, tutti rigorosamente integrali, aiutano l’intestino a mantenersi e mantenerci in salute più a lungo. Le fibre, infatti, stimolano la motilità intestinale, aiutano l’eliminazione delle scorie, rallentano l’assorbimento degli zuccheri (pericoloso in chi è predisposto a iperglicemia e diabete) e favoriscono la salute della flora batterica intestinale, alleata della longevità.

A proposito di flora batterica, vediamo cosa è stato recentemente dimostrato in una ricerca universitaria!

Batteri “buoni” e poche proteine animali per essere longevi.

Di recente, uno studio tutto italiano, condotto dall’Università di Bologna e dall’Istituto di Tecnologie Biomediche di Milano, le cui conclusioni sono state pubblicate sulla nota rivista Current Biology, ha analizzato il microbiota intestinale (l’insieme della flora batterica) di fortunati centenari (105-110 anni!).Con esso si è dimostrato come nell’intestino degli anziani presi in esame i batteri “buoni” fossero presenti in quantità molto più elevate rispetto a quelli ritrovati nella flora batterica dell’apparato digerente di meno fortunati giovanotti (20-50 anni). Ecco perché lo studio sembrerebbe indicare che una flora batterica sana sia una condizione fondamentale per la longevità.Un altro argomento “scottante” nel campo dell’alimentazione è se si possa restare in salute e vivere a lungo escludendo dall’alimentazione la carne. Ebbene, la risposta è sì! Tuttavia occorre fare attenzione: un’alimentazione priva di ogni cibo di derivazione animale, nel lungo termine, può comportare forme più o meno severe di carenza di vitamine, ferro, proteine e calcio, che predispongono a numerose patologie e peggiorano la qualità della vita.Invece, il consumo di quantità, anche ridotte, di proteine animali (latte e derivati, uova, pesce e carni) garantisce l’apporto di nutrienti come gli aminoacidi essenziali, non presenti nei cibi vegetali, ma fondamentali per mantenere il corpo in buona salute!Occupiamoci ora, nel prossimo paragrafo, di tutte quelle abitudini quotidiane che possono condizionare, nel bene e nel male, la nostra longevità!

Stile di vita: ecco come influenza la longevità!

Quello che stiamo per scrivere, in parte, è già noto da tempo, ma forse c’è qualcosa che molti ancora non sanno.

Di seguito alcune informazioni molto utili, riguardanti la salute e il benessere, da tenere presenti nella vita di tutti i giorni:

  • Il fumo di sigaretta riduce l’aspettativa di vita: i rischi per la salute correlati al fumo sono scientificamente documentati, in particolare patologie polmonari croniche e maggiore incidenza di alcuni tipi di tumore (polmone e cavo orale). Ma smettere di fumare è salutare e possibile a tutte le età! Non solo: i danni prodotti dal fumo regrediscono a mano a mano che passa il tempo. Le cellule più colpite dall’azione della nicotina, quelle delle alte e basse vie respiratorie, infatti, possono rigenerarsi a distanza anche solo di pochi mesi dopo il fatidico ultimo tiro!
  • La sedentarietà è nemica della longevità: condurre una vita pigra e sedentaria accelera i processi di invecchiamento per almeno due ragioni:
    • favorisce l’aumento di peso;
    • predispone alla comparsa di patologie (diabete ipertensione, osteoporosi) che riducono l’aspettativa e la qualità della vita.
  • L’attività fisica aerobica allunga la vita: è scientificamente provato come trenta minuti di attività fisica al giorno, per quattro o cinque giorni a settimana, di qualunque tipo purché non troppo intensa, aumentino le aspettative di vita e riducano sensibilmente l’incidenza di molte malattie, tra cui:
    • quelle cardiovascolari;
    • quelle degenerative cerebrali;
    • alcuni tipi di tumore, come quelli intestinali.

L’attività di tipo aerobico (in cui i muscoli lavorano in presenza di ossigeno) comprende tutti gli sport che riusciamo a svolgere senza troppo affanno, ad esempio:

  • corsa a ritmo leggero;
  • passeggiata in bicicletta;
  • nuoto lento;
  • una partita di calcetto con gli amici.

Qualunque disciplina sportiva, praticata senza sforzi eccessivi, migliora sensibilmente la forma fisica e la salute del sistema respiratorio, circolatorio e del cuore.

Al contrario, sport che prevedono sforzi troppo intensi (esempio tipico è il sollevamento pesi) possono predisporre a traumi di vario genere e mettono sotto stress cuore e sistema respiratorio, con ripercussioni a volte negative, sulla salute e sull’aspettativa di vita. Vuoi sapere un trucco per restare sempre dentro la soglia aerobica mentre corri, pedali, sali le scale o passeggi con il tuo cane? Se riesci a parlare con un amico al tuo fianco o magari al telefono, senza troppo affanno, allora stai procedendo al giusto ritmo!

  • I rapporti sociali favoriscono la longevità: questa notizia, pubblicata a luglio 2015 sul portale della National Academy of Sciences americana (Pnas), conferma una teoria avanzata già diversi anni fa. Avere una vita sociale positiva, per dirla in breve, aiuta a mantenersi in salute, affrontare la quotidianità in modo positivo, vivere meglio e più a lungo! Precisiamo, però, che ancora non è chiaro attraverso quali meccanismi biologici la socialità agisca nell’allungarci la vita. Inoltre, se ti stai chiedendo quanto il numero di amici su Facebook c’entri in tutto questo, la risposta è nulla! Uno studio su larga scala, condotto dall’Università di Princeton e da quella di Pechino, infatti, ha provato quanto l’aspettativa di vita sia migliore per le persone che hanno famiglia e amici (in carne e ossa, non virtuali) e vivono rapporti interpersonali positivi.

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Alessandra Cavallari (Medicina e Chirurgia - Laurea in Ostetricia) - Dott.sa Luigia Torrusio

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