Latte scremato: proprietà e benefici, calorie e valori nutrizionali.

Il latte scremato è ormai abbastanza diffuso tra i consumatori, ma riesce a coprire il nostro fabbisogno di nutrienti? Quali sono le proprietà ed i benefici di questo alimento? Scopri con noi quante calorie apporta, quali sono di preciso i suoi valori nutrizionali e se può essere consumato da tutti o ci sono delle controindicazioni!

Latte scremato: proprietà e benefici, calorie e valori nutrizionali

    Indice Articolo:

  1. Cosa è
  2. Calorie e valori nutrizionali
  3. Tipologie
  4. Proprietà
  5. Benefici
  6. Controindicazioni  
  7. Approfondimenti

 Cos'è e come si fa il latte scremato?

Probabilmente già sai che nel latte parzialmente o totalmente scremato, che molte persone assumono ogni giorno, la porzione grassa viene allontanata in parte o del tutto.

Al di là della dicitura presente in etichetta, come riconoscere il grado di scrematura? Ovviamente questo dipende dalla percentuale di grasso separato e dal residuo nel prodotto finito! Infatti, nel parzialmente scremato il contenuto in grassi è compreso tra l’1,5 e il 2%, mentre se la panna (frazione grassa) viene separata del tutto il residuo di grassi si aggira intorno allo 0,3%, una cifra veramente esigua!

Detto ciò, vuoi sapere come avviene il processo di scrematura? Premettendo che il prodotto di partenza è il latte intero e fresco pastorizzato, vediamo le diverse fasi del procedimento:

  • il latte viene centrifugato in specifici macchinari che arrivano anche a 7000 giri al minuto, ad una temperatura di circa 55°C;

  • una volta separata, la panna viene rimossa per ottenere un latte a basso contenuto di grassi;

  • la parte grassa così ottenuta viene impiegata nella produzione di burro, creme e panna.

Le differenze tra intero e scremato.

Tutti conoscono il latte scremato (parzialmente o totalmente) e quello intero, ma in cosa differiscono di preciso?

La differenza principale tra le due varianti sta nella diversa presenza di grasso! Il latte intero, infatti, non subisce alcun processo di centrifugazione, per cui la sua composizione resta uguale dal momento della mungitura fino al consumo; quello scremato, invece, come abbiamo visto, viene privato in parte o del tutto della sua frazione lipidica (o panna).

Questa modificazione comporta, dunque, delle differenze sul prodotto finito? Ovviamente sì! Ecco le più significative:

  • Il gusto: il latte intero è più saporito!

  • La digeribilità: il latte scremato, in quanto meno grasso, è più digeribile.

  • L’apporto calorico: il latte intero è più calorico (circa 60 kcal/100g) di quello scremato, parzialmente (49 kcal/100g) o totalmente (circa 34 kcal/100g).

  • Le vitamine: consumando latte intero riusciamo ad introdurre le vitamine liposolubili come quella D, del tutto, o quasi, assente nel latte scremato!

Insomma, facendo un riepilogo delle differenti caratteristiche, il confronto finisce in pareggio: due pro e due contro per ogni tipologia!

 Calorie e valori nutrizionali del latte sottoposto a scrematura.

Anche se può apparire uguale agli altri, il latte scremato possiede una specifica composizione in nutrienti! Essendo privo della frazione grassa, come già anticipato,esso ha un contenuto lipidico inferiore rispetto, per esempio, ai tipi parzialmente scremato o intero.

Calorie e valori nutrizionali del latte scremato

Ciò si rispecchia, ovviamente, anche nell’apporto calorico, che per 100 g di latte scremato è pari a circa 34 kcal, davvero pochissime! Ma vediamo nel dettaglio i principali valori nutrizionali di questo alimento:

Nutrienti

Contenuto per 100 g di latte scremato

Carboidrati

4,96 g

Grassi

0,08 g

Proteine

3,37 g

Zuccheri (solo lattosio)

5,0 g

Acqua

91 g

Calcio

122 mg

Sodio

42 mg

Potassio

156 mg

Fosforo

101 mg

Ferro

0,03 mg

Vitamina A

1 mcg

Vitamine del gruppo B (totale)

di cui vitamina B12

1,215 mg

0,5 mcg

Folati

5 mcg

Vitamina E

0,01 mg

Vitamina D

0 mcg

 In questo alimento è presente o no la vitamina D?

Osservando la composizione in nutrienti della tabella precedente, un occhio un po’ attento noterà facilmente la totale assenza della vitamina D. Com’è possibile? Non hai sempre sentito dire che il latte è un’ottima fonte proprio di vitamina D, utile per la crescita e la fortificazione delle ossa? Questo è vero, ma occorre fare una precisazione.

La vitamina D appartiene al gruppo delle liposolubili, cioè quelle che, nel caso del latte, si trovano legate alla frazione lipidica e con essa viaggiano nel nostro organismo fino al momento dell’assimilazione. Trattandosi però di latte scremato, in cui la parte grassa è del tutto eliminata, con essa viene allontanata anche la preziosissima vitamina D!

Per tale motivo, in genere, questo tipo di latte viene addizionato con le vitamine mancanti, soprattutto se destinato all’alimentazione dei bambini in fase di crescita. Un particolare da tenere sempre a mente!

Approfondisci il ruolo della vitamina D3

Tipologie

Adesso, invece, prendiamo in considerazione le varianti di latte!

Non solo liquido: il latte scremato esiste anche in polvere!

Sicuramente hai sentito spesso parlare di latte in polvere, soprattutto in merito all’alimentazione dei neonati; un po’ meno noto, invece, il suo impiego nelle preparazioni industriali che prevedono l’utilizzo di latte. Ma sai in che modo si produce?

La produzione di latte in polvere consiste nella sua disidratazione, ossia nell’allontanamento dell’acqua dall’alimento, che lo rende a tutti gli effetti un liofilizzato. Tale lavorazione prevede le seguenti fasi:

  • Il latte pastorizzato viene introdotto in cilindri metallici a temperature che arrivano fino a 150°C.

  • A contatto con la superficie metallica calda, l’alimento perde la frazione acquosa tramite evaporazione.

  • Il residuo secco viene raschiato dalle superfici con apposite spatole.

Se hai mai provato a far bollire dell’acqua di mare, avrai anche notato che il sale (cioè la frazione secca dell’acqua marina) resta sul fondo quando tutto il liquido è evaporato. Questo è esattamente lo stesso processo fisico che permette di ottenere il latte in polvere per evaporazione!

Ovviamente, nel caso del latte scremato in polvere, la scrematura avviene sempre prima dell’essiccazione!

Per quanto riguarda i vari usi del latte in polvere, quello destinato all’alimentazione dei lattanti subisce un ulteriore trattamento termico che lo rende praticamente sterile, mentre, se esso deve essere impiegato in preparazioni industriali (gelato, cioccolato e prodotti dolciari industriali), il trattamento termico è più blando, di breve durata. Così, infatti, si ottiene un latte in polvere caratterizzato da una migliore solubilità in acqua.

A questo punto, scopri nel prossimo paragrafo i diversi tempi e le modalità di conservazione di questo alimento. Perché alcuni tipi di latte si conservano più a lungo?

Scremato sì, ma fresco o a lunga scadenza?

Quando vai ad acquistare il latte lo trovi sia nel banco frigo che su scaffali non refrigerati. Come mai questa differenza? Il latte fresco contiene dei microrganismi che potrebbero proliferare e renderlo non più adatto al consumo, ragion per cui viene mantenuto a basse temperature. Cosa permette, invece, al latte dello scaffale di non degradarsi? Esso viene sottoposto a trattamenti termici che lo rendono pressoché sterile!

Si tratta, infatti, della sterilizzazione, un trattamento effettuato ad almeno 135°C e svolto con modalità leggermente diverse, grazie alle quali è possibile ottenere due tipi di latte a lunga conservazione, cioè:

  • Latte sterilizzato a lunga conservazione, al quale si apllica la sterilizzazione in un contenitore sigillato a temperature di massimo 120 °C; l’alimento si conserva chiuso anche per mesi, ma una volta aperto dura fino a quattro giorni in frigorifero.

  • Latte UHT a lunga conservazione, che viene trattato in un flusso continuo (e non un contenitore chiuso), a temperature più elevate (UHT sta per Ultra High Temperature) fino a 150 °C. Questa tipologia prevede le stesse modalità di conservazione del latte sterilizzato normalmente.

Detto ciò, passiamo finalmente ad analizzare le caratteristiche principali di questo alimento!

Proprietà del latte scremato.

Intorno al latte scremato ruotano alcuni luoghi comuni che, in quanto tali, spesso sono dati per scontati. Ma sono attendibili o no? Vediamo di chiarire questi punti affinché non ti restino più dubbi!

Con la scrematura si migliora realmente la digestione?

Viste le differenze con il latte intero intero, abbiamo già accennato alla migliore digeribilità di quello scremato. Ma è sufficiente un minor contenuto in grasso per poter definire questo alimento ad alta digeribilità?

Per definizione, il latte alta digeribilità (o HD, acronimo inglese per High Digestible) è detto anche delattosato. In realtà, il latte scremato, anche se non è definito HD, ha comunque una buona digeribilità dovuta soprattutto al ridotto o nullo contenuto in grassi. Tuttavia, solo se il latte HD è totalmente scremato si può considerare un vero amico dell’intestino, poiché è così che raggiunge il massimo grado di digeribilità!

Scopriamo se nel latte scremato è presente il lattosio!

Chi soffre di intolleranze alimentari è spesso molto attento al contenuto di lattosio in ciò che mangia, per non rischiare di incappare in brutte sorprese. Ebbene, anche il latte scremato contiene lattosio!

Per questo motivo, se sei intollerante al lattosio e non vuoi rinunciare a consumare il latte scremato, puoi scegliere quello HD… facendo comunque attenzione! Infatti, questo non significa che il latte scremato HD non contenga lattosio: essendo un disaccaride (cioè uno zucchero formato da due molecole, glucosio e galattosio) esso viene scisso, risolvendo tale passaggio che non avviene nell’intestino degli individui intolleranti al lattosio, a causa dell’assenza dell’enzima lattasi.

Quali benefici derivano dal consumo di questo alimento povero di grassi?

Grazie al suo ridotto contenuto in grassi e al basso apporto calorico, il latte scremato si rivela positivo per diverse condizioni, anche patologiche! Quali sono, dunque, i vantaggi derivanti dal consumo di questo alimento? Eccone alcuni:

  • Non fa aumentare il colesterolo: poiché i livelli di colesterolo nel sangue dipendono anche dai cibi che mangiamo, il latte scremato, contenendo pochissimi grassi, è adatto a individui che presentino valori anomali di questa sostanza.

  • Aiuta a tenere sotto controllo la gastrite: dovendo evitare tutti i cibi che fanno acidificare l’ambiente dello stomaco, per chi soffre di gastrite è indicato un moderato consumo di latte scremato, che grazie al suo ridotto o nullo tenore in grassi ti permette di tenere sotto controllo questa acidificazione.

  • Si può inserire in una dieta ipocalorica: il latte scremato, come qualsiasi alimento, contiene delle calorie e non esiste alcuna evidenza scientifica che esso faccia dimagrire! Ma se viene inserito in modo strategico nella tua alimentazione, può diventare comunque un alleato nel controllo dell’apporto calorico.

  • È adatto ai bambini: grazie al ridotto contenuto di grassi, il latte scremato non si aggiunge all’apporto calorico fornito da altri alimenti dolci o grassi che i bambini consumano normalmente; inoltre, esso ha un sapore meno aggressivo rispetto a quello intero, il che permette ai bimbi (che in genere prediligono sapori delicati e non invasivi) di tollerarne meglio il gusto ed evita di stancarli!

  • È un ottimo carburante per i muscoli: come tutti gli alimenti proteici, il latte, anche se scremato, ha un ruolo funzionale nello sviluppo della massa magra. In particolare, rispetto ad altri alimenti ricchi di proteine come carne, pesce e uova, esso contiene una particolare molecola chiamata fattore di crescita insulino-simile-1 (IGF-1). Tale molecola svolge un ruolo anabolico (impedisce, cioè, l’utilizzo delle proteine muscolari al fine di ricavarne energia), direzionando quindi il metabolismo del muscolo verso un processo di accumulo di massa. Un fenomeno, questo, di fondamentale importanza soprattutto per i cultori del body building, che ha come scopo proprio quello di elevare alla massima potenza la massa e il tono muscolare! Inoltre, pare che proprio i sali minerali presenti nel latte scremato, come il potassio e il sodio, migliorino lo stato di idratazione del muscolo, consentendogli di accumulare e trattenere più acqua!

Che ruolo può avere, invece, il latte scremato in una dieta dimagrante, in particolare a colazione?

Latte scremato a colazione per dimagrire restando in salute!

Se stai seguendo un regime dietetico ipocalorico, vediamo come puoi consumare il latte a colazione senza alterare l’equilibrio della dieta! Prendendo come esempio un primo pasto della giornata che preveda una tazza di latte scremato e cinque frollini integrali, ecco i dati relativi ai nutrienti e all’apporto calorico:

  • Kcal: 239.

  • Carboidrati: 56 % (del totale del pasto).

  • Proteine 15 % (del totale del pasto).

  • Grassi 29% (del totale del pasto).

Come puoi notare, anche una colazione che sostituisca il latte intero con quello scremato, eliminando così tanti grassi in eccesso che di certo non gioverebbero al dimagrimento, è equilibrata e nutriente! Insomma, perché rinunciare al piacere del latte al risveglio, anche se ti ritrovi con qualche chilo in più?

Finora abbiamo considerato solo i pro del latte scremato, ma ha anche dei contro?

Quali sono le controindicazioni di questo alimento?

Per quanto sia nutriente e ipocalorico, il latte scremato (totalmente o parzialmente) non è adatto a tutte le condizioni di salute e può presentare delle controindicazioni anche per i soggetti sani! Quando, allora, è bene fare attenzione? Scopriamolo!

Per esempio, il consumo di questo alimento può risultare dannoso in quanto:

  • Può provocare stitichezza e gonfiore: entrambi i problemi derivano o dall’intolleranza al lattosio o dall’allergia alle proteine del latte. In particolare, il gonfiore è spesso accompagnato da diarrea, specie negli intolleranti. La stitichezza, invece, è una reazione molto soggettiva, che potrebbe non dipendere dal solo consumo di latte! In questi casi è meglio consumare il latte HD ed eliminare del tutto quello vaccino, seppur scremato!

  • Potrebbe trasmettere la toxoplasmosi: questa infezione, trasmessa da un protozoo e diffusa tra le donne in stato di gravidanza, è estremamente pericolosa perché si ripercuote sulla salute del feto. Il consumo di latticini in genere, durante la gestazione, è da limitare, con una eliminazione totale di prodotti freschi e non pastorizzati, scremati o meno! Infatti, poiché proviene dall’animale (infetto) il latte rappresenta un veicolo di trasmissione per la malattia.

  • Causa un minor assorbimento di calcio: nel latte scremato è del tutto assente la vitamina D, che permette di assorbire in modo adeguato il calcio. Consumare esclusivamente latte può comportare, quindi, una carenza di questo importante minerale!

  • È privo di acido linoleico coniugato: questo potente anticancerogeno, presente normalmente nel latte perché associato alla sua frazione lipidica, in quello scremato viene a mancare.

  • Sembra favorire l’infertilità: alcuni studi americani riconducono al consumo di latte scremato e dei suoi derivati l’insorgenza dell’infertilità femminile!

A proposito di effetti negativi, leggi nel seguente paragrafo in che modo questo alimento è legato a un iproblema molto comune della pelle!

Il ruolo del latte scremato nell’insorgenza dell’acne.

Sembra strano, eppure alcuni studi hanno messo in evidenza un collegamento tra il consumo di latte scremato e i brufoli! Diffusa è la convinzione che queste fastidiose imperfezioni della pelle siano dovute a una dieta troppo ricca di grassi. Ma allora perché il latte scremato, che non contiene grassi, favorirebbe l’insorgenza dell’acne? Indaghiamo sulle cause!

Soprattutto in età giovanile, in cui sono gli ormoni “ballerini” a determinare la comparsa dei brufoli, il consumo di latte peggiora questo problema! Eliminando la parte grassa nel latte scremato, aumenta in proporzione il contenuto di alfa-lattoalbumine, zuccheri e somatomedine. Con quale meccanismo agiscono? Nel dettaglio:

  • le alfa-lattoalbumine svolgono una funzione simile agli ormoni androgeni, che stimolano la comparsa dei brufoli;

  • l’aumentata presenza di zuccheri nel latte scremato favorisce, a sua volta, la produzione di somatomedine, le quali sono implicate nella regolazione delle secrezioni sebacee della pelle.

A causa di questi meccanismi, la pelle risulterà più grassa e quindi più propensa alle infiammazioni locali quali sono i brufoli! Che fare, allora? Fermo restando che è bene consumare il latte durante l’adolescenza per le sue proprietà nutritive, il nostro consiglio è di non esagerare con le quantità per evitare la comparsa della tanto odiata acne!

Il latte scremato

Supervisione: Maria Grazia Cariello Collaboratori Dott.sa Martina Sanna (Biologa)- Dott.sa Luigia Torrusio

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