Istamina: cos'é? Alimenti con e senza e cibi istamino liberatori.

Che cos’è l’istamina? Quali sono gli alimenti che la contengono e quali sono invece i cibi istamino liberatori? Scopriamone il meccanismo d’azione e vediamo la dieta da seguire in caso di intolleranza a questo composto azotato per evitare complicazioni.

Istamina: cos'é? Alimenti con e senza e cibi istamino liberatori

    Indice Articolo:

  1. Funzioni e meccanismo di azione
  2. Alimenti ed istamina
    1. Cibi ricchi di istamina
    2. Alimenti istamino-liberatori
    3. Cibi privi di istamina
  3. Intolleranza all'istamina
  4. Rimedi
  5. Approfondimenti

Cos’è l’istamina? Meccanismo d’azione ed effetti.

L'istamina è un composto azotato, presente in molti alimenti ma che viene prodotto anche dal nostro organismo, che esplica svariate funzioni a seconda dei recettori con cui si lega.

Il motivo pratico per cui ci interessa conoscere questo mediatore è che tutti i sintomi tipici delle reazioni allergiche come “naso chiuso”, asma, orticaria prurito e disturbi gastroenterici sono riconducibili proprio a lei, l’istamina che funge da neurotrasmettitore, da mediatore dell’infiammazione e delle risposte allergiche.

In particolare, come abbiamo accennato, l’istamina svolge funzioni diverse a seconda dei recettori a cui si lega e del tessuto in cui si trova:

  • Quando si lega ai recettori H1, che si trovano a livello del sistema nervoso centrale, cuore, surrene, vasi sanguigni, intestino e bronchi, l’istamina svolge funzioni eccitatorie. Per esempio è responsabile del mantenimento dello stato di veglia (per questo gli antistaminici provocano sonnolenza), della percezione del dolore e del prurito; nel tessuto polmonare, invece, provoca un aumento della secrezione dei muchi e le contrazione dei bronchioli, tipico sintomo dell’asma.

  • Se si lega ai recettori H2, che si trovano lungo l’apparato gastro-enterico, cardiaco e uterino ma anche nella muscolatura liscia dei vasi sanguigni (dove la vasodilatazione produce i tipici pomfi segni dell’orticaria), l’istamina induce contrazione: quando l’intestino viene sollecitato dall’istamina gli effetti sono spasmi, dolori addominali, gonfiore e diarrea.

  • Nel suo legame con i recettori H3, più rappresentati nel sistema nervoso centrale e nelle innervazioni periferiche, l’istamina funge da inibitore del rilascio di altri neurotrasmettitori come adrenalina e noradrenalina, acetilcolina, serotonina, ecc.

  • Quando si lega ai recettori H4, che si trovano sulle cellule immunitarie, tipicamente basofili e mastociti, l’istamina attiva ed amplifica l’infiammazione e media le manifestazioni allergiche di vario tipo.

Alimenti ricchi di istamina ed istamino liberatori.

L’istamina non solo è prodotta nel nostro corpo, ma si ritrova anche in alcuni alimenti soprattutto se stagionati o non correttamente conservati. Molti alimenti, invece, non contengono istamina ma altre sostanze capaci di attivare una massiccia liberazione di quella endogena: questi alimenti vengono definiti istamino-liberatori.

 Istamina ed alimenti

Vediamo in dettaglio quali sono...

Alimenti che contengono istamina.

Gli alimenti che contengono naturalmente istamina sono alcuni vegetali, come i pomodori e le salse che ne derivano, gli spinaci, le melanzane, i funghi, e  frutta, soprattutto albicocche, mirtilli, lamponi, pesche e ananas.

I cibi possono anche arricchirsi di questa amina a seguito di una non corretta conservazione: è il caso delle carni e del pesce fresco, che, se conservato male, comincia subito il processo putrefattivo con la liberazione di istamina e di altre amine endogene (putrescina, tiramina, cadverina) che causano la cosiddetta “intossicazione da istamina”, molto comune anche a seguito dell’ingestione di formaggi e vini non fermentati in modo corretto.

Gli alimenti più deperibili e suscettibili alla liberazione di istamina sono il tonno e lo sgombro (tanto che questo tipo di avvelenamento viene definito anche “sindrome sgombroide“), le sardine, le aringhe e le acciughe, ma anche le carni rosse e, a causa della stagionatura e/o fermentazione, anche insaccati e formaggi.

Puoi approfondire i rischi derivanti da una cattiva conservazione del pesce azzurro.

Alimenti istamino-liberatori.

Alcuni alimenti, detti istamino-liberatori, non contengono molta istamina ma, una volta ingeriti, possono causarne la liberazione dalle cellule del sistema immunitario che la contengono. In altre parole, questi cibi contengo proteine (come la tiramina) o altre sostanze (salicilati naturali o nichel...) capaci di innescare la degranulazione dell’istamina innescando i meccanismi infiammatori che portano ad orticaria, nausea e diarrea, e disturbi respiratori. Questi alimenti sono:

  • fragole, agrumi, kiwi, ananas, fichi, uva e banane

  • piselli, funghi, patate e carciofi

  • albume d’uovo

  • cacao e cioccolato

  • noci e arachidi

  • soia, ceci e derivati

  • frutti di mare

  • cereali integrali (orzo compreso)

  • tè e caffè

  • bibite alcoliche (vini, spumante, birra...)

Anche alcuni coloranti ed additivi (tetrazina, salicilati...), spesso aggiunti per la conservazione degli alimenti ma non contenuti naturalmente negli alimenti stessi, possono essere la causa dell’induzione della liberazione di istamina. Questi conservanti e additivi si trovano sovente in alimenti come:

  • prosciutti, salami e bresaola

  • succhi di frutta e bevande colorate

  • gelatina e alimenti in cui è contenuta (gelati, marmellate, budini..)

  • cibi pronti inscatolati (il glutammato inibisce l’enzima DAO)

Anche alcuni farmaci sono responsabili di rilascio di istamina:

  • penicellina

  • acido acetil salicilico (aspirina)

  • Alcuni FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei)

 Alimenti senza istamina.

Come già detto, la causa dell’intolleranza all’istamina è la carenza di enzimi deputati al metabolismo di questo neurotrasmettitore. Questo rende necessario applicare un regime alimentare in cui prevalgono cibi non contenenti istamina:

  • carni bianche freschissime,

  • uova cotte

  • legumi (tranne soia e ceci)

  • latte fresco, ricotta, latticello

  • pasta bianca e prodotti da farina bianca (non integrali)

  • frutta fresca: mele, pere, anguria, melone

  • verdura a foglia larga (lattuga, verza, cicoria), zucchine, carote, cavolfiore, broccoli, cetrioli e peperoni.

  • oli vegetali per condire

Perché si può essere intolleranti a questo mediatore dell'infezione?

Non si tratta di un’allergia in quanto non coinvolge il sistema immunitario: l’intolleranza all’istamina è una sensibilità a questo composto al pari delle altre intolleranze alimentari (al glutine, al lattosio...). Nei soggetti che presentano un’intolleranza all’istamina, la causa è da ricercarsi nella carenza degli enzimi che degradano l’istamina (MAO monoamminossidasi e DAO diaminossidasi) la cui produzione endogena è considerata sufficiente dal metabolismo ma, essendo ingerita anche con gli alimenti, il suo eccesso provoca tutti i sintomi di un’allergia.

Le reazioni possono variare da semplici orticarie, arrossamenti accompagnati da prurito sulla pelle, a reazioni gastroenteriche con vomito e diarrea.

Le caratteristiche descritte sono tipiche dell’intolleranza permanente, ma esiste anche quella temporanea:

  • l’ingestione di alcol che, nell’intestino tenue, inibisce la funzionalità delle DAO cosa che causa l’immissione in circolo di grandi quantità di istamina che provoca rossore vertigini, nausea e cefalee... Mai provati? Sono, guarda caso, i sintomi dell’ebbrezza da alcol!
  • Nei periodi in cui si è sottoposti a particolare stress lavorativo o sentimentale, l’organismo risponde con reazioni immunitarie anomale, manifestazioni infiammatorie il cui innesco è ancora da chiarire ma che individuano come risposta ultima il rilascio di istamina dai granuli dei mastociti. L’istamina in eccesso provoca vasodilatazione e aumento della permeabilità capillare, fenomeni che si traducono con la comparsa di pomfi, cioè di macchie rosse sulla pelle, pruriginose (per effetto dell’aumentata circolazione sanguigna). In genere questo effetto si risolve in pochi giorni soprattutto se il fenomeno è di piccola intensità.
  • Molto simile è anche ’orticaria gestazionale: dove i pomfi si localizzano tipicamente su pancia e cosce della gestante. In questo caso, la causa è da attribuirsi all’invasione di cellule fetali nel sangue materno con produzione di anticorpi e conseguente reazione infiammatoria innescata dall’istamina. Per fortuna il feto è relativamente “protetto” dai danni che può provocare un’alta concentrazione di istamina materna che non risulta essere in grado di attraversare la barriera placentare.
  • Durante l’allattamento tutto ciò che viene ingerito dalla madre entra a far parte del prodotto finale della produzione del latte materno. L’ingestione di quantità anche non troppo elevate di alimenti che contengono istamina o istamina liberatori provocano degranulazione dei mastociti e dei basofili che riversano, nel circolo sanguigno materno, l’istamina. Quest’ultima entra indisturbata nelle ghiandole mammarie e viene riversata nel latte, che una volta ingerita dal lattante può provocare i sintomi di un intolleranza all’istamina (orticaria, diarree, dolori addominali). Questo avviene non perché i neonati sono carenti di enzimi che la degradano ma perché, semplicemente, le quantità sono minori nel neonato in proporzione all’adulto.

Non è necessario, quindi, avere una carenza di enzimi del metabolismo dell’istamina per accusare gli stessi sintomi dell’intolleranza, ma è sufficiente avere assimilato con gli alimenti una quantità eccessiva di istamina.

La diagnosi di intolleranza …

I comuni test per la diagnosi di allergie come il prick - test, individuano reazioni mediate dalle IgE: diverse sostanze da testare vengono iniettate nel derma dell’avambraccio e se esiste allergia ad esse si assisterà alla formazione di una macchia rossa (pomfo) dovuta al rilascio di istamina in loco. I test utilizzano un controllo negativo di una soluzione innocua non contenente nessun composto e un controllo positivo che consiste in una soluzione contenente istamina. Ovviamente anche nel caso dell’intolleranza all’istamina nella zona di iniezione verrà prodotto un pomfo non distinguendo dunque l’allergia dall’intolleranza.

Neppure il dosaggio di enzima (DAO) che degrada l’istamina, risulta attendibile come anche i dosaggi di metlistamina nelle urine, poiché secondo la società tedesca di allergologia ed immunologia clinica (DGAKI), la causa è riferita alla carenza di enzima intestinale, un po’ come accade per l’intolleranza al lattosio.

...test da esclusione!

L’unica diagnosi certa può provenire da una dieta di esclusione svolta nelle prime settimane in cui si dovrebbe assistere ad assenza di sintomatologia seguita dall’inserimento graduale di alimenti istamino-liberatori o che contengono istamina (secondo linee guida stabilite), di cui il paziente registra gli effetti. Dopo aver stabilito la dieta ideale e soggettiva per il paziente, si stabilisce la soglia, vale a dire il livello massimo di istamina tollerato dal paziente, anch’esso soggettivo.

Il grado di sensibilità dell’intolleranza all’istamina può variare da persona a persona, per cui le manifestazioni possono variare da più lievi a gravi in risposta a determinati alimenti. Così, per esempio, formaggi freschi e yogurt possono essere ben tollerati da alcuni soggetti e provocare i sintomi dell’intolleranza già descritti, in altri.

Rimedi: dieta, farmaci e cure omeopatiche contro l’intolleranza all’istamina.

Una dieta sana ed equilibrata, ma povera di istamina, deve essere seguita in caso di intolleranza a questa amina. I cibi che la contengono o quelli istamino-liberatori, però, non devono essere eliminati del tutto. Infatti, mangiare per lungo tempo gli stessi alimenti può causare intolleranza anche nei confronti di questi. Quindi, di tanto in tanto è bene consumare a piccole dosi anche alimenti “proibiti” come le fragole, o una fetta di prosciutto, stando bene attenti a non consumarli in concomitanza o nello stesso giorno ma di rado nel tempo.

Inoltre, utili in caso di attacchi acuti, sono gli integratori di enzima DAO, che possono essere prescritti sotto indicazione medica proprio per i casi di intolleranza all’istamina

I classici farmaci antistaminici se pur efficaci, mostrano controindicazioni che li rendono inadeguati per un utilizzo prolungato nel tempo. Gli antistaminici naturali, invece, si basano soprattutto sull’evidenza per cui la liberazione di istamina risulta inibita da alcuni flavonoidi come la quercetina della parte interna della cipolla o degli antociani del ribes nigum.

Inoltre è stata riscoperta di recente una cura omeopatica per l’eccesso di istamina che utilizza l a stessa istamina! Si tratta di istamina con estratto polmonare, il Poumon histamine. Essa si prefigge l’eliminazione dell’istamina endogena con l’assunzione di quella esogena che essendo complessata ad estratti polmonari risulta essere innocua. I trattamenti omeopatici dovrebbero cominciare, quando possibile, prima della manifestazione dei sintomi (per esempio prima della primavera) così da prevenirli oltre che curarli.

Supervisione: Collaboratori: Dott.ssa Valentina Coviello (Biologa) - Dott.sa Teresa Spadaro

COMMENTI


INDICE
Condividi su Facebook
"Istamina: cos'é? Alimenti con e senza e cibi istamino liberatori"

X

Ti è piaciuto questo articolo?

Seguici su Facebook per riceverne ancora!

Sono già un fan di Benessere360, non mostrare più questo box.

CARICANDO...