Insonnia: cause, sintomi, rimedi e consigli.

L’insonnia è un disturbo caratterizzato dalla difficoltà a prendere sonno o dalla discontinuità dell’addormentamento e può incidere significativamente sulla nostra salute….Ma perchè si manifesta? E soprattutto cosa fare per tornare a dormire serenamente?

Insonnia: cause, sintomi, rimedi e consigli

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche e tipologie
  2. Sintomi
  3. Cause
  4. Soggetti a rischio
  5. Rimedi
  6. Farmaci
  7. Rimedi naturali
  8. Alimentazione
  9. Consigli
  10. Approfondimenti

Caratteristiche e tipologie dell’ insonnia.

L’insonnia è un’alterazione patologica dei normali ritmi di sonno-veglia; tale alterazione è sia di tipo quantitativo, cioè riguardare il numero delle ore di sonno, sia di tipo qualitativo, cioè riguardare la qualità ristoratrice del sonno.

Da un punto di vista quantitativo, l’insonnia è caratterizzata da una patologica riduzione del numero di ore di sonno per notte. In particolare, si possono verificare uno o più dei seguenti casi:

  • Il soggetto fatica ad addormentarsi. Questa condizione, chiamata “insonnia precoce o iniziale” porta l’individuo a rimanere sveglio fino a notte tarda o addirittura fino alle prime luci dell’alba. Alcuni soggetti che soffrono di questo disturbo si girano e rigirano tra le lenzuola mentre altre preferiscono alzarsi e occupare il tempo in diverso modo (guardando la tv, leggendo un libro, svolgendo le faccende domestiche, etc.)

  • Il soggetto si sveglia ripetutamente durante la notte. Questo tipo di insonnia, chiamata “insonnia centrale”, provoca continui e fastidiosi risvegli durante la notte, solitamente associati alla fatica a riaddormentarsi.

  • Il soggetto si sveglia al mattino molto precocemente (“insonnia tardiva”) senza un reale motivo quale impegno lavorativo o simile.

Oltre alla quantità, nelle condizioni di insonnia anche la qualità del sonno è fortemente compromessa. Ciò si verifica non solo perché spesso dormire poco equivale a dormire male, ma anche perché il soggetto può percepire di dormire male (e a volte anche poco), indipendentemente dalla qualità oggettiva del suo sonno. In questi casi, detti di “insonnia soggettiva”, il soggetto riferisce di non trarre alcun giovamento e ristoro dal sonno, nonostante sia evidente una certa regolarità e normalità del sonno.

In considerazione di questa contraddizione, alcuni autori preferiscono chiamare paradossa questo tipo di insonnia.

Ma come è possibile riconoscere l’insonnia?

Secondo il DSM IV Tr, il manuale statistico diagnostico dei disturbi mentali, oltre all’insonnia, altre alterazioni qualitative del sonno sono le parassonie tra cui ritroviamo:

  • il sonnambulismo caratterizzato dalla deambulazione non consapevole durante il sonno

  • il disturbo da incubi caratterizzato da ripetuti risvegli notturni a causa di incubi terrificanti di cui il soggetto ricorda dettagliatamente i contenuti

  • il disturbo da terrore da sonno caratterizzato da improvvisi risvegli nel cuore della notte accompagnati da terrore e rabbia non associati però ad alcun ricordo di sogno/incubo.

Secondo le statistiche, questi disturbi sono più frequenti nei bambini e sembrerebbero essere associati a periodi critici e difficili della vita del bambino o della famiglia.

Puoi approfondire cosa sono e quali sono i disturbi del sonno.

Come si manifesta questo disturbo? I sintomi.

Da quanto sopra descritto, possiamo facilmente affermare che il sintomo principale dell’insonnia sia proprio la privazione di sonno, nonché l’alterazione qualitativa (reale o percepita) dello stesso.

Una caratteristica importante dell’insonnia è di non essere in alcun modo dovuta ad esigenze logistiche (di tipo lavorativo, scolastico o familiare) che costringono il soggetto a dormire poco o a dormire male. Se, per esempio, un capotreno è costretto a puntare la sveglia alle 4 del mattino per andare a lavoro non possiamo certo diagnosticare una insonnia tardiva.

Tuttavia, l’alterazione quanti-qualitativa del sonno non è l’unico sintomo dell’insonnia, infatti, poiché non si riesce a trovare ristoro nel sonno come si dovrebbe, il soggetto che soffre di insonnia:

  • appare facilmente irritabile;

  • accusa stanchezza e spossatezza;

  • soffre spesso di mal di testa;

  • ha un battito cardiaco accelerato (tachicardia);

  • manifesta sonnolenza diurna;

  • ha difficoltà di concentrazione che compromettono le sue prestazioni lavorative o il suo rendimento scolastico;

  • non riesce ad intrattenere delle buone relazioni sociali o sentimentali.

Se tali sintomi (specie la deprivazione di sonno) si manifestano per qualche notte possiamo parlare di insonnia occasionale o acuta, se invece essa perdura per almeno tre settimane è possibile parlare di insonnia cronica.

Esiste poi un tipo di insonnia particolarmente cronica, la “insonnia familiare fatale” di cui circa 200 individui al mondo sono affetti. Questo tipo di insonnia può persistere dai 6 ai 32 mesi ed avere quindi conseguenze molto gravi sul funzionamento fisico e psichico del soggetto che ne è affetto. Oltre ai sintomi sopra descritti, infatti, possono verificarsi anche importanti tremori agli arti e problemi alla coordinazione motoria, confusione mentale e deterioramento cognitivo fino alla morte (da qui l’aggettivo “fatale”). Tale grave patologia è legata ad una disfunzione di una parte del cervello, il talamo, che regola i ritmi biologici come quello sonno-veglia causata da un difetto genetico ereditato da uno o entrambi i genitori (da qui il termine “familiare”).

Un altro tipo di insonnia nota è la "Sindrome delle apnee ostruttive del sonno", patologia per cui, durante la fase del sonno, il sistema nervoso blocca lo stimolo della respirazione ed il soggetto è costretto a svegliarsi per riprendere la normale respirazione. Solitamente, al risveglio i soggetti non ricordano l’episodio di apnea, tuttavia avvertono chiara la sensazione di non aver riposato bene.

Da tutto ciò si può dedurre come, specie nelle sue complicazioni, l’insonnia rappresenti una condizione patologica molto invalidante e fastidiosa. Ma da cosa è causata l’insonnia?

Le cause di una cattiva qualità del sonno sono tante!

I motivi per cui una persona possa soffrire di insonnia e quindi manifestare difficoltà nell’avere e/o mantenere un buono stato di sonno possono essere veramente tanti.

Detto ciò, le cause della insonnia possono classificate in:

Cause organiche e biologiche.

Le cause organiche possono essere legate a:

  • una alterazione del funzionamento ormonale come, per esempio, ad una disfunzione organica degli ormoni della tiroide, della adrenalina (una sostanza rilasciata dal sistema nervoso in condizioni di eccitazione) o della insulina (l’ormone che regola la concentrazione di glucosio nel sangue). Le alterazioni ormonali possono anche essere di tipo fisiologico come quelle che si verificano in gravidanza, in menopausa o durante il ciclo mestruale. La maggior parte delle disfunzioni ormoni alterano i normali ritmi biologici, tra cui quello sonno-veglia;

  • assunzione massiccia (specie nelle ore serali) di nicotina, una sostanza presente nel tabacco e in alcuni alimenti come patate, peperoni o pomodoro;

  • condizioni di ipertensione, cioè le condizioni caratterizzati da un’elevata pressione del sangue nel sistema circolatorio;

  • presenza di patologie mediche caratterizzate, per esempio, da tensioni muscolari, disturbi della digestione, etc.;

  • condizioni di iperattività cerebrale legate, per esempio, ad una iperstimolazione nelle ore serali (utilizzo di videogiochi, computer, etc);

  • carenza di melatonina, una sostanza nel nostro corpo che regola i ritmi sonno-veglia.

Approfondisci i benefici della melatonina.

Cause psicologiche

  • disturbo d’ansia, come per esempio quello di ansia generalizzata caratterizzato da una eccessiva apprensione e preoccupazione per la propria salute o qualsiasi altro settore della vita (per esempio il lavoro o la scuola);

  • disturbo dell’umore come per esempio la depressione;

  • periodi di vita stressanti per motivi familiari (conflittualità di coppia, difficoltà economiche), lavorativi (scadenze lavorative a breve termine) o scolastici (interrogazioni, esami);

  • nervosismo e agitazione legate ad un evento specifico come per esempio l’astinenza da nicotina tipico di chi sta provando a smettere di fumare;

  • situazioni positive di vita come la fase dell’innamoramento o l’eccitazione per una festa.

Cause situazionali.

Sono provocate da fattori di disturbo esterni al soggetto, di origine ambientale:

  • rumori;

  • temperature inadeguate;

  • difficoltà di adattarsi ad una nuova situazione come cambio di casa, di letto, ecc..

Sulla base delle cause, è possibile distinguere l’insonnia primaria dall’insonnia secondaria.

  • L’insonnia secondaria è il tipo di insonnia che si manifesta in associazione ad un altro disturbo che può essere di natura psichica (come per esempio un disturbo di personalità, un disturbo d’ansia o dell’umore, abuso di sostanze psicoattive come alcol, droghe etc.) o fisica (stati febbrili, intossicazioni alimentari, ipertensione, malattie neurodegenerative, etc.). Viene chiamata così perché essa è “secondaria” ad un altro disturbo che è invece quello primario.

  • L’insonnia primaria, invece, è un vero e proprio disturbo psichico e non è conseguente a nessuna malattia né fisica né psichica. La caratteristiche principale è proprio la deprivazione di sonno e gli altri sintomi (quale stanchezza, difficoltà di concentrazione, irritabilità, etc.) possono essere pensati come conseguenti alla deprivazione di sonno.

Ma chi soffre di insonnia? Esistono persone maggiormente a rischio? Se si, quali sono?

Quali sono i soggetti maggiormente colpiti da insonnia?

Purtroppo, tutte le persone al mondo potrebbero diventare insonni. Non esistono persone esenti da questo rischio specie perché, come detto sopra, l’insonnia non è solo una questione di ore di sonno ma anche una questione di qualità di sonno.

Ci sono persone, infatti – e sicuramente ne conoscerete qualcuna – che si sentono rigenerati dopo qualche ora di sonno, altre che hanno bisogno di dormire almeno 8 ore per notte. Chiaramente, non esistono regole generali valide per tutti gli individui o soglie minime standard sotto le quali poter parlare di insonnia. Infatti, l’alterazione del sonno diventa patologica quando compromette il normale funzionamento quotidiano dell’individuo e, quindi, si tratta di una questione estremamente soggettiva.

Tuttavia, anche sulla base delle cause dell’insonnia sopra descritte, è possibile affermare che esistono delle le categorie di persone maggiormente a rischio di insonnia come:

  • i neonati che spesso soffrono di insonnia iniziale e centrale perché devono ancora abituarsi al ritmo sonno – veglia – alimentazione;

  • i bambini in età scolare, la cui insonnia (solitamente centrale) è spesso legata ad incubi e terrori notturni (associati per esempio alla paura di essere abbandonati dai genitori) o alla iperstimolazione cui vengono sottoposti nelle ore serali (per esempio con l’utilizzo di videogiochi, computer e similari);

  • gli adolescenti, le donne in gravidanza e in menopausa, la cui insonnia è spesso di tipo “biologico” perché causata dalle variazioni ormonali tipiche di queste fasi di vita;

  • gli anziani in cui l’insonnia è spesso causata da abitudini di vita scorrette (per esempio stare gran parte della giornata a letto o a sonnecchiare sul divano), da patologie organiche tipiche dell’età (di tipo cardiovascolare, metabolico, urologico, etc.) e dalle terapie farmacologiche ad esse associate.

Da quanto detto, si può dedurre che in alcune fase della vita possiamo essere maggiormente a rischio di insonnia…ma quando iniziare a preoccuparsi?

Sicuramente, un episodio sporadico di insonnia può essere tranquillamente trascurato ma quando l’insonnia diventa cronica e inizia a compromettere le nostre capacità e la nostra serenità è bene prendere provvedimenti…. Quali tipi di rimedi esistono?

I rimedi più efficaci per curare questo disturbo.

Rimediare all’insonnia può essere tanto semplice quanto complesso. Esistono, infatti, diversi rimedi all’insonnia ma non è detto che siano tutti efficaci per tutte le persone.Ci sono persone, per esempio, che reagiscono positivamente solo ai farmaci, altri cui bastano rimedi molto più semplici e naturali.

Rimedi farmacologici.

Le terapie farmacologiche prevedono l’utilizzo di sedativi come per esempio il Lexotan, un farmaco ansiolitico il cui effetto principale è quello di sedare il soggetto e indurlo in uno stato di torpore. I farmaci ansiolitici, infatti, hanno una buona efficacia nel trattamento dell’insonnia, proprio perché in genere l’insonnia ha una origine ansiosa.

Rimedi naturali.

I rimedi naturali prevedono:

  • l’utilizzo della valeriana, una pianta a fiore dal potere calmante che può essere assunto in gocce o compromesse;

  • l’utilizzo di alcuni fiori di bach quali l’agrimonia, la balsamina o la verbena che permettono un rilassamento che facilita l’addormentamento e il sonno;

  • l’assunzione di melatonina che è possibile acquistare in capsule o fiale anche al supermercato. La melatonina, infatti, oltre ad essere prodotta dal nostro corpo, è secreta anche da piante e animali ed è possibile quindi integrarne i livelli tramite l’assunzione esterna;

  • l’utilizzo, specie per i bambini, della camomilla, una pianta erbacea dal potere rilassante e soporifero che è possibile acquistare anche al supermercato in pratiche bustine da sciogliere in acqua calda. Nella medicina omeopatica, una metodo di cura alternativo alla medicina tradizionale, la camomilla è molto consigliata.

Approfondisci le molteplici proprietà della camomilla.

L’agopuntura, un metodo di cura tipica della medicina cinese che utilizza la stimolazione dei punti nodali del corpo per curare alcune patologie come l’ansia e l’insonnia. I punti che vengono stimolati sono i punti in cui si concentrano le tensioni muscolari alla base dei disturbi.

Un aiuto dall’alimentazione per favorire l’addormentamento!

E’utile adottare uno stile alimentare ricco di vitamine, magnesio e cibi leggeri (soprattutto nelle ore serali). Vitamine e magnesio, infatti, sono carenti nei soggetti insonni, così come nei soggetti ansiosi, ed è bene quindi sopperire a tale carenza. I cibi leggeri, inoltre, facilitano la digestione e quindi l’addormentamento. Un potente alleato per il nostro sonno è la liquirizia (ma senza esagerare!!) che, grazie alla sua capacità di regolarizzare gli zuccheri nel sangue, facilita il rilassamento del corpo e della mente. Da evitare sono invece le bevande alcoliche, le bevande ricche di teina e caffeina (caffè, te, coca cola, etc), i cibi grassi e il cioccolato. Questi alimenti, infatti, stimolano il sistema nervoso complicando ulteriormente la fase di addormentamento.

Consigli pratici.

Come già preannunciato, è molto difficile individuare dei metodi di cura universali per l’insonnia, sia perché esistono tanti tipi di insonnia, sia perché le cause dell’insonnia possono essere diverse, sia perché ogni individuo reagisce a suo modo ai vari rimedi sopra proposti.

Tuttavia, possiamo concludere dandovi dei preziosi consigli:

  • Se è inverno, fate un bel bagno caldo la sera, rilassatevi con un libro, con un bel film e godetevi un po’ di meritato riposo;

  • Seguite una dieta equilibrata;

  • Non assumete caffeina e teina già a partire dal pomeriggio

  • Concedetevi il tempo di una tisana;

  • Fate sport e muovetevi durante il giorno: la sera crollerete in un sonno profondo per la stanchezza.

Non possiamo sapere se questi consigli saranno sufficienti a curare la vostra insonnia (se così non fosse rivolgetevi al vostro medico che saprà indicarvi la terapia più appropriata!) ma almeno provateci … questi metodi sicuramente non avranno alcuna controindicazione e non potranno che migliorare la vostra qualità della vita!

Supervisione: Maria Grazia Cariello Collaboratori: Dott.sa Vitalba Genna (Psicologa) - Dott.sa Francesca Vassallo

COMMENTI


INDICE
Condividi su Facebook
"Insonnia: cause, sintomi, rimedi e consigli"

X

Ti è piaciuto questo articolo?

Seguici su Facebook per riceverne ancora!

Sono già un fan di Benessere360, non mostrare più questo box.

CARICANDO...