Incontinenza maschile e femminile: tipi, cause e rimedi.

L’incontinenza femminile e quella maschile sono disturbi molto diffusi. Le cause che possono portare all’incapacità di trattenere l’urina sono diverse per uomini e donne. Proviamo ad analizzarle ed a scoprire i rimedi per questo disturbo spesso considerato un qualcosa di cui vergognarsi.

Incontinenza maschile e femminile: tipi, cause e rimedi

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Tipologie
  3. Sintomi
  4. Cause
  5. Diagnosi
  6. Terapie
  7. Approfondimenti

Cos’è l’incontinenza?

L’incontinenza, sia essa maschile che femminile, è l’incapacità di trattenere l’urina dovuta al malfunzionamento dello sfintere (valvola che collega la vescica con l’uretra) e che comporta una fuoriuscita incontrollata di urina.

Questa fuoriuscita può essere limitata a poche gocce oppure comportare lo svuotamento dell’intera vescica.

Circa 2,5 milioni di italiani sono affetti da incontinenza, di cui il 60 % riguarda le donne (soprattutto quelle che hanno un’età maggiore ai 30 anni).

L’incontinenza maschile e quella femminile riportano dei sintomi specifici. Vediamoli insieme!

Sintomi dell’incontinenza maschile e femminile.

  • Necessità di svuotare la vescica spesse volte durante il giorno, soprattutto se si superano le 8-10 volte (è il massimo che si presenta in condizioni di continenza).
  • Necessità di urinare più volte durante la notte.
  • Perdita di urina che sussegue lo stimolo stesso.
  • Necessità improvvisa ad urinare senza riuscire a “trattenere”

Come detto questi sintomi possono essere presenti in tutti casi di incontinenza, sia maschile che femminile e non devono essere presenti necessariamente insieme.

La presenza di uno o più di questi sintomi dunque non andrebbe trascurata.

Sarebbe opportuno rivolgersi subito all’urologo o ginecologo per affrontare insieme il disturbo.

Anziani e incontinenza.

La maggior parte delle volte siamo portati ad associare l’incontinenza al soggetto anziano. Si è visto come una percentuale tra l’8 e il 30% riguarda la popolazione anziana e come si possa avere una crescita esponenziale avanzando sempre più con l’età.

Bambini e incontinenza.

Si parla di incontinenza nei bambini al di sopra dei 5 anni, i quali presentano durante il giorno fuoriuscita incontrollata di urina; si parla, invece, di incontinenza notturna per i bambini al di sopra dei 7 anni che presentano fuoriuscita di urina incontrollata durante le ore notturne.

I tipi di incontinenza.

Abbiamo visto, dunque, che l’incontinenza può colpire tutte le fasce di età e non distingue tra sesso maschile e femminile (anche se quest’ultimo è più colpito).

Ma esiste solo un tipo di incontinenza, urinaria?

Gli altri tipi di incontinenza.

L’incontinenza urinaria è il tipo sicuramente più conosciuto al mondo. Esistono altri tipi di incontinenza? Si! Vediamoli insieme.

  • Incontinenza cardiale: dovuta ad un malfunzionamento della valvola cardiale, adibita al passaggio del bolo (cibo triturato e masticato nel cavo orale) dall’esofago al fondo dello stomaco. Sintomo specifico è il reflusso gastroesofageo (passaggio del bolo dallo stomaco all’esofago). Fonte INRAN (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione).
  • Incontinenza fecale: si ha una perdita involontaria di feci dall’ano, la quale può essere passiva (l’individuo non si accorge della perdita di materiale fecale) o da urgenza (si ha uno stimolo improvviso di espellere le feci).
  • Incontinenza emotiva: quando non si riescono a trattenere facilmente le emozioni, caratterizzato da pianti e risate esasperati

Per quanto riguarda, invece, più specificatamente l’incontinenza urinaria, maschile e femminile, essa si suddivide in:

  • Incontinenza da sforzo o da stress: è il tipo di fuoriuscita urinaria incontrollata dovuta ad un sforzo fisico, ad esempio durante l’attività fisica (anche saltando) o semplicemente in seguito a tosse o ad uno starnuto. Ciò che si verifica in tutti questi casi è una pressione sull’addome che stimola la vescica ad essere svuotata, in maniera incontrollata.
  • Incontinenza d’urgenza: dovuta ad un urgente bisogno di effettuare la minzione, un bisogno improvviso ed incontrollato.
  • Incontinenza mista: presenta caratteristiche sia dell’uno che dell’altro tipo;
  • Incontinenza urinaria neurologica: dovuta in seguito a malattie del sistema nervoso, soprattutto del midollo spinale, il quale non riuscirà a controllare i riflessi che comportano l’atto volontario e controllato della minzione urinaria.
  • Incontinenza funzionale: è dovuta a patologie, per esempio l’artrosi, che impediscono la normale funzione di mobilità. Il paziente è impossibilitato a muoversi per andare ad urinare.
  • Incontinenza da rigurgito: si presenta quando la vescica si riempie più del normale (l’urina supera il volume della vescica) e si hanno perdite costanti di urina sottoforma di gocce. Tra l’altro, chi ha questo tipo di incontinenza non sente mai la vescica pienamente vuota dopo aver urinato.

Ma quali sono le cause che portano all’insorgere dell’incontinenza urinaria? E sono diverse tra quella maschile e quella femminile? Ci sono cause comuni? Approfondiamo di seguito.

Cause della perdita di urina.

Le cause di incontinenza urinaria possono essere diverse tra genere maschile e femminile (alcune invece sono identiche).

Vediamole.

Cause dell’ incontinenza maschile
  • ipertrofia prostatica benigna, ovvero una aumento del volume della prostata,
  • asportazione chirurgica della prostata. La prostata è una ghiandola molto importante per l’uomo. Essa si trova tra la vescica e l’uretra e, tra le sue funzioni, ha il compito di regolare l’emissione di urina.

Cause dell’ incontinenza femminile

  • stitichezza, si verifica maggiormente nelle donne (la massa fecale “preme” sui muscoli addominali e sulla vescica).
  • Menopausa: diminuisce la tonicità muscolare, compresa quello dello sfintere uretrale.
  • Parto naturale: viene stressata e stimolata la vescica. Inoltre, il parto può provocare il cedimento delle pareti muscolari dello sfintere uretrale.

 

Cause dell’incontinenza comuni ad uomini e donne.
  • Presenza di malattie neurologiche: morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, ictus, sclerosi multipla possono intaccare i centri nervosi responsabili della regolazione nervosa della minzione volontaria.
  • Farmaci, quali diuretici, antidepressivi, analgesici. Essi stimolano la minzione involontaria.Infezioni dell’apparato urinario, come cistiti. Si ha una minzione involontaria dovuta ad un bisogno dello stesso organismo di espellere eventuali batteri che hanno causato l’infezione mediante le urine.
  • Lesioni del pavimento pelvico: presentano incontinenza ed emissione di urine con sangueDiabete: in questa condizione patologica abbiamo la presenza di glucosio nelle urine (dovrebbe essere assente in condizioni normali). Il glucosio, tramite osmosi, richiama acqua e provoca la cosiddetta “poliuria” (emissione abbondante e oltre il normale di urina durante il giorno).
  • Consumo di alcol: esso presenta la stessa funzione del glucosio, richiama acqua dalle cellule provocando una emissione di urina abbondante.

Come si diagnostica l’incontinenza urinaria ?

Una corretta diagnosi parte dall’anamnesi (raccolta delle informazioni del paziente da parte del medico): il medico deve saper raccogliere tutti i sintomi accusati dal paziente e fare da questi un’ipotesi di incontinenza urinaria (i sintomi sono stati trattati precedentemente).

Tra gli esami diagnostici vengono utilizzati esame delle urine e la raccolta delle urine nelle 24 ore, che ci danno informazioni più dettagliate sull’eventuale presenza di batteri (indice di infezione), sull’eventuale presenza di sangue (indice di danneggiamento del pavimento pelvico), pus, lieviti, cellule epiteliali (anche questi ultimi indice di infezione e di lesione a carico del pavimento pelvico). Inoltre, le informazioni date dalla raccolta delle urine delle 24 ore sono anche rivolte alla frequenza della minzione giornaliera.

Se si vuole un quadro clinico più dettagliato, altro esame diagnostico da effettuare è la cistoscopia, un esame effettuato tramite un tubo inserito nelle vie urinarie e che visualizza in maniera dettagliata l’integrità della parete dell’apparato urinario.

Terapia per l’incontinenza urinaria maschile e femminile.

I farmaci utilizzati nella terapia dell’incontinenza urinaria sono a base di duloxetina e tolterodina. Questi farmaci sono anticolinergici, ovvero inibiscono la funzione dell’acetilcolina, neurotrasmettitore responsabile della contrazione muscolare della vescica.

Vengono, inoltre, utilizzati esercizi riabilitativi, quali ad esempio gli esercizi di Kegel, che vengono indicati dal fisioterapista e hanno come scopo quello di rinforzare i muscoli dell’apparato urinario.

Esercizi di Kegel:

sono stati ideati dal ginecologo Kegel e consistono nel contrarre i muscoli del pavimento pelvico per circa 5-10 secondi, per 10 serie. Bisogna porre attenzione nel non coinvolgere i muscoli dell’addome e dei glutei; inoltre, si consiglia di ripeterlo per 2-3 volte al giorno.

Puoi approfondire come funzionano gli esercizi di Kegel.

Per la terapia dell’incontinenza urinaria si è visto come possa avere anche efficacia la tossina botulinica. La funzione di questa tossina è quella di impedire all’aceticolina di svolgere il proprio ruolo da neurotrasmettitore e, quindi, di impedire le contrazioni muscolari. La sua azione deve essere necessariamente locale (viene iniettata attraverso un citoscopio inserito nelle vie urinarie) perchè risulta essere tossica per via sistemica (se iniettata nel sangue).

Nei casi più gravi viene presa in considerazione la chirurgia: si ricorre, in casi estremi, alla sostituzione dello sfintere con uno artificiale; oppure viene utilizzata la protesi, la quale riesce a regolare la normale compressione e distensione dell’uretra.

Ma quali sono le tecniche chirurgiche più utilizzate? E esiste differenza tra l’incontinenza machile e femminile? Si! Di seguito verranno approfonditi.

Terapia chirurgica femminile
Slung mediouretrale: questo tipo di chirurgia utilizzato nelle donne serve per aumentare l’integrità dell’uretra e consiste nell’utilizzare dei “nastri” da posizionare al di sotto l’uretra.
Terapia chirurgica maschile

Per l’uomo sono disponibili diversi tipi di operazioni, quali:

  • Endoscopia transuretrale, attraverso la quale si iniettano sostanze che devono aumentare il volume vescicale
  • Sling fisso o regolabile, “nastri” posizionati posti sotto l’uretra in modo da non permetterne il “cedimento”.

L’intervento avviene sotto anestesia. Dopo l’intervento viene consigliato di non praticare sforzi particolari, ad esempio attività fisica, sessuale, ginnastica, etc. per permettere al corpo di abituarsi ai “nastri” di slung o all’iniezione. Il tempo di degenza verrà stabilito al momento dal medico chirurgo.

Ma esistono anche rimedi naturali oltre alla terapia farmacologica e chirurgica? Scopriamoli.

Rimedi naturali per l’incontinenza urinaria.

Innanzitutto ciò che si pone all’attenzione è l’alimentazione. In caso di incontinenza ciò che è più utile è limitare l’assunzione di cibi fluidi.

Inoltre, esistono rimedi naturali che aiutano a diminuire l’insorgenza del problema.

Quali sono?

  • Uva ursina, grazie alla presenza dell’arbutina, un flavonoide, riesce a controllare le perdite urinarie e ad avere un ruolo antiinfettivo e antiinfiammatorio.
  • Causticum, ottenuta miscelando bisolfato di potassio e calce, controlla le contrazioni involontarie muscolari, tra cui quelle dello sfintere uretrale.
  • Semi di zucca, presentano più che altro azione preventiva in quanto riescono a prevenire le cistiti e l’ipertrofia prostatica benigna.

E’ da sottolineare, qualora si sospettino problemi di incontinenza, di rivolgersi al proprio specialista. Si consiglia di utilizzare anche i rimedi naturali sotto osservanza di un medico.

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Maria Innocente (Scienze della nutrizione)

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