Frutti di mare: elenco, valori nutrizionali, benefici, controindicazioni e ricette.

I frutti di mare sono molluschi, con o senza conchiglia, molto utilizzati nella cultura culinaria sia come primi che come secondi. Ma quali sono benefici e controindicazioni di questo alimento così variegato? Sono davvero afrodisiaci? E quando è consigliabile consumarli? Proviamo a scoprirlo!

Frutti di mare: elenco, valori nutrizionali, benefici, controindicazioni e ricette

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Elenco
  3. Proprietà
  4. Controindicazioni
  5. Ricette
  6. Approfondimenti

Come si classificano i frutti di mare? Caratteristiche ed elenco.

I frutti di mare sono degli organismi acquatici facenti parte della famiglia degli invertebrati. Esseri soprattutto marini, ma presenti anche in acque dolci, devono il loro nome al metodo di raccolta; che ricorda appunto quello della raccolta della frutta, piuttosto che la pesca; proprio perché vanno catturati “ad uno ad uno”, singolarmente a mano.

I frutti di mare si distinguono in molluschi e crostacei.

Dei molluschi fanno parte i cefalopodi, i gasteropodi ed i lamellibranchi (o bivalvi).

  • I cefalopodi possono essere privi di conchiglia come il polpo, oppure averne una interna come la seppia; in entrambi i casi sono muniti di lunghi tentacoli e ventose.
  • I gasteropodi sono individui a conchiglia con una sola valva, ad esempio le lumachine di mare.
  • I bivalvi, così chiamati perché la loro conchiglia è costituita da due valve sono rappresentate da cozze e vongole.

Anche i crostacei, individui provvisti di uno scheletro esterno, si dividono a loro volta in: macruri (es. aragosta), brachiuri (es. granchi) e stomatopodi (es. cicala di mare).

Elenco di molluschi e crostacei e relativi valori nutrizionali

Chiaramente ogni gruppo di appartenenza presenterà delle proprietà nutrizionali specifiche e caratteristiche, ma sicuramente la peculiarià di tutti è il loro scarso apporto calorico ed in lipidi che li rende adatti ad entrare a far parte dei menù dietetici.

Guardiamo più in dettaglio alcuni esempi riferiti a 100 g di prodotto fresco:

Cozza
Kcal 84
acqua g 82,1
proteine 11.7
lipidi 2,7
carboidrati 3,4
Aragosta
Kcal 85
acqua g 78,1
proteine 16
lipidi 1,9
carboidrati 1
Calamaro
Kcal 68
acqua g 80
proteine 12,6
lipidi 1,7
carboidrati 0,6
Gambero
Kcal 71
acqua g 80.1
proteine 13.6
lipidi 0,6
carboidrati 2,9
Ostrica
Kcal 69
acqua g 85.7
proteine 10.2
lipidi 0,9
carboidrati 5,4
Polpo
Kcal 57
acqua g 82
proteine 10.6
lipidi 1
carboidrati 1,4
Seppia
Kcal 72
acqua g 81.5
proteine 14
lipidi 0,7
carboidrati 0,7
Vongola
Kcal 72
acqua g 82.5
proteine 10.2
lipidi 2,5
carboidrati 2,2

E’ importante sottolineare che l’apporto in lipidi consiste sostanzialmente in acidi grassi polinsaturi che rappresentano gli acidi grassi buoni.

Puoi approfondire i benefici degli acidi grassi insaturi.

Un’altra caratteristica nutrizionale molto importante, è il loro apporto in micronutrienti con un buon quantitativo di calcio e iodio, accanto però ad un eccessivo contributo in sodio, dato chiaramente dal fatto che, vivendo in mare, filtrano l’acqua caricandosi eccessivamente di questo minerale.

Diventano così inadatti a chi soffre di pressione alta. Effetto questo assente nei molluschi cefalopodi: polpo, seppia e calamari. Mentre apporto comune a tutti i gruppi è quello in ferro.

Quali sono le proprietà dei frutti di mare? Fanno davvero bene?

Alimento abbastanza presente nella dieta mediterranea, i frutti di mare, presentano una serie di caratteristiche nutrizionali positive:

  • sono ricchi in acidi grassi del gruppo Omega 3: importantissimi per tanti e svariati motivi; per citarne alcuni questi acidi grassi migliorano i nostri stati d’animo, il nostro umore stimolando la produzione di serotonina. E’ provata anche una buona influenza di questi acidi grassi nel prevenire casi di depressione post partum. Inoltre gli omega 3, in particolare i DHA, aumentano la fluidità delle membrane cellulari dei neuroni, migliorando la comunicazione tra di esse. I DHA sono dei derivati dell’acido linoleico, l’omega 3 maggiormente presente nel mondo vegetale, e sono degli acidi grassi essenziali, importantissimi perché presentano diversi benefici tra cui la capacità di abbassare la concentrazione ematica di LDL e trigliceridi, hanno attività antinfiammatorie, bloccando a monte la cascata di reazione che porta all’attivazione di citochine proinfiammatorie, ed infine hanno effetti benefici sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Uno studio del 1996 mette a confronto alcuni parametri come la velocità di apprendimento e i problemi di salute e comportamentali di due gruppi di ragazzi dai 6 ai 12 anni, uno con valori adeguati di omega 6 e 3 e l’altro con carenze in questi acidi grassi. Dallo studio si è evidenziato un maggior numero di casi di collera ed eccessi d’ira e problemi legati al sonno nel secondo gruppo rispetto che nel primo2.
  • I frutti di mare sono, inoltre, ricchi in proteine nobili: queste proteine sono costituite da tutti aminoacidi essenziali, cioè quelli che non vengono sintetizzati dal nostro organismo che non ha presenta le vie metaboliche per crearli. Normalmente presenti nella carne, queste proteine sono abbondanti anche nei frutti di mare
  • Sono una ricca fonte di iodio: e grazie a questa caratteristica aiutano a dimagrire. Lo iodio contenuto in essi, infatti, collabora al buon funzionamento della tiroide; la quale a sua volta è l’organo centrale per il mantenimento dello stato fisico.

Sono davvero afrodisiaci?

Quante volte ci siamo chiesti se questa affermazione fosse solo una leggenda? Il confine tra fantasia e verità è effettivamente sottile. Sicuramente il loro apporto in zinco è molto alto e si sa che questo elemento è indispensabile per mantenere in buona funzione l’apparato riproduttore maschile e femminile, ma difficilmente mangiando un piatto di cozze si aumenta in pochi minuti il proprio appetito sessuale. In effetti, in realtà, il tutto è legato alla loro forma che ricorda quella degli organi sessuali. O ancora, come nel caso dell’aragosta, rinomata per essere un cibo afrodisiaco, per il modo in cui si consuma. Risulta difficile, infatti, mangiarla con forchetta e coltello ripiegando invece verso l’uso delle mani e costringendo i commensali a succhiarne alcune parti, come chele e coda.

Quando, invece, è sconsigliato consumarli? Controndicazioni.

Ovviamente come tutti gli alimenti presentano delle controindicazioni.

  • I frutti di mare sono alimenti allergizzanti perché ricchi in istamina. Per questo sono alimenti tendenzialmente sconsigliati durante il periodo dell’allattamento al seno. L’istamina contenuta nei crostacei si riverserà nel latte consumato dal bambino, che potrebbe esserne allergico manifestando quindi i sintomi di questa allergia, che consistono in prurito, gonfiore in viso e in altre parti del corpo, diarrea, nausea e vomito.

Puoi approfondire cos'è ede a cosa serve l'istamina.

  • Contengono in linea generale molto sodio: questo li rende poco adatti al consumo per le donne in gravidanza e per chi soffre di pressione alta, perché tende ad alzare in entrambi i casi i valori pressori.
  • Il contenuto in iodio citato sopra diventa un fattore negativo per chi soffre di ipertiroidismo, così come l’elevata componente in potassio li rende poco adatti a chi presenta una qualche forma di insufficienza renale.
  • Altro aspetto negativo dei frutti di mare è il reale rischio di imbattersi in infezioni virali o batteriche da salmonella, proteus, escherichia coli e stafilococchi se consumati crudi. In generale questi agenti patogeni possono portare a gastroenteriti, con sintomi come crampi addominali con diarrea, vomito e febbre. Aspetto questo molto importante per le donne gravidanza. Questi filtratori marini possono venire a contatto e quindi diventare portatori anche dell’agente patogeno della listeriosi, il quale resiste anche al congelamento. Patologia questa che può provocare gravi danni soprattutto al feto. Infatti se nella madre i sintomi si fermano a quelli di una semplice febbre, il feto nei casi più gravi può rischiare la vita. Chiaramente il tutto è evitabile con una buona cottura e una certa moderazione nella frequenza di consumo.
  • Ancora, il loro apporto in proteine, diventa invece un aspetto negativo per chi soffre di insufficienza renale.

Frutti di mare e colesterolo alto: fanno bene o fanno male?

Si è sempre saputo che consumare frutti di mare è controindicato per chi soffre di dislipidemia; in realtà recenti studi hanno ridimensionato il ruolo di “cattivo” del colesterolo contenuto nei frutti di mare. Questo perché con moderne tecniche si è potuto evidenziare che di tutto il contenuto di colesterolo presente in vongole, ostriche, capesante, ecc..in realtà una parte è rappresentato da fitosteroli, che come ben sappiamo aiutano a ridimensionare l’assorbimento del colesterolo.

Quando è giusto introdurre crostacei e molluschi nell’alimentazione dei bambini?

A riguardo ci sono pareri contrastanti. Delle prime linee guida sullo svezzamento li consigliano solo dopo i 3 anni di vita per il loro contenuto in istamina e i già citati rischi d’ infezioni batteriche e virali che si potrebbero incontrare.

Secondo delle nuove linee di pensiero, invece, proprio introducendo tutti gli alimenti nell’arco del primo anno di vita si diminuisce nel bambino il pericolo di incorrere in allergie. Rimane di fatto l’esposizione ad agenti patogeni se consumati nel modo scorretto.

Frutti di mare in cucina: ricette dal mondo!

Ben accetti in cucina, questi gustosi alimenti si prestano bene a diverse preparazioni. In spagna non c’è paella di pesce senza gamberi, calamari, cozze e vongole.

In Italia sono invece si sposano bene con risotti e spaghettate.

Ricetta Paella di pesce e verdure
ingredienti per 6 persone:
  • 600 g di riso
  • 1/2 kg di gamberi
  • 1/2 kg di calamari
  • 1/2 kg di vongole
  • 1/2 kg di cozze
  • 1 peperone
  • 1 busta di zafferano
  • paprika q.b.

Procedimento:

Preparate un tipico soffritto di verdure più il peperone al quale aggiungerete le teste dei gamberi che lascerete in cottura per alcuni minuti. A parte mettete a scaldare cozze e vongole in abbondante acqua fino a che tutti i gusci non si saranno aperti. Aggiungere nel soffritto, dopo aver tolto le teste dei gamberi, dell’acqua e solo quando questa viene a bollore aggiungere il riso, la paprika e lo zafferano e lasciare rosolare mescolando di tanto in tanto. Aggiungere poi il pesce e continuare la cottura per una 2oina di minuti. Terminata la cottura lasciare riposare la paella per 5 min coperta con un foglio di carrta forno e servire secondo tradizione direttamente nella padella!

Ricetta spaghetti allo scoglio
ingredienti per 4 persone:
  • spaghetti q.b
  • 1 scalogno
  • 300g vongole
  • 4 scampi
  • 300 g cozze
  • 400 g di calamari
  • 8 gamberi
  • aglio, pepe e sale

Procedimento:

Preparare una base con lo scalogno, l’aglio e un cucchiaio di olio. Dopo averlo fatto scaldare bene aggiungere il pesce precedentemente lavato, pulito e tagliato. Lasciarlo cuocere per una 10ina di min. bollire a parte gli spaghetti ed a metà cottura trasferirli nella padella dove avete preparato la base di pesce. Portate a termine la cottura della pasta aggiungendo un po di acqua di cottura e servite.

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Federica Fersini (Biologa)

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