Frutta e pesticidi: come eliminarli? Effetti e rischi.

Come eliminare i pesticidi da frutta e verdura? E quali effetti può avere, il consumo di ortofrutticoli contaminati, sulla salute? Cercheremo di rispondere a questi, ed altri interrogativi, nell’articolo.

Frutta e pesticidi: come eliminarli? Effetti e rischi

    Indice Articolo:

  1. Perche si usano?
  2. Rischi
  3. In quali alimenti?
  4. Come eliminarli
  5. Approfondimenti

Perché si usano i pesticidi per la frutta e verdura?

Frutta e verdura, alimenti fondamentali per la salute, spesso e volentieri contengono residui di pesticidi.

Questi non sono altro che dei prodotti, disciplinati dal Regolamento (CE) 1107/2009, aggiunti alle colture con lo scopo di regolarne la crescita o proteggerle da malattie ed infestazioni.

Il regolamento suddetto, in realtà, si applica ad una particolare categoria di pesticidi, quella dei fitosanitari, che include prodotti, sostanze attive e coadiuvanti, da applicare esclusivamente sui vegetali o parti di essi. Altri pesticidi, che non tratteremo in questa sede, vengono utilizzati su animali nocivi e portatori di malattie, quali topi, ratti ed insetti, e vengono definiti biocidi.

I pesticidi fitosanitari, grazie alla presenza di particolari farmaci o microrganismi, sono in grado di:

  • proteggere i vegetali e i loro prodotti, quali appunto la frutta, dagli organismi nocivi e dai loro effetti (fungicidi, acaricidi, insetticidi e nematocidi);
  • distruggere i vegetali infestanti o parti indesiderate (erbicidi);
  • favorire l’accrescimento, o altri processi vitali, delle piante (fitoregolatori).

Il fitosanitario ideale, oltre ad essere efficace, dovrebbe essere privo di effetti nocivi sulla salute delle piante trattate, nonché degli organismi che di tali piante si nutrono. Per tali motivi, è fondamentale che i residui eventualmente presenti non superino i livelli massimi previsti dal Regolamento (CE) 396/2005, ricavati in base alla valutazione delle proprietà dei principi attivi e della destinazione d’uso dei vari pesticidi.

Ma i fitosanitari sono dannosi per la salute? Ne parliamo nel prossimo paragrafo.

Pesticidi negli ortofrutticoli: i rischi.

Un aspetto molto importante da approfondire è quello relativo alla sicurezza dei fitosanitari. Come mostrato dal rapporto del Ministero della Salute, infatti, buona parte di frutta e verdura da noi consumate contengono residui di questi prodotti. Ma esistono rischi per la salute? Iniziamo col dire che in Europa, il controllo dei potenziali pericoli e rischi, spetta al settore pesticidi della European Food Safety Authority (EFSA).

In seguito ad una revisione dei dati disponibili, gli esperti hanno concluso che - dei 41 principi attivi presenti nei pesticidi - 15 rappresentano motivo di preoccupazione per i possibili effetti sul sistema ormonale. Il che significa che alcuni di essi possono alterare la produzione, la secrezione, il trasporto ed il metabolismo degli ormoni: mediatori chimici che regolano il metabolismo, o altre attività, di specifici organi e tessuti.

Ma quali ormoni?

Studi sperimentali dimostrano che i fitosanitari possono interferire con gli ormoni coinvolti nello sviluppo dell’encefalo, nella regolazione dei comportamenti complessi e delle funzioni riproduttive, ovvero:

  • gli ormoni tiroidei (T3 e T4);
  • gli ormoni neuroipofisari (ossitocina e vasopressina);
  • gli ormoni sessuali maschili e femminili, prodotti dalle ghiandole surrenali.

L’ingestione di ortofrutticoli contaminati dovrebbe destare particolare attenzione nei bambini, ma anche in gravidanza e durante l’allattamento, perché potrebbe aumentare il rischio di disturbi neuroendocrini e comportamentali. In un rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità, infatti, si è parlato del ruolo del chlorpyrifos (insetticida e acaricida) nell’insorgenza di questi disturbi: sembra, infatti, che piccole dosi del pesticida possano alterare la plasticità cerebrale, ovvero lo sviluppo del cervello in funzione degli stimoli ambientali.

In uno studio epidemiologico, che ha coinvolto ben 254 bambini durante i primi tre anni di vita, sono stati valutati gli effetti dell’esposizione al chlorpyrifos. Gli autori hanno esaminato lo sviluppo cognitivo e motorio al 12°, 24° e 36° mese di età: dai risultati è emerso che, i bambini più esposti al chlorpyrifos, hanno totalizzato punteggi più bassi nella scala dello sviluppo cognitivo e psicomotorio rispetto a quelli meno esposti (Rauh et al., 2006).

Questi dati, dunque, avallano l’ipotesi che l’esposizione ad alcuni pesticidi, in utero o nei primi anni di vita, possa rallentare lo sviluppo mentale e motorio, e predisporre alla sindrome da deficit di attenzione e iperattività (un disturbo evolutivo caratterizzato da difficoltà di attenzione e concentrazione, nonché di controllo degli impulsi).

Ma quali sono gli ortofrutticoli che più ne contengono? Quali, invece, i meno contaminati? Scopriamolo!

Pesticidi in frutta e verdura: dove si concentrano?

Nel 2012, il Ministero della Salute ha pubblicato i risultati di un controllo ufficiale, effettuato su 5.934 campioni provenienti da tutta Italia, avente lo scopo di determinare i livelli dei fitosanitari in frutta e verdura. Dall’indagine sono emersi alcuni dati molto importanti, primo fra tutti la presenza di campioni irregolari, ovvero con residui di pesticidi superiori ai limiti consentiti, pari allo 0,5% del totale.

Li vediamo schematizzati nella tabella successiva, con l’indicazione dei pesticidi riscontrati e delle loro caratteristiche.

Ortofrutticoli con residui superiori ai limiti consentiti
Frutta:
  • albicocche (carbendazim, fungicida);
  • banane (malathion, insetticida e acaricida);
  • ciliegie (procimidone, fungicida);
  • limoni (malathion, fungicida);
  • mandarini (tetradifon, insetticida e acaricida);
  • clementini (fenthion e derivati, insetticidi);
  • arance (dimethoate, insetticida e acaricida);
  • pesche (dimethoate, insetticida e acaricida);
  • prugne (carbendazim, fungicida);
  • uva da tavola (procimidone e folpet, fungicidi);
  • meloni (acetamiprid, insetticida).
Ortaggi:
  • fagioli con baccello (dimethoate, insetticida e acaricida, oxadyl e oxamyl, insetticidi e nematocidi);
  • pomodori (difenilammina, regolatore della crescita);
  • bietole (iprodione, fungicida e nematocida)
  • carote (propargite, acaricida, e chlorpyrifos, insetticida e acaricida);
  • sedano (chlorpyrifos-methyl, insetticida e acaricida);
  • zucchine (oxamyl, insetticida e nematocida, ed heptachlor epoxide, insetticida);
  • lattuga (chlorpyrifos, insetticida e acaricida);
  • prezzemolo (chlorpyrifos, fungicida e acaricida, e bupirimate, fungicida).

Del 99,5% dei campioni regolari, il 61,8% è risultato completamente privo di residui, mentre il 37,7% conteneva residui in quantità inferiori ai limiti di legge. È interessante notare come, nella frutta, sia stata rilevata una presenza maggiore di uno o più residui di pesticidi. Ciò può essere spiegato col fatto che, gli alberi da frutto, vengono trattati con più principi attivi (in quanto i frutti sono attaccati da un numero maggiore di agenti infestanti) in diverse fasi del loro ciclo vitale (fioritura, fruttificazione, post-raccolta).

Nella tabella successiva, riportiamo gli ortofrutticoli con più, meno e senza pesticidi.

Ortofrutticoli regolari
Campioni con più residui
Frutta:
  • pere (71,7%)
  • banane (65,3%)
  • fragole (65,2%)
  • uva da tavola (57,8%)
  • mandarini (57%)
  • mele (54,8%)
  • ciliegie (52,9%)
  • arance (52,7%)
  • lamponi (50%)
  • mirtilli (50%)
  • albicocche (49,2%)
  • pesche (47,2%)
  • prugne (41,8%)
  • limoni (41,5%)
  • ananas (38,9%)

Ortaggi:

  • sedano (70,5%)
  • lattuga (53,4%)
  • cavolfiore (51,1%)
  • bietole (41,3%)
  • finocchi (32,1%)
  • patate (34,2%)
  • scarola (30,7%)
  • peperoni (30,6%)
  • spinaci (29,8%)
  • pomodori (29,6%)
  • prezzemolo (27,8%)
  • cetrioli (25,5%)
  • carote (22,8%)

Campioni con meno residui

Frutta:

  • uva da vino (23,9%)
  • kiwi (20%)
  • meloni (17%)
  • castagne (12,5%)
  • nespole (11,1%) 

Ortaggi:

  • fagioli con baccello (20,3%)
  • broccoli (13%)
  • melanzane (12%)
  • zucchine (10,4%)
  • carciofi (5,2%)
  • cipolle (2,4%)

Campioni senza residui

Frutta:

  • fichi d’India
  • fichi
  • cocco
  • cachi
  • cachi americano
  • melagrana
  • uva spina
  • avocado
  • noci
  • nocciole
  • noci brasiliane
  • anacardi
  • pistacchi

 Ortaggi:

  • rape
  • aglio
  • piselli con baccello
  • mais

Come eliminare i residui da frutta e verdura?

Qui di seguito, riportiamo alcune dritte per minimizzare il consumo di pesticidi con gli ortofrutticoli:

  • privilegiate gli alimenti meno contaminati, come quelli visti in precedenza;
  • lavate con cura gli alimenti in acqua corrente, aiutandovi magari con spazzolini o sostanze abrasive come il bicarbonato. A tal proposito è bene precisare che l’uso di disinfettanti quali l’amuchina, attiva sui germi, non servirà ad eliminare i residui;
  • laddove sia possibile, sbucciate la frutta e gli ortaggi, in quanto i pesticidi tendono ad accumularsi in superficie.

Per avere la certezza di mangiare frutta e verdura prive di pesticidi, tuttavia, c’è solo una cosa da fare: coltivarla da sé!

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Jessica Zanza ( Farmacista)

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