Fluoro: fa bene o fa male? Dove si trova? Benefici ed effetti collaterali.

Dove si trova il fluoro, un minerale tra i più conosciuti? Contenuto prevalentemente nelle acque e negli alimenti, apporta benefici alle ossa e allo smalto dei denti, e previene anche molte altre patologie. Tuttavia, esso può provocare diversi effetti collaterali anche a livello neurologico e tiroideo.

Fluoro: fa bene o fa male? Dove si trova? Benefici ed effetti collaterali

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Benefici
  3. Effetti collaterali
  4. Fluoroprofilassi
  5. Approfondimenti

Caratteristiche del fluoro.

Il fluoro, chimicamente parlando, è un minerale che di norma si trova nel suolo, nelle acque e nei tessuti vegetali e animali. Nell'uomo è presente sia nei tessuti duri (denti e ossa) che nel sangue (circa 2,8 mg ogni 100 ml), per un totale complessivo di circa 3-7 mg, e viene eliminato dall'organismo mediante urine e sudore, in una quantità di circa 3 mg al giorno.

Ma qual è il fabbisogno giornaliero di fluoro? La risposta non è tanto semplice, poiché questi valori sono ancora oggi controversi; si stima che vadano da 1 a 4 mg al giorno, in particolare 4 mg per gli adulti e 2,5 mg per gli adolescenti. Ovviamente, non essendoci conferme scientifiche, si tratta di cifre indicative e molto variabili di caso in caso.

Ma procediamo con ordine e, prima di tutto, conosciamo meglio questo elemento chimico: sai che funzioni svolge nell’organismo?

Il ruolo biologico di questo minerale.

 La funzione biologica del fluoro si esplica in particolare a livello di denti e ossa, ciò significa che interviene, nel nostro organismo, sui processi di mineralizzazione dei cosiddetti tessuti duri, cioè quelli che vengono impregnati di minerali, come appunto il sistema scheletrico e l’apparato dentario. Lo sai che, secondo diverse stime, ben il 95% del fluoro presente nell'organismo sarebbe contenuto in questi due tessuti? Per quanto riguarda la funzione biologica di questo minerale possiamo dire che:

  • A livello delle ossa favorisce il processo di deposizione del calcio, che aumenta la resistenza del tessuto. Oltre a favorire la fissazione di calcio, il fluoro impedisce anche che questo si depositi nei tessuti molli, come per esempio i legamenti delle articolazioni, evitando quindi calcificazioni tissutali non richieste.

Puoi approfondire qual'è il ruolo del calcio nell'organismo umano.

  • A livello dentario interviene nella mineralizzazione dello smalto durante la dentizione del bambino, rendendo i denti resistenti e duri. Durante questo processo di mineralizzazione, in cui si costituisce lo smalto dentario, il fluoro forma la fluoriapatite, un minerale molto più resistente all'attacco degli acidi che si creano nella bocca dopo aver mangiato. Gli acidi prodotti, infatti, favoriscono la demineralizzazione dello smalto dentario, poiché provocano la disgregazione dei minerali in esso contenuti, ma la presenza di fluoroapatite è una difesa davvero efficace contro questo attacco. In età adulta, il fluoro aiuta la remineralizzazione dello smalto, che subisce continue aggressioni da parte degli acidi, e riduce, inoltre, la formazione della placca, inibendo il metabolismo batterico che ne è la causa.

Capito quanto è importante il ruolo del fluoro per il corpo umano? Adesso cerchiamo, invece, di scoprire dove è possibile trovarlo!

Dove si trova il fluoro?

Può sembrare strano eppure la fonte principale di fluoro è l'acqua potabile, grazie al processo di fluorizzazione, che prevede l’aggiunta di fluoruri (sali dell’acido fluoridrico) nell’acqua, senza superare la quantità di 1,5 mg per litro. Ma, oltre ad essere bevuto, il fluoro si ritrova anche in diversi alimenti, per esempio:

  • Nel tè, in foglie e in polvere (anche nel tipo deteinato), che contiene una quantità di questo minerale compresa tra 0,37 e 0,26 mg per 100 di prodotto.

  • Nell'uva essiccata e nei suoi derivati, come per esempio il vino bianco e rosso, che contengono rispettivamente 0,23 mg, 0,20 mg e 0,10 mg di fluoro per 100 g di prodotto.

In concentrazioni minori, variabili da 0,09 mg a 0,02 mg sempre per 100 g di prodotto, il fluoro si può ingerire:

  • Nei vegetali come le patate (specialmente se consumate lessate e con tutta la buccia), nei cereali, nel succo d'arancia, nelle mele, negli spinaci e nelle carote.

  • Nei prodotti di origine animale, come uova e formaggio.

  • Nelle carni di manzo.

  • Nel pesce, come merluzzo, tonno in scatola sott'olio, salmone e frutti di mare.

L'assorbimento del fluoro contenuto nell’acqua e negli alimenti è prevalentemente intestinale, infatti, una volta assorbito dall'intestino (circa il 90% del totale ingerito), si sposta poi al sangue e da lì ai tessuti duri.

Benefici ed effetti collaterali di questo importante elemento chimico.

 

Occupiamoci adesso dei benefici che il fluoro può apportare al nostro organismo e vediamo anche quali danni potrebbero verificarsi in caso di sua carenza. Insomma, a che cosa fa bene questo minerale?

I benefici del fluoro sono strettamente correlati alla sua funzione biologica, di cui abbiamo precedentemente parlato. Perciò, esso risulta particolarmente utile perché:

  • Previene osteoporosi e fratture: grazie al suo ruolo nella fissazione del calcio osseo, il fluoro è utile per rafforzare l’intero apparato scheletrico.

  • Tiene lontana la carie dentaria: grazie al ruolo che ricopre nella mineralizzazione dello smalto dentario, il fluoro sembra essere un ottimo alleato contro gli attacchi batterici che provocano la carie.

  • Favorisce la riacutizzazione dell'udito: negli anziani il fluoro può aiutare a sentire meglio, sempre grazie alla mineralizzazione ossea, che coinvolge anche gli ossicini presenti nell'orecchio interno.

  • Protegge il sistema cardiovascolare: il fluoro previene la calcificazione dei tessuti molli e ne aiuta la decalcificazione. Questo vale anche per le arterie e tutto il sistema cardiovascolare, in cui evita la formazione di placche aterosclerotiche da calcificazione arteriosa.

Alla luce di ciò, è evidente che la carenza di fluoro può portare a dei seri problemi per l'organismo umano, se viene a mancare il corretto fabbisogno giornaliero di questa sostanza, un valore che, come abbiamo già accennato, è tuttora oggetto di discussione.

Che succede, invece, nel caso opposto, quando si esagera con il fluoro? Nel prossimo approfondimento, ti faremo conoscere anche gli effetti indesiderati che un surplus di questo minerale può causare alla tua salute!

Effetti collaterali del fluoro.

Sebbene il fluoro apporti indiscutibili benefici, una sua assunzione prolungata, o in quantità superiori alle dosi consigliate, può causare seri problemi, facendo insorgere vere e proprie patologie, anche di grave entità. In particolare, se ne fai un uso eccessivo potrebbero sopraggiungere questi disturbi:

  • Fluorosi dentaria: è una patologia che colpisce l’apparato dentario durante la fase di amelogenesi, quella cioè in cui viene deposto lo smalto sui denti permanenti, pertanto, di solito, ne soffrono soggetti di un'età compresa tra i 2 e i 3 anni, ma possono verificarsi casi di fluorosi fino agli 8 anni di età. Il problema si manifesta con alterazioni dello smalto dentario, in particolare i denti risultano opachi e macchiati, con una condizione chiamata marmorizzazione (comparsa di chiazze biancastre). In genere si tratta più che altro di un’alterazione estetica, ma nelle forme più gravi possono formarsi dei micro fori e delle cavità nello smalto, che rendono il dente fragile, predisponendolo all'insorgenza di carie.

  • Fluorosi scheletrica: è una patologia causata da un sovradosaggio di fluoro e consiste nell'aumentata rigidità delle ossa, le quali si induriscono in maniera anomala. Ciò è causa di dolori articolari, difficoltà nei movimenti e nella deambulazione e rigidità delle articolazioni. L’intossicazione può colpire durante l’infanzia ed essere invalidante per tutta la vita.

  • Problemi neurologici: sembra che elevati livelli di fluoro producano problemi al cervello e al sistema nervoso centrale. In particolare, questo minerale potrebbe provocare deficit cognitivi, difficoltà di concentrazione e di memoria, risultando in generale neurotossico (tossico per i tessuti nervosi), tanto da causare, nei casi più gravi, addirittura paralisi!

  • Problemi tiroidei: a causa della sua possibile azione sul sistema endocrino, sembra che il fluoro possa provocare disturbi alla tiroide, in particolare agirebbe inibendo la formazione degli ormoni tiroidei e causando, quindi, forme di ipotiroidismo, con tutti i sintomi che ne conseguono, compreso l’aumento di peso corporeo (da qui la convinzione, per lo meno semplicistica, che il fluoro faccia ingrassare)..

  • Inibizione enzimatica: troppo fluoro può causare l'inibizione di alcuni enzimi, come le fosfatasi, importanti per numerosi processi biologici nell'organismo, in particolare per la sintesi delle vitamine.

  • Effetto cancerogeno: sebbene gli studi non abbiano dimostrato una valida e solida correlazione tra assunzione di fluoro e sviluppo di tumori, sembrerebbe che ingerire questa sostanza aumenti il rischio di cancro alle ossa o al fegato. Però, ripetiamo, non ci sono vere prove a supporto di questa tesi!

Queste controindicazioni non devono essere trascurate, ma vanno comunque valutate con la dovuta cautela prima di saltare a conclusioni affrettate.

Nel prossimo paragrafo, invece, approfondiremo un argomento molto interessante, che riguarda l’assunzione programmata di fluoro per adulti e bambini!

Cos’è la fluoroprofilassi?

 Dal 1942, quando lo statunitense Henry Trendley Dean introdusse questa novità, è in voga la fluoroprofilassi, cioè la somministrazione di fluoro in gravidanza e ai bambini (ma talvolta anche agli adulti) per prevenire la formazione delle carie o rafforzare lo smalto dentale. Gli specialisti indicano di solito le corrette modalità per questo procedimento, ma attualmente vi è un acceso dibattito sull'utilità o meno di tale pratica. Che ne dici di imparare qualcosa di più sull’argomento?

Quando e come somministrare fluoro a gestanti e bambini.

La fluoroprofilassi, secondo i dentisti più esperti, va iniziata in determinati periodi e con determinate modalità per risultare efficace. No all’improvvisazione, dunque! La somministrazione deve iniziare in gravidanza e continuare fino ai 6-8 anni di età. In particolare:

  • L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sostiene che il fluoro vada somministrato alle gestanti a partire dal secondo trimestre di gravidanza e fino al termine della gravidanza. Intorno al quarto mese di gestazione, infatti, iniziano a costituirsi le gemme dentarie del feto e, di conseguenza, questo minerale aiuta a formare uno smalto forte e resistente, che durerà sia per i denti da latte che per quelli permanenti. Se la madre assume fluoro fino alla fine della gravidanza e nelle quantità corrette, non sarà necessario somministrare fluoro al neonato fino ai sei mesi di vita.

  • Una volta passati i sei mesi, le riserve di fluoro passate dalla madre al bambino si esauriscono e pertanto è necessario somministrargli il fluoro fino all'età di 8-12 anni, in base al parere del medico.

Vuoi sapere la quantità di minerale da ingerire con questa procedura? Te ne parleremo nel prossimo paragrafo!

Quali sono le dosi consigliate per la fluoroprofilassi?

Ma allora, in concreto, il fluoro come viene somministrato? Mediante compresse, con una posologia di 1 mg al giorno per le donne in gravidanza. Tuttavia, bisogna tener conto di un ulteriore dato: se la mamma in attesa beve dell’acqua che contiene molto fluoro (da 07 mg a 1 mg per litro), non occorrono compresse o altre integrazioni. Anzi, l’eccesso può essere solo dannoso! Ecco perché è sempre opportuno rivolgersi al medico (ginecologo o pediatra), per stabilire il corretto dosaggio anche in considerazione delle diverse abitudini alimentari.

Come regolarsi, invece, dopo la nascita del bambino? Per i più piccoli le dosi dipendono soprattutto da due fattori: peso ed età; queste sono le indicazioni per le varie fasce di età:

  • Per bambini di età inferiore ai 2 anni si raccomanda l'assunzione di 0,25 mg al giorno di fluoro.

  • Dai 2 ai 4 anni, si consiglia di assumere una quantità giornaliera di 0,50 mg.

  • Dai 4 anni in poi la quantità giornaliera è di 1 mg.

In relazione al peso, la somministrazione di fluoro, invece, deve avvenire così:

  • Per bambini con peso compreso tra 5 e 10 kg la posologia è di 0,25 mg al giorno.

  • Se il peso è incluso tra i 10 e i 15 kg, la dose giornaliera è di 0,50 mg.

  • Quando il peso aumenta a 15-20 kg, il quantitativo di fluoro giornaliero è di 0,75 mg.

  • Per bambini oltre i 20 kg di peso, si raccomanda l'assunzione di 1 mg di fluoro al giorno.

Questo minerale può essere assunto anche attraverso i dentifrici, che hanno diverse concentrazioni da utilizzarsi in base all'età. In particolare, vi sono prodotti indicati per bambini da 0 a 6 anni (con un contenuto di fluoro di 500 ppm, cioè parti per milione), da 6 a 12 anni (1000 ppm) e per adulti (1500 ppm). Però, poiché i più piccoli hanno sempre la tendenza a inghiottire parte del dentifricio con cui si lavano i denti, i genitori devono controllare che l’ingestione di fluoro non diventi incontrollata e, quindi, nociva!

Ma cosa pensano oggi gli studiosi sulla fluoroprofilassi? Sono tutti d’accordo sulla sua utilità? Vediamo quali sono i giudizi più diffusi e perché esistono perplessità su questa pratica!

Opinioni degli esperti sulla somministrazione di fluoro.

Se fino a qualche tempo fa la fluoroprofilassi veniva consigliata largamente a tutti, in special modo alle donne in gravidanza e ai bambini (come abbiamo visto nel paragrafo precedente), adesso vi sono alcuni esperti che hanno fatto "retromarcia". Il cambio di opinione è relativo a due specifiche questioni:

  • La non sicurezza della dose massima tollerata, cioè di quel quantitativo di fluoro oltre il quale gli effetti avversi superano quelli benefici. Si è messa in evidenza, infatti, la tendenza del fluoro a causare fluorosi e danni neurologici anche a quantità non sospettate come tossiche.

  • La convizione di alcuni esperti, i quali sottolineano che i danni da fluoro vengono provocati dalla somministrazione per via orale; questa presenterebbe solo effetti nocivi e pochi o addirittura nessun beneficio, poiché, sempre secondo gli specialisti del settore, solo l’applicazione locale (direttamente sui denti) porterebbe reali vantaggi, mentre la somministrazione sistemica predisporrebbe l'organismo ad accumulare fluoro e non esplicherebbe alcuna azione benefica.

Ad oggi, però, nonostante i lunghi dibattiti e gli studi effettuati all’interno della comunità scientifica internazionale, non si è arrivati a una conclusione unanime che elimini ogni incertezza!

Alla fine di questo nostro articolo il dilemma resta: il fluoro fa bene o fa male? I pareri discordanti sulla fluoroprofilassi fanno riflettere, ma di certo nessuno può mettere in dubbio il ruolo importantissimo svolto da questo minerale nel corretto funzionamento dell’organismo. Ora sta a te agire con prudenza e non strafare, affidandoti all’esperienza del tuo medico di fiducia che saprà aiutarti a godere dei tanti benefici del fluoro, ma senza correre rischi!

Supervisione: Maria Grazia Cariello Collaboratori: Dott.sa Margherita Mazzola (Biologa - Nutrizionista)- Dott.sa Luigia Torrusio

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