Fitoterapia prostata.

La fitoterapia per la prostata risulta molto efficace nei trattamenti delle varie patologie che affliggono quest’organo. La fitoterapia può essere usata, infatti, sia per coadiuvare le normali cure farmacologiche, sia, in alcuni casi, per sostituirle completamente. Scopriamo insieme come agiscono le piante e le composizioni fitoterapiche nella cura delle varie forme di prostatiti e della iperplasia prostatica, e gli effetti positivi di piante come: l’ortica, la quercetina, la serenoa repens, il cernilton ecc

Fitoterapia prostata

Le forme di prostatite.

Con il termine prostatite si indica un’infiammazione alla ghiandola prostatica che colpisce gli uomini prevalentemente in età adulta: risulta, infatti, piuttosto rara nei giovani e nei ragazzi in età prepuberale.

Questa infezione viene distinta in:

  • Prostatite di categoria I o prostatite acuta batterica.
  • Prostatite di categoria II,  un’infezione cronica e ricorrente e piuttosto dolorosa.
  • Prostatite categoria IIIa, infiammazione cronica della prostata con un elevato numero di leucociti nel secreto prostatico, nell’urina e nello sperma.
  • Prostatite categoria IIIb, infiammazione cronica con basso numero di leucociti nel secreto prostatico, nell’urina e nello sperma.
  • Prostatite di categoria IV, infezione asintomatica con presenza di leucociti o anche di batteri nel secreto prostatico, nell’urina e nello sperma.

Un’altra forma molto comune di patologie alla prostata è l’iperplasia prostatica benigna o BPH che si manifesta con un aumento del volume di questa ghiandola, che va a comprimere l’uretra rendendo difficili le funzioni urinarie.

Come curare le prostatiti con la fitoterapia.

La fitoterapia risulta molto efficace soprattutto nella cura delle prostatiti di categoria IIIa e IIIb, di cui al punto precedente. Uno dei prodotti maggiormente utilizzato è il Cernilton che viene generato dal polline delle api ed ha effetti antinfiammatori e antiandrogenici. Nei pazienti non interessati da complicazioni particolari come calcoli, sclerosi del collo ecc, il cernilton migliora soprattutto i parametri urinari diminuendo gli effetti della minzione prolungata. Il cernilton va assunto sotto forma di polvere, come estratto dei fiori. Si consiglia l’assunzione giornaliera di circa 60 mg  2-3 volte al giorno. Un’altra sostanza che ha effetti molto benefici è la quercetina, contenuta nel vino, nel tè verde e nell’aglio. La quercetina possiede qualità antiossidanti e antinfiammatorie, che migliorano notevolmente la sintomatologia dolorosa delle prostatiti e va assunto quotidianamente sotto forma di estratto secco.

Come curare l’iperplasia prostatica.

La fitoterapia prostata è un’ottima soluzione che può essere utilizzata sia come coadiuvante della cura farmacologica, che come  trattamento unico nel caso in cui i sintomi non siano rivelatori di un disturbo importante. La fitoterapia è anche consigliata come trattamento preventivo da utilizzare in media circa 2-3 volte all’anno, soprattutto dopo che si è superato i 40 anni di età. I trattamenti fitoterapici risultano  molto ben tollerati dall’organismo.

Nel caso dell’iperplasia prostatica vengono utilizzati dei prodotti a base di Ortica, Echinea e Uva ursina che hanno qualità antiandrogene, antiestrogene, antinfiammatorie e disinfettanti delle vie urinarie. L’Ortica, per esempio, ha un’azione diretta sulla BPH in quanto inibisce la formazione delle fibrocellule lisce della prostata causa proprio del doloroso rigonfiamento: l’effetto dell’assunzione dell’ortica è cioè una diminuzione del gonfiore e di un miglioramento della minzione. La parte della pianta utilizzata è la radice, e la forma migliore di assunzione è quella dell’estratto secco: se ne consiglia l’assunzione giornaliera due volte al giorno lontano dai pasti per una quantità di circa 8-12 milligrammi.

La radice dell’echinea, invece, ha ottimi effetti sulla vescica irritabile e sulle infiammazioni batteriche della vescica di cui riduce la sintomatologia. La radice dell’echinea viene usata sotto forma di estratto secco, se ne consiglia l’uso in quantità non superiore ai 600-800 mg per circa 8 settimane.

Infine le foglie dell’uva ursina sono un ottimo disinfettante delle vie urinarie ed hanno un effetto diuretico che favorisce la fuoriuscita dell’urina. L’azione dell’uva ursina può essere ulteriormente potenziata da una dieta ricca di verdure. L’uva ursina può essere assunta sotto forma di compresse circa due volte al giorno, oppure sotto forma di decotto o di tisana di cui bisognerebbe bere 3-4 tazze al giorno. La tisana va preparata con due grammi di uva ursina in polvere e 150 ml di acqua. La combinazione di queste piante insieme alla Serenoa repens può avere effetti molto positivi sull’iperplasia benigna. L’uso di queste piante non presenta  effetti collaterali di rilievo.

Gli effetti delle Serenoa repens.

La serenoa repens o palmetto della Florida, è una palma nana dalle larghe foglie munite di bacche di colore rosso. Questa palma cresce spontaneamente in America settentrionale e in Nord Africa. La serenoa è molto efficace nel primo stadio dell’iperplasia, quando cioè si verificano soprattutto i disturbi delle vie urinarie, e in qualche caso anche nel secondo stadio della patologia quando la vescica non riesce mai a svuotarsi completamente. Questa pianta possiede ottime qualità antinfiammatorie, antiedemigene e antiestrogeniche. Essa consente un aumento della produzione di didrotestosterone che allevia la compressione dell’uretra, e inibisce la produzione di vari fattori infiammatori contribuendo ad una diminuzione generale dell’infiammazione alla prostata. Recenti ricerche hanno dimostrato anche la positività dell’azione di questa pianta nei soggetti affetti da cancro alla prostata (adenocarcinoma prostatico). La serenoa repens va assunta per circa trenta giorni due volte al giorno, mattina e sera, sotto forma di estratto lipido in granuli. Si consiglia una quantità di circa 160 milligrammi.

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