Fiori di Bach: funzionano? Usi, posologia, benefici e controindicazioni

I fiori di Bach trovano applicazione rispetto a numerose problematiche, dall’insonnia all’irritabilità, dallo stress all’ansia. Al pari di altri rimedi naturopatici, essi hanno conosciuto una certa diffusione grazie al fatto che sono privi di effetti collaterali e possono essere impiegati anche in un’ottica di prevenzione del malessere.

    Indice Articolo:
  1. Fitoterapia di Bach
  2. Benefici dei fiori
  3. Guaritori, aiuti ed assistenti
  4. Pronto soccorso
  5. Distensione in base agli stati emotivi
  6. Contro l'incertezza
  7. Per chi soffre di solitudine
  8. Fiori per la paura
  9. Per chi fugge dal presente
  10. Contro l'ipersensibilità
  11. Per chi è troppo altruista
  12. Fiori per chi è scoraggiato
  13. La memoria dell'acqua
  14. Metodo del sole
  15. Bollitura
  16. Posologia

Il riconoscimento della loro efficacia resta comunque controverso e non è difficile trovare critiche circa la scientificità dei principi che ne regolano l’assunzione e ne spiegano le modalità di azione. Cerchiamo dunque di esplorare il mondo della più conosciuta floriterapia e come agiscono i 38 rimedi del dottor Edward Bach, quali sono i benefici della cura dolce e come riescono a restituire armonia al corpo ed alla mente.

Cosa pensa la medicina tradizionale?

Il fatto che le emozioni negative vissute possano essere strettamente connesse a malesseri di tipo fisico, in effetti, rappresenta uno dei pilastri di fondo della medicina psicosomatica, branca che è di certo più accreditata e sviluppata al giorno d’oggi che negli anni in cui Bach aveva iniziato a proporre la sua terapia alternativa che agiva essenzialmente sulla sfera emotiva e sugli stati d’animo connessi agli eventi di vita.

Le critiche alla floriterapia di Bach non si concentrano dunque sull’affermazione dell’unitarietà tra mente e corpo quanto sul concetto della“memoria dell’acqua”, che viene accusato dai detrattori di scarsa scientificità, peer cui la validità dei fiori di Bach è rimandata al cosiddetto “effetto placebo” secondo il quale i cambiamenti nello stato psicofisico del soggetto potrebbero essere spiegati dalla sua semplice convinzione di stare assumendo un principio benefico.

Cosa è floriterapia di Bach?

La floriterapia di Bach è una forma terapeutica alternativa che è stata sviluppata dal medico britannico che ha dato il nome a questo metodo, Edward Bach. Laureatosi in medicina nel primo decennio del Ventesimo secolo, Bach si dedicò dapprima all’attività medica convenzionale per dedicarsi poi allo studio di un nuovo metodo di guarigione basato sull’assunzione di alcuni rimedi del tutto naturali, accessibili e privi di effetti collaterali.

Bach, infatti, era convinto che la medicina tradizionale si concentra troppo sulla malattia e sui suoi sintomi e troppo poco sulla persona malata e sulla sua condizione psicofisica generale. Spesso stati emotivi e condizioni psicologiche sono all’origine di un blocco del flusso energetico dell’organismo e di una conseguente condizione di sofferenza anche fisica dei suoi pazienti.

Strettamente legato a questa convinzione era anche il convincimento che ogni individuo avesse in sé un’innata capacità di auto-diagnosi oltre che di auto-guarigione.

Orientato da questi principi generali, lasciandosi guidare dalla sua sensibilità di guaritore e dall’aver sperimentato che curando la personalità e il disagio emotivo dei suoi pazienti essi guarivano anche nel corpo, Bach cominciò a cercare nella natura i diversi rimedi in grado di influire su emozioni e stati mentali riportando l’organismo al suo stato di equilibrio energetico.

Valutando su se stesso gli effetti dell’assunzione di fiori e piante non velenose riuscì a sperimentare l’efficacia e gli effetti dei 38 rimedi floreali che vengono utilizzati ancora ai giorni nostri.

Le cure naturali della floriterapia di Bach sono adatte anche durante l’infanzia in quanto prive di rischi per la salute dei piccoli.

Ma quali sono i fiori di Bach e quali i loro benefici? Elenco delle diverse tipologie.

La classificazione dei 38 fiori proposta da Bach, corrisponde ad una classificazione delle problematiche su cui essi possono intervenire oltre che dei tipi di personalità che possono essere connessi a particolari blocchi energetici potenzialmente patologici.

In merito, una prima classificazione proposta da Bach è quella tra “guaritori”, “aiuti” ed “assistenti”. Una seconda classificazione dei fiori, invece, ne prevede proprio la suddivisione in base agli stati d’animo su cui essi intervengono.

I 12 guaritori sono: I sette aiuti sono: I 19 assistenti sono:
Agrimony contro ansia e tormento. Gorse per chi ha sofferto di una grave malattia ed è scoraggiato. Aspen (Pioppo), contro l’ansia e la paura di un futuro indeterminato.
Centaury contro la debolezza di carattere. Heather (Erica), per chi ha scarsa stima di se. Beech (Faggio), per chi non tollera gli errori altrui e reagisce con arroganza.
Chicory per chi è invadente e possessivo. Oak (Quercia), per chi è infaticabile sul lavoro. Willow (Salice giallo) per chi si sente vittima ed oppresso dal prossimo.
Clematis per chi è insofferente della realtà e la sfugge nei sogni. Olive (Olivo), per chi, come l’olivo combatte da secoli e non ha più la forza. Cherry Plum (Prugno), per chi invece non riesce a tenere tutto sotto controllo.
Gentian, contro il pessimismo e lo scoramento. Rock Water (Acqua di fonte), per chi è rigido nello stile di vita, incapace di concedersi gioie. Chestnut Bud (Gemma di Ippocastano bianco), per chi rimane infantile e non cresce.
Impatiens contro l’impazienza di chi non riesce a legare con gli altri. Vine (Vite), per chi è autoritario e pretende che tutti obbediscano. White Chestnut (Ippocastano bianco), contro i pensieri opprimenti.
Mimulus per coloro che soffrono di paure a contatto con il mondo. Wild Oat (Avena selvatica). per chi è divorato dall’ambizione. Mustard (Senape selvatica), contro la depressione,
Cerato per chi ha scarsa fiducia in se stesso.   Wild Rose (Rosa selvatica), contro l’apatia.
Rock Rose per gli attacchi di panico.   Walnut (Noce), contro l’ansia di cambiamenti anche legati all’età.
Scleranthus per gli indecisi.   Sweet Chestnut (Castagno dolce), contro la disperazione.
Vervain per i fatalisti preda di facili entusiasmi.   Honeysuckle (Caprifolgio), per chi vive nel passato.
Water Violet per i solitari che rifuggono gli altri esseri umani.   Holly (Agrifoglio), contro l’invidia che acceca la mente.
    Crab Apple (Melo selvatico), contro la sensazione di inadeguatezza sia fisica che mentale.
    Elm (Olmo inglese), per chi non riesce a sopportare le crescenti responsabilità.
    Hornbeam (Carpino bianco), contro la debolezza psicologica.
    Larch (Larice), contro i complessi di inferiorità.
    Pine (Pino silvestre), contro i sensi di colpa di che si addossa anche colpe non sue,
    Red Chustnut (Ippocastano rosso) per chi è sempre in ansia non solo per se ma anche per gli altri.
    Star of Bethlehem (Latte di gallina), per chi è rimasto scioccato da un forte trauma,

A cosa servono in pratica? La distinzione dei fiori in guaritori, aiuti e assistenti.

I 12 guaritori, i sono stati scoperti per primi, mentre gli altri due gruppi sono stati aggiunti solo in seguito, in due momenti successivi essi sono i 12 fiori considerati i principi terapeutici di base e corrispondono alle prime 12 tipologie umane fondamentali individuate da Bach e caratterizzate in maniera molto forte da un’emozione negativa che può essere riequilibrata grazie all’assunzione di un preciso rimedio. Si tratta di tipi puri rispetto ai quali le persone concrete presentano spesso sfumature e variazioni di stato d’animo tali da rendere difficile un accoppiamento perfetto con un determinato fiore.

Proprio per questo motivo, quindi, Bach cominciò a cercare altri fiori che potessero meglio descrivere questa varietà umana ef arrivò in questo modo all’identificazione dei 7 aiuti e dei 19 assistenti.

In aggiunta a quanto già detto, inoltre, si potrebbe anche ricordare l’affermazione di Bach circa il diverso utilizzo di guaritori e aiuti: i primi sono indicati quando la persona soffre da poco tempo e la malattia è agli inizi; i secondi, quando invece la sofferenza si trascina da molto tempo, mesi o anni.

Il Rescue Remedy.

Precisato quali sono i fiori e le problematiche più importanti rispetto alle quali l’assunzione di fiori di Bach può essere efficace, Bach aggiunge un trentanovesimo rimedio che aiuta a fronteggiare le situazioni più gravi: Il Rescue Remedy, o rimedio di emergenza.

Esso è ottenuto miscelando cinque essenze: Star of Betlhehem, Rock Rose, Impatiens, Clematis e Cherry Plum e serve per i casi di emergenza quando cioè vi è uno choc fisico o psicologico a causa del quale l’ansia e lo stress potrebbero prendere il sopravvento.

La distinzione dei fiori sulla base degli stati emotivi.

Sulla base di questa seconda possibilità di suddivisione è possibile classificare i fiori di Bach nelle seguenti categorie: fiori per chi soffre l’incertezza; fiori per la solitudine; fiori per la paura; fiori per chi non ha interesse per il presente; fiori per l’ipersensibilità alle influenze ed alle idee; fiori per chi si preoccupa eccessivamente del benessere altrui; fiori per lo scoraggiamento.

Fiori per chi soffre l’incertezza.

Fanno parte di questa categoria Wild Oat, Scleranthus, Cerato, Hornbeam, Gorse e Gentiam. Essi possono essere assunti in situazioni diverse il cui minimo comun denominatore è l’incertezza; di caso in caso, però, un fiore potrà essere maggiormente indicato di altri.

Wild Oat, quindi, potrà essere assunto ogni qualvolta ci si trovi di fronte a dover scegliere tra diverse possibilità, mentre Scleranthus è maggiormente raccomandato se le opzioni che ci rendono incerti sono solo due.
Il fiore del Cerato, invece, potrà essere assunto per chiarirsi meglio le idee nelle situazioni in cui una decisione sia stata già presa sebbene si senta il bisogno di consigliarsi.

Gli altri tre fiori di questo gruppo sono indicati in situazioni parzialmente diverse: a dominare non è la difficoltà e l’incertezza nello scegliere ma, piuttosto, un livello energetico basso che è all’origine di una generale sensazione di smarrimento e di difficoltà ad affrontare le sfide quotidiane.

Hornbeam, quindi, è il fiore di chi si sente sfibrato al mattino, momento in cui si ha la sensazione che qualcosa non vada bene ma non si riesca a capire neanche di cosa si tratti; Gentian, invece, è raccomandato a chi tende a non essere perseverante di fronte agli ostacoli; Gorse, infine, è adatto a coloro che si sentono privi di risorse ma che sono comunque pronti a seguire i consigli degli altri.

Fiori per chi soffre di solitudine.


All’interno di questo gruppo vengono inclusi tre soli fiori: Heather, Impatiens e Water Violet. Essi sono adatti rispetto a circostanze differenziate.
Il primo di essi, Heather, è suggerito alle persone che sono descrivibili come estremamente bisognose di attenzione, sole perché difficilmente in grado di ascoltare l’altro ed entrare veramente in relazione con lui. Si tratta di persone che hanno alle spalle delle storie di vita difficili e che possono trovare sollievo dall’assunzione di Heather che le aiuterà ad essere maggiormente in sintonia con gli altri decentrandosi un po’ da se stesse, dalle proprie difficoltà, dalla propria sofferenza.

Impatiens, invece, è indicato per le persone che si ritrovano ad essere sole a causa di ritmi troppo veloci che fanno pensare loro che quelli altrui siano troppo lenti. Queste persone sono il ritratto dell’impazienza e tipicamente preferiscono non essere disturbate dagli altri, soprattutto al mattino. L’assunzione di questo fiore, non a caso, è raccomandata perché riesce a renderle maggiormente tolleranti ed aperte verso gli altri.

Water Violet, infine, è adatto per chi è portato a chiudersi nel proprio guscio: persone che amano stare sole con se stesse, con le proprie cose, nella propria casa. I tipi che possono trarre beneficio da questo fiore non hanno paura degli altri ma li evitano per distacco. Nonostante ciò, però, sono spesso ricercati dagli altri: sebbene nascondano dentro una certa fragilità, sembrano all’apparenza molto solidi e dispensano buoni consigli.

Fiori per chi ha paura.


Questo gruppo, il primo elencato da Bach, comprende Aspen, Mimulus, Cherry Plum, Rock Rose e Red Chestnut. Si tratta di fiori adatti a diverse situazioni di paura. Aspen è indicato per le paure specifiche mentre Mimulus per quelle aspecifiche.

Red Chestnut è adatto a chi teme che le persone a lui care possano subire danni.

Cherry Plum è adatto a chi teme di perdere il controllo della situazione.
Rock Rose è invece consigliato per le situazioni di vero e proprio panico.

Fiori per chi ha scarso interesse per il presente.


Questo gruppo comprende un numero particolarmente grande di fiori, ognuno adatto ad una specifica situazione in cui è possibile perdere interesse per il momento che si sta vivendo. Ne fanno parte Clematis, Honeysuckle, Wild Rose, Olive, White Chestnut, Chestnut Bud, Mustard.

Il primo fiore è indicato per le persone che tendono a scappare dal momento presente per rifugiarsi nell’immaginazione di un futuro astratto fatto di “vorrei” che difficilmente verranno e potranno essere concretizzati. È un fiore che favorisce la concentrazione ed è per questo raccomandato anche e soprattutto per le situazioni di esame.

Per coloro che invece di rifugiarsi nel futuro preferiscono il passato, il fiore consigliato è Honeysuckle.

Wild Rose consente di cogliere il bello che c’è nelle piccole cose del quotidiano ed è adatto a chi comincia a soffrire la routine di ogni giorno.
Olive, invece, è adatto dopo le prove che lasciano esausti e privi di energia per affrontare il presente.

White Chestnut sarà raccomandato nei casi in cui fuggire dal presente significa avere la mente occupata da un’idea fissa che sottrae energia a tutto il resto.

Chestnut Bud è da assumere per evitare di incorrere sempre nello stesso errore apprendendo da ogni situazione.

Mustard, infine, è d’aiuto di fronte alle perdite di interesse per il qui ed ora che si possono spiegare nei termini di un umore nero e depresso che può volgere improvvisamente verso altre tonalità.

Fiori per l’ipersensibilità alle influenze ed alle idee.


Chi è ipersensibile alle influenze ed alle idee degli altri potrà trarre beneficio dall’assunzione di alcune fiori che possono favorire un processo di assunzione di responsabilità rispetto alle proprie scelte di vita. Tra questi fiori, Agrimony, Holly, Centaury, Walnut, Agrimony è indicato per tutte le persone che tendono a nascondere le proprie difficoltà dietro minimizzazioni, sorrisi ostentati ed esasperati, assunzione smodata di cibo o di droghe ed alcol. Questo fiore, in effetti, può aiutare ad entrare in contatto con le proprie emozioni più vere per accettare la realtà del proprio sentire.

Holly, invece, è utile a tutti coloro i quali tendono a non fidarsi degli altri, ne temono il giudizio e sono anche inclini alla gelosia. Questo fiore può aiutare a moderare questi sentimenti negativi consentendo alla persona di essere più autentica e di godere dei momenti di benessere quotidiani.

Centaury è indicato per le persone che tendono a rispondere sempre affermativamente rispetto alle richieste degli altri anche a rischio di mettere a repentaglio le proprie esigenze più profonde. Questo modo di essere può rendere difficile prendere decisioni autonome, situazione in cui può essere d’aiuto questo fiore che contribuisce a rafforzare il proprio potere decisionale.

Walnut, infine, aiuta a schermarsi dalle influenze, sia che si tratti delle influenze degli altri sulle nostre decisioni, sia che si tratti delle influenze dei cambiamenti meteorologici. È indicato anche come schermo dalle influenze del passato e, in quanto tale, come sostegno nei momenti di passaggio e cambiamento.

Fiori per chi si preoccupa eccessivamente del benessere altrui.

All’interno di questo gruppo vengono inseriti cinque fiori diversi: Chicory, Rock Water, Vervain, Beech e Vine. Nel complesso sono raccomandati a tutti coloro i quali sostengono, secondo modalità di volta in volta differenti, di avere a cuore il benessere altrui e di sapere cosa è meglio per loro, affermazioni che non sempre corrispondono a verità e che possono allo stesso tempo risultare particolarmente sgraditi a coloro che sono oggetto di queste attenzioni.

Chicory è il fiore adatto per tutti coloro i quali tendono a soddisfare le richieste degli altri, comprese quelle più onerose, anche se non lo fanno in maniera incondizionata. La loro, infatti, è una logica del tipo “do ut des” che pretende sempre di avere qualcosa in cambio. L’assunzione di questo fiore, non a caso, può trasformare un amore “interessato” in un amore che aiuta e sostiene incondizionatamente.

Rock Water non è ovviamente un vero e proprio fiore. Si tratta, infatti, di acqua di sorgente (in genere ritenuta avere dei poteri di tipo curativo). La sua assunzione è di aiuto nell’ammorbidire le rigidità caratteriali come l’acqua fa con la roccia. I soggetti che possono trarne beneficio sono coloro i quali si riconoscono in ideali troppo rigidi e che tendono a metterli in pratica nella vita quotidiana.

Vervain, invece, è un fiore che può essere assunto proficuamente da chi tende a vivere ogni sua passione con entusiasmo e fanatismo e cerca ad ogni costo di trasmetterla agli altri. La sua assunzione, quindi, può essere di aiuto nel moderare queste tendenze.

All’interno di questo gruppo, Beech aiuta ad aumentare la tolleranza nei confronti degli aspetti degli altri che possono risultarci poco graditi. Allo stesso modo è un fiore efficace anche contro le intolleranze alimentari e può aiutare a sopportare meglio nutrienti altrimenti dannosi.

Vine, infine, è da raccomandare a tutti coloro i quali tendono ad avere dei comportamenti dispotici nei confronti degli altri. In questi casi, in effetti, l’assunzione del fiore può trasformare il dispotismo in una sana capacità di gestire ed orientare gli altri.

Fiori per chi è scoraggiato.

Quando Bach parlava di fiori adatti per le situazioni di disperazione e scoraggiamento si riferiva a tutte le circostanze di vita in cui sembra difficile poter andare avanti e quando non si accetta la vita che si sta vivendo.

A partire da questa precisazione, Larch può essere efficace nelle situazioni in cui si teme di non reggere il confronto con gli altri ritenendo di non valere nulla.

Elm, invece, è adatto a tutti coloro che sentono di non potercela fare a causa dei troppi impegni.

I troppi impegni sono la nota caratteristica anche di coloro che possono trarre beneficio da Oak, un fiore utile per chi continua imperterrito a fare, non ascoltando le esigenze di ridurre il proprio carico.

Star of Betlhehem, invece, è il fiore di chi ha subito uno shock e si trova in una condizione in cui è necessario che la sua energia vitale bloccata dal trauma possa tornare a fluire.

Pine è adatto a chi si addossa sempre le colpe degli altri e si giudica troppo negativamente sentendosi sempre al di sotto delle proprie possibilità.

Willow è il fiore delle persone che pensano sempre di essere vessate dalla vita e di subire costantemente dei torti senza avere alcuna responsabilità.
L’assunzione di Crab Apple è raccomandata a coloro che sentono la necessità di ripulire corpo, mente e spirito. Proprio per questo motivo può essere proficuamente assunto da chi intende ripulire la propria mente da pensieri ed immagini negativi.

Sweet Chesnut, infine, è il fiore che permette di recuperare forza ed energia riacquistando anche la speranza. Accanto a questo, inoltre, la sua assunzione consente di rientrare in contatto con la propria spiritualità e con il senso della vita.

La memoria dell'acqua: come ottenere i benefici promessi da Bach.

Oltre alla classificazione, Edward Bach si preoccupò anche di illustrare e perfezionare le procedure ottimali di preparazione e conservazione dei rimedi da lui individuati.

Il medico britannico, nel dettaglio, consigliava di raccogliere i fiori nel momento di massima fioritura e nelle prime ore del mattino di un giorno assolato. Nella raccolta si sarebbe dovuto prestare attenzione a non toccare con le mani il fiore raccolto: utilizzando un paio di forbici, infatti, si sarebbero dovute recidere infiorescenze e foglie lasciandole cadere all’interno di una ciotola contenente acqua pura. Conclusa questa operazione, quindi, sarebbe stato necessario procedere con le operazioni di preparazione vera e propria del rimedio. In merito, è possibile sottolineare che, ancora oggi, al fine di estrarre le essenze dei fiori, si seguono le indicazioni originariamente fornite da Bach che proponeva due procedure distinte da scegliere anche a seconda delle specifiche condizioni meteorologiche.

In entrambi i casi si tratta di procedure che consentono ai rimedi floreali di trasmettere all’acqua la loro energia o memoria, un messaggio vibrazionale positivo che sarebbe all’origine della capacità curativa di ogni fiore. Non si tratta di principi attivi di tipo chimico o fisico quanto, piuttosto, di messaggi energetici che risultano essere dei positivi agenti di cambiamento per il soggetto grazie all’azione congiunta dei quattro elementi costitutivi della vita: acqua, fuoco, aria e terra. Aria e terra sono naturalmente presenti all’interno dei fiori e non è un caso che i processi di preparazione che verranno adesso illustrati prevedano l’intervento degli altri due elementi, acqua e fuoco: tutti insieme essi permetteranno la formazione di quella “memoria dell’acqua” che rappresenta il principio terapeutico dei fiori di Bach, principio sul quale si concentrano le critiche di tutti coloro i quali ritengono che sia difficile provare la scientificità di questo metodo terapeutico.

Il metodo del sole.

Ciò precisato, quindi, è possibile descrivere una prima modalità di preparazione dei rimedi che consiste nel metodo del sole: dopo aver raccolto i fiori seguendo le procedure sopra descritte, si lasciano cadere all’interno di un contenitore in vetro riempito da 300 ml di acqua. I fiori non devono essere immersi completamente nel liquido ma solo a metà e con essi deve essere coperta tutta la superficie della bacinella. A questo punto si procede con la loro macerazione: per 5/6 ore, un po’ meno se ci si trova in un paese caldo come l’Italia (4 ore), il recipiente con acqua pura e fiori viene lasciato in un luogo in cui può essere esposto alla luce diretta del sole.

Si tratta di un’operazione molto importante poiché, grazie all’azione dei raggi solari, rende possibile il trasferimento dell’energia del fiore all’acqua che contiene le infiorescenze recise e macerate. Trascorso il tempo indicato, quindi, sarà possibile filtrare l’acqua del contenitore e trasferirla all’interno di una bottiglia che possa contenere una pari quantità di cognac o brandy, liquori che hanno una funzione conservativa del rimedio.

In questo modo sarà possibile ottenere un composto che prende nome di tintura madre, liquido che non rappresenta la forma più diffusa di commercializzazione. In commercio, infatti, sono disponibili le cosiddette bottiglie stock del rimedio. Si tratta di piccole bottigliette che contengono 2 gocce di tintura madre disciolte in 10 ml di brandy, concentrazione che dovrà essere ulteriormente diluita in acqua ed alcol seguendo le indicazioni di volta in volta fornite da un esperto in floriterapia che consiglierà il giusto mix di fiori da utilizzare a seconda dei propri disturbi.

Indipendentemente dai fiori assunti, comunque, dopo l’acquisto della bottiglia stock sarà necessario munirsi di una bottiglietta della capacità di 30 ml al cui interno versare 2/3 di acqua ed 1/3 di liquore e 2 gocce per ogni rimedio utilizzato.

Bach suggeriva di non mixare mai più di 7 rimedi diversi anche se altri terapeuti non riconoscono la bontà di questa prescrizione originaria e propongono delle miscele composte da un numero superiore di fiori.

La bollitura.

Accanto al metodo del sole, una seconda modalità di preparazione dei fiori consiste nella loro bollitura in acqua per un tempo di 30 minuti. Dovrà essere utilizzata una pentola di metallo porcellanato e previste le stesse proporzioni di acqua e fiori già indicate sopra. Al termine del tempo di bollitura, dopo aver fatto freddare il composto, si procederà al suo filtraggio all’interno di una bottiglia in vetro ed alla conservazione tramite aggiunta di una stessa quantità di cognac. Anche in questo caso, poi, la tintura madre dovrà essere opportunamente trattata seguendo le procedure già illustrate.
In effetti, la bollitura e il metodo del sole possono essere considerati due metodi equivalenti: scegliere l’uno o l’altra dipende spesso solo dalle condizioni meteorologiche più o meno favorevoli.

Guaritori ed aiuti, inoltre, sono preparati normalmente con il metodo del sole, gli assistenti con quello della bollitura

Come e quando assumere i fiori di Bach: la posologia.


Una volta individuato il fiore o la miscela di fiori che fa al caso nostro, è necessario assumere il rimedio seguendo delle indicazioni precise.

I rimedi sono allo stato puro e vanno diluiti: ogni goccia di essenza madre va diluita in 10 ml di acqua e 5 di aceto di mele o brandy.

La soluzione così ottenuta si assume nella misura di 4 gocce di preparato 4 volte al giorno ad intervalli di tempo preferibilmente regolari.

Le gocce possono essere disciolte in acqua o assunte direttamente sotto la lingua.

Naturalmente non ci si deve aspettare un effetto immediato, il ritrovamento della serenità e dell’armonia interiore necessita di tempi lunghi e sono molto personali.

I fiori di Bach sono in vendita nelle farmacie omeopatiche e nelle erboristerie ad un prezzo contenuto: una bottiglina di tintura madre da 10 ml costa intorno ai 10 euro.

Supervisione: Maria Grazia Cariello