Fertilità femminile: cos’è? Valori, test, calcolo e rimedi naturali per aumentarla.

La fertilità femminile è la capacità della donna di produrre ovuli che possano poi essere fecondati per dare origine ad un embrione e quindi ad un bambino. L'ovulazione, il periodo più fertile del ciclo mestruale, avviene all'incirca al 14° giorno del ciclo, e per calcolarla è possibile ricorrere ad apparecchi digitali o a metodi naturali. Per aumentare la fertilità, in assenza di problemi specifici è possibile ricorrere ad alcuni alimenti o ai rimedi della medicina alternativa, mentre in caso di problemi è necessario ricorrere alla stimolazione ovarica. Approfondiamo.

Fertilità femminile: cos’è?  Valori, test, calcolo e rimedi naturali per aumentarla

    Indice Articolo:

  1. Cos'è?
  2. Calcolo giorni fertili
  3. Test
  4. Come aumentarla?
  5. Approfondimenti

Cos’è la fertilità femminile?

Con il termine fertilità femminile si indica quel periodo della vita di una donna in cui essa è in grado di concepire un bambino, se i suoi ovuli vengono fecondati con degli spermatozoi. 

La fertilità femminile varia in base all'età ed ai periodi della vita della donna, ed, ogni mese, in base al ciclo mestruale, che definisce quali giorni sono considerati fertili e quali no.

L'età è correlata con la fertilità in modo inversamente proporzionale: all'aumentare dell'età anagrafica si assiste solitamente ad una diminuzione della fertilità, fino ad arrivare ad un periodo, la menopausa, in cui la donna non è più in grado di concepire.

Quando inizia e quando finisce il periodo fecondo nella donna?

La fertilità femminile ha una durata limitata ed è legata alla cosiddetta riserva ovarica, cioè al numero di ovuli che una donna ha nelle proprie ovaie e che è definito fin dalla nascita. Un individuo di sesso femminile nasce con circa 1 - 2 milioni di follicoli ovarici, dei quali soltanto 300 - 400000 arriveranno all'età della prima mestruazione.

In linea generale, in base alle fasi dello sviluppo e della crescita possiamo distinguere nella vita di una donna i seguenti periodi:

  • Periodo pre - mestruale, che va dalla nascita fino all'età pre - puberale, durante il quale la bambina non è fertile.
  • Menarca, cioè età in cui compare la prima mestruazione, che può comparire in un periodo variabile tra i 10 ed i 14 anni e segna l’inizio del periodo fertile.
  • Periodo fertile, che raggiunge la sua massima espressione tra i 20 ed i 30 anni. Superato questo periodo la capacità fertile inizia ad abbassarsi drasticamente.

In particolare, relativamente all'età, si stima che la capacità di concepimento sia del 50% tra i 19 ed i 26 anni, del 40% tra i 27 ed i 34 anni, del 30% tra i 35 ed i 39 anni e del 20% tra i 40 ed i 44 anni.

  • Menopausa, periodo che si verifica in età variabile, solitamente intorno ai 50 anni, e che segna la fine dell'età fertile.

Per saperne di più...

La fertilità di una donna è correlata ad un'alternanza di picchi ormonali che determinano quello che viene chiamato comunemente ciclo mestruale. In base a questo evento, che ha una durata media di circa 28 giorni, abbiamo dei giorni del mese in cui la donna è fertile, ed altri in cui non lo è. In particolare:

  • Il ciclo mestruale inizia con la comparsa della mestruazione, ovvero un sanguinamento vaginale che ha una durata di circa 2 - 7 giorni e che è determinato dallo sfaldamento del rivestimento uterino che si ha quando non avviene la fecondazione. In questa fase la donna non è fertile.
  • Subito dopo la mestruazione l'utero entra in una fase definita proliferativa, in cui le cellule del rivestimento interno iniziano a proliferare per prepararsi ad un'eventuale gravidanza. Nelle ovaie in questa fase inizia ad ingrossarsi uno dei follicoli ovarici contenenti l'ovulo. Anche in questa fase la fertilità è molto bassa.
  • All'incirca verso il 14 giorno dalla fine delle mestruazioni avviene l'ovulazione, ovvero il rilascio dell'ovulo da parte delle ovaie. L'utero passa dalla fase proliferativa alla fase secretiva, ovvero il rivestimento interno uterino si adegua per sostenere l'impianto dell'embrione. Questa è la fase di massima fertilità della donna. Durante l’ovulazione si possono avere delle manifestazioni sintomatiche quali perdite biancastre e dense, piccoli dolori crampiformi al basso ventre, tensione mammaria e sbalzi di umore.
  • Se non fecondato l'ovulo entra nella cosiddetta fase luteinica, ovvero fa incontro a morte, e non è più fecondabile. Il rivestimento interno dell'utero, se non è avvenuta fecondazione, inizia ad andare incontro a morte cellulare disgregandosi e originando le mestruazioni. In questa fase la fertilità si abbassa drasticamente fino ad essere prossima allo zero.

Nei casi di ciclo mestruale irregolare o di lunghezza non canonica (cioè superiore o inferiore ai 28 giorni) non si può avere una suddivisione così marcata e pertanto bisogna osservare i piccoli cambiamenti sintomatici che possono essere indice di ovulazione.

Metodi per il calcolo dei giorni fertili.

Come precedentemente accennato l'ovulazione, ovvero il rilascio dell'ovulo dalle ovaie, avviene all'incirca intorno al 14° giorno del ciclo mestruale.

Vi sono dei metodi "casalinghi" e non per calcolare questo periodo più o meno con precisione. Vediamo quali sono.

In caso di ciclo regolare:

  • Calcolo della data di ovulazione: in base alla durata del ciclo mestruale, basta sottrarre 14 (la durata della fase luteinica) al numero che indica la durata totale del ciclo. Ad esempio se il ciclo è di 28 giorni, sottraendo 14, si stimerà che l'ovulazione avviene intorno al 14° giorno.

Se il ciclo non è regolare è possibile calcolare la data dell'ovulazione in altri modi, ad esempio:

  • Calcolo della temperatura corporea: durante l'ovulazione si ha un lieve rialzo della temperatura corporea che va dai 3 ai 5 decimi di grado. Occorre misurarla al mattino sempre alla stessa ora per avere un risultato il più preciso possibile.
  • Osservazione del muco cervicale: il muco cervicale è una sostanza normalmente secreta a livello vaginale che può cambiare in colorazione, aspetto e consistenza in base ai vari periodi del ciclo mestruale. Durante l'ovulazione e nella fase che la precede il muco passa dall'essere chiaro quasi trasparente e liquido, ad essere di consistenza densa ed elastica e di colore biancastro. Più nel dettaglio man mano che si è vicini all'ovulazione il muco diventa filamentoso tanto che, se messo tra indice e pollice, può essere esteso tra le due dita come fosse un elastico.
  • Test digitali: questi test consentono la valutazione dei livelli ormonali e danno un'idea molto precisa di quando avviene l'ovulazione. Si utilizzano come i test di gravidanza, ci sono degli stick su cui si urina, si mette il tampone con l'urina nel dispositivo elettronico che calcolerà in base ai livelli di ormoni se si è in fase ovulatoria oppure no.
  • Monitoraggio ecografico dell'ovulazione: è un test che prevede di eseguire ecografie transvaginali a distanza ravvicinata in modo da osservare visivamente la maturazione del follicolo ed il momento in cui avviene l’ovulazione. La serie di ecografie inizia solitamente tra il 9° ed il 12° giorno del ciclo mestruale a partire dalla data dell’ultima mestruazione.

È bene sottolineare che...

Una volta ipotizzata la data dell'ovulazione, per esser più sicuri è meglio considerare nel calcolo dei giorni fertili anche i 2 - 3 giorni precedenti e successivi alla presunta data dell'ovulazione, tenendo anche conto che gli spermatozoi all'interno della donna hanno una vita media di circa 72 ore.

Quali sono gli esami da fare se non si riesce a rimanere incinta?

Qualora non si riesca a concepire nonostante il calcolo del periodo ovulatorio è bene rivolgersi al proprio medico. Saranno consigliati degli esami specifici da fare per calcolare i valori della fertilità femminile e per verificare se sono presenti di altri problemi.

Tali esami consistono in:

  • Valutazione dell'assetto ormonale della donna in cui si vanno a misurare i livelli di diversi tipi di ormoni implicati nell'ovulazione tra cui FSH (ormone follicolo stimolante), LH (ormone luteinizzante) estradiolo ed altri ormoni tra cui ormoni tiroidei e prolattina.
Ormone follicolo stimolante (FHS)3,4-10 mUI/ml
Ormone luteinizzante (LH): 1,6-8,3 mUI/ml
Estradiolo: 12-266 pg/ml
  • Tampone vaginale, per vedere se vi sono infezioni batteriche, virali o fungine in corso che fanno da ostacolo alla fecondazione.
  • Ecografia pelvica o transvaginale, per valutare se vi sono impedimenti fisici alla fecondazione quali ovaio policistico, fibromi uterini, polipi e così via.
  • Isterosalpingografia, un esame che valuta la pervietà delle tube e dell'utero e che mette in luce eventuali problemi fisici che impediscono il concepimento come, ad esempio, la chiusura di una tuba conseguente ad un'infezione pregressa.

Come si aumenta la fecondità?

Per aumentare la fertilità è possibile ricorrere a rimedi naturali, nel caso non vi siano impedimenti fisici ed ormonali, oppure a rimedi medici qualora non si verifichino miglioramenti dopo aver provato i precedenti rimedi, o qualora vi siano impedimenti di natura fisica ed ormonale.

Consigli per favorire la fertilità.

Si consiglia di seguire uno stile di vita sano, per evitare di avere problemi di sovrappeso o di obesità in quanto queste condizioni possono rappresentare un ostacolo al concepimento a causa degli squilibri ormonali che determinano. A tal proposito si consiglia di seguire una dieta di tipo mediterraneo, eliminando cibi grassi e industriali e prediligendo cibi integrali, frutta, verdura e pesce. Si consiglia anche di non fumare e di svolgere regolarmente attività fisica.

Rimedi naturali.

I rimedi naturali per aumentare la fertilità femminile sono per lo più rimedi di tipo alimentare, da assumere sia come alimento vero e proprio, che sottoforma di integratore in cui abbiamo concentrati i principi attivi.

Tra questi possiamo citare generici integratori a base di vitamine del gruppo B e di vitamina E, e di sali minerali come magnesio che aiutano a mantenere in salute l'intero organismo ed altri alimenti quali:

  • Cannella, che contiene cinnamaldeide, acido cinnamico, terpeni, tannini e polifenoli e che aiuta a migliorare problemi quali ovaio policistico ed endometriosi. La si può assumere sottoforma di integratore contenente il principio attivo con posologia e modalità di assunzione variabile in base ai casi.
  • Melograno, i cui principi attivi tra cui vitamine e sali minerali aiutano ad aumentare il flusso sanguigno verso l'utero, riducendo in questo modo il rischio di aborto. Si può assumere come frutto o sottoforma di integratore contenente il principio attivo con posologia e modalità di assunzione variabile in base ai casi.
  • Ginseng peruviano o maca, che contiene principi attivi quali alcaloidi, saponine, sitosterolo, e beta ecdisone che conferiscono a questo alimento proprietà afrodisiache e che stimolano l'attività della tiroide. È consigliabile assumerla sottoforma di integratore sotto stretto controllo medico per quanto riguarda dosaggio e modalità di assunzione.
  • Olio di semi di lino, che contiene acidi grassi della serie omega 3 ed omega 6 e sali minerali. Queste sostanze aiutano a stabilizzare la produzione di estrogeni ed aiutano quindi il concepimento.

Omeopatia.

Vi sono anche dei rimedi omeopatici indicati dal naturopata per il trattamento dell'infertilità femminile tra cui possiamo citare:

  • Medorrhinum, utile in caso di sintomatologia a carattere infiammatorio che riguarda l'apparato genitale femminile.
  • Lycopodium Clavatum, utile in caso di sterilità o bassa fertilità causata da infiammazione ovarica.
  • Natrium Muriaticum, da utilizzare quando si pensa che l'infertilità derivi da cause emotive che inducono somatizzazione a livello fisico.

Questi rimedi vanno assunti con posologia e concentrazione variabile stabilite dal medico omeopata in base ai casi.

Fitoterapia.

E’ possibile anche intervenire con rimedi fitoterapici quali trifoglio rosso ed agnocasto, i quali, secondo la medicina alternativa, intervengono a livello a livello ormonale favorendo il riequilibrio degli ormoni e di conseguenza la fertilità grazie al loro elevato contenuto di sali minerali.

Agopuntura.

Ci si può rivolgere, infine, anche alla medicina orientale per risolvere i problemi di fertilità. Ad esempio è possibile sottoporsi a sedute di agopuntura, tecnica che attraverso il posizionamento di aghi sottocutanei mira a riequilibrare l’organismo ed a curare le patologie. Per favorire la fertilità gli aghi si applicano a livello dell’avambraccio, del piede, della zona sovrapubica e della testa.

Rimedi medici.

Qualora non si riuscisse ad aumentare la fertilità con rimedi naturali è possibile che il medico consigli di ricorrere alla stimolazione ovarica.

Questa tecnica prevede di stimolare le ovaie a produrre ovuli i quali poi verranno prelevati, fecondati ed impiantati nell'utero della donna che non riesce a concepire in modo naturale.

La stimolazione ovarica avviene mediante somministrazione di un farmaco, il clomifene citrato, che induce l'ovulazione ed aumenta la produzione di ovuli. Qualora questo farmaco non produca gli effetti desiderati si procede alla stimolazione con gonadotropine, ormoni che agiscono a livello ovarico stimolando la produzione di ovuli e l'ovulazione.

L’articolo ha uno scopo puramente informativo e non intende sostituire il parere del medico ginecologo.

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Margherita Mazzola (Biologa - Nutrizionista) - Dott.sa Francesca Vassallo

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