Fegato ingrossato: sintomi, cause, dieta e rimedi.

Il fegato ingrossato, o epatomegalia, è una condizione che si verifica quando si ha un aumento di volume del fegato oltre le fisiologiche dimensioni. L'epatomegalia può essere causata da patologie, dall'abuso di alcol e di farmaci o da una dieta scorretta ricca di grassi. Non esiste una cura medica specifica in quanto la terapia dipende dalla causa scatenante, in caso di epatomegalia non patologica è possibile intervenire con rimedi fitoterapici ed omeopatici per detossificare il fegato. Importante è anche seguire una dieta corretta.

Fegato ingrossato: sintomi, cause, dieta e rimedi

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche e tipologie
  2. Cause
  3. Sintomi e diagnosi
  4. Rimedi
  5. Approfondimenti

Cos’è il Fegato ingrossato?

Il fegato ingrossato, definito più correttamente dal termine medico di epatomegalia, è una condizione che si verifica quando il fegato aumenta di volume rispetto alle sue dimensioni fisiologiche che sono di 1,4 - 1,6 kg. Tale condizione, spesso asintomatica, non è una vera e propria patologia ma è un sintomo che può essere legato a problemi di natura patologica o a cause non patologiche spesso dipendenti dall'abuso di farmaci o dalla dieta. L'epatomegalia può colpire qualsiasi categoria di soggetto, dai giovani agli anziani, dagli adulti ai bambini e persino i neonati e le donne in gravidanza, essendo diverse le cause che la provocano.

Tipologie di epatomegalia.

Parlare di fegato ingrossato è qualcosa di generico in quanto ne esistono diverse tipologie. Tra queste abbiamo un'epatomegalia:

  • steatosica, ovvero legata alla presenza di gocce e noduli di grasso all'interno del parenchima epatico.
  • Infiammatoria, quando l'aumento di dimensioni del fegato è legata ad un fenomeno infiammatorio spesso conseguente ad un'infezione di tipo virale.
  • Congestizia, quando si ha un aumento di volume di particolari strutture dette sinusoidi che si trovano all'interno del fegato. Tale fenomeno è solitamente conseguente a scompenso cardiaco.
  • Infiltrativa, quando l'aumento di volume del fegato è legato alla presenza di un tumore primitivo o secondario del fegato.

Quali possono essere le cause?

L'epatomegalia ha cause molto diverse tra di loro, spesso di natura patologica ma talvolta è possibile anche che sia legata a condizioni non patologiche insorte a causa di uno stile di vita scorretto o ad abusi farmacologici.

Le principali cause patologiche che provocano il fegato ingrossato.

Le cause patologiche di epatomegalia comprendono sia patologie epatiche che patologie extraepatiche. Le patologie epatiche determinano epatomegalia sia per danni diretti al parenchima epatico che per l'instaurarsi di processi infiammatori. Tra le malattie epatiche che causano aumento di volume del fegato abbiamo:

  • infezioni: infezioni da virus dell'epatite A, B o C. Queste infezioni possono colpire sia gli adulti che i bambini e persino i neonati, determinando una condizione nota come epatite neonatale.
  • Tumori: tumori primitivi del fegato come l'epatocarcinoma, e tumori secondari epatici quali metastasi derivanti da altre neoplasie.
  • Cirrosi epatica: è una condizione in cui gradualmente il parenchima epatico viene sostituito da tessuto fibrotico cicatriziale ed il fegato perde gradualmente la sua funzionalità.
  • Epatite autoimmune: è una patologia causata da una disfunzione del sistema immunitario che produce anticorpi che attaccano il fegato. La conseguenza è un forte stato infiammatorio.
  • Colangite sclerosante: è una patologia che colpisce i dotti biliari che si infiammano e si ostruiscono ed impediscono il corretto passaggio della bile.

Anche le patologie extra epatiche determinano epatomegalia per danni alle cellule del fegato o a causa di uno stato infiammatorio generalizzato che lo colpisce. Tra le patologie extraepatiche responsabili di epatomegalia possiamo citare:

  • patologie infettive, come la mononucleosi infettiva, causata dal virus di Epstein - Barr, o l'infezione da citomegalovirus. Quest'ultima è una delle possibili cause di fegato ingrossato in gravidanza.
  • Problemi cardiaci, quali scompenso cardiaco, sindrome di Budd - Chiari, insufficienza cardiaca congestizia e stenosi delle valvole cardiache.
  • Tumori del sangue, quali leucemie e linfomi.
  • Patologie genetiche, ad esempio emocromatosi (una patologia che determina accumuli di ferro in vari organi e tessuti), glicogenosi (questa malattia causa accumuli di glicogeno in vari organi e tessuti), malattia di Gaucher (che provoca un accumulo di sostanze grasse all'interno del fegato) e malattia di Wilson (patologia che determina un accumulo di rame in vari organi e tessuti).
  • Amiloidosi, una patologia che determina la deposizione di proteine insolubili chiamate amiloidi all'interno dei tessuti e degli organi, compreso il fegato.

Le cause non patologiche.

Le cause non patologiche di epatomegalia sono per lo più correlate allo stile di vita che si osserva. In particolare tra queste possiamo citare:

  • abuso di alcol: il fegato è il principale organo deputato alla depurazione ed allo smaltimento dei prodotti di rifiuto tra cui l'alcol. Quando si beve troppo, il fegato si affatica e si possono formare noduli di grasso legati all'abuso di alcol, una condizione che prende il nome di steatosi alcolica e che determina epatomegalia.
  • Dieta scorretta: una dieta ricca di cibi grassi, fritti, associata ad uno stile di vita sedentario può provocare epatomegalia da steatosi epatica a causa degli accumuli di grasso all'interno del fegato.
  • Esposizione a veleni: essendo il fegato un organo detossificante può andare in sofferenza ed aumentare di volume quando esposto a sostanze tossiche o velenose quali cloroformio e tetracloruro di carbonio.
  • Abuso di farmaci: se si esagera con l'assunzione di farmaci quali antinfiammatori non steroide, antibiotici, paracetamolo, si può avere epatomegalia. Il fegato, infatti, è deputato allo smaltimento dei farmaci dal circolo sanguigno e pertanto l'abuso ne determina un affaticamento epatico.
  • Steatosi epatica: è una condizione in cui si ha la formazione di noduli di grasso all'interno dell’organo che ne determinano l'aumento di volume. Spesso è conseguenza di abuso di alcol, di farmaci o di una dieta scorretta, ma può essere correlata anche a patologie quali diabete e obesità.
  • Alterazioni epatiche benigne congenite: quali angiomi e cisti epatiche.

Capire i sintomi per la diagnosi.

Quando il fegato è ingrossato solitamente non da sintomi specifici e la sintomatologia è spesso legata alle patologie che hanno determinato l'epatomegalia.

Tuttavia, man mano che il problema avanza si possono avere caratteristici sintomi di origine epatica. Per tale motivo è importante eseguire gli esami corretti per la diagnosi.

La sintomatologia.

L'epatomegalia è spesso asintomatica e talvolta la si scopre nel corso di indagini per altre problematiche. Man mano che il quadro clinico peggiora è possibile che provochi l'insorgenza di sintomi quali:

  • acidità di stomaco, gastrite, reflusso gastroesofageo, e sensazione di pesantezza dopo i pasti, legati all'aumento di volume del fegato che preme sullo stomaco.
  • Febbre o febbricola, accompagnata da malessere generale, linfonodi ingrossati, mal di testa e talvolta mal di schiena. Tale condizione si verifica spesso in caso di epatomegalia legata a patologie infettive o tumorali.
  • Bocca amara, che si accompagna a lingua di aspetto biancastro ed alitosi, probabilmente causate da problemi al normale flusso della bile o al sovraffaticamento epatico.
  • Prurito diffuso, dovuto all'alterazione di parametri epatici quali la bilirubina. Questa sostanza infatti se riversata in eccesso nel sangue (cosa che accade in caso di patologie epatiche) determina la comparsa di prurito.

Puoi approfondire le cause del prurito diffuso.

  • Colorito giallastro, della pelle e degli occhi, che prende il nome di ittero, anch'esso legato all'aumento di bilirubina nel sangue conseguente al danno epatico.
  • Perdita di peso rapida, tipica delle patologie tumorali, che si accompagna spesso ad inappetenza, nausea e vomito.
  • Altri sintomi, non specifici possono essere meteorismo intestinale, comparsa di brufoli e di macchie sulla pelle.

La corretta analisi.

Quando il medico ha il sospetto di epatomegalia il primo esame diagnostico, dopo un'accurata anamnesi ed un esame obiettivo, quale la palpazione della porzione addominale del paziente in cui ha sede il fegato per vedere se lo si sente al tatto.

Successivamente il medico potrà prescrivere:

  • esame delle urine, le quali in presenza di problemi epatici diventano molto scure a causa della bilirubina in esse contenuta.
  • Esami del sangue, quali emocromo completo (per vedere se i valori di emoglobina e globuli rossi sono nella norma o se è presente anemia), VES (velocità di sedimentazione degli eritrociti che si modifica quando è in corso un'infezione), transaminasi (valori del fegato che aumentano in caso di patologie epatiche) e bilirubina.
  • Ecografia epatica, per capire se il fegato è effettivamente aumentato di dimensioni e se vi sono alterazioni macroscopiche quali masse, cisti, steatosi o angiomi.
  • Tac o risonanza magnetica, con mezzo di contrasto, da eseguire in alternativa all'ecografia o dopo che l'ecografia pone un sospetto diagnostico, ad esempio di tumore.
  • Biopsia epatica, da eseguirsi solo quando è necessario caratterizzare un'alterazione vista con la tac o la risonanza magnetica per capire se è di natura benigna o maligna.

Rimedi naturali: in quale caso vengono consigliati?

Quando l'epatomegalia è determinata da un problema legato alla steatosi epatica o all'abuso di farmaci è possibile intervenire con rimedi fitoterapici ed omeopatici per depurare il fegato, unita ad una corretta alimentazione. Non esistono farmaci o rimedi specifici in quanto si tratta di un sintomo e non di una patologia vera e propria. I rimedi medici quindi variano in base alla causa che ha scatenato la patologia.

Fitoterapia e il suo impiego.

Il trattamento dell'epatomegalia non patologica può prevedere l'impiego di rimedi fitoterapici che interviene attraverso l'utilizzo di piante che depurano il fegato. Tra queste possiamo citare:

  • Boldo: contiene boldina, olio essenziale costituito da monoterpeni e isoramnetina e ha proprietà coleretiche e colagoghe cioè favorisce la produzione e l'escrezione della bile aiutando a depurare il fegato. Si assume sottoforma di estratto secco (1 mg da 2 a 3 volte al giorno), estratto fluido (da 10 a 20 gocce 2 - 3 volte al giorno), tintura madre (30 gocce tre volte al giorno) o tisana (due cucchiaini di erba essiccata da lasciare a macerare in acqua fredda per almeno 8 ore, successivamente filtrare e bere).
  • Tarassaco: è una pianta epatoprotettiva e depurativa grazie al suo contenuto di steroli, alcoli triterpenici tra cui tarasserolo, inulina e principi amari quali tarassacina. Si assume sottoforma di tisana (da 1 a 2 cucchiaini di erba secca da porre in infusione in acqua bollente per 10 minuti, successivamente filtrare e bere), tintura madre (50 gocce 3 volte al giorno preferibilmente prima dei pasti) o estratto secco (da 500 a 750 mg in due somministrazioni al giorno).
  • Carciofo: ha proprietà colagoghe, coleretiche ed epatoprotettive e contiene principi attivi quali cinarina, acido clorogenico, cinaropicrina, tannini e steroli. Lo si può assumere sottoforma di tintura madre (30 gocce 3 volte al giorno), estratto secco (in capsule contenenti circa 300 mg di principi attivi, assumere da 1 a 2 capsule 2 volte al giorno), estratto fluido (15 - 25 gocce prima dei pasti principali) o tisana (da farsi con 1 - 2 cucchiaini di foglie di carciofo da porre in infusione in acqua bollente per 15 minuti, successivamente filtrare e bere).
  • Aloe vera: grazie al suo contenuto di antrachinoni catartici è una pianta depuratrice per eccellenza e può essere quindi utilizzata anche per depurare il fegato. Si assume sottoforma di succo, 20 ml da bere mattina e sera.
  • Curcuma: è una spezia dalle proprietà depurative, coleretiche e colagoghe, e contiene curcumina e curcuminoidi. Può essere utilizzata in polvere come spezia da aggiungere ai piatti, oppure sottoforma di estratto secco (in capsule con una dose da 50 a 800 mg al giorno in base ai casi), o di tintura madre (30 gocce tre volte al giorno) o ancora sottoforma di estratto fluido (da 250 a 500 mg più volte al giorno).
  • Bardana: contiene acido caffeico, acido clorogenico, lattoni sesquiterpenici, e fitosteroli ed ha proprietà depurative nei confronti delle vie biliari e del fegato. Si assume sottoforma di tintura madre (50 gocce 3 volte al giorno), estratto secco (in capsule contenenti 100 - 200 mg di principio attivo con posologia variabile in base ai casi), estratto fluido (1 cucchiaino da 2 a 3 volte al giorno), o decotto (da preparare lasciando macerare 5 g di radice di bardana in mezzo litro d'acqua fredda, bollire poi per circa mezz'ora, lasciare in infusione una decina di minuti, filtrare e bere).
  • Cardo mariano: è insieme al carciofo ed al tarassaco una delle piante depurative del fegato per eccellenza, grazie al suo contenuto di silimarina, tiramina, tocoferolo, sostanze amare e flavonoidi quali quercetina e apigenina. Lo si assume sottoforma di decotto (un cucchiaio di semi da portare a ebollizione insieme ad una tazza di acqua, far bollire per 1 - 2 minuti poi lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare e bere), o tintura madre (30 gocce 3 volte al giorno).

Rimedi omeopatici.

Un altro possibile trattamento naturale per l'epatomegalia è l'utilizzo di rimedi omeopatici in granuli.

Tra questi quelli maggiormente indicati sono:

  • Chelidonium, è utile per favorire la secrezione della bile e come depurativo epatico ed è indicato nel caso di epatomegalia con dolore alla parte destra dell'addome. Si assume in concentrazione 5 CH con una posologia di 5 granuli due volte al giorno.
  • Phosphorus, da utilizzarsi in concentrazione 9 CH e con una posologia di 5 granuli due volte al giorno, preferibilmente mattina e sera. È utile come depurativo epatico ed in tutti i casi di sofferenza epatica.
  • Nux vomica, da usare in concentrazione 5 o 9 CH in base ai casi con posologia di 5 granuli tre volte al giorno, questo rimedio si utilizza in caso di epatomegalia associata a bruciore gastrico, problemi digestivi, e gonfiore addominale.
  • Lycopodium, da usarsi in caso di steatosi epatica che si associa a meteorismo e flatulenza, si utilizza alla concentrazione 5 CH con una posologia di 3 granuli da 3 a 6 volte al giorno o alla concentrazione 9 CH con una posologia di 5 granuli tre volte a settimana.
  • Sulphur, da usare in concentrazione 9 CH e con una posologia di 5 granuli 5 volte la settimana, è un rimedio indicato per disintossicare l'organismo in generale, compreso il fegato.
  • Taraxacum, da usare come depurativo epatico, questo rimedio si assume alla concentrazione 6 DH e con una posologia di 20 gocce prima dei pasti principali.

Una corretta alimentazione.

Modificare l'alimentazione è il principale rimedio naturale da attuare in caso di epatomegalia da steatosi epatica alcolica o non alcolica.

In particolare la dieta che occorre seguire deve escludere i seguenti alimenti:

  • Alcolici e superalcolici, comprese tutte le tipologie di vino e la birra.
  • Fritture ed alimenti ad alto contenuto di grassi saturi.
  • Frutta sciroppata e frutta candita.
  • Condimenti grassi a base di panna, burro, lardo, strutto, pancetta, maionese, ed altre salse.
  • Tutti i formaggi eccetto quelli magri.
  • Le bibite gassate, zuccherate e dolcificate, i succhi di frutta, il the in bottiglia.
  • Gli alimenti a base di zuccheri semplici quali zucchero bianco, zucchero di canna, marmellata, miele.
  • Gli alimenti raffinati come pasta e pane bianco ed i prodotti da forno e confezionati.
  • Frattaglie, interiora, salumi e insaccati.

Tra gli alimenti il cui consumo va moderato ma non del tutto evitato abbiamo:

  • le patate, che vanno considerate come un sostituto di pane e pasta e non come un contorno o una verdura.
  • Alcune tipologie di frutta quali banane, uva, fichi, loti, mandarini e frutta secca in quanto contengono alte percentuali di zucchero.
  • Formaggi magri quali ricotta, fiocchi di latte e formaggio di capra.
  • Condimenti a base di oli vegetali quali olio extravergine di oliva (da preferire), olio di semi di mais e olio di semi di girasole.
  • Affettati magri tra cui bresaola, fesa di tacchino e speck sgrassato.
  • Uova.

Infine gli alimenti consigliati per trattare questa condizione sono quelli tipici della dieta mediterranea ovvero:

  • pesce, preferibilmente pesce azzurro come sarde, alici e sgombri ed il salmone.
  • Farinacei a basso indice glicemico ovvero orzo integrale, farro integrale, quinoa, riso integrale, grano saraceno, pasta e pane integrali.
  • Tutti i tipi di frutta tranne quelli elencati nella sezione precedente.
  • Verdura di tutti i tipi sia cruda che cotta, prediligendo le verdure che hanno un alto potere detossificante sul fegato quali il carciofo ed il finocchio.
  • Legumi di tutti i tipi.
  • Carni bianche quali pollo e tacchino.
  • Latte scremato e yogurt scremato.

Si consigliano inoltre due rimedi "della nonna" semplici ma efficaci, bere almeno 2 litri di acqua al giorno e riposare almeno 8 ore a notte!

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Margherita Mazzola (Biologa - Nutrizionista) - Dott.sa Roberta de Martino

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