Antidepressivi: benefici, controindicazioni ed effetti collaterali dei farmaci contro la depressione.

Quando gli antidepressivi, sono davvero necessari? Quali sono le controindicazioni all'utilizzo degli psicofarmaci? E come scegliere tra i tanti prodotti che agiscono sul tono dell'umore quello più indicato? Approfondiamo caratteristiche, utilizzo e controindicazioni dei farmaci contro la depressione.

Antidepressivi: benefici, controindicazioni ed effetti collaterali dei farmaci contro la depressione

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Tipologie
  3. Meccanismo d'azione
  4. Benefici
  5. Controindicazioni
  6. Antidepressivi naturali
  7. Approfondimenti

Gli antidepressivi: una scoperta importante per la ricerca.

Gli antidepressivi (AD), sono la tipologia di psicofarmaci solitamente più utilizzati per il trattamento della depressione e dei patologici abbassamenti dei toni dell’umore.

Essi hanno rappresentato una svolta importantissima nella storia della psicologia e della psichiatria, non solo perché hanno permesso l’individuazione di protocolli di cura più efficaci e più integrati, ma anche perché hanno contribuito ad accrescere le conoscenze circa le cause e le caratteristiche della depressione. Infatti, l’evidenza dell’efficacia degli AD sulla sintomatologia depressiva, ha permesso di individuare il ruolo della componente biologica nella manifestazione di questo disturbo.

Il fatto che gli antidepressivi, agendo sulla capacità delle proteine di legarsi ad altre sostanze (cioè sulla sensibilità recettoriale), permettevano un miglioramento dei sintomi depressivi, ha dato la conferma che a livello biologico l’abbassamento del tono dell’umore sia causato da un’alterazione di questa sensibilità recettoriale.

Ma la scoperta degli AD non è stato un processo semplice e, come accade per le più grandi scoperte della medicina, l’effetto antidepressivo di un farmaco è stato scoperto per caso intorno agli anni ’50. In quella occasione, infatti, è stato evidenziato come un farmaco solitamente utilizzato per il trattamento della tubercolosi (l’iproniazide) aveva un effetto positivo anche sui sintomi di tipo depressivo.

Le tipologie di farmaci che agiscono sul tono dell’umore.

Ad oggi, la comunità scientifica riconosce un’ampia gamma di tipologie di farmaci antidepressivi esse variano per:

  • Composizione.
  • Meccanismo d’azione.
  • Benefici ed effetti collaterali.

Tuttavia, nonostante l’esistenza di questa ampia gamma, il numero degli AD attualmente prescritti è notevolmente ridotto giacché, sulla base delle caratteristiche di ciascuna tipologia, col tempo si è lentamente abbandonata la prescrizione dei primi farmaci antidepressivi (chiamati “di prima generazione”) a favore dei farmaci “di ultima generazione” che hanno la caratteristica di essere:

  • Più efficaci.
  • Con una azione più veloce.
  • Con minori effetti collaterali.

I differenti meccanismi di azione dei principali farmaci AD.

Al fine di comprendere meglio l’evoluzione storica degli antidepressivi, possiamo distinguere varie tipologie di AD.

Tra esse abbiamo:

  • Gli I-MAO, così chiamati perché agiscono sulla sintomatologia depressiva attraverso la inibizione irreversibile degli enzimi (I MAO) deputati alla distruzione della serotonina, della noradrenalina e della dopamina, “neurotrasmettitori del buon umore”, dal momento che nei pazienti depressi se ne riscontrano bassi livelli.
  • Gli antidepressivi triciclici (TCA), così chiamati per la loro struttura molecolare a tre anelli, hanno la funzione di ripristinare la giusta concentrazione di neurotrasmettitori nello spazio tra i neuroni (spazio sinaptico). È stato dimostrato, infatti, che nei soggetti depressi tale concentrazione sia notevolmente ridotta.
  • Gli antidepressivi atipici o di seconda generazione sono gli AD con un meccanismo d’azione ancora più efficace in quanto, pur avendo gli stessi effetti dei TCA vengono meglio tollerati dai pazienti.
  • Gli SSRI, sono gli inibitori selettivi del re-uptake della serotonina, cioè dei farmaci che agiscono sulla sintomatologia depressiva bloccando il processo naturale (il re-uptake) che porta alla diminuzione dei livelli di serotonina nell’organismo.
  • Gli inibitori RIMA, sono, come gli IMAO, ma, a differenza della precedente categoria di AD, hanno una azione più selettiva (e quindi più precisi) e meno drastica dal momento che la loro azione di inibizione è reversibile.
  • Gli SNRI, sono una tipologia di AD molto simile ai TCA ma più efficaci e innovativi. Dallo stesso significato dell’acronimo SNRI (Inibitori Selettivi del Re-Uptake della serotonina e della noradrenalina) è possibile comprendere come questa tipologia, agisca sia sui livelli di serotonina che di noradrenalina, (altro neurotrasmettitore implicato nella regolazione dell’umore che in soggetti affetti da depressione si trova a livelli bassi).
  • Le Benzamidi sostitute, che agiscono sui sistemi della dopamina (un altro neurotrasmettitore che regola l’umore) sono farmaci che a dosi basse, hanno un effetto antidepressivo mentre a dosi elevate possono essere usati per i sintomi della schizofrenia. Le Benzamidi sostitute, inoltre, sono molto efficaci per il trattamento del disturbo distimico e il disturbo depressivo cronico (la cui durata è almeno biennale, nonostante la gravità non sia elevata).
  • Nuovi farmaci antidepressivi, tra cui il bupropione, che sembrerebbero agire sui sistemi dopaminergici e, a dosaggi più elevati, sui sistemi della noradrenalina.

In alcuni casi, anche le benzodiazepine, farmaci di tipo ansiolitico, che agiscono sull’attività del neurotrasmettitore GABA (implicato negli stadi di rilassamento e sedazione), possono essere utilizzati per il trattamento della depressione.

Come scegliere un farmaco antidepressivo?

Di fronte ad una così vasta gamma di farmaci di tipo antidepressivo, è naturale chiedersi in base a cosa sceglierne uno. Per rispondere a questo dubbio, è importante sottolineare che la sua assunzione, dovrebbe essere sempre consigliata e prescritta da un medico generico, da uno psichiatra o da un neurologo.

Solo in seguito ad una visita specialistica, è possibile individuare la necessità di assumerlo e, quindi, la scelta del farmaco più adeguato.

Sembrerebbe che in circolazione sia possibile ottenere farmaci antidepressivi senza ricetta ma se ne sconsiglia vivamente l’assunzione a causa dei possibili effetti collaterali.

Che siano di prima o seconda generazione, però, obiettivo comune dei farmaci AD è sempre quello di intervenire e ridurre la sintomatologia depressiva. Vediamo insieme quali sono i benefici degli AD e in che senso è possibile parlare di effetti miracolosi di questi psicofarmaci.

Gli effetti benefici degli psicofarmaci.

L’obiettivo principale dei farmaci di tipo antidepressivo è quello di intervenire sulla sintomatologia depressiva; pertanto, attraverso la regolazione neurotrasmettitoriale, i farmaci AD quindi servono a:

  • Ripristinare il tono dell’umore, permettendo al paziente di poter gioire e provare piacere.
  • Regolare i ritmi sonno-veglia, (solitamente chi è depresso soffre di insonnia o ipersonnia).
  • Regolare le sensazioni di fame e sazietà, (i pazienti depressi soffrono di inappetenza o iperfagia).
  • Ridurre o eliminare le eventuali idee suicide, che sono molto frequenti in coloro affetti da una grave depressione.
  • Ridurre la patologica agitazione o il patologico rallentamento psicomotorio, tipici di chi soffre di depressione.

Inoltre, poiché l’abbassamento del tono dell’umore è una caratteristica trasversale a molte altre condizioni patologiche di tipo psichiatrico (come schizofrenia, disturbi di personalità, disturbi di ansia) e/o organico (condizioni di disabilità, di malattie croniche, etc.), gli AD possono essere prescritti anche in assenza di una diagnosi specifica. In questi casi, la decisione medica di intervenire farmacologicamente sull’umore ha lo scopo di facilitare, da un punto di vista psicologico e medico, il trattamento del disturbo principale.

Infine, i più recenti psicofarmaci di tipo antidepressivo, possono essere utilizzati anche nel trattamento del tabagismo, impiegato per far smettere di fumare.

Dopo quanto tempo dall’assunzione del farmaco è possibile iniziare a vedere gli effetti?

Leggere gli effetti sorprendenti dei farmaci antidepressivi, può creare l’aspettativa magica di poter ottenere con una pillola il rimedio allo stato depressivo.

In realtà, la situazione è molto più complessa e bisogna tener conto, che i tempi della efficacia, non sono così immediati e che dipendono da:

  • L’età del paziente: solitamente l’effetto è più precoce nei pazienti più giovani rispetto ai pazienti anziani.
  • La struttura del farmaco: alcuni farmaci come i TCA, iniziano a fare effetto dopo circa 2-3 settimane, mentre altri come i SNRI, dopo una sola settimana.
  • L’emivita del farmaco, cioè la durata della sua persistenza nel corpo. Infatti, ci sono farmaci con una emivita breve, altri con una media e farmaci con una emivita lunga.
  • L’eliminazione del farmaco: alcuni farmaci AD, vengono eliminati più velocemente di altri.

Sulla base di queste variabili, il vostro medico di fiducia saprà indicarvi i dosaggi, la durata della vostra terapia (più o meno prolungata) e le modalità di interruzione della stessa.

La modalità di interruzione della terapia.

Relativamente a questo aspetto, i farmaci AD non devono mai essere interrotti improvvisamente e si dovrà procedere molto cautamente con una diminuzione graduale delle dosi quotidiane fino ad arrivare alla sospensione totale del farmaco.

Per tutti questi motivi, è assolutamente sconsigliato interrompere o modificare arbitrariamente la cura farmacologica e invitiamo a rivolgervi al vostro medico di fiducia per qualsiasi dubbio o titubanza, non solo perché il farmaco potrebbe non avere l’effetto antidepressivo desiderato ma anche perché potreste andare incontro a spiacevoli effetti collaterali.

Controindicazioni ed effetti collaterali dei farmaci contro la depressione.

È opportuno innanzitutto ricordare che i farmaci antidepressivi, sono generalmente controindicati a:

  • Donne in gravidanza, per gli eventuali danni al feto che il farmaco potrebbe provocare.
  • Pazienti affetti da disturbi maniacali, cioè il disturbo dell’umore assolutamente contrario alla depressione, in quanto il farmaco potrebbe peggiorare la sintomatologia maniacale.
  • Bambini e donne in menopausa, in quanto il farmaco potrebbe alterare le particolari condizioni ormonali della fase di vita.
  • Pazienti epilettici, nei pazienti con insufficienza respiratoria e problemi cardiovascolari in quanto il farmaco potrebbe peggiorare le condizioni mediche patologiche.
  • Nel caso di assunzione di I-MAO, poichè i pazienti che seguono una dieta ricca di tiramina (una sostanza presente in formaggi, salumi, pesce affumicato, birra, vino, fave, etc) se assumono gli AD, unite le sostanze potrebbero provocare gravi effetti collaterali.
  • Pazienti affetti da altre condizioni patologiche specifiche, come malattie croniche o degenerative, di cui si invita a discutere col proprio medico.

Tuttavia, anche in tutti gli altri casi, l’assunzione di farmaci antidepressivi può avere degli effetti indesiderati (effetti collaterali) come:

  • Mal di testa.
  • Vomito.
  • Vertigini.
  • Appannamento della vista.
  • Stipsi.
  • Ritenzione idrica.
  • Tachicardia.
  • Sonnolenza (con eventuali disturbi nella guida, nel lavoro o nello studio).
  • Sudorazione eccessiva.
  • Alterazione del metabolismo con conseguente aumento o perdita di peso eccessivo.
  • Gonfiore.
  • Alterazione del ciclo mestruale femminile (ove possibile).
  • Tremori.

Se voi o qualcuno di vostra conoscenza sta assumendo antidepressivi e riscontra uno o più di questi effetti, invitiamo a rivolgersi immediatamente al vostro medico per un riadattamento o variazione della terapia.

Gli antidepressivi naturali.

Come ampiamente evidenziato, gli psicofarmaci di tipo antidepressivo sono degli ottimi strumenti per il trattamento dei sintomi correlati, ma hanno effetti collaterali altrettanto importanti.

E’ possibile utilizzare e attingere anche a metodi di cura naturali, come la medicina omeopatica e l’utilizzo di olii essenziali, piante officinali o fiori di Bach quali:

 

  • Mustard, il fiore che sarebbe particolarmente indicato per le persone tristi, malinconiche e cupe senza un apparente motivo.
  • Gentian, il fiore particolarmente efficace per trattare gli stati depressivi legati a cause ben note (la depressione reattiva) come lutti o traumi.
  • Gorse, il fiore di bach utile per il trattamento delle depressione croniche (la distimia).

L’utilizzo dei fiori di Bach comportano delle controindicazioni veramente molto lievi, quasi inesistenti. Tali cure, possono essere associate ad una sana e buona seduta di yoga, ad un momento di rilassamento o di meditazione. Alcuni studi americani, hanno per esempio dimostrato che anche il cacao e derivati (quindi anche il cioccolato) possono essere considerati degli antidepressivi naturali in quanto sembrerebbero avere un effetto sui livelli di serotonina e noradrenalina.

Approfondisci le caratteristiche dei fiori di Bach.

Tuttavia, è bene chiedersi: questi metodi sono veramente efficaci per il trattamento di disturbi di tipo depressivo?

Ad oggi, la comunità scientifica non ha dimostrato l’efficacia terapeutica e, sebbene non risultino dannosi, è molto difficile, se non impossibile, che una grave depressione possa essere curata con metodi di questo tipo.

Scegliere una terapia farmacologica o una cura naturale?

Ricorrere ad un farmaco antidepressivo non è certo una decisione piacevole, per nessuno. Ciò significa riconoscere il problema depressivo e decidere di occuparsene; e non tutti sono pronti o disposti a farlo. Tuttavia, ci sono casi in cui non esistono altre soluzioni e non si può fare a meno di assumere una farmacoterapia antidepressiva.

Spesso, a questa terapia si associa anche una psicoterapia, al fine di raggiungere obiettivi di guarigione ottimali e duraturi nel tempo. Una volta iniziate le terapie; farmacologica e psicoterapica, ne noterete presto i benefici e non vi pentirete di aver iniziato questo importante percorso di cura di voi stessi.

Nei casi in cui si vivono periodi di vita solo un po’ tristi, allora è possibile ricorrere a uno o più metodi naturali come quelli sopra descritti. Se vi state chiedendo come capire se si tratta di depressione o di semplice tristezza, vi invitiamo a chiedere una consulenza ad uno specialista, in quanto quando si parla di sofferenza psichica, è importante sempre confrontarsi con persone specializzate.

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Vitalba Genna (Psicologa) - Dott.sa Roberta de Martino

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