Fame nervosa: rimedi naturali per combatterla, dall’omeopatia ai fiori di bach.

Fame nervosa? Un disturbo alimentare scatenato da ansia, paure e frustrazioni che cerchi di soffocare mangiando. Scopriamo come combatterla con i rimedi naturali quali i fiori di Bach e le proposte omeopatiche e fitoterapiche senza ricorrere ai farmaci.

Fame nervosa: rimedi naturali per combatterla, dall’omeopatia ai fiori di bach

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Come riconoscerla
  3. Come affrontarla
  4. Rimedi naturali
    1. Fitoterapia
    2. Omeopatia
    3. Fiori di Bach
  5. Approfondimenti

Cos’è la fame Nervosa?

Se per te mangiare è un modo per sentirti meglio, se continui a desiderare dolci e cibi grassi anche se sei sazio, se affronti i problemi della vita a bocca piena o se per te il cibo è il miglior amico con cui condividere gioie e dolori, non sentirti in colpa. C’è qualcosa di molto più profondo della golosità nel tuo legame con il cibo.

Non è il tuo stomaco ma la tua mente ad avere fame.

La “fame nervosa” o, per gli addetti ai lavori, “fame emotiva” o “emotional eating”, è un vero e proprio disturbo alimentare che, secondo i manuali di psicologia, rientra nella classe dei BED (Binge Eating Disorder). E’ una condizione per molti versi analoga alla bulimia senza però l’aspetto compensatorio. Nella bulimia, infatti, si mangia a dismisura per poi liberarsi con l’uso di lassativi e diuretici o, nei casi peggiori, auto-inducendosi il vomito.

In caso di fame nervosa questo per fortuna non accade ma ciò non significa che sia un disturbo da sottovalutare. Si stima, infatti, che circa il 75% delle persone che mangiano in modo eccessivo non lo facciano per fame (quella fisiologica s’intende) ma per un rapporto con il cibo non corretto.

Puoi approfondire sintomi e conseguenze dei disturbi alimentari.

Come riconoscerla?

Cerchiamo allora di comprendere meglio il problema. Abbiamo detto che non si tratta di fame fisiologica, ma di fame emotiva. Come riconoscerla? Mettiamo le due sensazioni a confronto

La fame nervosa colpisce all’improvviso: è una sensazione che letteralmente ti travolge. Senti l’urgenza di mangiare. Non puoi più aspettare

La fame fisiologica può attendere: è una sensazione che avverti in modo molto più graduale. La riesci a controllare, a meno che non mangi da davvero molto tempo

La fame nervosa fa desiderare solo alcuni cibi: hai voglia di qualcosa di buono. Se ti trovassi davanti un salutare piatto di verdure probabilmente non lo mangeresti perché il tuo corpo desidera cibi altamente grassi e calorici che forniscono una scarica immediata di energia.

La fame fisiologica non fa distinzione: quando sei fisicamente affamato tutto ti sembra buono, anche un salutare piatto di verdure.

La fame nervosa è spesso irrazionale: prima di accorgertene hai fatto fuori un panino intero o una grossa fetta di torta senza assaporarli realmente.

La fame fisiologica è più consapevole: anche se hai fame, fai più attenzione a quello che mangi e lo gusti molto di più.

La fame nervosa non si ferma anche se sei sazio: ti senti pieno ma hai ancora voglia di mangiare. Ti riempi quasi fino a scoppiare

La fame fisiologica ha un limite: non richiede che ti senta scoppiare. Passerà quando il tuo stomaco sarà pieno e non oltre

La fame nervosa non proviene dallo stomaco: non è la tua pancia che brontola ma la tua testa. Immagini di cose buone e gustose si materializzano nella tua mente. Hai voglia di particolari odori, sapori e consistenze.

La fame fisiologica: non ha niente a che vedere con la mente. E’ un bisogno del tuo corpo in risposta ad una maggiore richiesta di energia

La fame nervosa ti porta su per poi lasciarti cadere: dopo aver mangiato a dismisura spesso il senso di colpa ti pervade e i rimpianti prendono il posto del finto senso di gratificazione che provavi mentre mangiavi.

La fame fisiologica non ti fa pentire di ciò che hai fatto: stai semplicemente dando al tuo corpo ciò che serve e questo non può farti sentire in colpa

Gli step per combattere la “fame emozionale”.

E’ un circolo vizioso: più mangi e più ti senti in colpa e demoralizzato. E allora che fai? Mangi ancora. Ovviamente ingrassi ma non riesci a fermarti e ti senti impotente davanti al cibo. E quindi come reagisci? Mangi. Sembra un problema senza soluzione. Invece no. Puoi interrompere questo vortice. Certo non sarà semplice e dovrai procedere a piccoli passi ma ci puoi riuscire. Vediamo insieme come.

Primo passo: capire perchè.

I motivi per cui si mangia, come hai visto, possono essere tanti ed un primo passo per affrontare il problema è proprio quello di identificare i motivi che ti spingono a farlo. Un modo può essere quello di scrivere un “diario alimentare” o, per meglio dire, un diario emozionale. Quando l’impulso di mangiare ti travolge, fermati un istante e pensa a ciò che senti. Fa’ un bel respiro e cerca di capire cosa può averti fatto sentire così. Può trattarsi di un evento appena accaduto, come un litigio con i genitori o un rimprovero del tuo capo, o anche di qualcosa che ha radici più profonde, come una delusione passata, la sensazione di sentirti inadeguato o solo. Ma mangiare può anche essere un modo per gratificarti dopo un successo, come un esame andato bene o una promozione. Solo tu puoi capire cosa ti spinge a farlo. Ce la puoi fare, devi solo fermarti cinque minuti a riflettere. Magari dopo mangerai comunque, ma scrivendo tutto su un diario acquisterai maggiore consapevolezza di ciò che stai facendo.

Secondo passo: trovare un’alternativa.

Avrai capito a questo punto che il tuo è un bisogno emozionale. Non riempirti la bocca per soffocare ciò che provi ma cerca di dare sfogo alle tue emozioni con l’attività che più ti gratifica.

Ad esempio, se ti senti triste e solo, chiama un amico. Anche se non vi sentite da tempo, ti ascolterà. Non pensare di non poter contare su nessuno, perché non è così.

Puoi suonare il pianoforte, la chitarra o qualche altro strumento, se ti piace farlo. Ascoltare della musica e cantare a squarciagola. Puoi leggere un libro. Uscire a fare una passeggiata. Fare un bagno profumato e dedicare un po’ di tempo a te stesso.

Come vedi, ci sono tante alternative al cibo. Riuscirai a sentirti appagata e meno in colpa.

Terzo passo: aspetta e riprova.

Anche se non sei riuscito a frenarti, ritenta. Il desiderio di mangiare ti attanaglia? Aspetta qualche minuto e ricomincia dal primo passo. Forse le prime volte riuscirai a resistere poco tempo, ma vedrai che riprovando andrà meglio.

Quarto passo: non scappare ma affronta le tue paure.

Non sentirti debole davanti al cibo: sono le sensazioni che cerchi di reprimere ad essere troppo forti. Affrontale. A volte quello che temiamo di provare può sembrare più spaventoso di quello che in realtà proveremmo se ci lasciassimo andare. Apriti alle tue emozioni. Scopri cosa ti angoscia. Non puoi pensare che la vita non metterà lungo il tuo cammino dei problemi. Cadrai certamente mille volte ma ti rialzerai. Devi solo dare a te stesso il tempo necessario. Se rinunci ad affrontare i problemi, se non cerchi di sollevarti da terra ti ritroverai a guardare il mondo come un bambino al quale tutto sembra gigantesco. Abbi il coraggio di rimetterti in piedi, di guardare la vita occhi negli occhi e tutto acquisterà la giusta dimensione. Devi prenderti cura di te. Sorridere un po’ di più. Pensare che poi, in fondo, la tua vita non va tanto male. Ricordare di come un problema che da piccolo ti sembrava insormontabile ora ti faccia sorridere.

Quinto passo: sane abitudini.

Spesso mangiamo quello che ci troviamo davanti. Il problema è che il nostro frigo ed i nostri mobili sono pieni di alimenti poco salutari. Come evitarlo? Il momento critico è quello della spesa. Sembra una banalità, ma cerca di andare al supermercato a stomaco pieno. Questo eviterà di riempire il carrello solo con le cose che più ti piacciono.

Sii più consapevole nelle scelte degli alimenti. Cerca di leggere articoli che parlino di alimentazione. Informati, leggi le etichette, non lasciarti ingannare dalle immagini pubblicitarie.

Dai un senso diverso al momento dell’acquisto. Puoi ad esempio organizzarti con un’amica per andare a fare la spesa, prendere un caffè insieme, fare quattro chiacchiere, girare per negozi. Vedrai che il cibo passerà in secondo piano.

Cerca di muoverti di più. So che te lo avranno detto milioni di volte. Ma non considerarlo solo come un impegno fisico ma come un vero e proprio esercizio mentale. Scegli il tipo di movimento che più ti piace. Riscopri nuovi aspetti dell’esercizio fisico. Basta poco. Nessuno ti chiede di diventare un cultore dell’aerobica o del nuoto o del sollevamento pesi. Basterà passeggiare un po’ di più. Camminare per le strade della tua città, ad esempio, oltre a consentirti di fare un po’ di esercizio fisico, ti permetterà di guardare il mondo come realmente è e non come lo immagini tu, ricco di persone meravigliosamente imperfette. E poi, potrà essere l’occasione per incontrare persone che non vedi da tempo, riallacciare rapporti o fare nuove amicizie.

Dedica più tempo al sonno. Dormire poco ha un legame diretto con lo stress, il mangiare in modo eccessivo e l’aumento di peso. Questo perché si ha un incremento della grelina, l’ormone che stimola l’appetito, ed una diminuzione della leptina, l’ormone della sazietà. Quindi, se dormiamo poco siamo più affamati e tendiamo a saziarci meno facilmente.

Arriva al traguardo.

Non preoccuparti, non si tratta di una gara. L’importante è arrivare ad una soluzione non quanto tempo ti ci vorrà. Procedi lentamente e ci riuscirai. Adatta questi consigli alla tua esperienza personale ed alle tue necessità. Trova nuovi aspetti e soluzioni. Nessuno ti conosce meglio di te stesso. Se però, nonostante ti senta ora più consapevole, continui a sentire quella spiacevole sensazione di impotenza nei confronti del cibo. Se, nonostante i buoni propositi, cioccolata o patatine ti sembrano ancora irresistibili quando sei giù di morale, non disperare. Natura ed omeopatia possono offrire un valido supporto. Scopriamo insieme come.

La fame nervosa dal punto di vista biologico.

Quando sottoposto a stimoli che ne alterano l’equilibrio fisico e mentale il nostro corpo reagisce con un meccanismo del tipo combatti o scappa, attivando una serie di risposte neuroendocrine. La fame nervosa può essere dunque vista dal punto di vista biologico come un aspetto della risposta del nostro corpo che cerca di difendersi dagli stimoli esterni che potrebbero minarne l’integrità. Vediamo a grandi linee cosa succede.

Cortisolo: è un ormone steroideo prodotto dalle ghiandole surrenali rappresenta l’ormone dello stress. Quando, infatti, accade qualcosa che ci fa temere di perdere il controllo di una situazione, dopo una prima produzione di sostanze (noradrenalina e adrenalina) che attivano il sistema di allerta e di lotta, il corpo comincia a prepararsi alla fuga. Il cortisolo viene rilasciato in questa fase e determina una mobilitizzazione dell’energia (zuccheri e grassi), una minore percezione del dolore (azione antinfiammatoria) e un aumento dello stato di vigilanza. Se però la produzione di cortisolo si protrae nel tempo, cioè quando siamo di fronte a stress cronico, si cominciano ad avere effetti negativi:

  • i grassi mobilizzati per fornire energia, non essendo utilizzati vanno a depositarsi a livello viscerale profondo (sulla tanto temuta pancetta, per intenderci)

  • il desiderio di cibi altamente calorici aumenta, portando ad una fame incontrollata

  • viene amplificata la percezione della necessità di fuga, con ansia e depressione

Grelina: prodotta da cellule poste sul fondo dello stomaco e nel pancreas in seguito ad un periodo di digiuno, è ormone che stimola l’appetito (ormone oressante). Si è scoperto che il nostro corpo risponde allo stress aumentando la produzione di grelina, portandoci non solo ad avere più fame ma anche ad essere più calmi. Anche la mancanza di un adeguato periodo di sonno aumenta i livelli di stress portando così ad un aumento dei livelli di grelina: meno dormiamo più mangiamo.

Leptina: rappresenta la controparte della grelina. E’ cioè l’ormone responsabile del senso di sazietà (ormone anoressizzante). E’ prodotto dalle cellule del tessuto adiposo ed agisce a livello cerebrale regolando la quantità di cibo ingerita ed il peso corporeo. I livelli di leptina aumentano all’aumentare del grasso corporeo. Studi recenti hanno messo in relazione una diminuzione dei livelli di leptina con la presenza della sindrome depressiva ed hanno valutato l’uso di leptina esogena come possibile rimedio per alleviare i sintomi da frustrazione e stress cronico.

Tiroide: è l organo che produce i cosiddetti ormoni tiroidei tiroxina (T4) e triiodotironina (T3), fondamentali per controllare il metabolismo del corpo umano. Una ridotta funzionalità tiroidea sembra avere un legame diretto con bassi livelli di leptina che non danno il senso di sazietà.

I rimedi naturali per dire basta alla fame nervosa.

La natura ci viene incontro per combattere la fame nervosa senza ricorrere ai farmaci. Di seguito analizziamo i prodotti naturali più utilizzati per alleviare il disturbo alimentare.

Fitoterapia

Con la fitoterapia (cioè la cura attraverso le piante) è possibile agire sull’aspetto psicologico del problema, placando ad esempio l’ansia e l’insonnia che, come abbiamo visto contribuiscono ad accentuare gli attacchi di fame nervosa. Potremo scegliere la pianta che più è adatta alla nostra situazione e sfruttarla per sentirci meglio. Vediamo alcuni esempi:

Arancio amaro: se mangi perché ti senti nervosa ed irrequieta,se la notte non riesci a dormire ed il frigo ti fa compagnia nell’attesa che il sonno ritorni, puoi sfruttare le proprietà di questo rimedio. L’arancio amaro ha azione sedativa ed è per questo consigliato a chi soffre di insonnia. Inoltre pare che il profumo dell’essenza d’arancio sia in grado di indurre calma e serenità per cui potrebbe essere sfruttato nell’acqua del bagno, non solo per profumare la pelle, ma anche per farci sentire più rilassate e felici.

Infuso di arancio amaro: porre in infusione un cucchiaino di fiori di arancio amaro in 2,5 l di acqua bollente per dieci minuti. Filtrare e berne una mezza tazzina con l’aggiunta di un po’ di miele prima di mettersi a letto. Faciliterà e migliorerà il sonno.

Biancospino:Se ti lasci prendere dal panico facilmente e riversi le tue insicurezze sul cibo, puoi utilizzare il biancospino come rimedio per sentirti più tranquilla e vivere al meglio le situazioni che ti mettono a disagio. Il biancospino infatti ha una forte azione sul sistema cardiocircolatorio ed è molto consigliato in caso di palpitazioni e tachicardia di origine nervosa. E’ necessario però fare attenzione all’uso di questa pianta in caso di ipotensione, perché potrebbe indurre un ulteriore calo della pressione arteriosa.

Infuso di biancospino: un cucchiaio di foglie e fiori di biancospino in una tazza d’acqua bollente. Lasciare in infusione per 10 minuti. Filtrare. L’infuso può essere consumato al bisogno, cioè in caso di attacco di panico con tachicardia e palpitazioni o regolarmente la sera per agevolare il sonno.

Griffonia: diverse ricerche hanno dimostrato che ansia e depressione hanno un legame diretto con la fame nervosa. Per questo motivo, se ti senti infelice e sola e ti ingozzi per riempire il vuoto che senti dentro, la griffonia potrebbe rappresentare un valido aiuto per sentirti meglio. Questa pianta, infatti,contiene un precursore della serotonina (il 5-idrossitriptofano, 5-HTP), il neurotrasmettitore deputato al benessere psichico. Per questo motivo la griffonia è da sempre considerata la pianta della felicità: ci aiuta a combattere depressione ed ansia ed a regolarizzare il ciclo sonno-veglia aumentando la fase R.E.M. (la fase del sogno). La griffonia si trova in capsule da assumere 2-3 volte al giorno contenenti da 50 a 100 mg di estratto secco titolato di semi spesso in associazione con altre e sostanze che favoriscono anch’esse il benessere psichico. Una buona associazione è rappresentata da griffonia, vitamina B6 e magnesio. La raccomandazione è di non eccedere nelle dosi e di non associarla a farmaci antidepressivi.

Puoi approfondire i molteplici benefici della Griffonia Simplicifolia

Tiglio:se i troppi impegni ti stressano rendendoti sempre nervosa e mangiare a dismisura ciò che più ti piace a fine giornata ti sembra l’unico modo per rilassarti, il tiglio, con le sue proprietà calmanti e sedative, può aiutarti. Sembra inoltre che sia in grado di ridurre il mal di testa e gli spasmi del tratto gastrointestinale conseguenti a stress e nervosismo. Può essere usato per la preparazione di infusi da bere o aggiunto all’acqua del bagno.

Infuso di tiglio: mettete 10 g di infiorescenze e brattee (foglie modificate in forma di petali) di tiglio in infusione per 10 minuti in 2,5 l di acqua bollente. Filtrate. Se ne possono consumare 2-3 tazze al giorno per combattere lo stress. Lo stesso infuso può essere aggiunto all’acqua del bagno: ridurrà la pressione, ti farà sentire meno agitata e ti aiuterà a contrastare l’insonnia.

Valeriana: se l’ansia ti coglie all’improvviso e ti lanci sul cibo come in preda ad un raptus, la valeriana ti aiuterà a gestire questi momenti.Questo rimedio ha forti azioni sedative per la presenza di sostanze che sembra agiscano aumentando i livelli endogeni di un neurotrasmettitore, il GABA (acido aminogababutirrico) in grado di ridurre l’eccitabilità nervosa. La valeriana deve essere però usata con cautela e secondo le dosi consigliate per non incorrere in effetti negativi opposti, quali delirio e tachicardia. Sicuramente va evitata in gravidanza, in allattamento, nei bambini (almeno in quelli con meno di 6 anni) e in caso di assunzione di farmaci ansiolitici ed ipnoinducenti (cioè che inducono il sonno). Negli altri casi però rappresenta un rimedio naturale molto efficace per gli stati ansiosi e o contro l’insonnia.

Infuso di valeriana: Porre in infusione per una decina di minuti 1 cucchiaio di radice di valeriana in una tazza di acqua bollente. Filtrare. Bere prima di coricarsi per combattere l’insonnia. In alternativa è possibile far macerare 40 g di radice fresca di valeriana in 1 l di acqua fredda per 7-8 ore. Filtrare e consumare 2-3 tazzine al giorno lontano dai pasti nei casi di nevrastenia e stati ansiosi.

Dall’omeopatia tante possibilità per non sfogare il nervosismo sul cibo senza effetti collaterali.

L’omeopatia offre un’ampia scelta di rimedi contro ansia, stress e irascibilità. Tutti potenziali fattori scatenanti della fame nervosa. Vediamoli in dettaglio.

  • Aconitum napellus: è indicato nel caso in cui cerchi di risolvere con il cibo il disagio dovuto ad attacchi di panico improvvisi con forte sensazione di paura (quando hai la sensazione che ti manchi il fiato) e palpitazioni con vampate di calore

  • Argentum nitricum: se mangi per ridurre l’ansia che precede un evento importante, come un colloquio di lavoro,un esame o un discorso

  • Arsenicum album: il suo uso è raccomandato ai soggetti particolarmente preoccupati per la loro salute e maniacali nei confronti dell’ordine e la sicurezza, con particolare attenzione ai dettagli. Questi soggetti tendono ad avere forti bruciori di stomaco che spesso confondono con una sensazione di fame che difficilmente riescono placare, portandoli a mangiare a dismisura. Il cibo per questi soggetti è anche un modo per contrastare gli attacchi di panico che spesso si verificano nel cuore della notte o alle prime luci del mattino. Sono persone inquiete che tendono a muoversi molto.

  • Calcarea carbonica: i soggetti che traggono beneficio da questo rimedio sono persone che soffrono spesso il freddo ed hanno difficoltà a tenersi calde. Desiderano cibi dolci e si affaticano facilmente. Sono persone affidabili che sopraffatte dai loro problemi fisici o dal troppo lavoro, cominciano a temere il crollo. Si mostrano confusi quando stanchi, cosa che ne incrementa l’ansia. Le cattive notizie li agitano e temono che possano verificarsi eventi disastrosi (per se’ e per gli altri). Spesso soffrono di claustrofobia o della paura di posti alti. Hanno la sensazione che mangiare dia loro calore e sicurezza.

  • Ignatia amara: le persone che sono ansiose a causa di dolori, perdite, delusioni, giudizi e, per questo si rivolgono al cibo come ad un porto sicuro, possono trarre beneficio da questo rimedio. Il fattore primario per questo rimedio è lo stress emotivo soprattutto per perdite e delusioni. Altre indicazioni sono la tendenza a stare sulla difensiva e l’umore oscillante (passano improvvisamente dal pianto al riso)

  • Kali phosphoricum: indicato quando una persona si sente esausta per il superlavoro o per malattia. Si sente profondamente in ansia e incapace di far fronte alle difficoltà. Agitato ed ipersensibile, si può spaventare per ogni minimo rumore. Ascoltare notizie spiacevoli o pensare agli eventi del mondo può aggravare la situazione. Può sviluppare insonnia ed incapacità nel concentrarsi. Spesso trova sollievo nel cibo e nel calore.

  • Lycopodium: è adatto per coloro che tentano di mascherare un profondo senso di inadeguatezza pretendendo di essere qualcosa che non sono. Per loro mangiare a dismisura ed in solitudine è un modo per sentirsi se stessi, liberi di poter agire lontani dal giudizio degli altri. Avvertono ansia da stress mentale e soffrono di mancanza di fiducia. Possono risultare timidi ed essere intimoriti dalle persone che ritengono potenti. Si sentono insicuri ed hanno paura di fallire quando vengono a loro affidate delle responsabilità. Generalmente però riescono nel compito affidato loro, una volta iniziato.

  • Natrum muriaticum: i candidati principali per questo rimedio sono persone che tendono a mettersi in disparte ma hanno una coscienza sociale e desiderano aiutare gli altri. La loro timidezza, usata come autodifesa, e le emozioni profonde possono farli sembrare particolarmente riservati. Spesso quando si sentono soli tendono ad isolarsi, rifugiandosi nel cibo. Rifiutano il conforto anche quando in realtà ne hanno bisogno. Sono spesso confidenti comprensivi dei problemi altrui. Claustrofoia, ansia notturna (associata a paura di ladri o intrusi), emicranie, ed insonnia si verificano spesso in chi si rivolge a questo rimedio.

  • Phosphorus: indicato quando il soggetto è fortemente emotivo, ha una forte immaginazione, si spaventa facilmente, ed è pieno di intense e vivide paure. Spesso situazioni comuni possono facilmente innescare una forte ansia. Sono nervosi e sensibili verso gli altri. Hanno bisogno di tanta compagnia e rassicurazione che spesso ricercano nel cibo. Hanno spesso vampate di calore, palpitazioni e sete, ricercano il freddo ed hanno una prelidezione per gli alimenti rinfrescanti.

  • Pulsatilla: è adatta per persone insicure che ricercano costantemente conforto e supporto e trovano nel mangiare un porto sicuro in cui ripararsi dalle emozioni negative che la vita può procurare loro. Hanno paura di restare soli. Si scoraggiano facilmente, sono spesso di malumore ed in lacrime, si lamentano di continuo e sono infantili. Sentire troppo caldo o stare in una stanza affollata mette loro agitazione. L’ansia legata ai cambiamenti ormonali (pubertà, periodo mestruale o menopausa) è spesso aiutata con la pulsatilla.

  • Silicea: indicata per coloro che sono seri e capaci ma anche nervosi, timidi e soggetti a momentanei attacchi di perdita di autostima. L’ansia arriva a livelli estremi quando devono confrontarsi con eventi pubblici, esami, discorsi o un nuovo lavoro o incarico e spesso cercano di calmarsi e riacquistare fiducia attraverso cibi grassi e calorici. Preoccupazioni e lavoro eccessivo possono provocare in loro mal di testa, difficoltà nel concentrarsi e stati di stanchezza, ipersensibilità e terrore.

I rimedi vanno assunti a bocca pulita, libera da bevande, cibo, tabacco, dentifricio o altro. Lascia che le compressine o i granuli si dissolvano nella tua bocca piuttosto che deglutirli con l’acqua e non ingerire nient’altro a parte acqua per quindici minuti dopo aver assunto il rimedio.

Tra fitoterapia ed omeopatia: i fiori di Bach contro la fame emozionale.

I fiori di Bach sono rappresentati da un sistema di 38 rimedi scoperti dal dr. Edward Bach più di 80 anni fa e sono ottenuti dai fiori di campo. I rimedi rimuovono le emozioni negative inondandole con l’energia positiva che scaturisce dai fiori. Servono insomma a ridare la felicità. Vediamo quali potrebbero servire al caso nostro e cioè a contrastare le emozioni negative che ci fanno ricorrere al cibo.

  • Agrimony: ti aiuta a comunicare le tue reali sensazioni e dispiaceri. Sei un tipo allegro e spiritoso che si angoscia per le discussioni o i discorsi seri. Spesso nascondi i tuoi sentimenti dietro l’umorismo e gli scherzi e spesso assumi alcool in eccesso per caricarti.
  • Cherry Plum: per coloro che temono di perdere il controllo dei loro pensieri e delle loro azioni e di fare cose che sanno essere sbagliate.
  • Chestnut Bud: ti aiuta quando continui a fare gli stessi sbagli più e più volte. Non trai insegnamento dalle esperienze e impieghi più tempo ad imparare la lezione.
  • Gentian: ti aiuta quando ti senti scoraggiata e depressa, quando tutto ti sembra vada male o quando ti sembra complicato affrontare anche piccole difficoltà.
  • Gorse: per quando senti un forte senso di disperazione e ti convinci che non ci sia più niente da fare.
  • Honeysuckle: ti aiuta a lasciarti alle spalle esperienze o eventi passati. Quando sei concentrata più sul passato che sul presente.
  • Hornbeam: ti aiuta quando senti di non essere abbastanza forte mentalmente e fisicamente per portare il peso che la vita ti ha assegnato.
  • Mustard: per quando ti senti improvvisamente depresso senza una ragione.
  • Elm: è utile quando ti senti sopraffatto dal lavoro e dagli eventi della vita.
  • Olive: ti aiuta a riacquistare energia, vitalità ed interesse per la vita.
  • Red Chestnut: ti aiuta quando ti riesce difficile non essere ansioso per gli altri, ti preoccupi che cose spiacevoli possano accadere alle persone che ami.
  • Sweet chestnut: per quei momenti in cui l’angoscia è così grande da sembrare insopportabile.
  • White chestnut: se la tua mente è offuscata da pensieri ed idee che non riesci a mandar via.
  • Wild rose: nei casi in cui ti senti apatico, senza entusiasmo, interesse ed ambizione. Ti aiuta ad assumerti la responsabilità della tua vita e a riprendere interesse per essa.

 

Supervisione: Collaboratori: Dott.sa Gabriella Atelli (laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche)

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