Erbe officinali.

Le erbe officinali oltre ad avere un importante ruolo nell’alimentazione sono utilizzate sin dall’antichità per le loro proprietà aromatiche o medicinali. Il loro nome deriva dalla parola latina officina, l’antico laboratorio in cui si lavoravano le piante per estrarre da esse le sostanze utilizzate dalla medicina popolare. Il termine viene comunemente utilizzato per indicare sia specie dotate di proprietà terapeutiche sia piante utilizzate per la preparazione di cosmetici, profumi, liquori o per aromatizzare e dare sapore ad alcuni medicinali. Di seguito ci proponiamo di fare un po di chiarezza analizzando le caratteristiche di ciascun gruppo di erbe e i rispettivi ambiti di applicazione.

Erbe officinali

    Indice Articolo:

  1. Cosa sono?
    1. Le erbe aromatiche
    2. Piante medicinali
  2. Come curarsi con le erbe
  3. La coltivazione delle erbe officinali
  4. Erbe in gravidanza: quali assumere e quali evitare
  5. Quali sono utili per dimagrire?
  6. Approfondimenti

Cosa sono le erbe officinali?

Le erbe officinali sono tutte quelle specie che vengono utilizzate nelle officine farmaceutiche ed inserite in un elenco ufficiale stilato dalla FDA Food and Drug Administration, un ente statunitense preposto al controllo dei cibi e dei farmaci. Tali erbe possono avere sia proprietà terapeutiche, ed allora è più corretto parlare di erbe medicinali, che proprietà aromatiche dall’odore e dal sapore gradevole che vengono correttamente indicate come erbe aromatiche.

Le erbe aromatiche.

Si definiscono piante o erbe aromatiche i vegetali ricchi di oli essenziali dotati di sostanze capaci di conferire un particolare odore o sapore e che, pertanto, sono utilizzate per condire alimenti, preparare profumi e bevande o per dare sapore a molti medicinali dal gusto sgradevole. Alcune piante presentano una diffusione uniforme delle loro proprietà mentre in altre si trovano concentrate solo in alcune parti come, ad esempio, semi, petali, foglie o radici. Questi stessi aromi, inoltre, possono essere esaltati in alcuni periodi dell’anno o in alcune ore del giorno: conoscerli aiuta a sfruttarne al massimo le potenzialità!
Le piante aromatiche possono essere suddivise in due ulteriori categorie:
Piante da essenza dotate di una notevole concentrazione di sostanze profumanti, gli oli essenziali, che vengono estratte per distillazione o mediante solventi. Esse sono abbondantemente utilizzate nell’industria cosmetica e alimentare. Vediamone alcune:

Angelica: il suo aroma è un derivato dell'acido pentadecanoico. Questa pianta, che contiene derivati del tannino, acidi aromatici, sostanze amare e zuccherine, è molto usata per realizzare liquori e in pasticceria.
Bergamotto: è un agrume italiano usato solo per la produzione di essenze. È ampiamente utilizzato in cosmetica, soprattutto come aroma di profumi e deodoranti, ma anche come blando disinfettante.
Cannella: dotata di un aroma forte ed estremamente gradevole, è usata in tutto il mondo nell’industria dolciaria e di liquori o anche in prodotti cosmetici.
Citronella: è usata soprattutto come repellente per le zanzare.
Gelsomino: utilizzato per l’aroma estremamente gradevole in cosmetici e profumi, si ritiene che abbia un’azione euforizzante e che aiuti a dissolvere le paure e le tensioni legate alla sessualità.
Lavanda: pianta profumatissima utilizzata soprattutto per fini cosmetici e per profumare gli ambienti. Le ghiandole che producono l’olio essenziale sono localizzate in tutte le parti verdi della pianta (fiori, foglie e gambi) anche se sono concentrate in modo particolare nei fiori.
Tiglio: le infiorescenze del tiglio sono fatte essiccare e sono molto utilizzate in erboristeria per le notevoli proprietà aromatiche.
Vaniglia: è l’unica orchidea che produce un frutto commestibile. La sostanza responsabile dell’aroma è la vanillina, utilizzata in cosmesi e nella produzione dolciaria.


Piante aromatiche da cucina che sono erbe da condimento utilizzate comunemente in cucina per condire i cibi. Generalmente sono sottoposte a processi minimi di trasformazione come, ad esempio, essiccamento o macinazione che garantiscono una più lunga conservazione o una maggiore trasportabilità.Si tratta di piante di uso talmente comune, alcune delle quali sono dotate di proprietà medicinali. che basterà citarne i nomi: aglio, alloro, basilico, sedano, prezzemolo, rosmarino, maggiorana, menta, origano, salvia, timo, peperoncino…

Basilico Oltre a profumare i cibi crudo può aiutare la digestione. Ha infatti proprietà calmante della mucosa grazie alla presenza di eugenolo.
Aglio Utilizzato crudo o cotto in moltissimi piatti della cucina mediterranea, cui conferisce il sapore, l’aglio ha anche proprietà antisettiche ed antiossidanti grazie all’ allicina.
Rosmarino E’ una pianta aromatica, ornamentale, cosmetica e medicinale. I rametti e le foglie fresche conferiscono odore e sapore, come infuso favorisce la digestione e combatte le rughe. Aiuta a combattere la forfora e l’acne.
Menta Ricca di oli essenziali, la menta è espettorante e digistiva, Viene utilizzata per aromatizzare cibi, bevande, dentifrici e per decongestionare la pelle.
salvia La salvia trova impiego per condire cibi, e per combattere le infiammazioni. In cosmetica è utile per profumare il corpo.
Alloro facilita la digestione e combatte l’asma.
Prezzemolo Ha un’azione diuretica, allevia la cistite, i sintomi mestruali e i reumatismi. È importante, tuttavia, farne un uso corretto e parsimonioso perché in dosi eccessive può essere tossico.

Le erbe e le piante medicinali.

Secondo la definizione dell’OMS sono piante medicinali “tutte le specie vegetali contenenti sostanze che possono essere utilizzate a fini terapeutici o preventivi, o che sono precursori di sintesi chemio farmaceutiche”. Queste piante possono:

  • essere utilizzate dall’industria farmaceutica per la confezione di farmaci convenzionali
  • essere destinate a un uso erboristico.

In quest’ultimo caso esse si presenteranno sotto forma di infusi, tisane, decotti e preparati di varia natura. Le piante dotate di poteri terapeutici sono molteplici. Elenchiamo di seguito quelle che conoscono un impiego maggiore e le cui proprietà sono confermate da studi scientifici.

Arnica: la parte utilizzata sono i fiori. Ha proprietà antibatteriche, antiinfiammatorie; cura ematomi, distorsioni e dolori muscolari.
Biancospino: le sommità fiorite sono ricercate per l’attività vaso-dilatatoria e di regolazione della frequenza cardiaca e dell’ipertensione arteriosa.
Valeriana: la radice è un sedativo e un ansiolitico naturale.Migliora la qualità del sonno.
Camomilla: si utilizza il fiore essiccato che ha potere antiinfiammatorio e calmante con lieve effetto sedativo. Inoltre favorisce la digestione e se assunto in compresse può alleviare la pelle irritata.
Liquirizia: utilizzata per insaporire caramelle ed è utile per calmare la tosse il mal di gola ed il mal di stomaco.
Rosa canina: antiossidante, diuretica e ricca di vitamina C.
Eucalipto: le foglie fresche curano le malattie delle vie respiratorie grazie all’attività balsamica, espettorante e antisettica.
Finocchio: i semi esercitano un’azione antispasmodica, rinfrescante e digestiva.
Mirtillo: il mirtillo nero è utile in caso di fragilità capillare, varici, disturbi oculari, infezioni delle vie urinarie, ulcere. Le bacche secche hanno, infatti, numerose proprietà tra cui antiinfiammatoria, antiossidante e antiulcera.Il mirtillo rosso invece sotto forma di succhi o gelatine aiuta a prevenire le infezioni urinarie.
Mirto: le foglie e le bacche sono balsamiche, antisettiche, antinfiammatorie e astringenti. Ottimo l’impiego in caso di bronchiti, tosse e gengiviti.
Iperico o Erba di San Giovanni: grazie all’azione dell’ipericina contenuta nei fiori, migliora i sintomi della depressione.
Carciofo: le foglie svolgono una valida azione diuretica, digestiva, lassativa ed epato-protettrice. Può rivelarsi utile anche per combattere la cellulite.
Calendula: i suoi fiori esercitano un’azione antiinfiammatoria verso le mucose e la cute, immunostimolante, cicatrizzante, disinfettante. La pianta sembra favorire, inoltre, la guarigione delle ulcere gastriche e duodenali.
Ginko: grazie ai ginkgolidi contenuti nelle foglie il ginko dilata i vasi sanguigni e riduce l’infiammazione. Utile per vertigini, cefalee e sbalzi di umore.
Ginseng: possiede effetti antistress dovuti ai suoi componenti attivi: panaxosidi e ginsenosidi. -ginkoiene utilizzato per migliorare le prestazioni fisiche e mentali.
Cardo mariano: ricco di salimarina presente nei semi ha effetto sui reni e sul fegato. Aumenta la produzione di ptroteine del fegato e protegge da sostanze tossiche.

Curarsi con le erbe.

In passato, prima che la medicina moderna si affermasse, la cura con le erbe rappresentava la norma. Con il passare del tempo la medicina ufficiale ha eroso il terreno della medicina popolare decretandone quasi la scomparsa. Oggi, tuttavia, si riscontra un ricorso sempre maggiore ai rimedi naturali: piante ed erbe medicinali sono tornate di moda! Le scienze che si occupano dello studio e dell’utilizzo di piante per la cura delle malattie si sono moltiplicate: erboristeria, fitoterapia, omeopatia, Fiori di Bach, Aromaterapia, medicina naturopatica etc. Spesso esse prendono spunto dalla medicina popolare, rielaborandola attraverso approcci e rivisitazioni originali.
Il riconoscimento che la medicina ufficiale tributa a queste scienze può variare da caso a caso. In generale si assiste alla tendenza a riconoscere, almeno in riferimento ad alcuni disturbi, l’efficacia di queste cure che possono anche essere affiancate, se non addirittura sostituire, i farmaci convenzionali.
È, tuttavia, assolutamente necessario evitare il fai da te ed affidarsi sempre a persone accreditate: solo così è possibile ottenere reali benefici ed abbattere eventuali rischi. L’inizio di una terapia con erbe e piante medicinali, inoltre, va sempre concordata con il proprio medico curante. Non bisogna, infatti, incorrere nell’errore di credere che i rimedi naturali siano di per sé innocui o privi di rischi: i vegetali contengono dei principi attivi che possono rivelarsi pericolosi, che possono interagire con altri farmaci o produrre allergie. Per le patologie più serie la medicina ufficiale è ancora l’unica capace di offrire risposte e cure certe.

Dalla raccolta alla coltivazione.

Se l’uso e la raccolta di piante ed erbe officinali è antichissima non altrettanto si può dire della loro coltivazione. Solo recentemente, infatti, piccole e medie aziende si sono cimentate nella coltivazioni di piante ed erbe officinali. Nonostante si tratti di un settore ricco di prospettive e che promette buoni guadagni, i coltivatori sono spesso scoraggiati dalle difficoltà tecniche della loro coltivazione, dalla delicatezza dei prodotti e dall’altissimo standard qualitativo richiesto dagli acquirenti. Tuttavia, alcune di queste piantine, al di fuori di fini commerciali o di una produzione all’ingrosso, possono essere coltivati facilmente anche in casa.
Prezzemolo, salvia, origano, rosmarino, basilico, menta, alloro, ad esempio, sono piante di facile coltivazione e ricche di proprietà aromatiche e medicinali. Mettile in un vasetto d’argilla sul davanzale o in balcone, assicurati che prendano il sole per almeno mezza giornata e ricordati di innaffiarle di tanto in tanto… guadagnerai dei preziosi alleati per aromatizzare i tuoi piatti. Non solo: queste semplici piantine saranno un vero toccasana per la tua salute e per la tua bellezza!
Pochi vasetti, insomma, ti assicurano una piccola “farmacia” casalinga con cui alleviare i disturbi più frequenti e fastidiosi.

Le erbe officinali in gravidanza ed allattamento.

La gravidanza ed allattamento sono condizioni che richiedono particolari accortezze non solo nell’uso di farmaci ma anche di erbe officinali perchè alcuni principi attivi in esse contenuti potrebbero attraversare la placenta e causare danni al feto o interferire sulla produzione e qualità del latte.
Naturalmente alcuni rimedi naturali, sempre assunti dietro consulto medico, possono aiutare a superare i piccoli malesseri tipici della gestazione.

Sono da evitare:

  • l’Iperico che aumenta il tono muscolare dell’utero aumentando il rischio di aborto.
  • Il ginseng in quanto presenta effetti simili agli estrogeni non va assunto in gravidanza ed allattamento.
  • Il partenio può ridurre l’assorbimento di ferro che invece è indispensabile in gravidanza.
  • L’aglio da al latte un sapore poco gradevole ed è quindi da utilizzare con cautela durante l’allattamento.
  • La menta invece limita la produzione di latte.
  • I semi di lino rilasciano a contatto con l’acqua sostanze mucillaginose che facilitano il funzionamento intestinale e prevengono la stipsi che è un disturbo molto frequente in gravidanza.

Sono invece consentite:

  • Camomilla che grazie al suo effetto calmante può essere utile per lenire ansie ed alleviare i problemi digestivi.
  • Mandorle che alleviano le nausee e contengono vitamina B e proteine.
  • IL Finocchio favorisce la montata lattea.

I prodotti a base di erbe, in gravidanza, vanno assunti con cautela: alcuni comportano benefici, altri, al contrario, delle serie controindicazioni.

E per la linea?

Anche per la linea le erbe officinali possono apportare numerosi benefici.Gli infusi di erbe officinali promettono effetti miracolosi, ma naturalmente risultano utili per dimagrire solo se utilizzate in aggiunta ad una dieta corretta ed ad adeguata attività fisica.

Le tisane a base di erbe ricche di fibre aiutano a controllare il senso di fame, ad eliminare tossine che favoriscono gli accumuli di adipe e a combattere a ritensione idrica che è causa di gonfiore e cellulite. Le erbe consigliate sono:

La betulla, tarassaco, l’equiseto ananas e te verde hanno poteri diuretici e quindi eliminano tossine e ristagni di liquidi.


Il fucus aiuta a diminuire l'appetito in quanto contiene iodio che stimo il metabolismo basale.


Il glucomannano in acqua aumenta molto di volume formando un gel che da un notevole senso di sazietà.

Puoi approfondire quali sono le erbe più usate nei prodotti per favorire la perdita di peso e quali i loro principi che contribuiscono a bruciare i grassi

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