Disturbo bipolare: cos’è? Tipi, sintomi, test e cura.

Il disturbo bipolare è una patologia psichiatrica caratterizzata dall'alternanza di stati di umore iperattivo e depressivo. Ne esistono diverse tipologie le cui cause sono ad oggi sconosciute, ma si pensa possa derivare da un insieme di fattori genetici, ambientali e biologici. I sintomi possono essere ritrovati anche in altre patologie psichiatriche e pertanto risulta fondamentale la diagnosi differenziale. La terapia è a base di farmaci che mirano a stabilizzare l'umore a cui si associano psicoterapia cognitivo comportamentale e psicoeducazione.

Disturbo bipolare: cos’è? Tipi, sintomi, test e cura

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Tipologie
  3. Sintomi
  4. Cause
  5. Diagnosi
  6. Cure
  7. Approfondimenti

Che cos’è il disturbo bipolare?

Con il termine di disturbo bipolare si indica una patologia psichiatrica caratterizzata da disturbi dell'umore. Viene anche chiamata sindrome maniaco - depressiva in quanto si alternano stati di iperattività maniacale a stati di depressione totale.

La patologia, se non riconosciuta e trattata adeguatamente, può essere molto invalidante per chi ne soffre, e se non correttamente curata può portare al suicidio (si ha un tasso di suicidi dello 0,4% e una fascia di età a rischio suicidio che va dai 15 ai 25 anni).

Il disturbo bipolare colpisce circa il 2 - 2,5% della popolazione, con una percentuale dell'1,8% tra le donne e dell'1,2% negli uomini e può manifestarsi anche nei bambini e negli adolescenti ed anche nei pazienti anziani.

Il disturbo bipolare è una patologia cronica e pertanto non si può guarire, ma solo tenere sotto controllo. Tuttavia se i sintomi sono adeguatamente controllati la qualità di vita è soddisfacente.

Quali sono le diverse tipologie di questa patologia?

Il disturbo bipolare, secondo il DSM (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) può manifestarsi in 3 diversi modi:

  • Disturbo bipolare di tipo I: è caratterizzato dall'alternarsi di fasi maniacali della durata di circa 7 giorni e di fasi di profonda depressione che durano circa 2 settimane. Le fasi maniacali sono molto marcate e talvolta così forti da dover richiedere l'immediato ricovero ospedaliero.
  • Disturbo bipolare di tipo II: è caratterizzato da fasi ipomaniacali, ovvero si ha sempre un'alternanza tra fase maniacale e depressiva, ma la fase maniacale è "sottotono"; cioè i sintomi sono sfumati e sicuramente meno marcati rispetto al precedente.
  • Disturbo bipolare ciclotimico: erroneamente definito come disturbo bipolare di tipo III, presenta delle fasi depressive molto lunghe, di circa 2 anni, intervallate da fasi maniacali altrettanto lunghe.
Il disturbo bipolare non altrimenti specificato, che include disturbi bipolari, non si classifica in nessuna delle precedenti tipologie a causa di caratteristiche e sintomatologia anomale

I sintomi in base alle diverse fasi del disturbo.

La sintomatologia del disturbo bipolare varia in base alla fase del disturbo in cui ci si trova.

In particolare possiamo dire che:

  • Nella fase maniacale si manifestano sintomi quali mancanza di sonno, iperattività, euforia, stato di eccitazione o di agitazione, parlare in fretta cambiando argomenti in continuazione, assumere comportamenti pericolosi per sé e per gli altri, sensazione di poter fare tutto e più cose alla volta, aumento del desiderio sessuale che può essere tale da indurre comportamenti impulsivi. Possono comparire anche deliri di diversa natura quali deliri mistico - religiosi (il paziente parla con divinità), di megalomania (il paziente si sente immortale ed invincibile), di infedeltà (convinzione di essere traditi dal partner), di invenzione (il paziente afferma di aver scoperto cose importantissime) e così via. Si ha in questa fase una compromissione dell'attività lavorativa o delle comuni attività quotidiane.
  • Nella fase ipomaniacale si hanno gli stessi sintomi della fase maniacale, ma molto più attenuati. In particolare il soggetto manifesta uno scarso bisogno di sonno, è distratto, non ha concentrazione, ha agitazione psicomotoria e maggiore loquacità. Tuttavia i sintomi sono poco marcati e non compromettono l'attività lavorativa o quotidiana.
  • Nella fase depressiva il soggetto manifesta sintomi quali sonnolenza eccessiva, mancanza di forze e di energia, umore depresso, senso di preoccupazione, senso di vuoto e di inutilità, mancanza di concentrazione, alterazioni dell'appetito, mancanza di stimoli e di reazione a qualsiasi evento o situazione della vita, sensazione di rallentamento e di stanchezza, pensieri autolesionistici o suicidi.
  • Nella fase mista si ha un'alternanza di giorni o settimane tra i sintomi della fase maniacale e quelli della fase depressiva. Questa alternanza rapida di fasi porta a difficoltà nelle attività quotidiane e lavorative. Questa fase solitamente è una fase di transizione tra la fase maniacale e la fase depressiva.

Cause e fattori di rischio.

Il motivo esatto per cui si sviluppa e manifesta il disturbo bipolare non è ancora stato chiarito ad oggi. Tuttavia sembra che alcune delle possibili cause possano essere legate a:

  • fattori di natura genetica, in particolare per il disturbo bipolare di tipo I. Le mutazioni o alterazioni possono coinvolgere diversi tratti genetici, quali i geni per i neurotrasmettitori serotonina dopamina, e glutammato, geni localizzati sui cromosomi X, 5 e 11, geni correlati ai canali per il calcio e per il sodio ed altri.
  • Fattori ambientali, ovvero fattori legati all'ambiente in cui l'individuo nasce, cresce e vive. Un esempio sono i fattori psicosociali quali abusi subiti durante l'infanzia, episodi di bullismo, lutti, perdite e shock affettivi, oppure gli eventi sociali forti ed importanti che generano una condizione di ansia tale da scatenare il disturbo in soggetti predisposti.
  • Fattori di natura biologica, quali alterazioni nel sistema endocrino, nel sistema neurochimico (che riguarda i neurotrasmettitori, ad esempio un deficit di serotonina) e nel sistema immunitario.

Diagnosi del disturbo bipolare.

Diagnosticare il disturbo bipolare è spesso difficile, in quanto può presentare gli stessi sintomi di altre patologie psichiatriche come ad esempio la depressione maggiore o la schizofrenia o può presentare gli stessi sintomi delle tossicodipendenze da droghe o alcol.

È quindi necessario che il medico faccia un'anamnesi ben approfondita ed un attento esame della sintomatologia per ricondurre la sintomatologia al disturbo bipolare.

Lo sapevate che…

Una prima valutazione diagnostica può essere formulata tramite il test Young Mania Rating Scale, una scala di visualizzazione utile a valutare i sintomi legati al disturbo bipolare. Viene effettuato da un’equipe medica che, dopo un’attenta valutazione, decide se sottoporre o meno il paziente a un’ulteriore visita psichiatrica.

Le cure per tenere sotto controllo la psicosi maniaco - depressiva.

La terapia del disturbo bipolare è per lo più di tipo farmacologico. Ai farmaci però è possibile affiancare la psicoterapia che può aiutare ad identificare i sintomi ed a controllarli meglio, oltre che a garantire una buona qualità di vita.

Farmaci.

Per il trattamento del disturbo bipolare si utilizzano farmaci che servono ad evitare l'alternanza delle fasi maniacale e depressiva ed a mantenere stabile l'umore del paziente. Tra questi quelli maggiormente utilizzati sono:

  • Sali di litio, come il carbonato di litio, che si utilizzano come farmaci di prima scelta nel 60 - 70% di tutti i casi da trattare. Si utilizza per via orale sia negli adulti che negli adolescenti, con una posologia di 300 mg da 2 a 6 volte al giorno in base ai casi.
  • Farmaci antiepilettici, quali ad esempio la lamotrigina (per via orale da 100 a 400 mg al giorno), la carbamazepina (per via orale, da 400 a 600 mg in totale in 2 - 3 somministrazioni giornaliere) e l'acido valproico (per via orale, 750 mg al giorno). L'acido valproico e la carbamazepina sembrano essere particolarmente efficaci quando il paziente non risponde correttamente ai sali di litio.
  • Farmaci antipsicotici, che si utilizzano per lo più per il trattamento della fase maniacale. Tra questi possiamo citare olanzapina (da 10 a 15 mg al giorno), aripiprazolo (15 mg al giorno) e asenapina (da 5 a 10 mg al giorno).
  • Antidepressivi, utilizzati per il trattamento della fase depressiva del disturbo. Tra quelli maggiormente usati abbiamo gli antidepressivi triciclici e gli inibitori del reuptake della serotonina.

Attenzione!

Farmaci specifici, posologia e modalità di somministrazione vengono stabiliti dal medico in base ai casi.

Psicoterapia.

Accanto alla terapia farmacologica è utile intraprendere un percorso di psicoterapia, per migliorare la stabilità dell'umore e far fronte alle crisi che sopraggiungono. Tra le varie tipologie di psicoterapia la più indicata risulta essere la terapia cognitivo comportamentale associata ad una tipologia di nuova cura che si chiama psicoeducazione.

Approfondisci come funziona la terapia cognitivo comportamentale.

Le due strategie terapeutiche si pongono i seguenti obiettivi:

  • Mettere il paziente in condizione di riconoscere i sintomi che precedono una crisi, di modo da poter intervenire tempestivamente.
  • Dare informazioni sulla patologia sia al paziente che ai suoi familiari ed amici, in modo da renderli consapevoli e coscienti e da affrontare così meglio la malattia.
  • Far sviluppare al paziente la capacità di problem - solving, sia per quanto riguarda gli aspetti pratici della malattia (come ad esempio quando assumere i farmaci), sia per quanto riguarda le difficoltà quotidiane quali ad esempio la gestione della rabbia o le difficoltà comunicative.
  • Mettere in discussione con il paziente il pensiero irrazionale e disfunzionale che si viene a creare durante gli episodi maniacali.

L’articolo ha uno scopo puramente informativo e non intende sostituire il parere del medico psichiatra.

Supervisione: Maria Grazia Cariello - Collaboratori: Dott.sa Margherita Mazzola (Biologa - Nutrizionista) - Dott.sa Francesca Vassallo

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