Disturbi del sonno.

Disturbi del sonno

Avere disturbi durante il sonno è un’anomalia a cui molti sono soggetti.

Dormire non è solo un piacere, ma è soprattutto una necessità. Una necessità per il nostro cervello, perchè risistemi le memorie e selezioni i ricordi in base all’utilità, per il nostro corpo, perchè si riposi e riacquisti le energie spese durante il giorno e per il nostro cuore, perchè trovi sosta dagli affanni e dalle angosce quotidiane.

Il concetto di disturbo del sonno è un concetto alquanto relativo e non si basa assolutamente sulla quantità di tempo che trascorriamo a dormire, ma sulla qualità del nostro sonno. Se al risveglio ci sentiamo ancora stanchi e spossati, con difficoltà alla concentrazione e all’apprendimento, vuol dire che il nostro sonno non è stato benefico ed è stato intaccato da anomalie, che talvolta risulta difficile individuare ed interpretare. Vediamo più da vicino di che cosa si tratta.

Disturbi del sonno: cosa sono e cosa li provoca

Come abbiamo detto, i disturbi del sonno sono delle vere e proprie anomalie che alterano il ritmo sonno - veglia che contraddistingue i nostri giorni.

Queste alterazioni influiscono considerevolmente sul nostro riposo e sulla sua qualità, provocando effetti dannosi sulla vita di tutti i giorni.

Dobbiamo distinguere il disturbo del sonno vero e proprio, inteso come patologia, da una semplice difficoltà ad addormentarsi, che in genere risulta dovuta a motivi particolarmente semplici.

Il disturbo del sonno non ha niente a che vedere con la durata del nostro riposo: ci sono persone che, pur dormendo quattro o cinque ore al giorno, si sentono riposate ed altre che, dormendo poco e male, risentono sul proprio corpo degli effetti, che inficiano il corretto funzionamento del proprio corpo e del proprio cervello.

Il campanello d’allarme, per capire che siamo affetti da un disturbo del sonno, più o meno grave, è la stanchezza che si verifica immediatamente dopo il risveglio: questo significa che, pur avendo dormito, lo abbiamo fatto male e il nostro cervello, insieme con il nostro corpo, non si sente completamente appagato.

La principale causa dei disturbi del sonno è l’ansia, che influisce in maniera negativa sul sistema nervoso, generando queste anomalie consistenti. Anche lo stress ed uno stadio psico-fisico compromesso possono produrre questi disturbi.

Talvolta il disturbo del sonno può essere, invece, dovuto a motivi banali e facilmente risolvibili: semplici alterazioni del bioritmo, brutti sogni ricorrenti o un partner particolarmente fastidioso, che non ci dona attimi di tranquillità con il suo russare.

Le varie tipologie di disturbi del sonno

I disturbi del sonno possono essere classificati in tre diverse tipologie: le parainsonnie, cioè dei disturbi del comportamento durante il sonno; le insonnie, che sono delle vere e proprie difficoltà a dormire; le dissonie, cioè delle vere e proprie alterazioni delle quantità e del ritmo del sonno.

Le parainsonnie

Le parainsonnie sono dei disturbi molto frequenti, che si verificano tanto nei bambini quanto negli adulti. I motivi possono essere molti e questi disturbi possono rendere difficile il riposo, ma non impedirlo del tutto.

Alle parainsonnie appartengono il bruxismo e il sonnambulismo, due disturbi fondamentalmente causati dall’ansia e dallo stress.

  • Il bruxismo è una patologia che consiste nel continuo digrignamento dei denti durante la notte che, non solo ne usura la superficie, ma arreca frequenti dolori ai muscoli facciali ed emicranee. Pe combattere il bruxismo è necessario rivolgersi ad un odontoiatra che possa fornirci un bite, una sorta di apparecchio di resina che serve per impedire ed ostacolare questo meccanismo.
  • Il sonnambulismo consiste nel camminare, mangiare, correre durante la notte, senza avere la capacità di ricordarlo una volta svegli: si verifica, di solito, nel primo stadio della notte e negli individui maschi. Il sonnambulismo è molto frequente anche nei bambini al di sotto dei dieci anni d’età, nei soggetti adulti invece per lo più è legato all’abuso di alcool o sostanze stupefacenti, orari irregolari a patologie più gravi, come demenza senile, morbo di Alzheimer, epilessia. Il sonnambulismo provoca uno stato di confusione e una difficoltà a distinguere il momento del sonno da quello della veglia: può durare da qualche minuto fino addirittura ad un’ora. Ricordatevi di non svegliare mai un sonnambulo, ma cercate sempre di assecondare i suoi movimenti.
Alla categoria delle parainsonnie appartengono:

  • Sonniloquio: patologia che consiste nel parlare durante il sonno, senza accorgersene;
  • Disturbi da incubi: il sonno è frequentemente disturbato da incubi ricorrenti;
  • Pavor Nocturnus: si tratta di un vero e proprio terrore del sonno. Si manifesta con delle crisi di angoscia, urla, tachicardia, difficoltà a respirare, dilatazione delle pupille e può durare fino a dieci minuti. E’ particolarmente frequente nei bambini dai 4 ai 12 anni, ma anche nei ragazzi dai 20 ai 30;
  • Enuresi notturna: cause psicologiche e necessità di attirare l’attenzione causano nei bambini, entro i sei anni d’età, la difficoltà a trattenere le urine;
  • Sindrome delle gambe senza riposo: le gambe sono sempre stanche e senza riposo, come se, invece di trovarci in posizione rilassata, ci trovassimo perennemente in piedi.
Le insonnie

La difficoltà ad addormentarsi provoca poco riposo e stanchezza. L’insonnia può essere classificata in: transitoria, a breve termine e cronica.

  • L’insonnia transitoria è la reazione incondizionata del sistema nervoso ad un evento positivo o negativo (che può essere un esame, il giorno del matrimonio, un evento luttuoso): il cervello è come se restasse in uno stadio di veglia permanente. A volte anche il cambio di fuso orario, i rumori insistenti o un comunissimo raffreddore possono provocare insonnia: per combatterla, basta cercare, in questo caso, di eliminare il problema alla radice.
  • L’insonnia a breve termine può durare per un periodo di tempo di al massimo due o tre settimane: a scaturirla è, in genere, un evento funesto, la notizia di una malattia o un lutto, e rientra con l’aiuto di uno specialista e con dei farmaci specifici.
  • L’insonnia cronica, invece, può dipendere da fattori psicologici, fisiologici, ambientali o drammatici. Impediscono di dormire anche l’abuso di alcool, droghe e caffeina, lo stress, l’ansia e l’incontinenza. Chi è affetto da insonnia cronica è come se non dormisse mai, ma rimanesse sempre in uno stato di veglia perpetua: oltre ad eliminare sostanze dannose per il nostro organismo, è necessario rilassarsi per riuscire a superare il problema.
Le dissonie

Le dissonie sono delle alterazioni in quantità e ritmo del sonno.

Le più importanti sono:

  • Ipersonnia: tendenza a dormire più del dovuto e per più ore di seguito, anche durante il giorno. Questa patologia arreca nervosismo e confusione nei soggetti affetti. Non bisogna mai confondere una persona pigra, a cui piace dormire, da un soggetto affetto da ipersonnia, che è tutt’altro che sintomo di pigrizia;
  • Narcolessia: è la sonnolenza diurna, che si verifica con dei veri e propri attacchi di sonno, ai quali non si riesce a resistere. La narcolessia può provocare: cataplessia, cioè la tendenza ad afflosciarsi a terra perchè presi dal sonno o addirittura allucinazioni;
  • Disturbi del ritmo circadiano: il ritmo circadiano è il nostro orologio biologico, che opera su base giornaliera. Questi disturbi impediscono una vita sociale o lavorativa regolare, in quanto il sonno risulta influenzato da necessità del tutto personali.

La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS)

Un capitolo a parte meritano le apnee ostruttive nel sonno, conosciute dagli specialisti con il nome di OSAS (acronimo dall’inglese Obstructive Sleep Apnea Syndrome).

Le apnee ostruttive sono caratterizzate da una parziale o totale, talvolta anche prolungata, ostruzione delle vie aeree, con conseguente difficoltà a respirare, durante il sonno.

Oltre alla comune roncopatia, caratterizzata da un’ostruzione della parte alta delle vie respiratorie, l’apnea notturna è sicuramente la sindrome più pericolosa.

Può variare in durata, ma può ripetersi più volte nel corso della notte: il soggetto ha una sensazione di soffocamento prolungata, a causa del blocco delle vie aeree.

Il palato molle viene risucchiato, durante l’inspirazione, provocando l’apnea. La sensazione di soffocamento invia impulsi al cervello che, a sua volta, invia stimoli ai muscoli affinchè riprendano a funzionare. L’apnea notturna genera, il più delle volte, un sonno profondo insufficiente e un fase rem del sonno ridotta, causando l’afflusso di poco ossigeno al cervello.

Gli effetti di un riposo non proprio tranquillo

I disturbi del sonno provocano effetti sul nostro organismo molto deleteri: oltre ad aumentare la tendenza all’ipertensione arteriosa e ad alterare il metabolismo glicidico, sottoponendo il soggetto ad una maggiore tendenza al diabete, aumentano l’appetito e quindi possono favorire l’obesità.

La mancanza di riposo ci rende nervosi, irritabili e perennemente stanchi: visivamente, all’impatto, appariamo provati, con palpebre pesanti, borse sotto agli occhi e pelle poco luminosa.

E’ stato provato scientificamente che i disturbi del sonno e la conseguente mancanza di riposo agevolano l’invecchiamento delle nostre cellule.

Come arginare i disturbi del sonno

I disturbi del sonno vanno curati con l’aiuto dello specialista; tuttavia, è possibile adottare qualche piccolo rimedio per ridurne i fastidi.

E’ importante, innanzitutto, limitare l’uso di alcool, caffeina e nicotina: consumare sempre pasti leggeri e praticare attività fisica regolare.

Il cuscino e il materasso devono essere comfortevoli e bisogna dormire in una stanza con luce e temperatura costante, senza mai lasciare il passo al caldo o al freddo o alla troppa luce.

Se riscontrate difficoltà ad addormentarvi, non rimanete a letto: rischiereste solo di stressarvi ancora di più. Alzatevi e cercate di rilassarvi, magari facendo qualcosa che vi piace, che possa conciliare il sonno. Se avete riscontrato difficoltà ad addormentarvi, la cosa più sbagliata che voi possiate fare è cercare di recuperare al mattino: nulla può farvi recuperare il sonno perduto durante la notte.

Piuttosto, cercate di rimediare ai vostri problemi psicologici e alle vostre ansie: se curerete questi disturbi, un sonno più tranquillo vi sarà assicurato.

Pagina Successiva >> foto, commenti ed articoli simili.

Ti è piaciuto questo articolo?

Deve migliorare!

Segui Benessere 360:


Consigliati dalla community
Gli amici della community


Torna alla home di Benessere.

La Tua Opinione Conta!

Giudica questo articolo:

Deve migliorare!

Segui Benessere 360:

Articoli che potrebbero interessarti:

Insonnia Insonnia

Cause dell'insonnia Cause dell'insonnia

Loading